Il vuoto lasciato da Dead Space 55

La mancanza di Dead Space e le possibilità del suo ritorno sulle scene videoludiche

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   13/07/2018

Potrà essere stato un titolo controverso, ma ora che sembra non esserci più speranza per un suo ritorno sulle scene un po' tutti, anche i suoi detrattori, rimpiangono l'uscita di scena di Dead Space. Questo sia per le indubbie qualità della serie che per le modalità con cui la sua dipartita è avvenuta: il mero calcolo aziendalista, su cui in effetti la passione videoludica pura può ben poco. Quando si parla di produzioni di questo calibro abbiamo a che fare con investimenti grossi da parte di publisher enormi, e questi ultimi giustamente guardano al profitto, c'è poco da fare. Tuttavia, restano parecchi interrogativi sulle scelte che hanno portato alla chiusura di Visceral e alla cancellazione della serie da parte di Electronic Arts, perché di fatto non si trattava proprio di un franchise fallimentare.


Secondo quanto è stato rivelato tempo fa da Zach Wilson, uno degli sviluppatori che ha lavorato alla serie, le vendite dei vari Dead Space non sono mai state particolarmente deludenti, solo che il budget messo a disposizione per il loro sviluppo era sicuramente sostanzioso e non è chiaro se le copie vendute non abbiano infine generato profitto o se ne abbiano generato troppo poco a fronte delle aspettative del publisher. Secondo questi dati, Dead Space 2 vedette circa 4 milioni di copie, che per un survival horror non sono pochi ma a fronte di 60 milioni di dollari spesi per la produzione possono essere nettamente insufficienti. Meno noto è invece il risultato di Dead Space 3 ma l'introduzione del multiplayer cooperativo - che tanto ha fatto indignare e discutere gli appassionati dell'originale - è stata una chiara mossa per cercare di espanderne l'utenza con una caratteristica notoriamente popolare.


Tuttavia, anche questo sembra non essere bastato a risollevare le sorti di una serie che, insieme ai suoi autori, è diventata un po' il simbolo della decadenza del single player classico agli occhi dei publisher third party di grosse dimensioni nel mercato attuale. Dead Space è peraltro simbolico di un periodo particolarmente florido per queste compagnie e per EA in particolare: quella seconda metà del primo decennio del 2000 che ha portato a breve distanza l'uno dall'altro titoli piuttosto particolari come Dead Space, Mirror's Edge e Skate, tutti e tre alquanto persi nel limbo ma ugualmente ricordati con affetto da milioni di giocatori in tutto il mondo che attendono in qualche modo un loro ritorno (giunto infine solo per Mirror's Edge, almeno per il momento). Ma siamo sicuri che un Dead Space 4 non avrebbe possibilità di cavarsela nel mercato odierno? Hanno senso tutte queste remore di EA nel tornare a sviluppare il survival horror in questione?


La chiusura di Visceral ovviamente rappresenta un ostacolo alquanto difficile da superare per poter proporre un quarto capitolo della serie, ma i tempi potrebbero essere maturi, paradossalmente per il suo essere un titolo che si presenterebbe alquanto anacronistico. Ora che anche Resident Evil passato alla soggettiva (salvo tornare alle origini con il Remake del secondo capitolo), un survival horror in terza persona come Dead Space manca più che mai e potrebbe avere vita facile in un mercato nel quale avrebbe ben pochi rivali. Certo alcune idee emerse proprio oggi dalle affermazioni di Ben Wanat risultano piuttosto allarmanti per gli appassionati dell'originale, come l'introduzione di un gameplay non lineare e i possibili innesti survival, ma se la sostanza rimanesse la stessa, saremmo probabilmente tutti ben pronti ad accogliere un Dead Space 4 e magari fargli raggiungere un risultato più incoraggiante per la sua sussistenza.