Dragon Quest XI S: Echi di un'era perduta - Edizione definitiva, la recensione per PS4

Square Enix porta su PlayStation 4, Xbox One e PC l'Edizione Definitiva di uno straordinario JRPG. La nostra recensione di Dragon Quest XI S: Echi di un'era perduta - Edizione definitiva

RECENSIONE di Christian Colli   —   01/12/2020
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Con questa recensione di Dragon Quest XI S: Echi di un'era perduta - Edizione definitiva per PlayStation 4 potremmo dire che si chiude il bizzarro cerchio cominciato nel 2015, quando Square Enix annunciò il titolo anche per Nintendo NX, oltre che per Nintendo 3DS. All'epoca, Switch non aveva ancora un nome ufficiale, e nessuno immaginava quanto sarebbe stato travagliato lo sviluppo: la versione per la console ibrida Nintendo sarebbe uscita soltanto quattro anni più tardi, un paio di anni dopo le altre e parecchi mesi dopo la versione PC. Per giustificare il ritardo pazzesco, Square Enix arricchì la versione Switch di contenuti, implementando anche il doppiaggio - assente nella prima versione - e la colonna sonora orchestrale di Koichi Sugiyama: nonostante il downgrade grafico rispetto a PlayStation 4 e PC, la cosiddetta Edizione Definitiva per Switch rappresentò la versione migliore possibile di quello che è probabilmente il miglior Dragon Quest della trentennale saga di JRPG.

I possessori della versione precedente hanno sperato per anni che Square Enix pubblicasse un aggiornamento o persino un DLC a pagamento coi contenuti extra aggiunti alla versione Switch, davvero tanti e di qualità, ma le richieste sono rimaste inascoltate fino all'annuncio della medesima versione non solo per PlayStation 4 e PC, ma anche per Xbox One. Un fulmine a ciel sereno che, a conti fatti, ci ha lasciato un po' con l'amaro in bocca, come scoprirete leggendo le prossime righe. Per saperne di più su Dragon Quest XI vi rimandiamo alla nostra mastodontica recensione della versione Switch che abbiamo già pubblicato all'uscita: si tratta, in effetti, dello stesso identico gioco... sotto praticamente ogni aspetto!

La storia con una marcia in più

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La serie di Dragon Quest non è mai stata osannata per le storie che racconta, ma il producer Yuji Horii questa volta ha deciso di adeguarsi a standard più moderni senza tradire il suo spirito fiabesco e parodistico. Grazie a inquadrature più dinamiche, a un ottimo adattamento in italiano dei dialoghi, al doppiaggio in inglese e in giapponese, Dragon Quest XI restituisce un ritmo tutto nuovo. Nei primissimi minuti di gioco, una donna mette in salvo il figlio in fasce pagando il suo coraggio con la vita. Il pargolo cresce e diventa il nostro protagonista che, raggiunta la maggiore età, scopre di essere la reincarnazione del Lucente, un eroe leggendario che appare ogni volta che il Signore Oscuro minaccia il mondo di Erdrea. Nel corso di un viaggio lungo e pieno di sorprese, saranno molti i personaggi a unirsi al nostro eroe o a sbarrargli il passo: l'Edizione Definitiva calca ulteriormente la mano su un cast accattivante e ben rappresentato con nuove missioni che approfondiscono alcuni momenti cardine della storia.

Esplorazione e artigianato vecchia scuola

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Dragon Quest è ormai un franchise famoso anche nel nostro paese, soprattutto dopo l'uscita di Dragon Quest VIII: L'odissea del re maledetto, e tutti dovrebbero sapere che rappresenta da sempre il JRPG tradizionale nipponico. Square Enix ha battuto ancora una volta questo sentiero sicuro, senza rischiare in strani esperimenti: Dragon Quest XI non è un titolo open world, anche se la vastità degli scenari suggerirebbe diversamente. Nonostante sia possibile correre a perdifiato o cavalcare le creature più bizzarre, si continua a sentire la mancanza di un'esplorazione più sofisticato, ma Dragon Quest XI è effettivamente un titolo abbastanza facile e intuitivo, almeno finché non ci si imbatte in qualche boss o in certi nemici impegnativi. In quei casi bisogna impiegare con intelligenza gli incantesimi e le tecniche nell'arsenale dei vari personaggi, specialmente se si vogliono affrontare i tanti contenuti secondari a fine avventura.

