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Martha is Dead, la recensione della nuova avventura dagli autori di The Town of Light

La recensione di Martha is Dead, la nuova avventura horror dagli autori di The Town of Light, che sconvolge per scrittura raffinata e temi affrontati

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   24/02/2022

Siamo in Toscana, nel 1944. Martha e Giulia, figlie di un graduato tedesco, stanno passando l'ultimo anno di guerra in un casale rurale sito a pochi chilometri da un tipico paesotto italiano. Gli echi della guerra in corso arrivano loro dalla stampa di regime, dalla radio, che lasciano sempre accesa per avere notizie in tempo reale, e dalle voci che girano tra la popolazione. Nonostante il conflitto si faccia sempre più drammatico, il luogo in cui le due ragazze vivono rimane di una bellezza folgorante, quasi intoccato, uscito come sembra da una poesia del Carducci. Un giorno però, Giulia vede il cadavere di Martha affiorare dal lago antistante la loro casa. Chi è stato a ucciderla? I partigiani come affermano i tedeschi? Qualche vagabondo di passaggio? Oppure la dama bianca, figura del folklore popolare che affascina Giulia da sempre?

Per scoprire come mai valga davvero la pena fare luce su questo mistero, non vi resta che leggere la recensione di Martha is Dead, in cui abbiamo provato a spiegare quella che ci è sembrata essere la vera bellezza del titolo di LKA.

Fotografia

La casa dove vive Giulia, la protagonista del gioco
La casa dove vive Giulia, la protagonista del gioco

Martha is Dead è un thriller psicologico in prima persona, come lo definiscono gli autori stessi, cui già dovevamo l'ottimo The Town of Light. Il giocatore interpreta Giulia e deve cercare di fare luce su quanto accaduto alla sorella, esplorando i dintorni della casa e l'abitazione stessa a caccia di indizi e tracce che portino alla risoluzione del caso. Quello che apparentemente sembra una specie di giallo, almeno nelle prime battute, si trasforma però completamente dopo poche ore di gioco, svelando la sua natura più profonda e intrecciando temi e problemi apparentemente molto distanti tra di loro, tra ricerca interiore e avvenimenti storici, che formano un unicum inedito per il mondo dei videogiochi.

In termini d'interazioni, Giulia può esaminare moltissimi oggetti dell'arredamento, da cui il giocatore trae informazioni sul suo passato, può raccoglierne alcuni, per utilizzarli alla bisogna, e può scattare delle fotografie con una Rolleicord, una fotocamera biottica con mirino a pozzetto. Proprio quest'ultima sarà uno dei fulcri del gioco sin da subito.

Giulia è, infatti, una grande appassionata di fotografia, passione ereditata dal padre, e nel momento in cui Martha veniva uccisa stava scattando delle foto sul bordo del lago. Quindi uno dei suoi primi obiettivi sarà proprio quello di recuperare le fotocamere e svilupparne i rullini nella camera oscura, costruita nella cantina della casa. Da sottolineare come l'intero processo fotografico sia stato simulato con grande perizia, al netto di qualche ovvia semplificazione (comunque descritta dal tutorial). Quando si scattano le foto bisogna inquadrare bene il soggetto, mettere a fuoco, esporre in modo corretto regolando tempo di scatto e apertura del diaframma, utilizzare i filtri giusti a seconda delle condizioni di luce, quindi portare i rullini in camera oscura e usare l'ingranditore per impressionare il negativo sulla carta, per poi lavare l'immagine ottenuta.

Chi ha ucciso Martha?
Chi ha ucciso Martha?

Alla fotografia è legato anche un obiettivo secondario, non chiarissimo mentre si gioca, per cui bisogna andare alla ricerca di particolari nascosti nella mappa usando un determinato filtro fotografico. Comunque sia l'intero sistema è utilizzatissimo, con la camera oscura che diventa una specie di luogo della coscienza di Giulia, dove le immagini scattate possono essere rivelazioni o inganni a seconda del momento in cui vengono sviluppate. Oppure, semplicemente, dei momenti da ricordare (in alcuni frangenti il giocatore è lasciato libero di fotografare ciò che vuole, anche senza curarsi della trama).

