Swen Vincke, fondatore e CEO di Larian Studios, lo studio cui dobbiamo Baldur's Gate 3, ha voluto chiarire la sua posizione dopo le polemiche nate da un suo precedente intervento sul modo in cui i videogiochi vengono criticati dalla stampa di settore. Considerando l'importanza assunta da Larian dopo il successo di Baldur's Gate 3, è normale che le esternazioni del suo capo raggiungano un pubblico molto ampio.
Nel suo nuovo messaggio, Vincke ammette apertamente che il suo primo intervento era mal formulato e che non è arrivato il messaggio che voleva trasmettere. È stato frainteso, insomma. Ha quindi sottolineato di riconoscere un enorme valore nella critica e di non avere alcun problema con i giudizi negativi in sé. Il nodo della questione, per lui, è il modo in cui certe critiche vengono espresse. Quindi, il suo messaggio era contro le recensioni inutilmente aggressive, che diventano umilianti per gli sviluppatori. Testi del genere finiscono per creare distanza e ostilità tra persone che, in fondo, condividono la stessa passione e lo stesso obiettivo, ovvero avere dei giochi migliori.
Critica costruttiva
Vincke ha spiegato che la sua intenzione era quella di difendere la critica costruttiva, quella capace di spiegare cosa non funziona e perché, senza trasformare gli articoli in attacchi personali. Per questo ha cancellato il messaggio in cui proponeva un Metacritic per la critica, in modo che fosse valutata come avviene con gli sviluppatori. Secondo lui, quel messaggio, estrapolato dal discorso, stava generando delle interpretazioni errate.
Ha anche voluto chiarire che le sue parole non erano rivolte a chi critica certe pratiche economiche particolarmente aggressive o i giochi "snaturati" per motivi commerciali: su quel fronte, dice, continuerà a essere duro e polemico, perché ritiene che certi approcci danneggino profondamente ciò a cui tiene molto anche lui. Il suo pensiero era invece rivolto agli sviluppatori che amano il proprio lavoro e cercano di migliorarsi costantemente, ma che spesso finiscono per allontanarsi dal confronto con il pubblico proprio a causa della tossicità di alcune critiche.
Vincke ha raccontato di come abbia visto dei colleghi smettere del tutto di leggere commenti e recensioni dopo essere stati colpiti da insulti, minacce e attacchi personali. Una reazione comprensibile, ammette, perché continuare a esporsi a quel tipo di aggressività di "indurire la propria anima". Un po' di pelo sullo stomaco è necessario, ma averne troppo rischia di immunizzare anche dai feedback utili. Lui stesso ricorda di aver ricevuto minacce già nel 2009, semplicemente per aver lanciato un gioco che a qualcuno non era piaciuto.
Col tempo ha imparato a gestire meglio questo lato oscuro del confronto con il pubblico: oggi continua a leggere anche i commenti più duri, ma si concentra soprattutto su quelli costruttivi, che sono stati fondamentali per plasmare il successo di Baldur's Gate 3. Ribadisce inoltre di avere grande rispetto per i critici professionisti, molti dei quali conosce personalmente, e ricorda come all'interno di Larian lavorino diversi ex recensori. Sono proprio loro, dice, il suo punto di riferimento quando perde lucidità su ciò che sta facendo.
Con un esempio personale, racconta quanto apprezzi il contributo di Kevin VanOrd, oggi senior writer di Larian ed ex firma di GameSpot, perché persona molto schietta, ma allo stesso tempo sempre pronta a motivare i suoi commenti in modo utile e illuminante. Lo stesso vale per alcune recensioni pubbliche dei giochi Larian: alcune sono state davvero decisive nel far emergere problemi che il team non stava vedendo.
Il messaggio finale di Vincke è quindi che la critica è preziosa e necessaria, e la storia dello studio lo dimostra. Il problema non è il contenuto, ma la "confezione". Il suo primo post non è riuscito a trasmettere questa sfumatura, ma spera che il chiarimento aiuti a rimettere le cose in prospettiva.