Firewall Zero Hour: la recensione 43

La prova definitiva dello shooter tattico Firewall Zero Hour per PSVR

RECENSIONE di Rosario Salatiello   —   13/09/2018

Indice

Da quando PlayStation VR e gli altri visori di realtà virtuale sono entrati nelle nostre case, il genere degli sparatutto non si è di certo tirato indietro nell'offrire il proprio supporto a questa tecnologia. Per quanto riguarda la piattaforma Sony, nulla si può dire da un punto di vista numerico, ma tra i vari Arizona Sunshine, Farpoint e compagnia mancava fino a oggi all'appello un rappresentante in chiave multigiocatore: le esperienze che abbiamo potuto vivere erano infatti tutte confinate al nostro salotto, senza grosse possibilità di varcare i confini domestici. Per questo motivo, nonostante il nome di First Contact Entertainment fosse ai più sconosciuto, quando Firewall Zero Hour è stato annunciato alla PlayStation Experience 2017 negli occhi di molti possessori di PlayStation VR si è accesa una scintilla di speranza. Come abbiamo poi avuto modo di apprendere, il team di sviluppo dietro a Firewall Zero Hour può in realtà essere considerato degno di fiducia, visto il curriculum di molti suoi componenti legati a passati progetti di primo piano in Treyarch e Activision Blizzard. Di elementi per sperare bene, insomma, sembrano essercene a sufficienza: non ci resta che vedere nella nostra recensione se Firewall Zero Hour riesce a mantenere le promesse una volta indossato il visore.

Le modalità: tanto online e poco offline

Sin dal nostro precedente incontro con Firewall Zero Hour, non abbiamo esitato a paragonare questo gioco a Rainbow Six Siege. Il lavoro di First Contact Entertainment condivide infatti col famoso titolo targato Ubisoft non solo tipo d'ambientazione e idea generale di gameplay, ma nel suo piccolo ha anche l'ambizione di diventare un punto di riferimento online come sparatutto tattico. Il tutto con le dovute proporzioni, visto che Firewall Zero Hour si rivolge ai possessori di PlayStation VR e quindi a una base installata di tre milioni di unità, ben lontana dalle cifre di cui può disporre lo stesso Rainbow Six Siege tra PC e console. Anche se a qualcuno può far storcere il naso, appare per questo motivo sensata la decisione degli sviluppatori di puntare almeno in partenza su Contratti, l'unica modalità principale con cui raccogliere tutti i possessori di Firewall Zero Hour.

Il concetto alla base vede due squadre da quattro giocatori, divise tra attacco e difesa: chi si occupa del primo deve raggiungere uno dei due firewall presenti nella mappa per individuare la posizione dell'obiettivo finale (un PC da cui trasmettere dei dati), mentre la seconda deve impedire che questo accada. La partita può anche finire con l'eliminazione di tutti gli attaccanti, costretti a fare particolare attenzione dall'assenza di respawn durante il match. Se la modalità è unica, le mappe per fortuna sono diverse: nove in totale, equamente divise tra Medio Oriente, Regno Unito e Russia. Le loro ambientazioni richiamano abbastanza quelle di Rainbow Six Siege, pur non condividendone la profondità in termini di elementi che si possono distruggere. Permettere troppo in tal senso sarebbe forse potuto essere controproducente, vista la necessità di fare i conti coi limiti al momento imposti dalla realtà virtuale in termini di movimento. La componente offline si riduce a un breve tutorial dedicato ai comandi, e a una modalità di addestramento in cui si affrontano ondate di bot: complice la scarsa intelligenza di questi ultimi, dopo una mezz'ora iniziale di ambientamento vi ritroverete nella modalità online, dove Firewall Zero Hour può essere apprezzato al meglio.

Il gameplay: pallottole mai così vere

Il momento in cui Firewall Zero Hour spalanca un mondo completamente nuovo a chi indossa PlayStation VR è appunto quando inizia la prima partita online. Il cosiddetto "effetto wow" non tarda ad arrivare sin dalle prime battute, soprattutto se si possiede un Aim Controller che per ovvie ragioni è la periferica di riferimento per chi vuole giocare a Firewall Zero Hour. A patto di avere spazio a sufficienza nella postazione di gioco, la libertà di movimento costituisce un fattore aggiuntivo di coinvolgimento. In breve tempo ci si rende conto di come tutto ciò che senza realtà virtuale era riprodotto con la pressione di un bottone, adesso diventi reale: ci si ritrova dunque a sporgersi davvero da un angolo per guardare in una stanza, abbassarsi per cercare copertura o alzare l'arma per sparare alla cieca. In una situazione del genere anche le pallottole che volano sulla nostra testa ci sembrano più vere, alimentando un senso di tensione mai provato coi giochi normali.

