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ARK: la recensione di una serie animata che riesce a catturare la magia del gioco

Con un cast stellare, tanta azione, tanto sangue e tanti dinosauri, la serie animata di ARK può entrare nell'Olimpo degli adattamenti di videogiochi.

RECENSIONE di Riccardo Lichene   —   23/04/2024
ARK: la recensione di una serie animata che riesce a catturare la magia del gioco

L'epoca d'oro per gli adattamenti televisivi dei videogiochi continua. Dopo un'ottima seconda stagione di Halo e un debutto pieno di complimenti per Fallout, la serie animata di ARK ha fatto il suo esplosivo e giurassico ingresso nel club, almeno la sua prima parte. Uscita il 19 aprile in Italia su Paramount+, questa serie animata non solo sfrutta a pieno le potenzialità narrative del mondo di ARK: Survival Evolved (individui da tutte le epoche che si ritrovano su un'isola piena di dinosauri e altre sfide), ma racconta una piacevolissima storia di scoperta di sè e di riscatto.

A tutto questo, poi, dobbiamo aggiungere il cast stellare del doppiaggio inglese tra cui spiccano: Michelle Yeoh (Everything Everywhere All At Once), Gerard Butler (300), David Tennant (Doctor Who), Karl Urban (The Boys), Elliot Page (The Umbrella Academy), Jeffrey Wright (Westworld), Zahn McClarnon (Echo) e Russell Crowe (Il Gladiatore) in veste anche di produttore esecutivo. Chiude la lista di celebrità di primo piano coinvolte nel progetto niente meno che Vin Diesel (Pitch Black) che, nella serie, è anche produttore esecutivo e che in ARK 2 avrà un ruolo da assoluto protagonista vestendo i panni di Santiago.

La storia di Helena Walker

La protagonista della serie animata di ARK è un volto decisamente familiare per i fan del gioco e sarà interessante vedere come la sua storia andrà avanti nella seconda parte
La protagonista della serie animata di ARK è un volto decisamente familiare per i fan del gioco e sarà interessante vedere come la sua storia andrà avanti nella seconda parte

Creata da Jeremy Stieglitz e Jesse Rapczak, e scritta da Marguerite Bennett e Kendall Deacon Davis, la serie animata di ARK è divisa in due parti, la prima, appena diventata disponibile in Italia, è composta da sei episodi, e la seconda che, come detto Stieglitz su Twitter "arriverà entro la fine dell'anno perché abbiamo bisogno di ancora un po' di tempo per finire la post produzione". La prima parte, però, sta perfettamente in piedi da sola e finisce consolidando le fondamenta della seconda. La scelta narrativa fatta dagli autori è, secondo noi, la più giusta: la protagonista è Helena Walker, la paleontologa che accompagna il giocatore durante il corso del videogioco, di cui la serie ripercorre le prime vicende sull'ARK.

Ad accompagnarla ci sono le altre quattro figure iconiche della narrativa di ARK: Survival Evolved, Mei-Yin Li (Michelle Yeoh), il generale Gaius Marcellus Nerva (Gerard Butler) e Sir Edmund Rockwell (David Tennant). A loro si aggiungono una serie di comprimari, anch'essi interpretati da attori di primo piano. Helena inizia la sua avventura su spiaggia, senza sapere come sia arrivata lì e con uno strano impianto sul polso, e capisce ben presto che si trova su un'isola piena di dinosauri e nel pieno di un conflitto per il dominio assoluto del territorio.

Gli autori della serie animata di ARK hanno fatto una scelta coraggiosa: non deviare su una timeline alternativa ma raccontare le vicende della lore del gioco
Gli autori della serie animata di ARK hanno fatto una scelta coraggiosa: non deviare su una timeline alternativa ma raccontare le vicende della lore del gioco

Immediatamente dopo lo sbarco, Helena incontra un veterano della Seconda Guerra Mondiale seminudo a caccia di cibo chiamato Bob e interpretato da Karl Urban. Il nome e l'aspetto di questo personaggio non sono affatto casuali. "Bob", infatti, è un riferimento a "Beach Bob", un modo (spesso dispregiativo) con cui la community multiplayer di ARK si riferisce ai nuovi arrivati. I cosiddetti "Beach Bob", infatti, sono quei giocatori che preferiscono rimanere nelle zone iniziali della spiaggia, dove è più sicuro, piuttosto che avventurarsi nell'entroterra verso aree più pericolose e difficili. Già nei primi due episodi, tutti i personaggi principali, le loro rivalità e la posta in gioco vengono messi in chiaro, poi, purtroppo, vengono inseriti due episodi filler piuttosto noiosi. Negli ultimi due capitoli di questa prima parte, però, l'azione torna a impennarsi per raggiungere un finale esplosivo.

