Retrogaming, utente italiano accusato di aver venduto giochi contraffatti per 100.000€

Un utente italiano di un noto gruppo Facebook dedicato al retrogaming è stato accusato di aver venduto giochi contraffatti per 100.000 euro.

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   01/06/2022
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Il retrogaming ha dei chiari risvolti collezionistici, con titoli più o meno rari che possono arrivare a valere anche a cifre enormi. Tuttavia capitano anche episodi spiacevoli come quello descritto dal gruppo Facebook Big Box PC Game Collectors, secondo cui un utente italiano, nonché moderatore, avrebbe venduto giochi contraffatti per diversi anni, racimolando qualcosa come 100.000 euro.

L'inganno è venuto alla luce quando l'utente in questione ha venduto una copia di Akalabeth: World of Doom, classico del 1979 sviluppato da Richard Garriot prima della serie Ultima. La persona che ha acquistato il gioco si è resa conto che qualcosa non quadrava e ha cominciato a condurre alcune indagini.

Da lì è venuto fuori che diversi altri titoli venduti dall'ex moderatore del gruppo Facebook avevano qualcosa che non andava: etichette tagliate a mano, stampe effettuate con dispositivi moderni, loghi riposizionati o caratteri differenti rispetto agli originali.

Insomma, i neopossessori di rispettabilissime collezioni di classici si sono ritrovati con un proverbiale pugno di mosche, vittime di un'evidente truffa messa in piedi con la consapevolezza che le verifiche sarebbero state difficili da effettuare proprio per via della (supposta) delicatezza dei materiali. Chi testerebbe il funzionamento di un floppy disk di quarant'anni fa?

Stando a un documento redatto dai responsabili del gruppo, pare che le vendite incriminate dell'utente italiano andassero avanti almeno dal 2015, ma non è dato sapere se qualcuno si sia mosso dal punto di vista legale per ottenere giustizia.