F1 Manager, la recensione 3

La gestione di una scuderia da Formula Uno nel palmo della mano, ecco la recensione di F1 Manager

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   17/05/2019

Se è vero che la progettazione, la tecnologia, le scelte strategiche e il rigido attenersi a un'attenta pianificazione sembrano aver alquanto ammazzato l'emozione e il romanticismo della Formula Uno, c'è da dire quantomeno che tutte queste caratteristiche la fanno calzare a pennello con i videogiochi manageriali. In effetti, su questo fronte la massima disciplina automobilistica ha saputo dare delle belle soddisfazioni e non stupisce dunque lo sfruttamento della ricca licenza ufficiale della FIA per un altro titolo di questo tipo sulle piattaforme mobile, ovvero F1 Manager, che analizziamo in questa recensione. Si tratta di una versione piuttosto snellita e semplificata dei giochi più complessi che si trovano abitualmente su PC, una soluzione di gioco che abbiamo avuto modo di apprezzare già in Motorsport Manager Mobile 2 ma che in questo caso risulta ulteriormente modificata dall'impostazione esclusivamente multiplayer uno contro uno (in attesa dell'arrivo di prossimi aggiornamenti) e dalla meccanica free-to-play che introduce le immancabili micro-transazioni.

F1 Manager   Mix 2


Quest'ultimo dettaglio non è propriamente un bel biglietto da visita per i videogiocatori tradizionali, che forse più di altri utenti potrebbero essere interessati a questo titolo mobile, tuttavia c'è da fare varie considerazioni al riguardo. Come sempre in questi casi, il gioco spinge verso gli acquisti in-app per poter essere subito competitivi e soprattutto comprimere le attese che altrimenti sono parte integrante dell'esperienza, ma se si affronta il tutto con pazienza è possibile ottenere ricompense in gioco e semplicemente attendere i tempi imposti per lo sblocco delle casse per non cadere nel tranello dell'acquisto compulsivo. Insomma, la classica raccomandazione dell'assumere il gioco in piccole dosi funziona sempre, anche in questo caso, anche se bisogna dire che l'impostazione esclusivamente multiplayer sembra voler spingere ulteriormente verso la trappola del pay to win. Sono presenti due valute in-game, le monete che vengono impiegate per partecipare alle gare e per far avanzare di livello i piloti e le varie componenti delle auto, e le banconote che hanno un utilizzo più ampio, consentendo di acquistare i power-up consumabili per potenziare momentaneamente i piloti, comprare nuovi elementi per l'auto o velocizzare l'apertura delle casse, rappresentando dunque la valuta più importante e di conseguenza più difficile da accumulare e più cara da comprare.

Ubiquità manageriale

La gestione della scuderia comprende numerosi aspetti, che vanno dalla composizione dell'auto alla gestione dei piloti. Da un gioco mobile di questo tipo non ci possiamo aspettare l'infinità di opzioni e variabili presenti su simulazioni più complesse, tuttavia F1 Manager si difende piuttosto bene per quanto riguarda la profondità degli elementi gestionali. Le opzioni riguardanti l'auto si limitano alla possibilità di applicare o migliorare le varie componenti (freni, sospensioni, motore, alettoni e altro), senza andare su opzioni più complesse come la messa a punto e la gestione dell'aerodinamica. Per quanto riguarda i piloti, si tratta soprattutto di conquistarli vincendo le gare, assegnarli alla prima o seconda auto della squadra e farli evolvere attraverso la raccolta delle carte corrispondenti, sempre a partire dalle casse che si conquistano dopo le gare. Per il resto c'è da gareggiare, con l'unica possibilità offerta di sfidare un altro giocatore in un testa a testa diretto, con la partecipazione di altre auto gestite dall'intelligenza artificiale.

F1 Manager   Mix 1


Prima della corsa possiamo scegliere che tipo di gomma montare tra soft, dure e da bagnato, mentre durante il gran premio le uniche interazioni riguardano la possibilità di richiamare i piloti al box per il cambio gomme. Qui ovviamente scatta la capacità di valutare strategicamente il momento giusto per effettuare il cambio e quale tipo di gomma montare, con la benzina che dev'essere ugualmente gestita nel corso della gara in maniera attenta, vista l'impossibilità di rifornirsi in corsa. Per ognuno dei piloti è possibile impostare l'atteggiamento tra veloce, medio e lento, altri elementi da dosare a dovere per gestire al meglio il consumo delle gomme e del carburante. Durante le gare, che si svolgono sui circuiti reali della Formula Uno e tra i veri piloti e le vetture su licenza ufficiale FIA, è possibile seguire l'andamento delle auto zoomando sul tracciato, con la possibilità di apprezzare in questo modo l'ottimo lavoro effettuato da Hutch Games nella riproduzione di auto e piste, oppure adottare una visuale distanziata dall'alto molto più minimalista ma che consente una maggiore concentrazione sulle posizioni, le distanze e la situazione complessiva della corsa.

Versione testata
Android, iPad 0.07.7847
Digital Delivery
App Store, Google Play
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

6.8

Lettori (5)

5.4

Il tuo voto

F1 Manager è realizzato con notevole cura, dalla rappresentazione tridimensionale delle gare all'interfaccia, e una meccanica gestionale convincente per quanto riguarda la progressione di piloti e auto e le situazioni in gara, anche se mancano numerose variabili e opzioni presenti nelle simulazioni più serie. L'emozione della corsa e le decisioni da prendere sono sempre una bella molla per farci tornare in pista, peccato per l'assenza di una modalità carriera classica e per tutta l'impalcatura free-to-play che, unita al multiplayer forzato e all'uso dei power-up consumabili, spinge inevitabilmente verso il pay to win. In questo genere, per chi cerca un'esperienza più vicina alla tradizione, Motorsport Manager 2 resta la scelta migliore.

PRO

  • Il meccanismo gestionale applicato alle corse funziona sempre bene
  • Ottima riproduzione grafica delle corse e buona interfaccia
  • A piccole dosi e con molta pazienza può essere apprezzato anche gratuitamente

CONTRO

  • La mancanza di una carriera classica si fa sentire
  • Casse a tempo, micro-transazioni e multiplayer forzato spingono al pay to win