La recensione di Animal Crossing Pocket Camp  14

Il franchise Nintendo sbarca su iOS e Android: il risultato è molto positivo

RECENSIONE di Simone Pettine   —   22/11/2017

Animal Crossing Pocket Camp è finalmente disponibile in tutto il mondo, pronto a proporre per la prima volta le inconfondibili atmosfere del franchise su dispositivi mobile. Già un mese fa, nella nostra anteprima, abbiamo illustrato a grandi linee l'offerta del titolo, focalizzandoci sugli elementi più interessanti e innovativi, ma anche manifestando più di un dubbio su alcune meccaniche un po' costrette sul piccolo schermo. Dopo aver continuato a pescare, raccogliere frutta e arredare il nostro campeggio ogni singolo giorno, siamo pronti per il verdetto finale.

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Un sentiero completamente nuovo

Animal Crossing Pocket Camp potrebbe rappresentare un punto di svolta cruciale nella serie: il titolo si è arricchito di una serie di innovazioni nel gameplay che, se riprese nei futuri capitoli, potrebbero rendere il franchise un gestionale sempre più corposo di contenuti, con una minima deriva verso il GDR. Avevamo intuito che qualcosa era nell'aria già con Happy Home Designer, apripista nella nuova modalità di organizzazione degli ambienti interni ed esterni. Il capitolo mobile continua con i cambiamenti, un po' perché deve necessariamente offrire un'esperienza diversa essendo tascabile, un po' perché tenta di suo soluzioni nuove. Cuore di Animal Crossing Pocket Camp è innanzitutto il sistema di progressione, che ci porterà a sbloccare nuovi oggetti di arredo, animaletti e strumenti man mano che il nostro Villager sale di livello. Non avremo tutto e subito a disposizione, limitati solo dagli spiccioli nelle nostre tasche (ancora rappresentate dalle "stelline"), ma sbloccheremo i contenuti un po' alla volta. In questo modo si mantiene vivo l'interesse per quelle che sono in fin dei conti poche e ripetitive azioni giornaliere, ma in grado di decretare fin dagli albori il successo della serie.

Vero punto di rottura col passato è anche il sistema di fabbricazione (o crafting): solo pochi mobili potranno essere comprati dai nipotini di Tom Nook, il resto dovremo farcelo da noi. O meglio, ce lo faremo realizzare da Merino, l'alpaca azzurro introdotto in Animal Crossing New Leaf, consegnandogli i preziosi materiali ottenuti nel nostro spensierato gironzolare. Se pensate che in Animal Crossing si possano accumulare soltanto frutta, pesci e conchiglie, dovrete ricredervi. Pocket Camp introduce materie prime essenziali come lana, legno e ferro, ma ancora più preziose e interessanti sono le essenze, distinte in quattro diversi tipi e strettamente legate agli interessi degli animaletti. Se la descrizione di un determinato personaggio lo dipingerà come spavaldo (ad esempio Apollo), vuol dire che quest'ultimo sarà soddisfatto solo se realizzerete per lui oggetti legati al tema della spavalderia, e che a sua volta vi regalerà essenze di questo tipo per la creazione di nuove decorazioni. Le stesse tende sono legate al nuovo ruolo dei buffi animaletti all'interno del titolo, e vengono raggruppate in base alla loro tipologia: potenziando la dimora dei personaggi del rispettivo tipo, tutti loro acquisiranno un bonus amicizia, ci faranno regali e si sentiranno più legati al nostro campeggio.

