I dati preliminari diffusi da Samsung Electronics mostrano come l'espansione dell'intelligenza artificiale stia avendo effetti diretti sui conti dei grandi produttori di memoria, in un contesto segnato da offerta limitata e domanda in forte accelerazione. La società sudcoreana ha infatti comunicato stime finanziarie che indicano una crescita molto marcata della redditività nell'ultimo trimestre dell'anno, superando le aspettative degli analisti e segnando un nuovo massimo storico.
Numeri che riflettono non solo la ripresa del settore, ma anche un cambiamento strutturale nella domanda di chip.
Le previsioni di Samsung
Samsung Electronics ha stimato per il periodo ottobre-dicembre un utile operativo pari a 20.000 miliardi di won, equivalenti a circa 13,8 miliardi di euro, quasi tre volte superiore rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. La cifra supera anche le previsioni medie degli analisti, che si attestavano intorno ai 18.000 miliardi di won, secondo i dati LSEG.
Si tratta del miglior risultato trimestrale mai registrato dal gruppo, superiore al precedente record di 17.600 miliardi di won raggiunto nel terzo trimestre del 2018. Un dato che conferma la fase di forte espansione del comparto memoria dopo un periodo di volatilità e margini compressi.
Alla base di questa crescita c'è l'aumento dei prezzi dei chip di memoria convenzionali, in particolare DRAM, utilizzati in server, PC e dispositivi mobili. La domanda è sostenuta soprattutto dai data center e dalle infrastrutture necessarie per l'addestramento e l'esecuzione di modelli di intelligenza artificiale, che richiedono grandi quantità di memoria ad alte prestazioni.
Nonostante i risultati, il titolo Samsung ha chiuso la seduta in calo dell'1,6%, dopo aver toccato un nuovo massimo storico durante la giornata. La flessione è stata interpretata come una presa di profitto, dopo un rialzo di circa il 155% registrato nell'arco degli ultimi dodici mesi.
La pressione sulla domanda non riguarda solo Samsung. Anche altri grandi produttori di memoria come SK Hynix e Micron stanno faticando a soddisfare le richieste del mercato, valutando investimenti in nuovi impianti produttivi. Il tema è stato richiamato anche da Jensen Huang, amministratore delegato di NVIDIA, che ha sottolineato come l'industria stia entrando nell'era delle cosiddette "AI factory", con un bisogno crescente di capacità produttiva.
Le previsioni di mercato confermano questa tendenza. Secondo Macquarie Equity Research, il mercato globale delle DRAM potrebbe superare i 311 miliardi di dollari nel 2026, più del doppio rispetto allo scorso anno e quasi sei volte il valore stimato per il 2023. Un'espansione che riflette un cambio di scala nella domanda strutturale.