SmartPower HDR: è questo il nome della nuova tecnologia sviluppata congiuntamente da Samsung Display e Intel, mostrata per la prima volta lo scorso anno e ora descritta più nel dettaglio. L'obiettivo dichiarato è contenere i consumi durante la riproduzione di contenuti HDR, uno dei contesti più critici per l'autonomia dei portatili OLED.
SmartPower HDR nasce quindi come risposta a un limite pratico che ha spesso spinto produttori e utenti a preferire la modalità SDR, sacrificando qualità dell'immagine in favore di una maggiore durata della batteria. Ma vediamo insieme come dovrebbe funzionare, almeno nelle intenzioni dei suoi creatori.
Come funziona SmartPower HDR
Il funzionamento di SmartPower HDR si basa su un controllo dinamico della luminosità e della tensione di alimentazione del pannello. Secondo Samsung Display, il chipset del portatile analizza in tempo reale la luminosità di picco di ogni singolo frame visualizzato. Questi dati vengono poi elaborati dal controller del pannello OLED, che valuta anche la percentuale di pixel effettivamente attivi sullo schermo.
Sulla base di queste informazioni, il sistema calcola la tensione di pilotaggio ottimale per il pannello, evitando di mantenere livelli elevati di luminosità quando non sono necessari. Si tratta di un approccio diverso rispetto alle modalità HDR tradizionali, che tendono a fissare la luminosità massima anche in scenari comuni come la navigazione web o l'editing di documenti.
Samsung Display sottolinea come molte attività quotidiane possano essere gestite a tensioni più basse, mentre solo contenuti specifici come giochi o video ad alta definizione richiedono valori più elevati. L'assenza di una regolazione dinamica ha finora portato a un consumo energetico superiore al necessario, rendendo l'HDR poco pratico nell'uso quotidiano su notebook.
I dati condivisi indicano una riduzione dei consumi legati all'emissione dei pixel OLED fino al 22 per cento negli scenari di utilizzo generale e fino al 17 per cento durante la visualizzazione di contenuti HDR. Un aspetto rilevante è che, nelle attività non multimediali, il consumo risulta paragonabile a quello della modalità SDR, pur mantenendo i benefici visivi dell'HDR.
Dal punto di vista dell'utente finale, questo approccio potrebbe tradursi in un uso più frequente dell'HDR senza penalizzazioni evidenti sull'autonomia, uno dei principali compromessi dei portatili OLED attuali.