Missioni, amici e qualche punto debole

Magari ai fan storici non farà piacere, ma in Animal Crossing Pocket Camp non potremo scegliere gli animaletti da far apparire all'inizio del gioco riavviando continuamente la partita. I personaggi che arriveranno sono stabiliti a tavolino dagli sviluppatori secondo un certo ordine, e rispetteranno il livello del giocatore. Ci sono però anche degli aspetti positivi: sebbene, come sempre, Animal Crossing non imponga obiettivi di sorta, la gestione della nostra area da campeggio può essere considerata a tutti gli effetti la cosa più vicina allo scopo del titolo. Ampliandola, e costruendo le giuste tende e strutture, potremo invitare gli animaletti sparsi per la mappa di gioco a trasferirsi da noi, creando così il circolo privato composto da quelli che preferiamo. Per la prima volta sono proprio loro ad assegnarvi delle vere e proprie missioni secondarie, piccoli obiettivi che richiedono di trovare certi pesci, determinate conchiglie e via dicendo, per poi portarglieli. La ricompensa consiste in materiali utili, ma anche nell'aumento del loro livello di amicizia, altro dettaglio che favorisce le meccaniche farming, e quindi la longevità del titolo. Certo, non ci vuole poi molto per soddisfare tutte le richieste dei personaggi presenti, e gli animali in giro sono dopotutto soltanto quattro (escludendo quelli nel campeggio), ma ogni manciata di ore si danno il cambio, alternandosi con gli altri che abbiamo già sbloccato. Più saliamo di livello, più animaletti vengono resi disponibili, aumentando così le missioni e le risorse disponibili. Se le meccaniche proposte, per quanto ripetitive, riescono a convincere, Animal Crossing Pocket Camp scopre il fianco proprio dove si sente di più il peso del fattore mobile. Gli ambienti sono minuscoli, la mappa di gioco striminzita, e non ci si può fare nulla, neanche se venissero aggiunte nuove aree con i futuri aggiornamenti.

Retino, canna da pesca e pala non possono essere utilizzati a piacimento, ciascuno di essi è legato solo e soltanto a un determinato territorio. Il che spiega l'assenza di strumenti ormai diventati canonici, come la fionda, il megafono e il cronometro. Ancora, gli oggetti trasportabili nell'inventario sono davvero troppo pochi, soprattutto considerando che l'accumulo di risorse è uno dei cardini della produzione. Non possiamo neppure lasciarli a terra come negli altri episodi della serie, e il fatto che le espansioni debbano essere pagate con i Biglietti Foglia fa storcere ancora di più il naso. Di tanto in tanto, inoltre, i tempi richiesti per il completamento delle operazioni diventano frustranti: passino le tre ore per far "ricaricare" gli alberi da frutta, alcuni edifici richiedono anche due giorni per completare la costruzione. Ci hanno invece convinto le poche funzionalità online presenti. I nostri amici possono venire a visitare il campeggio che abbiamo preparato, mandarci aiuti per sbloccare un minigioco disponibile ogni ventiquattro ore, persino mettere in vendita oggetti alla propria bancarella, che possiamo acquistare in caso di bisogno urgente per completare le missioni. Non mancano sfide a breve e lungo termine, con cui guadagnare i Biglietti Foglia, acquistabili anche con valuta reale. In questo senso, almeno fino al livello 30, le meccaniche freemium non hanno mai costituito un problema. Con calma e pazienza si fa tutto, non serve spendere neppure un euro. E "calma e pazienza" non è forse il secondo nome della serie?

Versione testata
iPhone
Multiplayer.it

8.0

Lettori (12)

7.9

Il tuo voto

Animal Crossing Pocket Camp è il titolo più fedele, completo e curato del franchise che si possa pretendere su smartphone. Malgrado le apparenze offre ore ed ore di divertimento, e più di un obiettivo: costruire il proprio campeggio, coltivare amicizie con gli animaletti, gestire e potenziare edifici, completare la raccolta degli oggetti, in un circolo virtuoso in cui ogni elemento dipende dall'altro. Ha anche qualche difettuccio, legato soprattutto alla piattaforma di gioco, ma gli amanti della serie lo adoreranno. Se poi Nintendo vorrà continuare a supportarlo con eventi tematici e nuove funzionalità, avremo da giocare fino all'arrivo del prossimo capitolo home console.

PRO

  • Un vero Animal Crossing in miniatura
  • Nuove funzioni, missioni e strutture
  • Progressione sapientemente studiata

CONTRO

  • Ambienti troppo piccoli, a tratti spogli
  • Molte chiacchiere inutili con i personaggi non giocanti
  • Inventario fastidiosamente piccolo