A differenza di come è stato fatto per Halo e Fallout, quella di ARK è una serie animata che non segue una storia nuova o alternativa rispetto ai titoli già usciti, bensì si appresta a ricalcare le orme della narrativa che precede il videogioco. In questa prima parte è una scelta che funziona perché le stranezze di questo mondo (gli individui da epoche diverse, i pilastri luminosi nel cielo e i dinosauri) non vengono spiegate immediatamente lasciando ampio spazio allo sviluppo del mistero. Persino alcuni elementi tipicamente videoludici di ARK vengono tradotti in formato televisivo ma questo processo è fatto con cura e rispetto del materiale originale.

Una serie animata che non si trattiene

C'è tanto sangue e tanta violenza nella serie animata di ARK e fa piacere vedere che, nonostante sia stato scelto il medium dell'animazione, gli autori non si siano allontanati dall'atmosfera iconica del gioco
C'è tanto sangue e tanta violenza nella serie animata di ARK e fa piacere vedere che, nonostante sia stato scelto il medium dell'animazione, gli autori non si siano allontanati dall'atmosfera iconica del gioco

La serie animata di ARK non ha paura di replicare la violenza barbarica dei videogiochi. Le persone mangiate dai dinosauri sono tante, gli scontri in punta di spada in cui arti vengono tagliati e nemici squartati non mancano e, soprattutto, non c'è un'ombra di addolcimento della durissima realtà che gli abitanti dell'ARK devono affrontare. I combattimenti, poi, sono ben coreografati, sostenuti e soprattutto hanno un peso: gli scontri, spesso all'ultimo sangue, che si vedono hanno sempre un impatto radicale sulla narrativa, siano essi tra le forze di Nerva e Rockwell contro quelle di Helena e Mei-Yin, o contro il famigerato ragno che fa da boss in uno dei pilastri.

Avremmo apprezzato qualche frame in più nelle sequenze di dialogo, dove i movimenti delle bocche dei protagonisti sono spesso innaturali, ma se c'era da scegliere tra questo o avere delle spettacolari battaglie tra dinosauri, siamo contenti che gli autori abbiano scelto la seconda opzione. Parlando proprio di dinosauri, che sono tanti e vari, abbiamo due lamentele principali: una visiva e una narrativa. La prima riguarda il loro aspetto che, ancora una volta, si ispira ai famigerati "skin wrapped dinosaurs" (i dinosauri avvolti nella pelle) ovvero un modo di rappresentare queste creature preistoriche ricoprendo con uno strato di pelle i loro resti fossili; un metodo che la paleontologia ha demistificato dimostrando la presenza di coloratissimi piumaggi e molti più muscoli di quanti Jurassic Park ci faccia vedere.

Il difetto più grande della prima parte della serie animata di ARK è che la domesticazione dei dinosauri, uno degli elementi più faticosi del gioco, viene semplificata fino a diventare triviale
Il difetto più grande della prima parte della serie animata di ARK è che la domesticazione dei dinosauri, uno degli elementi più faticosi del gioco, viene semplificata fino a diventare triviale

La seconda incongruenza principale sta nella poca importanza che la serie dà alla domesticazione dei dinosauri, uno dei pilastri portanti del gameplay di ARK. Più e più volte, i protagonisti danno un frutto a una gigantesca bestia preistorica e questa inizia a comportarsi come un cane perfettamente addomesticato o un cavallo estremamente docile. Il massimo del ridicolo viene raggiunto da una scena dove uno pterodattilo passa nel corso di 15 secondi da minaccia che vuole uccidere i protagonisti a cavalcatura per fuggire semplicemente perché gli sono state messe delle briglie. Pretendere una fedele trasposizione delle meccaniche di gioco sarebbe irrealistico, ma ci sarebbe piaciuto vedere qualcosa di più di un aspetto così pivotale a livello di gameplay, magari proprio in quei due episodi filler.

Conclusioni

Multiplayer.it

7.5

La prima parte della serie animata di ARK, nonostante qualche scorciatoia in fatto di animazione e due episodi piuttosto filler, è un ottimo prodotto televisivo che rende giustizia a uno dei capisaldi del genere survival. Il cast stellato (ottime le performance di Tennant e Yeoh), poi, contribuisce a dare spessore ai personaggi iconici del franchise. Quello che ci è piaciuto di più, però, è stato il modo con cui molte logiche videoludiche (tranne il processo di domesticazione dei dinosauri) sono state tradotte per la televisione. Se siete fan di ARK: Survival Evolved e avete faticato con la sua narrativa, questa serie è pensata apposta per voi perché è colma di spiegazioni ed è insieme avventurosa e stimolante come il videogioco. Se non avete mai osato calcare le rive dell'ARK ma il suo mondo vi affascina, allora la sua serie animata non vi deluderà perché vi catapulterà proprio tra le atmosfere e i pericoli del titolo targato Studio Wildcard.

PRO

  • Azione intensa e tendente al truculento
  • Cast stellato
  • Fedele all'atmosfera del gioco

CONTRO

  • L'animazione prende qualche scorciatoia
  • Processo di domesticazione dei dinosauri troppo semplice