Il Trono di Spade 8x05, la recensione 265

Game of Thrones sta per concludersi: ecco la nostra recensione de Il Trono di Spade 8x05, il penultimo episodio.

RECENSIONE di Christian Colli   —   13/05/2019

Indice

Attenzione! Questa è la recensione de Il Trono di Spade 8x05, il quinto episodio della stagione finale della serie Game of Thrones: nelle prossime righe analizzeremo la trama, perciò troverete inevitabilmente anticipazioni e spoiler. Non leggete oltre se non avete ancora visto questo episodio!

Eccoci alla penultima recensione della stagione finale di Game of Thrones, la serie televisiva ispirata a Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin che, dopo sette stagioni e una pausa di due anni, è ormai prossima alla conclusione. La stagione 8 ha sollevato un mucchio di polemiche: i fan più accaniti hanno lamentato una certa debolezza nello svolgersi della storia e nella caratterizzazione di alcuni personaggi, ma la puntata precedente ha scatenato un vero vespaio quando Jaime ha lasciato Brienne per tornare di corsa ad Approdo del Re e, soprattutto, quando Daenerys si è fatta abbattere un drago dalla flotta di Euron, nonostante fosse consapevole della sua presenza a difesa della capitale di Westeros. Se consideriamo il fatto che Cersei - la stessa Cersei che ha sterminato centinaia di persone con l'altofuoco solo per sbarazzarsi di qualche nemico - ha preferito far giustiziare Missandei invece di trucidare Dany e le sue sparute forze alle porte della città pur avendoli sotto tiro, è comprensibile che qualcuno sia rimasto perplesso. Siamo rimasti perplessi anche noi, sia chiaro, anche se della gaffe di Starbucks proprio non ce ne frega niente.

Vogliamo approfittare di queste righe, ora che ci avviciniamo all'epilogo, per riflettere sulla natura di questa polemica. Fermo restando che uno spettacolo televisivo come lo è Il Trono di Spade può suscitare sentimenti diversi in milioni di spettatori, è importante rendersi conto che che la serie targata HBO resta comunque una produzione di altissima qualità sotto tanti aspetti. Non esiste solo la sceneggiatura - che è importantissima, gente, non fraintendeteci - ma anche la recitazione, la musica, gli effetti speciali, la regia, la fotografia e via dicendo. È vero che siamo in un portale di videogiochi e che non vogliamo sprofondare nei tecnicismi cinematografici, ma teniamo pur sempre conto di tanti aspetti nella nostra valutazione, non solo della storia. Sappiamo che Il Trono di Spade, negli anni, ha conquistato tantissimi fan che nella storia hanno investito il loro tempo e tanta passione, magari avvicinandosi ai romanzi di Martin che ormai divergono molto dallo show: ci piacerebbe sapere in che modo, secondo voi, dovrebbe andare a finire questa saga e che cosa ha deluso o ripagato le vostre aspettative in questi episodi conclusivi. Scrivetelo nei commenti!

La battaglia finale

Miguel Sapochnik torna dietro la macchina da presa dopo il terzo episodio - la battaglia per Grande Inverno in cui ha tirato le cuoia il Re della Notte - per dirigere Game of Thrones 8x05, l'ultimo, grande scontro della serie. Sapochnik è diventato famoso per aver diretto alcune tra le migliori puntate d'azione de Il Trono di Spade, e cioè Aspra Dimora e La battaglia dei bastardi, ma l'ultima volta ha lasciato un po' a desiderare la scelta di offuscare l'immagine per renderla più claustrofobica in un conflitto che già si teneva a notte fonda.

"Le campane", questo il titolo de Il Trono di Spade 8x05, fortunatamente, rispolvera il talento del regista che riesce a mettere in scena un episodio visivamente strepitoso dall'inizio alla fine. Si comincia con una vittima illustre nei primissimi minuti: denunciato da Tyrion, Varys è condannato a morte e giustiziato nel cuore della notte da Daenerys in persona. Era stato proprio Tyrion a informare Varys del lignaggio di Jon e Varys aveva subito riconosciuto in lui un sovrano migliore rispetto alla Madre dei Draghi. Conleth Hill e Peter Dinklage hanno dominato la scena con letteralmente due battute in croce e lo sguardo terrorizzato del primo, un attimo prima di essere bruciato vivo da Drogon, ci ha ricordato ancora una volta il talento della maggior parte degli attori che recitano ne Il Trono di Spade.

