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Dice Legacy, la recensione all’ultimo tiro di dado

La recensione di Dice Legacy, strategico gestionale in cui si costruisce una città un lancio di dadi alla volta

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   08/09/2021
Dice Legacy
Dice Legacy
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Certe volte i giochi vivono di una sola idea che, se ben sviluppata, regala loro un'identità spiccata e ben riconoscibile, che li rende automaticamente interessanti, al di là del genere di appartenenza o di qualsiasi altra possibile considerazione preliminare. Certo, l'intuizione da sola non basta e c'è bisogno di costruirci attorno qualcosa di solido, che la magnifichi e la concretizzi in un contesto più ampio, elevandola oltre la buona intenzione o il colpo di fortuna. Come vedremo nel corso della recensione di Dice Legacy, questo strategico si permette di essere allo stesso tempo originale e tradizionale, riuscendo a convincere con la sua formula dai presupposti improbabili, quanto stranamente intriganti.

Gameplay

I dadi sono anche le unità
I dadi sono anche le unità

Di base quello di DESTINYbit è un city builder in cui bisogna colonizzare i territori di un continente inesplorato. La prima particolarità che salta subito all'occhio avviando il gioco è che lo scenario ha la forma di un anello, in cui dobbiamo girare nella parte interna raccogliendo risorse e costruendo edifici. Comunque sia, a parte l'eccentricità, fin qui non c'è in realtà niente che discosti Dice Legacy da altri city builder: la mappa è divisa in esagoni sui quali vanno costruiti gli edifici e, intorno al municipio, il nostro centro di potere, ci sono delle risorse che vanno raccolte e sfruttate. Il bello arriva quando si constata come vanno eseguite tutte le possibili azioni.

A inizio partita ci viene assegnato un set di dadi, ognuno dei quali è un'unità attiva. Il colore del dado e un numero nell'angolo delle sue facce ne rappresentano rispettivamente la classe sociale e la forza (ogni faccia di un dado può avere un suo valore di forza, ma non una diversa classe sociale).

All'inizio ci vengono dati solo dadi gialli, cioè "villici", ma presto si possono costruire delle infrastrutture che consentono di evolverli in cittadini, militari, sacerdoti e mercanti. Ogni dado ha inoltre un residuo di tiri da consumare, che simboleggia il suo stato di salute. Esauriti i tiri, la morte è inevitabile. Da notare che in caso di decesso, l'intera comunità subirà un calo di felicità. Fare scendere troppo la felicità significa doversela vedere con rivolte mirate a prendere la nostra testa e altri problemi interni, legati alla classe sociale del dado scomparso. Volendo è possibile ricaricare la salute dei dadi facendoli mangiare, oppure è possibile curarli in caso di malattia o di congelamento, sfruttando delle strutture apposite. L'importante è non perderli. Ben presto diventa anche possibile far crescere il set di dadi disponibili, fino alla quantità massima stabilita dallo scenario, facendoli accoppiare all'interno di una casa.

I dadi

Il mondo di gioco ha la forma di un anello
Il mondo di gioco ha la forma di un anello

Come agiscono i dadi? Ogni classe può svolgere determinate azioni, rappresentate dalle diverse facce del dado. Ad esempio i villici possono combattere (icona della spada), costruire (icona del martello), raccogliere risorse (icona della scure), esplorare (icona della bussola) e fare altro ancora. I militari possono combattere contro gli aggressori o razziare alcune caselle neutre (come quelle dei mercanti), oppure possono essere utilizzati per attaccare le basi nemiche, quando scoperte.

Insomma, ogni classe di dado ha una o più funzioni, che possono tornare utili nel corso della campagna. Il limite, oltre alla già citata salute, è rappresentato dal fatto che ogni dado può eseguire un'azione alla volta: quella mostrata sulla sua faccia dopo un tiro. Quindi, ad esempio, se un dado villico mostra l'icona di una spada, potrà essere usato solo per combattere o per compiere azioni generiche (tipo mangiare, curarsi e altre).

