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Swen Vincke di Larian Studios chiede un Metacritic per la stampa videoludica

Swen Vincke ha chiesto un Metacritic per la stampa videoludica, generando non poche reazioni negli addetti ai lavori.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   28/01/2026
Swen Vincke
Baldur's Gate III
Baldur's Gate III
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Swen Vincke, il capo di Larian Studios, gli autori tra gli altri di Baldur's Gate 3, ha deciso di attaccare la stampa videoludica, chiedendo una specie di Metacritic per giudicare le recensioni.

Vincke ha esordito dicendo: "Non mi piace quando le persone sparano a zero sulle cose create dagli altri. Mettere qualcosa al mondo ti rende vulnerabile, e solo per questo merita rispetto, anche se non ti piace ciò che è stato fatto. È facile distruggere le cose, molto più difficile costruirle. I migliori critici lo sanno. Anche quando sono critici, fanno del loro meglio per non essere feroci."

Metacritic della critica?

Quindi è arrivata l'idea del Metacritic: "A volte penso che sarebbe una buona idea dare un punteggio ai critici, in stile Metacritic, in base a come gli altri valutano le loro recensioni. Mi piace immaginare che questo incoraggerebbe un po' più di misura. Usare parole dure fa danni reali. Uno sviluppatore non dovrebbe essere costretto a farsi crescere il pelo sullo stomaco solo perché vuole pubblicare qualcosa."

Al momento X/Twitter ha dei problemi
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Il discorso di Vincke prosegue affermando che esistono molti giochi brutti e tanti altri fatti per le ragioni sbagliate, ma che è rarissimo che ce ne sia qualcuno con dietro persone cui non importa del loro lavoro.

Baldur's Gate 3, la recensione della versione console del capolavoro di Larian Studios Baldur's Gate 3, la recensione della versione console del capolavoro di Larian Studios

Quindi, il nostro passa a suggerire quello che secondo lui è il recensore perfetto: "Uno dei migliori recensori che ho conosciuto si rifiutava di recensire i giochi che considerava fallimentari. Credeva che gli sviluppatori meritassero la possibilità di riprovare. Sapeva che ogni tentativo fallito poteva portare a un nuovo capolavoro." L'esempio è più personale di quanto si creda, come spiegato dallo stesso Vincke: "Lo so perché io ero uno di quei sviluppatori che aveva fallito. Me lo ha detto solo molti anni dopo."

Con questo, Vincke non vuole che non esistano più recensioni negative, ma solo che non si esageri con i termini: "E sì, capisco che se qualcuno vi chiede dei soldi, voi vogliate sapere se ne vale la pena o no. Ma i recensori possono semplicemente dire: 'Non mi è piaciuto', oppure 'Non penso sia ben fatto', oppure 'Non penso che valga i soldi che chiedono'. Questo basta. Non c'è bisogno di offendere solo per qualche like."

Insomma, si tratta di un invito alla gentilezza verso il lavoro degli altri, che crediamo sia comportamento più consono da tenere in ogni occasione, non solo nel rapporto recensori / sviluppatori. Chiaramente non sono mancate le risposte più o meno piccate al discorso di Vincke, in particolare all'idea di un metacritic dei critici, come quella del giornalista Jeff Gerstmann, che ha sottolineato come in questo modo si esacerberebbero ancora di più i già difficili rapporti tra stampa e lettori: "Prova a ricevere email piene di schifezze per un paio di decenni, che vanno dai semplici insulti fino alle minacce di morte da parte di fanboy idioti che non sopportano che tu dia a un gioco "solo" 8/10, e vediamo quale delle due cose ti fa venire più pelo sullo stomaco, scemo. Dopo sei mesi o meno saresti già a terra."

Le risposte a Vincke sono state molte altre, da quella del giornalista Imran Khan, che ha fatto notare l'ironia sulla frase finale del post di Vincke, quella relativa al pelo sullo stomaco, a quella di altri utenti social, come Strife su Bluesky, che hanno sottolineato come un Metacritic della stampa porterebbe persone marginalizzate a esserlo ancora di più, con attacchi politici promossi da gruppi di facinorosi, in maniera simile a quanto è avvenuto con il Gamergate. Del resto, è chiaro che uno strumento simile verrebbe usato alla stregua di come vengono ad esempio utilizzati i commenti sotto le recensioni, ossia per attaccare il recensore reo di non aver dato il voto desiderato al gioco che si aspettava di più, cosa che già adesso capita con ogni uscita importante.