In questo senso, Emilia Clarke, solitamente sotto accusa per non essere una delle interpreti più brillanti del cast, per così dire, ha restituito una grande prova - merito anche del trucco, va detto - nel trasmettere l'idea della sua progressiva discesa nella follia. Dobbiamo ammettere che questo sviluppo soffre della repentina accelerazione che caratterizza questa stagione finale e che forse avrebbe avuto bisogno di respirare per qualche episodio in più, ma bisogna ammettere che Daenerys ha sofferto una stangata dopo l'altra e in rapida successione. Ha scoperto che Jon è il legittimo erede al trono, cosa che ha incrinato il loro rapporto, e poi ha perso Jorah, un altro drago e Missandei; fatica a fidarsi di Tyrion, la cui capacità di giudizio ultimamente lascia a desiderare, e si è resa conto che i suoi presunti sudditi non nutrono nessuna stima nei suoi confronti. Daenerys non è mai stata una sovrana, ma una conquistatrice: c'è una sottile differenza tra le due cose. Dany, insomma, è stata spezzata, e non c'è da stupirsi che decida di attaccare Approdo del Re per farla finita una volta per tutte.

La battaglia per la capitale è un grande spettacolo visivo, un trionfo di effetti speciali che si appoggiano a una regia brillante e precisa. Noi non siamo strateghi del web, pronti a condurre i nostri eserciti immaginari in battaglia, ma abbiamo trovato effettivamente un po' strano che Dany sia riuscita ad affondare tutta la flotta di Euron con un drago soltanto, schivando ogni colpo di ballista. È vero che nella scorsa puntata si era, uh, scordata della flotta e questa volta era preparata ad affrontarla, tuttavia è stata una battaglia un po' troppo pilotata, mentre la Compagnia Dorata alle porte della città non ha fatto esattamente un figurone: se n'è parlato tanto e poi è stata decimata con un attacco a sorpresa, liberando il campo alle forze congiunte del Nord, degli Immacolati e dei Dothraki sopravvissuti alla carica più idiota nella storia della TV. I nostri eroi riescono così a irrompere nella città, mettendo alle strette l'esercito dei Lannister. Un minuto prima, Cersei afferma con grande sicurezza che i suoi uomini sono più leali e coraggiosi dei mercenari, un minuto dopo i soldati gettano le spade, le campane suonano e Approdo del Re cade senza ulteriori spargimenti di sangue.

Le strade si dividono

Oppure no? È a questo punto che Benioff e Weiss ci hanno ricordato che stavamo guardando Il Trono di Spade, nel bene e nel male. Consapevole che le campane significano la resa dei Lannister, Daenerys cede finalmente al Lato Oscuro e rade letteralmente al suolo la città. Ammettiamo di non aver capito se Dany e Verme Grigio avessero un accordo, ma quando il comandante degli Immacolati attacca per primo le forze indifese dei Lannister, si scatena un putiferio, un vero massacro che non risparmia e non guarda in faccia nessuno e che sembrerebbe spaccare definitivamente la fede e la lealtà che Tyrion e addirittura Jon avevano riposto in Daenerys, orma completamente fuori controllo. È uno dei capovolgimenti più spettacolari e devastanti che abbiamo visto in TV, specialmente perché Dany fa esattamente il contrario di quanto aveva suggerito Tyrion e comincia a bruciare indiscriminatamente donne e bambini.

A questo punto la sceneggiatura de Il Trono di Spade 8x05 segue tre piste diverse. Abbiamo innanzitutto quella di Jaime, fatto prigioniero dagli Immacolati e poi liberato da Tyrion in uno struggente addio che, ancora una volta, dimostra la rara ma potente alchimia tra Dinklage e Nikolaj Coster-Waldau. Jaime è tornato ad Approdo del Re per salvare Cersei, ma si imbatte casualmente in Euron che, dopo essere stato sbalzato dalla sua nave nell'attacco di Dany, raggiunge la costa guarda caso nel momento in cui Jaime tenta di infiltrarsi di nascosto. Segue un duello brutale in cui Euron perde la vita ma, prima, ferisce presumibilmente a morte Jaime. Diciamo "presumibilmente" perché, nonostante due pugnalate, il nostro Sterminatore di Re riesce a raggiungere Cersei nella Fortezza Rossa e a portarla in salvo nei sotterranei... dove i due fratelli, e amanti, si ritrovano in trappola. È il momento della resa dei conti per Cersei che, infine, scoppia in lacrime per la paura di morire. Cersei - e Jaime - ci lasciano così, sotto un cumulo di macerie. Abbiamo letto qualche commento a caldo sulla fine melodrammatica e troppo generosa di Cersei, il vero villain di tutta la serie, autrice di crimini spregevoli che le sono costati i figli. Ma questo è Game of Thrones e ben pochi hanno quel che si meritano, in un senso o nell'altro.

