Yuji Horii, 72 anni, noto soprattutto come ideatore della serie Dragon Quest e per il suo lavoro su Chrono Trigger, ha pubblicato un nuovo gioco che, a suo dire, è stato realizzato con l'IA generativa in "circa 30 minuti". L'annuncio è arrivato tramite un post su X, in cui il designer ha confrontato questa esperienza con quella di quando creò The Portopia Serial Murder Case nel 1983.
È cambiato il mondo
"All'epoca ho ideato la storia, disegnato le immagini, scritto il codice e realizzato il gioco completamente da solo", ha ricordato Horii. "Oggi, grazie all'IA, anche se non so disegnare né programmare, posso limitarmi a dare istruzioni e creare da solo un gioco discreto. È davvero sorprendente. A proposito, il tempo di produzione del gioco qui sotto è stato di appena una trentina di minuti. Ah, e non premete il pulsante boost".
Il titolo si chiama Interrogation Room Komiya. Il giocatore deve fare delle scelte con l'obiettivo di portare un sospettato a confessare un crimine. Il tema investigativo richiama inevitabilmente Portopia, avventura poliziesca che segnò la storia del genere in Giappone.
Non è la prima volta che Horii si esprime con favore sull'intelligenza artificiale generativa. Lo scorso anno aveva raccontato di stare valutando l'inserimento di un chatbot in uno dei suoi futuri giochi. In occasione della conferenza G-Star 2025, in Corea del Sud, aveva spiegato che sarebbe interessante usare questo tipo di tecnologia, per esempio, in giochi a quiz o in gialli in cui bisogna individuare il colpevole, un'idea che oggi appare quasi anticipatrice di questo esperimento.
"Si potrebbe scoprire il colpevole parlando con i propri subordinati", aveva detto. "Oppure l'IA potrebbe condurre l'interrogatorio e, quando glielo si chiede, riferire: "ecco cosa hanno dichiarato". Risolvere davvero il caso attraverso la conversazione, chiacchierando... se fosse davvero possibile, sarebbe divertente, no?". Secondo quanto riportato all'epoca, alla domanda dell'intervistatore se stesse pensando di integrare l'IA nei suoi prossimi giochi, Horii avrebbe risposto di sì.
L'IA generativa resta un tema controverso nel settore videoludico, soprattutto per le preoccupazioni legate al plagio e alla qualità percepita dei risultati. Allo stesso tempo, molti sviluppatori la stanno già impiegando nella realizzazione dei propri giochi, con l'obiettivo di ridurre i costi e accelerare lo sviluppo.