Un appunto sulle censure delle versioni PS4 e PS5

Attenzione, perché questo box parlerà apertamente di tre momenti della trama di Martha is Dead, raccontandoli in dettaglio. Se non volete anticipazioni, non leggetelo. Oppure tornate a leggerlo dopo aver finito il gioco.

Spendiamo qualche parola sulle censure delle versioni PS4 e PS5 di Martha is Dead, che non si limitano alla sola sequenza emersa negli scorsi giorni. Intanto vediamo quali sono:

  • In una sequenza onirica Giulia strappa la faccia al cadavere di Martha usando una medaglietta per eseguire l'intervento, e se la mette sul volto. La versione censurata è un filmato non interattivo, lì dove su PC e Xbox è il giocatore che esegue l'intero processo.
  • In una sequenza avanzata del gioco, Giulia si reca nel cimitero dove è esposto il cadavere di Martha e, per controllare se la sorella era incinta prima di morire, la sventra con delle forbici da sarta, tirando fuori il feto e mettendoglielo sul petto. Anche questa sequenza è stata resa non interattiva, come la precedente.
  • Nella sequenza finale, Giulia racconta brevemente la sua esperienza in manicomio, parlando di come si masturbasse tutto il giorno in preda a fortissimi impulsi. Dalla versione PlayStation sono stati rimossi tutti i riferimenti alla masturbazione.

Ora, apparentemente, tranne che nella sequenza finale, nelle versioni PlayStation non c'è stata una rimozione di contenuti vera e propria. In realtà ci preme moltissimo di contestare questa posizione, perché è stato fatto di molto peggio: è stata negata al videogioco la sua natura di medium interattivo, trasformando il giocatore da agente attivo a fruitore passivo del contenuto in ben due momenti chiave, che servono per comprendere meglio la tragedia esistenziale vissuta da Giulia, la protagonista. C'è da dire che chi ha gestito la pubblicazione di Martha is Dead lato PlayStation ha capito la forza espressiva del medium videoludico molto più di quelli che minimizzano le sue censure, perché agire direttamente in quelle sequenze crea un senso di repulsione e inquietudine che con la visione passiva va parzialmente perduto.

Decostruzione di una vita

Martha is Dead funziona perfettamente a livello metaforico
Martha is Dead funziona perfettamente a livello metaforico

Martha is Dead stupisce per le sue virtù narrative e per come sfrutta la sua ambientazione per raccontare la mente della protagonista. Chi si aspetta un horror puro rimarrà probabilmente deluso. Certo, alcune sequenze sono forti, anche disturbanti, ma non aspettatevi di andare in giro accovacciati per evitare qualche mostro che si muove nell'oscurità. L'obiettivo degli autori non è quello di farvi saltare dalla sedia, ma di farvi vivere una storia tragica, capace di trasmettere un forte senso d'inquietudine per tutta la sua durata, in una pezzetto di Toscana di quasi ottant'anni fa, ricostruito con grande cura per i dettagli. Casa di Giulia è piena di oggetti dell'epoca ed è arredata in maniera verosimile, a partire dalla stanza condivisa dalle due sorelle, un altro dei fulcri simbolici dell'opera. La mappa di gioco non è grandissima e comprende la casa, il lago, una chiesetta e un cimitero realizzato con il tipico stile italiano.