La seconda sottotrama è incentrata sul Mastino che arriva ad Approdo del Re insieme ad Arya poco prima che scoppi il finimondo. Sandor Clegane ha un conto in sospeso col fratello, la Montagna, e Arya intende assassinare Cersei. I due arrivano alla Fortezza Rossa ma le loro strade si dividono in quel momento: in un raro momento di compassione e di affetto quasi paterno, il Mastino convince Arya a non gettare la sua vita per una vendetta che, in un modo o nell'altro, avrebbe comunque preso la vita di Cersei. È uno scambio potente che Maisie Williams e Rory McCann trasmettono attraverso sguardi, gesti e poche parole. Lo scontro tra il Mastino e la Montagna - il famigerato "Cleganebowl", come l'ha battezzato il fandom per anni, che peraltro miete anche la vita di quel pezzente di Qyburn - ha però un intenso retrogusto di fanfiction, non tanto nell'esecuzione, quanto nel significato. È un duello violento e viscerale in cui vediamo per la prima volta Gregor Clegane dopo la trasformazione e poteva finire in un solo modo: con la morte di entrambi i fratelli, per di più nel fuoco che li ha divisi fin da piccoli. Il fatto è che questo piccolo dettaglio si è perso nel susseguirsi delle stagioni e forse non molti ricordano che è stato proprio Gregor a ustionare Sandor, scatenando una rivalità che tuttavia è rimasta dietro le quinte troppo a lungo per suscitare una vera e propria catarsi sul finale.

L'ultima sottotrama, invece, ha per protagonista Arya e siamo abbastanza sicuri che sarà quella che susciterà più polemiche nelle ore e nei giorni successivi alla messa in onda. Abbiamo capito subito l'obiettivo di Benioff e Weiss: attraverso Arya, ci hanno mostrato l'assedio di Approdo del Re da terra, dal punto di vista della gente comune sotto attacco senza neppure sapere perché. Dopo essersi separata dal Mastino - e vi preghiamo di non sottovalutare quel "Sandor? ...Grazie." perché, considerando i personaggi in questione, è stato veramente potente - Arya cerca di fuggire per le strade della capitale, mentre Daenerys semina morte e distruzione dall'alto. È una sequenza lunga e agghiacciante, spaventosamente brutale, che Sapochnik dirige con maestria ma che, sfortunatamente, ricorre a troppi cliffhanger sul destino della giovane Stark che si risolvono puntualmente per il meglio. Arya arriva alla fine frastornata, sporca di sangue e di cenere, mentre tutti intorno a lei muoiono continuamente come mosche. Sopravvive sempre, Arya, anche se le crollano addosso i palazzi e se i soffi infuocati di Drogon inceneriscono chiunque altro a mezzo metro da lei. E per di più, unica superstite in un quartiere praticamente raso al suolo, Arya trova anche un cavallo, naturalmente bianco ma sporco di sangue, come quello che cavalca la Morte nell'Apocalisse. Una scena spettacolare ma inverosimile, insomma, che chiude la puntata con un riferimento un po' troppo stucchevole.

Multiplayer.it

8.6

Al netto di qualche esagerazione - Arya - e di uno storytelling che avrebbe avuto bisogno di qualche puntata in più per dare il giusto risalto ad alcuni sviluppi come la reazione di Daenerys o lo scontro finale dei Clegane, Il Trono di Spade 8x05 è stata un'altra ora di incredibile televisione grazie a un'ottima regia, a bellissimi effetti visivi e a una colonna sonora sempre puntuale e toccante. Siamo sicuri che anche questo episodio farà discutere tantissimo, specialmente per il modo in cui ha mietuto le vite di alcuni personaggi importantissimi come Jaime e Cersei Lannister, ma intanto non resta che aspettare una settimana per scoprire se Daenerys salirà davvero sul tanto agognato trono di ferro.

PRO

  • La regia
  • La prevedibile ma terrificante decisione di Daenerys
  • Tyrion e Jaime, Arya e il Mastino

CONTRO

  • Arya l'immortale
  • Il rapporto tra i Clegane avrebbe dovuto essere sviluppato meglio
  • Euron, come al solito

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