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Il giocatore ha un certo controllo sulla crescita dei personaggi: a ciascuno di essi corrisponde una sorta di scacchiera che permette di spendere i Punti Abilità guadagnati per progredire nelle diverse competenze: ogni casella acquistata sblocca quelle circostanti in una specie di catena che richiede un minimo di pianificazione, anche se è possibile resettare i punti spesi in qualunque momento spendendo qualche soldino. Vale la pena ricordare che è possibile anche spuntare una serie di voci, all'inizio di una nuova partita, con cui si può personalizzare l'esperienza, per esempio rimuovendo la possibilità di fuggire dagli scontri o di acquistare nuovi oggetti presso i mercanti. In Dragon Quest XI, infatti, non esiste un vero e proprio Game Over, visto che la sconfitta del party ci rispedisce direttamente all'ultimo salvataggio col portafoglio dimezzato.

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Nonostante ciò, Square Enix ha implementato una novità che alleggerisce sensibilmente il tutto, e cioè l'accampamento: si tratta di una zona sicura in cui i giocatori possono ripristinare i punti vita e punti magia, ma anche conversare col gruppo e salvare la partita. Presso l'accampamento è inoltre possibile usare la forgia celestiale, un divertente sistema di artigianato. Una volta imparata una nuova formula - spesso nascosta nelle librerie sparse per il mondo - è possibile fabbricare l'oggetto corrispondente attraverso un simpatico minigioco: completando il processo con un minimo di attenzione, si mettono le mani sulle migliori armi e protezioni. Nell'Edizione Definitiva si può anche accedere alla forgia celestiale in qualunque momento, selezionandola nell'inventario, una soluzione non proprio elegante, ma decisamente pratica dato che ci permette di fabbricare nuovi oggetti al volo.

Combattimenti e contenuti extra

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Il sistema di combattimento è particolarmente adatto a chi non ha una grande esperienza in JRPG, ma sa dare anche tantissime soddisfazioni agli amanti della strategia. All'inizio non sono necessarie grandi tattiche e i nemici sono così buffi da rendere deliziosa ogni battaglia. I poteri pimpanti sono probabilmente la dinamica più "complessa" degli scontri: i personaggi possono diventare temporaneamente più forti, sbloccando una serie di attacchi speciali cinematici che possono eseguire da soli o insieme ai loro compagni. Questa condizione dura diversi turni e non si esaurisce necessariamente alla fine di un combattimento, perciò i giocatori possono manipolare il meccanismo per affrontare i boss e gli incarichi più impegnativi. Alcuni PNG, infatti, ci affideranno piccole missioni da completare per ottenere in cambio oggetti, armi o formule.

Dragon Quest Xi S Is Coming To The Nintendo Switch This Fall With 8 Bit Graphics Option

Dragon Quest XI è un titolo ricco e duraturo. La storia principale si completa in circa cinquanta ore, alle quali bisogna aggiungere gli abbondanti contenuti dopo i titoli di coda che, in realtà, non sono proprio opzionali, dato che costituiscono a tutti gli effetti la seconda parte dell'avventura e conducono a un gran finale ancora più soddisfacente. È una soluzione davvero interessante e diversa dal solito, che sfrutta in modo ingegnoso l'escamotage narrativo del viaggio nel tempo: se amate completare i giochi di ruolo al 100%, Dragon Quest XI è un titolo che potrebbe catturare la vostra attenzione per oltre cento ore senza mai annoiarvi.

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Trofei PlayStation 4

L'Edizione Definitiva di Dragon Quest XII sblocca un trofeo di platino, un oro, sette argento e quarantotto di bronzo. Sono trofei diversi rispetto a quelli della versione originale: Square Enix ne ha infatti rimossi cinque e aggiunti tre inediti, relativi ai contenuti extra. Uno di questi, ovviamente, si sblocca completando le missioni 2D nella città di Achronia.

L'Edizione Definitiva su PlayStation 4?