Gli ambienti sono facilmente raggiungibili correndo, ma volendo Giulia può utilizzare una bicicletta per gli spostamenti più lunghi. Naturalmente ci sono anche degli ambienti esterni, legati ad esempio alle sequenze oniriche, ma in generale l'avventura si svolge completamente dentro e intorno alla casa, fatto che la rende ancora più disturbante nel suo essere racchiusa in un ambiente essenzialmente familiare per la protagonista. I personaggi con cui si interagisce sono pochi. Nella casa vivono il padre e la madre di Giulia, ma non ci si parla mai direttamente, con le interazioni che vengono limitate ad alcuni momenti chiave (è difficile raccontare un gioco del genere senza fare accenni alla storia). Si possono fare delle telefonate, ma servono anch'esse solo per avere altre informazioni, a parte per quelle obbligate dalla trama. Volendo si può interagire anche con un gruppo di partigiani tramite telegrafo, ma senza mai entrarci in contatto diretto.

Le sequenze oniriche sono realizzate davvero bene
Le sequenze oniriche sono realizzate davvero bene

In termini di racconto vero e proprio, Martha is Dead non risolve mai le sue ambiguità di fondo e non ha neanche nessun interesse a farlo. Non chiede al giocatore di seguire una storia, ma di decostruirla. L'impronta autoriale è evidente e forte, ma non si accontenta di dare un'interpretazione univoca di ciò che accade. Chiede invece al giocatore proprio di comprendere che la storia di Giulia non è riducibile a un unico, perché la stiamo vivendo dal suo punto di vista, che è quello frammentato di chi non riesce a distinguere la realtà dalla fantasia, di chi ha combattuto la sofferenza creandosi un suo mondo dai confini indefiniti, che si intreccia e confonde costantemente con le verità che tenta di nascondere, in cui l'unico aspetto davvero chiaro è la sofferenza che l'ha generato.

Paradossalmente questa messa in scena delirante dell'inconscio assume una dimensione sempre più immanente, mano a mano che si scoprono nuovi dettagli e si scava più a fondo nel passato di Giulia, fino ad arrivare a guardare nell'abisso che la sorregge. Indicativo in tal senso il fatto che, per ricordare il suo passato, Giulia debba letteralmente rappresentarlo in un teatrino delle marionette, affidando però al giocatore la ricostruzione dei suoi ricordi, che sono vaghi e sfumati.

Cosa si nasconde in fondo al lago?
Cosa si nasconde in fondo al lago?

Ci troviamo di fronte a un processo narrativo simile a quello di The Town of Light, in cui i documenti che era possibile reperire nel gioco creavano volutamente delle contraddizioni nella vita della protagonista, proprio per affermare l'inconoscibilità della stessa nella sua integrità storica. In Martha is Dead avviene qualcosa di simile, con Giulia che prende coscienza di sé e della sua frammentazione interiore provando a ricordare ciò che le è successo, che ha causato e di cui è stata allo stesso tempo vittima. È un processo narrativo delicato e scritto in maniera magistrale, che trova il suo significato più profondo proprio nel suo non volerne dare uno vincolante.

Una citazione finale la merita la colonna sonora, fatta di canzoni d'epoca rilette in chiave moderna, che risulta riuscita non solo in chiave qualitativa, ma anche in quella di accompagnamento del flusso narrativo, di cui diventa presto una parte inscindibile, capace a suo modo di descrivere lo stato mentale di Giulia meglio di tante immagini.

Conclusioni

Digital Delivery Steam, Epic Games Store, GoG, PlayStation Store, Xbox Store, Windows Store
Prezzo 29,99 €
Multiplayer.it
9.0
Lettori (56)
8.2
Il tuo voto

Martha is Dead non è una sorpresa, ma una conferma di quanto già LKA aveva mostrato di saper fare in The Town of Light. Il gioco gode di una scrittura raffinata e profonda e di una direzione artistica eccellente, tanto da primeggiare anche nel suo genere di appartenenza, caratteristiche che creano un tessuto narrativo capace di coinvolgere e sconvolgere il giocatore, con momenti spesso disturbanti. Un gioiello, insomma, che merita di essere scoperto.

PRO

  • Storia raccontata in modo eccellente
  • Direzione artistica generale
  • Realizzazione del lato fotografico

CONTRO

  • Un obiettivo secondario non è molto chiaro