Con un comunicato rivolto alla community, i responsabili di Skyblivion, attesissima total conversion che mira a ricostruire The Elder Scrolls IV: Oblivion usando il motore The Elder Scrolls V: Skyrim, hanno voluto chiarire, dicendosi "completamente trasparenti" sul punto, quanto accaduto dopo l'uscita dal progetto di un ex collaboratore volontario che aveva contribuito allo sviluppo. L'identità della persona coinvolta non viene indicata, probabilmente come forma di tutela legale.
Situazione controversa
Secondo il team, dopo l'addio ci sono state diverse discussioni sull'uso e sulla manutenzione del lavoro svolto dal collaboratore. Il principale punto di disaccordo riguarda la decompilazione di alcune parti del suo lavoro, a cui l'ex volontario si sarebbe opposto. Gli sviluppatori la descrivono come un passaggio necessario per mantenere le funzionalità e correggere i problemi dei sistemi già integrati nel progetto, dopo la revoca dell'accesso al repository originale del codice sorgente.
Nonostante i tentativi di trovare un accordo, prosegue il comunicato, la situazione sarebbe degenerata in minacce legali, comprese richieste dei nomi reali e degli indirizzi di casa dei responsabili volontari del team. Gli sviluppatori dicono di non poter accettare queste richieste e di considerarle sproporzionate. Un atteggiamento del tipo "prendersi il pallone e andarsene", si legge, contraddice lo spirito collaborativo e aperto della comunità del modding, che rende possibili grandi progetti nati dalla passione.
Il team afferma di aver consultato dei legali e di essere "completamente fiducioso" del proprio diritto di mantenere il codice inviato dall'ex volontario. Ciò nonostante, dice di non avere alcun interesse a trascinare in tribunale lo scontro con un ex membro del gruppo, anche perché parliamo di un progetto completamente gratuito. Per proteggere i volontari da stress inutili e garantire una separazione netta, avrebbe quindi rimosso quel codice, ricostruendo e migliorando il sistema da zero.
Secondo il comunicato, però, le minacce avrebbero continuato a intensificarsi. Il team chiede perciò alla community un'ultima cosa: non trasformare la vicenda in una "caccia alle streghe". Gli sviluppatori dichiarano di augurare "il meglio" all'ex volontario e di sperare in una risoluzione rapida, così da poter proseguire con il lancio di Skyblivion.