Tornando al controller, nel caso in cui siate dotati solo di DualShock 4 (non sono supportati i PlayStation Move) non disperate: il gioco è comunque godibile anche senza Aim Controller, alla condizione di accettare l'idea di mettere un joypad davanti al naso per sparare. Ciò di cui veramente non si può fare a meno è l'interazione con gli altri giocatori, necessaria per riuscire a coordinarsi in entrambe le fasi di gioco: la presenza di auricolare e microfono di serie in PlayStation VR incoraggia al loro uso, ma sappiate che se siete timidi e poco avvezzi alla comunicazione Firewall Zero Hour potrebbe non fare al caso vostro. La comunità di giocatori è comunque ben disposta nei confronti dei novizi, i quali salvo eccezioni vengono supportati a dovere nelle battute iniziali. Anche perché una volta morti si ha comunque modo di essere utili al resto del team, con la possibilità di controllare alcune telecamere ottenendo quindi informazioni sul passaggio degli avversari in particolari luoghi della mappa. Considerando i vari tempi di attesa tra matchmaking e inizio partita ci sarebbe piaciuto vedere match più lunghi, in quanto almeno per ora essi si limitano a un solo round. È bene ricordare a questo punto che il gioco offre dodici tipi diversi di mercenari (sei all'inizio), ognuno dei quali dotato di una particolare abilità: accumulando esperienza è possibile sbloccare il resto del gruppo e nuovi armamenti, ma tenete presente che se volete ottenere tutto e subito dovrete dedicare un po' di tempo extra a Firewall Zero Hour.

Trofei PlayStation 4

Firewall Zero Hour ha un totale di ventisette Trofei, di cui sei Oro, dieci Argento e dieci Bronzo insieme all'immancabile Platino. Per ottenerli tutti bisogna darsi da fare sia da soli che in compagnia di altri giocatori, compiendo imprese come il raggiungimento di cinquecento headshot(!) e sbloccando tutte le armi presenti nel gioco.

Grafica e sonoro: uno dei migliori su PlayStation VR

Il merito principale che bisogna riconoscere a First Contact Entertainment è quello di avere messo in piedi un'esperienza di gioco che risulta credibile in realtà virtuale, al punto da far dimenticare al giocatore le problematiche più comuni che la riguardano. Un obiettivo del genere può essere raggiunto solo curando in modo particolare gli aspetti tecnici: a un sistema di controllo senza sbavature, Firewall Zero Hour affianca quindi una grafica di alto livello, quantomeno per gli standard di PlayStation VR. Andando in giro per le mappe è possibile apprezzare l'attenzione riposta dagli sviluppatori nei dettagli, notando anche in quelle con ambienti più ricchi l'assenza dell'eccessivo aliasing che contraddistingue alcuni titoli simili. Al netto di qualche animazione dovuta ai movimenti del controller i modelli dei personaggi sono anch'essi di buona fattura, con una gestione della fisica che ne impedisce la compenetrazione quando si passa per un luogo ristretto come una porta. Il sonoro fa il proprio lavoro, permettendo al giocatore di tendere l'orecchio per sentire nelle cuffie passi e spari rendendosi conto della loro vicinanza. A completamento troviamo un doppiaggio interamente in lingua italiana così come tutti i testi presenti in Firewall Zero Hour, anche se per comunicare con tutti i giocatori è comunque necessario conoscere un minimo d'inglese.

Digital Delivery
PlayStation Store
Prezzo
39,99 €
Multiplayer.it

8.2

Lettori (14)

8.0

Il tuo voto

Al netto di qualche mancanza, Firewall Zero Hour è un prodotto dalle indubbie qualità. Per durare nel tempo esso avrà però bisogno del supporto da parte della comunità di videogiocatori: se quest'ultima si dimostrerà attiva, dagli sviluppatori potrebbero arrivare aggiornamenti volti a colmare le lacune e aggiungere novità al gioco.

PRO

  • Tecnicamente ottimo
  • Alto livello di coinvolgimento
  • Giustifica da solo l'acquisto dell'Aim Controller

CONTRO

  • Una sola modalità vera
  • Partite troppo brevi
  • Quanto durerà senza nuovi contenuti?