Valve ha risposto formalmente alle accuse della Procuratrice Generale di New York, Letitia James, che all'inizio dell'anno aveva citato in giudizio l'azienda sostenendo che le casse premio di Counter-Strike 2 costituissero una forma di gioco d'azzardo illegale. Paragonando l'apertura delle casse al funzionamento di una slot machine, l'accusa punta a sanzionare una funzionalità che ha generato miliardi di dollari di ricavi per la casa di Half-Life 2. In risposta, Valve ha presentato una mozione per chiedere l'archiviazione del caso, facendo uno strano paragone con gli Happy Meal.
Somigliano a cosa?
In una memoria difensiva di 42 pagine, l'azienda ha respinto le contestazioni, sostenendo che le sue scatole a sorpresa non rientrino nella definizione di gioco d'azzardo prevista dalle leggi dello Stato di New York. La difesa si basa su due punti principali: in primo luogo, ogni giocatore che apre una cassa riceve sempre e solo un oggetto estetico, il che significa che nessun importo viene mai "puntato o rischiato". In secondo luogo, Valve ha precisato che le skin non rappresentano "qualcosa di valore" ai sensi delle normative statali sul gioco d'azzardo, dal momento che né l'azienda stessa né il mercato interno di Steam permettono di convertirle direttamente in denaro contante.
Per illustrare le potenziali conseguenze di una sentenza a sfavorevole, Valve ha elencato una serie di prodotti di uso comune che, seguendo la logica dell'accusa, diventerebbero illegali. L'elenco presentato alla corte include i pacchetti di carte da baseball, le cosiddette blind box del marchio Labubu, i sacchetti a sorpresa delle fumetterie, le sorprese degli Happy Meal e i giocattoli inseriti nelle confezioni dei cereali. A questo proposito, l'azienda ha rivolto una domanda esplicita al giudice: "Un bambino può infilare la mano in una scatola di cereali e prendere un giocattolo a sorpresa?".
Gli obiettivi dell'azione legale intrapresa da Letitia James sono severi: la Procura richiede un risarcimento pari al triplo dei profitti ottenuti tramite le loot box e mira a proibirne totalmente la vendita ai residenti dello Stato di New York. Valve, dal canto suo, ha fatto notare come in passato il legislatore statale abbia valutato a più riprese l'ipotesi di regolamentare i sistemi a sorpresa, decidendo infine di non intervenire; di conseguenza, l'azienda ritiene di non aver avuto alcun motivo per sospettare di operare al di fuori della legalità.
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