L'Edizione Definitiva di Dragon Quest XI su PlayStation 4, Xbox One e PC è identica a quella Switch contenutisticamente... e non solo. E forse questo potrebbe rappresentare un sensato motivo di disappunto per tutti coloro che l'hanno attesa e magari avevano pure rinunciato a sperare. Partiamo dalle buone notizie: gli extra ci sono tutti, a cominciare dai più importanti e cioè l'ottimo doppiaggio in inglese e in giapponese e la colonna sonora orchestrale. A differenza della versione originale per PlayStation 4 e PC, in cui le musiche erano semplici midi, l'Edizione Definitiva include la colonna sonora in versione sinfonica ed è possibile passare dall'una all'altra selezionando l'apposita opzione nella pagina delle impostazioni. Chiunque abbia giocato la versione originale del titolo Square Enix noterà immediatamente il salto di qualità: sebbene non tutte le musiche siano state riarrangiate, la maggior parte rende finalmente giustizia alle composizioni del controverso musicista Koichi Sugiyama.

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Nel passaggio a Switch, Square Enix dovette sacrificare qualcosa soprattutto in termini di definizione e di illuminazione: qualche ombra scomparve, ma anche l'erba nelle ampie praterie e gli effetti grafici più sofisticati, alleggerendo il carico di un titolo che restituiva comunque un mondo fluido e coloratissimo grazie anche allo stile cartoonesco di Akira Toriyama. Per i possessori della console Nintendo è stata una conversione quasi miracolosa, e uno dei motivi che ha spinto molti giocatori ad attendere e a sperare nell'Edizione Definitiva per le altre piattaforme è stata la maggior definizione e pulizia riscontrata nelle versioni uscite precedentemente per PC e PlayStation 4. Il problema è che la nuova Edizione Definitiva non è altro che una conversione della versione Switch, con la quale condivide pressoché le stesse mancanze sul piano grafico, a fronte di una maggior risoluzione e di un filtro anti-aliasing leggermente più incisivo sul codice che abbiamo testato per PlayStation 4 Pro.

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Chiaramente è un gran peccato, ma il nostro giudizio resta comunque molto positivo perché il titolo Square Enix è fenomenale, anche se scotta la decisione di convertire la versione graficamente meno curata (per la gioia degli utenti PC che probabilmente ricorreranno a eventuali mod per migliorarla).

Sotto un certo punto di vista, la soluzione dello sviluppatore nipponico appare comprensibile: i contenuti extra sono stati progettati per la console Nintendo e integrati nel gameplay, quindi forse non sarebbe stato poi così facile aggiungerli semplicemente alle vecchie edizioni per PC e PlayStation 4, anche in virtù della prima release su Xbox One. Stiamo comunque parlando di quisquilie, beninteso. La definizione dell'immagine è comunque più che buona e la nostra prospettiva è semplicemente inquinata dalla conoscenza della versione originale: probabilmente un giocatore che prova Dragon Quest XI per la prima volta già in Edizione Definitiva non si renderà neppure conto di queste mancanze, ma agli altri rimarrà l'amaro in bocca per l'opportunità che Square Enix ha sprecato.

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Commento

Multiplayer.it

9.0

Lettori (26)

7.7

Il tuo voto

Dragon Quest XI S: Echi di un'era perduta - Edizione definitiva non è... un'edizione definitiva: per esserlo avrebbe dovuto sfoggiare le qualità cristalline riscontrate nella prima versione per PC e PlayStation 4, invece che il downgrade cui Square Enix è stata obbligata portando il gioco su Switch. Nonostante ciò, la quantità di contenuti extra è talmente importante che sarebbe assurdo sconsigliare l'acquisto a chi ha aspettato tanto e non ha mai giocato questo splendido JRPG che resta, comunque, uno dei migliori nel suo genere, anche con qualche ombra, poligono o filo d'erba in meno.

PRO

  • È uno dei migliori JRPG che abbiamo mai giocato
  • Tantissimi contenuti extra rispetto alla versione originale del 2018
CONTRO
  • È essenzialmente la versione Switch: l'immagine risulta leggermente meno pulita e dettagliata rispetto all'edizione per PC e PlayStation 4 del 2018