Ryse: Son of Rome è stato probabilmente il gioco più impressionante tra quelli emersi al lancio della generazione Xbox One e PS4, con il titolo Crytek che è risultato una sorta di "showcase tecnico" di notevole valore da questo punto di vista, ma piuttosto scarno come gioco di per sé, dunque risulta interessante sapere che la compagnia aveva pensato in grande per il titolo, fino a poterlo far diventare una serie destinata ad essere un po' "l'Assassin's Creed di Xbox".
La prospettiva poi non si è realizzata, chiaramente: il gioco è stato celebrato da tutti come una notevole dimostrazione di capacità tecnica da parte di Crytek e del suo motore grafico interno, il CryEngine, ma non ha mai convinto più di tanto sul fronte del gameplay, con un sistema di combattimento considerato un po' troppo basilare.
È anche un gioco piuttosto corto, visto che la storia si completa in circa 5-6 ore, e questo è stato un elemento particolarmente criticato all'epoca del lancio, sebbene la narrazione proceda con un buon ritmo.
Diverse ambientazioni storiche
Secondo quanto riferito da Patrick Hanenberger, un production designer che ha lavorato proprio a Ryse: Son of Rome, e altri ex-membri del team, i progetti di Crytek erano ben diversi però, e si sarebbero dovuti tradurre in una lunga serie con diverse ambientazioni.
L'idea era di spaziare anche oltre l'impero romano, andando ad esplorare vari scenari e forse anche epoche diverse, proprio come fa la serie di Ubisoft ormai da decenni.
Anche sul singolo gioco ci furono discussioni, sulla possibilità di limitarsi all'ambientazione romana o proporne altre in una storia più complessa, ma il franchise prevedeva di comprendere forse una storia con ambientazione vichinga e addirittura arrivare fino al Giappone feudale.
Anche il gameplay doveva essere più complesso: viene fatto l'esempio della possibilità, prevista inizialmente, di una maggiore libertà nel controllo del personaggio, che avrebbe potuto entrare nella formazione a testuggine o uscire da questa per combattere liberamente in qualsiasi momento, o anche esplorare ulteriori tattiche di combattimento storiche.
La necessità di uscire come gioco di lancio di Xbox One costrinse però il team a tagliare molte parti che erano state progettate inizialmente, riducendo anche la storia a causa della mancanza di tempo per poter completare il progetto.
Lo scarso successo di critica e vendite portarono poi ad abbandonare l'idea di costruire una serie sul franchise, che di fatto è rimasto limitato a quell'unico e spettacolare capitolo uscito al lancio su Xbox One.
Interessante notare anche che i seguiti non sono mai stati ufficialmente cancellati: la proprietà intellettuale è rimasta in un limbo perché Crytek non ha mai voluto vendere la proprietà intellettuale a Microsoft, e le difficoltà incontrate in seguito dall'etichetta hanno comunque impedito di riprenderla con ulteriori progetti.