Immortal Legacy: The Jade Cipher, la recensione 2

Direttamente dal progetto China Hero, il nuovo titolo di Viva Games ci catapulta su di una misteriosa isola, nei panni di un agente speciale con la voce di Geralt di Rivia: la recensione di Immortal Legacy: The Jade Cipher.

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   24/04/2019

Indice

Immortal Legacy: The Jade Cipher è uno dei tanti progetti nati nell'ambito di China Hero, l'iniziativa organizzata da Sony al fine di trovare i migliori sviluppatori cinesi e fare in modo che possano portare i loro giochi su PlayStation 4. Ci troviamo in questo caso di fronte a uno sparatutto in realtà virtuale per PlayStation VR, che per funzionare richiede necessariamente l'uso di due controller Move e ci mette nei panni di un agente speciale la cui voce vi risulterà senz'altro familiare, visto che è quella di Doug Cockle, già interprete di Geralt di Rivia nella serie The Witcher. Tyre, questo il nome del protagonista del gioco, viene inviato in elicottero, insieme a una sexy collega, su di un'isola avvolta dal mistero in cui sembra si trovi una persona che sta cercando di scoprire i segreti dell'immortalità. A un certo punto il velivolo viene abbattuto da un mostro e il nostro personaggio si risveglia in catene, ma viene aiutato a liberarsi da una improbabile youtuber giunta in quel luogo per fare lo scoop della vita. La leggenda infatti narra che sull'isola vivano dei veri draghi, e la possibilità di riprenderne uno in carne e ossa rappresentava un'attrattiva irrinunciabile per l'eccentrica star della rete.

Storia e gameplay

Bastano in effetti pochi elementi per comprendere come il comparto narrativo di Immortal Legacy: The Jade Cipher sia in realtà un patchwork ben poco coerente, in cui gli autori hanno infilato di tutto senza un'apparente soluzione di continuità, passando dai ricordi di Tyre ai mostri nelle caverne e giocando di tanto in tanto anche la carta del fanservice. Un breve flashback funge da tutorial per provare a prendere confidenza con un sistema di controllo piuttosto legnoso e poco intuitivo, che si pone senza dubbio come la cosa meno riuscita del gioco. Il problema è che per andare incontro alla macchinosità di qualsiasi manovra, inevitabilmente anche l'intelligenza artificiale dei nemici risulta livellata verso il basso, e così vedrete i mercenari prima e i mostri poi mantenere la posizione in attesa di essere colpiti, ripetendo pochi pattern che diventano subito molto prevedibili.

Come detto, è necessario possedere una coppia di controller Move per giocare, ma a nostro avviso si sarebbe potuto benissimo optare per il semplice DualShock e ottenere magari un layout meno rognoso, in grado di garantire un'esperienza più immediata nella maggior parte dei casi. Il sistema di movimento prevede infatti la pressione dei tasti Move per avanzare e l'inclinazione del visore per effettuare deviazioni, dopodiché i pulsanti centrali dei dispositivi vengono utilizzati in maniera simmetrica al fine di ruotare rapidamente la visuale, ricorrere allo strafe laterale, indietreggiare e aprire due distinti inventari, uno per la mano destra e uno per quella sinistra, in cui stoccare armi e oggetti. Una volta equipaggiata una pistola o un fucile è possibile aprire il fuoco premendo ovviamente il grilletto sul controller, ma bisogna abituarsi a un meccanismo di mira sulle prime un po' oscuro, che può dare qualche soddisfazione ma anche far sprecare un bel po' di munizioni inutilmente. Per ovviare a tale mancanza si può attivare un mirino laser che finisce, però, per rendere l'esperienza un po' troppo facile e banale, specie laddove si mettano a segno degli headshot.

Trofei PlayStation 4

Immortal Legacy: The Jade Cipher include un totale di trentasette Trofei dalla descrizione piuttosto ambigua e orientaleggiante. Molti achievement si ottengono portando a termine determinate azioni per la prima volta, utilizzando a fondo l'arsenale, esplorando per bene lo scenario alla ricerca di segreti e documenti, ma anche incorrendo nel game over nei modi più fantasiosi.

Realizzazione tecnica

Si fa insomma un bel po' di fatica a muoversi e a combattere decentemente in Immortal Legacy: The Jade Cipher, ma bisogna riconoscere che dopo un paio d'ore la situazione migliora un po' e vengono introdotte situazioni abbastanza interessanti, a patto di non interrogarsi troppo sulla progressione degli eventi. L'introduzione di alcuni puzzle, ad esempio, è più che benvenuta e sulle prime riesce nell'intento di mischiare un po' le carte, ma anche questo aspetto cade ben presto vittima di un certo grado di ripetitività. Il gioco vanta tuttavia una discreta durata, superiore a tante altre esperienze disponibili su PlayStation VR: richiede circa cinque ore per essere completato, il che per un prezzo di vendita di appena 19,99 rappresenta senz'altro un importante pregio.

Purtroppo però c'è poco altro per cui esaltarsi, e anche sul fronte della realizzazione tecnica i limiti della produzione cinese vengono subito a galla. Sì, alcuni modelli poligonali sono di buona fattura, ma i nemici risultano terribilmente old-gen, spigolosi e dotati di poche animazioni. Allo stesso modo, gli scenari appaiono visivamente un po' troppo monotoni e generici, con un'eccessiva abbondanza di rocce che si ripetono fino allo sfinimento e non riescono dunque a comunicare al meglio l'atmosfera che il titolo cerca di costruire durante le sequenze più tese, quelle dove può scappare anche un salto dalla sedia. Bene la voce del protagonista, come detto, ma nell'ottica di un comparto sonoro che in generale non brilla.

Digital Delivery
PlayStation Store
Prezzo
19,99 €
Multiplayer.it

6.0

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Immortal Legacy: The Jade Cipher è un mix di avventura e sparatutto capace di mettere sul tavolo alcuni elementi di interesse, come ad esempio l'enfasi sull'esplorazione, una durata al di sopra della media per i titoli per PlayStation VR, un prezzo molto accessibile e la capacità di introdurre situazioni abbastanza diverse. Purtroppo, però, fin dalle prime battute emergono anche le tante limitazioni di un progetto evidentemente a basso budget, viziato da scelte infelici per quanto concerne il sistema di controllo, che si mantiene sempre macchinoso e lento, e da una realizzazione tecnica modesta, con poche eccezioni.

PRO

  • Buona durata, prezzo accessibile
  • Discreto numero di armi
  • Qualche interessante variazione sul tema

CONTRO

  • Sistema di controllo lento e macchinoso
  • Realizzazione tecnica modesta
  • Trama confusa e abbozzata