La recensione di The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia  28

I Peccati Capitali arrivano su PlayStation 4, con qualche incertezza di troppo

RECENSIONE di Simone Pettine   —   09/02/2018

The Seven Deadly Sins forse non brillerà per una trama da premio oscar, ma indubbiamente la serie ha raggiunto in questi sei anni una certa notorietà, e manga ed anime sono arrivati recentemente anche in Italia. Dove i fan iniziano ad applaudire uno shonen, si sa, c'è sempre Bandai Namco in incognito pronta a prendere appunti per sviluppare un gioco a tema. The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia è il primo sul franchise, ed approda in esclusiva su PlayStation 4 offrendoci i frenetici scontri tra Cavalieri Sacri e Peccati Capitali. Il tutto senza trascurare un po' di narrazione legata alla trama vera e propria, utile per chi non ha mai sentito parlare dell'opera di Nakaba Suzuki. Com'è andata? Diciamo che c'è ancora molto da migliorare, ma in fondo nessuno è perfetto: ce lo insegnano proprio i Deadly Sins.

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Perdona i miei peccati

The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia è un'occasione perfetta per entrare in contatto con l'opera di Suzuki, sotto forma di prodotto videoludico. Naturalmente chi segue le vicende dei suoi personaggi vivrà in un costante stato di esaltazione per quella decina di ore necessaria a completare la storia principale, ma anche chi non ha mai sentito parlare prima dei Peccati Capitali potrà godersi il gioco. Uno dei suoi pregi principali (non sono poi molti, in effetti) è quello di seguire fedelmente gli archi narrativi finora rilasciati, anche se non c'è il tempo per approfondire come si dovrebbe il retroscena di ogni personaggio importante. Le vicende ruotano attorno alla missione di Elizabeth e di Meliodas: riunire i Seven Deadly Sins per salvare il regno di Lionesse.

Molto tempo fa i Peccati Capitali erano i paladini del regno, guerrieri potentissimi. Pur avendo commesso ciascuno un crimine terribile, fonte della loro immortalità, avevano protetto il regno di Britannia da minacce esterne. Furono però accusati di aver ucciso un Cavaliere Sacro, Zaratras, pertanto vennero sconfitti, dispersi, e considerati veri e propri ricercati. In realtà neanche i Cavalieri Sacri dovevano essere queste gran brave persone: ora che hanno ordito un complotto per spodestare il re e prendere il controllo dell'intera Lionesse, la speranza della Britannia risiede in Elizabeth, la figlia del legittimo sovrano. E consiste appunto nel riunire i sette antichi guerrieri per sconfiggere i Cavalieri Sacri. Knights of Britannia ci permette allora di viaggiare per l'intero regno di Lionesse, spostando il maialino Hawk sulla mappa di gioco come se fosse una "pedina", e riaprire la nostra locanda (la Boar Hat) in ogni cittadina importante. La locanda funge da hub improvvisato e da "menù" della modalità Storia: da qui potremo intraprendere le varie missioni principali, le secondarie, o potenziare i nostri personaggi con nuovi oggetti magici. Knights of britannia è un curioso ibrido tra l'action e il picchiaduro: per la maggior parte del tempo ci chiede semplicemente di controllare uno dei Deadly Sins in una piccola area, e di far fuori un certo numero di nemici prima che scada il tempo.

Gli avversari standard, i cavalieri semplici, non hanno alcuna speranza di fronteggiare uno dei nostri immortali: è possibile superare la maggior parte dei livelli semplicemente spostandoci di tanto in tanto e spammando ad oltranza gli stessi attacchi, dato che la difficoltà complessiva del titolo è ai minimi storici. Di tanto in tanto però si passa anche ad un vero picchiaduro, per quanto semplificato: e qui l'influenza dei Naruto Shippuden si fa sentire. Il nostro eroe, in questi casi, deve affrontare un solo avversario, e questa volta alla sua altezza. Solitamente si tratta di un Cavaliere Sacro dai poteri particolari: Gilthunder combatte a base di fulmini, Guila domina le esplosioni, ma ci sono davvero tutti quelli dell'opera. Ogni personaggio a disposizione del giocatore possiede le stesse tipologie di attacco: Triangolo per il colpo pesante, Quadrato per quello leggero, Cerchio per i colpi a distanza. Le magie utilizzano gli stessi tasti, accompagnati dalla pressione contemporanea di R1. Infine la mossa finale, devastante, di ogni Deadly Sin: dopo aver accumulando sufficiente energia nella barra laterale rosa potremo utilizzare R2 per scatenare il nostro Peccato.