Un combattimento
Un combattimento

Nel caso si abbia l'esigenza di fargli fare qualcos'altro, bisognerà tirarlo di nuovo, facendogli perdere un punto vita. Oppure si potrà bloccare la faccia, in attesa che diventi finalmente utile a qualcosa. Buona parte del gameplay di Dice Legacy è incentrata proprio sulla gestione dei dadi: al giocatore è richiesto di equilibrare le azioni, sfruttandoli al massimo, ma senza scordarsi di aiutarli in caso di necessità. Con il passare delle stagioni (il gioco è in tempo reale), bisognerà anche imparare ad equilibrare le varie classi sociali, tutte a loro modo utili, ma anche molto litigiose e subito pronte ad azzannarsi a vicenda. Così ecco che si potranno organizzare feste o creare edifici speciali per diffondere un po' di sana felicità.

Obiettivi

Il passare delle stagioni viene mostrato anche graficamente
Il passare delle stagioni viene mostrato anche graficamente

Uno degli scenari peggiori con cui ci si può trovare a combattere in Dice Legacy è quello di non aver abbastanza dadi della classe che ci occorre per progredire. Il gioco assegna di volta in volta degli obiettivi al giocatore, che vanno raggiunti nel più breve tempo possibile. Questi vanno dal costruire determinati edifici, allo scoprire le origini di un'aggressione, fino alla distruzione completa di un nemico. A volte la tentazione è quella di specializzare i dadi in base all'occorrenza, ma così facendo si rischia di perdere di vista il quadro generale. Ad esempio non si può rimanere senza villici raccoglitori, altrimenti diventa impossibile accumulare le risorse che servono per far funzionare gli edifici, avere il cibo e sbloccare nuove risorse. Allo stesso modo prima o poi bisognerà dotarsi di dadi cittadini, se si vuole dare slancio alla ricerca scientifica, che sblocca nuovi edifici e migliora sensibilmente la nostra società.

Insomma, di cose cui badare in Dice Legacy ce ne sono davvero tante, spesso anche inaspettate. Ad esempio d'inverno bisogna stare molto attenti a dove si inviano i dadi, che rischiano il congelamento se non supportati con delle stufe alimentate a legname. Più in generale, bisogna evitare di farsi prendere dal lancio selvaggio, pena la morte di molti dadi, e imparare a sfruttare al meglio le facce disponibili.

Conclusioni

Alcune azioni richiedono l'impiego di molti dadi
Alcune azioni richiedono l'impiego di molti dadi

Quello che stupisce di Dice Legacy è che funziona. Al di là della sua natura da city builder, l'elemento fortuna introdotto dal lancio dei dadi crea un livello di sfida diverso, in cui gestire significa soprattutto non sprecare lanci e cercare di assegnare a ogni dado qualcosa da fare. Se uniamo i capricci del caso alle mappe random e alle stagioni variabili partita dopo partita, abbiamo un titolo dalla grande varietà, che offre situazioni di gioco differenti a ogni riavvio. Certo, in certe occasioni manca un po' la possibilità di avere il controllo diretto dei dadi, ma ci si abitua presto all'unicità del gameplay e non ci vuole molto per entrare nell'ottica di non trovarsi di fronte a un city builder classico.

Due parole dobbiamo spenderle anche sul lato tecnico: Dice Legacy non è un eccelso graficamente, ma ha delle caratteristiche comunque molto interessanti, come delle animazioni per ogni edificio o il mutare dell'ambiente con il passare delle stagioni. Non è miracoloso ma visto il genere ci si può anche accontentare. Lo stesso dicasi per la colonna sonora, che risulta essere un buon accompagnamento e nulla più. La sostanza è che ci troviamo di fronte a un ottimo lavoro, che maschera bene i suoi limiti grazie alla sua originalità.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, Nintendo eShop
Multiplayer.it
8.5
Lettori (3)
8.8
Il tuo voto

Dice Legacy ci è piaciuto molto per la sua idea originale e per com'è stata eseguita in gioco. Non ci aspettavamo che funzionasse così bene, visti i presupposti, ma siamo contenti di essere stati smentiti. Forse ha qualche limite se guardiamo alla varietà degli edifici costruibili e della progressione generale, ma ci si fa davvero caso solo dopo molte ore di gioco, quando ormai si conoscono le meccaniche a menadito. Dategli una possibilità.

PRO

  • Sistema dei dadi originale e interessante
  • Il fattore caso aiuta molto a rimanere incollati al gioco

CONTRO

  • Sulla lunga distanza emerge qualche limite
  • Qualche edificio in più non avrebbe guastato