Dangerous Driving, la recensione 28

Dangerous Driving è un nostalgico omaggio agli action di guida che affonda le sue radici nella tradizione di Burnout. Ecco la nostra recensione.

RECENSIONE di Davide Spotti —   11/04/2019

Indice

Ne è passato di tempo da quando Burnout dominava lo spregiudicato universo dei giochi di guida arcade nella prima decade degli anni 2000. Chi ha vissuto quel periodo probabilmente ricorda con piacere le ore spese a dispensare sonore sportellate a destra e a manca in un tripudio di derapate, scintille, incidenti spettacolari e sottofondi musicali adrenalinici. Come ripetiamo spesso il panorama dei titoli racing è mutato molto nel corso degli anni, ma qualcuno non sembra essersi voluto arrendere alle immancabili evoluzioni dettate dal mercato. Quel qualcuno risponde al nome di Three Fields Entertainment studio indipendente fondato cinque anni fa da un ristretto gruppo di ex sviluppatori di Criterion Games. Dal desiderio di riproporre un prodotto arcade puro e senza compromessi è scaturito Dangerous Driving: in buona sostanza un omaggio alla tradizione, che strizza l'occhio a chi ha avuto modo di apprezzare uno specifico modo di approcciarsi al mondo delle corse nelle generazioni passate. Dopo aver messo le mani sulla versione PlayStation 4 ci accingiamo dunque ad esprimere il nostro giudizio in sede di recensione. Siete pronti? Motori accessi... si parte!

Voglio una guida spericolata

Bastano pochi minuti per rendersi conto della natura estremamente conservativa di Dangerous Driving. Lo si percepisce già dopo una rapida occhiata dei grezzi menù di gioco, ma ulteriori conferme sopraggiungono dopo aver selezionato la prima automobile che ci viene messa a disposizione per saggiare l'asfalto del tracciato iniziale. Pochi istanti e la sensazione di riavvolgere il nastro degli ultimi quindici anni inizia inevitabilmente a farsi strada nella testa e nel cuore del giocatore, riportandolo con la memoria all'ormai giurassico 2004, anno di uscita di quel capolavoro d'altri tempi che risponde al nome di Burnout 3: Takedown. Se non fosse per la parte grafica sembrerebbe davvero di trovarsi davanti un prodotto atterrato per direttissima da un'altra epoca. Tutti gli elementi caratteristici della vecchia serie targata Criterion Games sono presenti all'appello: le corse altamente adrenaliniche su tracciati rigorosamente chiusi, le derapate che sembrano non finire mai, la bagarre continua culminata nell'uso brillante dei takedown. Ma anche l'indicatore del boost, là nella parte bassa dello schermo, a suggerirci che in un gioco del genere limitarsi a spingere l'acceleratore a tavoletta non può certamente considerarsi risolutivo. E allora via, senza farselo ripetere due volte, a velocità folli verso la bandiera a scacchi.

Dangerous Driving ci piazza alla guida di sei differenti classi di veicoli, che spaziano dalla categoria di base alle potentissime Formula DD, passando per solide varianti come i SUV, i Coupe, le Supercar e le Hypercar. Nel complesso si ha accesso a 69 eventi single player ripartiti in molteplici modalità da gara. Non poteva ovviamente mancare la corsa tradizionale contro altri cinque avversari gestiti dalla CPU, accompagnata da altre soluzioni standard come la prova a tempo e gli scontri 1 contro 1. Nelle competizioni Road Rage la sensazione nostalgica raggiunge l'apice, poiché ci viene richiesto di portare a segno un determinato numero di takedown per arrivare ad accaparrarci l'agognata medaglia d'oro. In Pursuit si è protagonisti di un feroce inseguimento a bordo di un'auto della polizia, mentre accedendo agli eventi Eliminator si deve cercare di rimanere saldamente al vertice della classifica per non essere estromessi anzitempo dalla competizione. In Survival bisogna cercare di sopravvivere il più a lungo possibile senza fare incidenti, mentre in Heatwave ci si deve prodigare ad attivare il turbo e non mollare la presa per dare vita a una combo che sopperisce all'assenza degli speronamenti. Al termine di ogni categoria di biglietti è infine previsto l'accesso al GP, ovvero a una serie di tornei suddivisi in più tappe dove ci viene assegnato un punteggio in base alla posizione guadagnata dopo aver tagliato il traguardo.