Trofei PlayStation 4

The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia regala un trofeo di platino particolarmente semplice da ottenere. Per sbloccare tutti i trofei sarà necessario completare la Modalità Storia, e ottenere un grado S per tutte le missioni principali e secondarie. Sembra un'impresa ardua, ma dopotutto non lo è, data la difficoltà del titolo tendente verso il basso. Dovremo poi eseguire la mossa speciale di ogni personaggio almeno una volta, e in generale provarli un po' tutti: grazie alla Modalità Duelli saranno sempre a portata di mano, dopo averli sbloccati nella trama principale.

Scontri devastanti, ma poco convincenti

Bandai ha voluto proporre con The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia tutta la dinamicità degli scontri dell'anime. E ce l'ha fatta, perché sono realizzati in modo molto fedele. Il peccato è che tutto si rivela troppo sbilanciato: passino gli scontri contro i soldati normali, che comunque si ripetono in missioni tutte tremendamente uguali fino alla fine del gioco. Ma anche quando affrontiamo i Cavalieri Sacri, o altri Deadly Sins, è palese il fatto che alcuni siano troppo più potenti di altri. Prendiamo ad esempio il piccolo King: è praticamente ingiocabile. L'idea era quello di renderlo avvantaggiato nel corpo a corpo ravvicinato, ma provate a farlo competere con Melodias qualsiasi che inizi a lanciargli attacchi a distanza a raffica. Dopo pochi minuti verrà sconfitto, soprattutto perché, al contrario, gli attacchi a distanza di King sono troppo lenti e imprecisi per avere effetto. Lo stesso discorso vale per alcuni personaggi dalle mosse finali davvero devastanti per la rapidità e quantità di danni inflitti. Lo sbilanciamento è accettabile giocando nelle missioni della storia, online diventa più problematico. Knights of Britannia, infatti, offre anche una seconda modalità di gioco, denominata semplicemente Duelli. Qui l'anima del picchiaduro la fa da padrone: si scelgono i guerrieri, si sceglie l'arena, e volano le botte nella Britannia medievale.

È possibile anche giocare in locale con un amico, e a patto di scegliere Peccati e Cavalieri che si equivalgano, qui il titolo dona qualche soddisfazione. Ma altrove non ce ne sono molte altre. La meccanica delle "dicerie" nelle locande aperte per Lionesse è divertente e originale, ma è un semplice indicatore dei progressi di gioco, mascherato da qualcosa di più. Le battute dei personaggi, prima, dopo e durante le battaglie, sono 2-3 a testa, e si ripetono sempre uguali. Le arene di gioco sono tremendamente spoglie. Le missioni sono tutte uguali. Dal punto di vista tecnico non va molto meglio: la telecamera ogni tanto se ne va per la sua strada, il sistema di aggancio dei nemici (che è automatico) si è laureato presso la stessa facoltà della telecamera, e vistosi cali di frame rate di tanto in tanto rallentano visibilmente il titolo, soprattutto nelle fasi più concitate. Insomma, più difetti che pregi, tuttavia bisogna considerare che i fan dei Seven Deadly Sins potranno bellamente ignorarli tutti quanti pur di godere delle avventure dei loro beniamini sul televisore di casa, riempiendo di botte i Cavalieri Sacri. Dopotutto il carisma dei personaggi è reso perfettamente, così come le atmosfere, e qualche simpatica strizzata d'occhio ai fan c'è. Ma senza meccaniche davvero solide, ci ritroviamo tra le mani un simulatore di botte a metà tra l'action e il picchiaduro, poco solido, poco rifinito, che non può offrire più di qualche ora di divertimento. A prezzo pieno, tra l'altro.

Digital Delivery
PlayStation Store
Prezzo
69.99 €
Multiplayer.it

7.0

Lettori (4)

7.0

Il tuo voto

The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia è un titolo pensato quasi solo per i fan della serie. Sorta di brawler dall'identità poco definita, fa esattamente ciò che aveva promesso Bandai: permette di rivivere gli scontri della serie, a base di mazzate e di magie potentissime. Ma è un picchiaduro poco solido, un action insipido, ed è afflitto da qualche problemino tecnico di troppo. Lo salvano la presenza di una doverosa Modalità Storia e la fedeltà con cui porta nell'ambito videoludico personaggi, temi ed atmosfere della serie. Speriamo che un secondo capitolo venga trattato con più riguardo.

PRO

  • La Modalità Storia è ben sviluppata
  • Tanti personaggi giocabili
  • Fedele alle ambientazioni originali

CONTRO

  • Come picchiaduro è davvero poco profondo
  • Anche le meccaniche action sono appena abbozzate
  • Telecamera e cali di frame rate non aiutano