Trofei PlayStation 4

I trofei di Dangerous Driving sono complessivamente 41, suddivisi in 22 di bronzo, 15 d'argento e 3 d'oro. La maggior parte si può raccogliere senza troppi sforzi durante le normali gare, mentre altri richiedono un po' più di tempo per essere sbloccati. Ad ogni modo il raggiungimento del Platino non è un'impresa particolarmente complicata.

Takedown come se piovesse

Dangerous Driving ha il pregio di catturare nella sua tela l'utente conservatore, ma dopo le prime ore di gioco anche il più inguaribile nostalgico non potrà fare a meno di lasciarsi andare a qualche considerazione critica, dettata molto semplicemente dal peso del tempo. A partire dai tracciati, davvero troppo anonimi e poveri di dettagli se comparati agli elevati standard del mercato attuale. I paesaggi fanno riaffiorare dai meandri della memoria le atmosfere che si respiravano nei primi capitoli di Burnout, ma sarebbe stato preferibile poter godere di un po' più di densità e di qualche coraggiosa variazione sul tema per renderli un pizzico più riconoscibili. L'altra pecca che emerge rapidamente si lega alla presenza di un'intelligenza artificiale non particolarmente reattiva, che subisce facilmente i takedown ma non si adopera per mettere in difficoltà il giocatore cercando di mandarlo a sbattere contro i guardrail e gli altri sporadici oggetti presenti in pista. Insomma, al di fuori delle prove a tempo difficilmente si viene messi davvero alla prova, ed è un peccato.

Un discorso a margine merita di essere fatto per quello che riguarda il comparto grafico: Dangerous Driving gira infatti stabilmente a 60 frame al secondo su PS4 Pro e Xbox One X, mentre chi possiede i modelli standard dovrà accontentarsi di una fluidità di 30 fotogrammi con sporadici cali di fluidità percepiti durante le situazioni più movimentate. Va da sé che le configurazioni premium sono più in linea con le caratteristiche dei vecchi giochi a cui questo titolo strizza l'occhio, che all'epoca della loro uscita erano tarati sullo standard dei 60 FPS. L'attuale mancanza di una modalità multiplayer, sia online che in locale, non gioca a favore del fattore longevità, ma Three Fields ha già confermato di voler provvedere con un DLC gratuito che sarà messo a disposizione del pubblico prossimamente. Le evidenti limitazioni a cui ha dovuto andare incontro il progetto non hanno permesso l'implementazione di una colonna sonora adeguata, ma abbiamo trovato apprezzabile l'escamotage di garantire l'integrazione di Spotify per consentire all'utenza di creare playlist e personalizzare a piacimento le tracce utilizzabili nei menù e nel vivo delle competizioni.

Versione testata
PlayStation 4
Prezzo
29.99 €
Multiplayer.it

7.0

Lettori (7)

6.4

Il tuo voto

Dangerous Driving è un gioco dal sapore volutamente retrò, per niente allineato alle tendenze più comuni dell'industria contemporanea. D'altronde è chiaramente un prodotto indirizzato a soddisfare le esigenze di un target di pubblico molto specifico. Difficilmente verrà apprezzato dai giocatori più giovani, ormai abituati a esperienze più strutturate e longeve, mentre potrebbe regalare alcune ore di piacevole déjà vu a chi, ancora oggi, ricorda con piacere le genuine atmosfere dei vecchi Burnout.

PRO

  • Riporta in auge le atmosfere dei vecchi Burnout
  • Veloce e immediato
  • Ampia gamma di modalità...

CONTRO

  • ...ma per ora manca il multiplayer
  • Circuiti un po' anonimi
  • Non particolarmente longevo