MotoGP 19, la recensione 42

Dopo l'esordio su Unreal Engine 4 della scorsa edizione, Milestone punta su alcune interessanti novità per MotoGP 19: ecco la nostra recensione

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   06/06/2019

Indice

MotoGP 19 può contare su di un impianto ancora molto solido, un modello di guida ampiamente personalizzabile che consente di regolare l'esperienza a seconda delle proprie necessità e puntare dunque su di un approccio più arcade e immediato oppure sul realismo di una simulazione spietata, pronta a punire qualsiasi incertezza. Non si tratta tuttavia di una novità per la serie Milestone, e in occasione della recensione di questo nuovo episodio ci interessava verificare alcuni aspetti che nell'edizione 2018 del gioco erano stati gestiti maluccio. L'adozione lo scorso anno dell'Unreal Engine 4 ha consentito agli sviluppatori di ottenere una resa visiva generalmente migliore, in particolare per quanto concerne l'effettistica, ma a caro prezzo: il dimezzamento del frame rate, passato dagli originali 60 frame al secondo a 30 fotogrammi su console, e l'azzeramento di tanti contenuti e modalità probabilmente legati al motore grafico originale, che dunque richiedevano per forza di cose un lavoro di redesign. Possiamo dire che per certi versi la situazione è migliorata, per altri no: cerchiamo di capire come stanno le cose.

Modalità di gioco

La schermata principale di MotoGP 19 consente di accedere alla Carriera (normale o Pro, quest'ultima pensata per un grado di sfida superiore), alle modalità veloci (Gran Premio, campionato e prova a tempo), alle Sfide Storiche e a due differenti opzioni per il multiplayer. Quella standard offre la possibilità di creare lobby o accedere a stanze esistenti per sfidare altri giocatori online oppure cimentarsi con l'interessante modalità Direttore di Gara, in cui ci si improvvisa registi e coordinatori della gara. C'è poi l'ormai consolidata sezione eSport, al momento vuota ma che vedrà ciclicamente l'arrivo di nuovi contenuti e sfide. In entrambi i casi l'infrastruttura di rete si basa su server Amazon che garantiranno basse latenze e grande stabilità, ma che durante i nostri test non c'è stato modo di provare: bisognerà attendere che il gioco arrivi nei negozi e che le lobby si popolino un po'.

Sotto il profilo dell'esperienza single player ci sono dunque diverse novità, in particolare le Sfide Storiche, che si presentano come scenari tematici ispirati a quattro differenti epoche: Eroi della 500cc, in cui potremo rivivere emozionanti corse degli anni '90 nei panni di piloti come Mick Doohan e un giovane Valentino Rossi; Alba della MotoGP, con le più importanti prestazioni di Biaggi, Barros e nuovamente Rossi; Le Grandi Rivalità, che mette in scena le faide fra Rossi e Biaggi, Stoner e Rossi, Capirossi e Gibernau; e infine Era Moderna, con le imprese dei vari Bayliss, Pedrosa, Lorenzo, Dovizioso, Simoncelli e - indovinate? - Rossi. Parliamo insomma di contenuti che strizzano l'occhio agli appassionati di MotoGP di lunga data, che non mancheranno di emozionarsi nel rivivere determinate situazioni.

La Carriera, citata all'inizio del paragrafo, non stravolge in alcun modo quanto già visto nelle passate edizioni, ma si conferma fulcro sostanzioso di una struttura in grado di intrattenere a lungo, accompagnandoci in un percorso di crescita che può partire dalla breve ma piacevole Red Bull Rookies Class per poi passare alle categorie Moto3, Moto2 e MotoGP man mano che il nostro pilota virtuale inanella vittorie, accrescendo la propria popolarità e ottenendo punti utili al miglioramento della moto. Spicca inoltre la novità della classe MotoE, che debutta proprio quest'anno introducendo moto dotate di propulsore elettrico in grado di spingerle fino a 270 kilometri orari, che in-game vantano un comportamento diverso rispetto ai veicoli tradizionali, molto piacevole da scoprire di gara in gara.

Gameplay e intelligenza artificiale

Come accennato in apertura, il modello di guida di MotoGP 19 si conferma solido, ben leggibile nelle sue sfaccettature: le staccate vanno effettuate in maniera rigorosa prima di piegare e bisogna dosare con attenzione freno e acceleratore per poter uscire veloci dalle curve, pronti a mettere a segno un sorpasso anche all'interno di spazi ristretti, ma la zona morta sullo stick sinistro del controller rende complicato "pennellare" e ci si deve dunque adeguare a un approccio deciso, privo di incertezze, che fortunatamente è possibile assimilare con un po' di pratica sui vari circuiti. Le tante opzioni presenti permettono di aumentare o diminuire il grado di sfida, il realismo e l'incidenza della fisica sul comportamento del veicolo, andando a determinare una progressione graduale che tiene vivo l'interesse ed evita che le gare diventino banali.

In concreto, si può passare da una moto relativamente docile e affidabile a qualcosa di nettamente più nervoso, aggiungendo ulteriori sfumature grazie al setup manuale o automatico, al consumo delle gomme che a lungo andare si riflette sulla libertà d'azione in curva (pare anche per gli avversari) e alle condizioni meteo, con una resa molto convincente del bagnato e di ciò che comporta in termini di velocità, inserimento in curva e frenata. L'intelligenza artificiale, diciamo uno dei punti deboli storici del franchise, ha ricevuto quest'anno un trattamento innovativo e potenzialmente molto interessante grazie all'impiego di una tecnologia basata sul machine learning. In pratica i piloti controllati dal sistema sono in grado di decidere in autonomia come affrontare determinate situazioni per ottenere il miglior risultato possibile.

Ci interessava davvero approfondire questo aspetto nella pratica comune, così da capire quante e quali differenze venissero prodotte in pista. Ebbene, non siamo purtroppo rimasti molto impressionati: una gestione realistica dell'IA significa mettere in pista piloti che commettono anche degli errori, che sbagliano la staccata, che finiscono fuoripista, specie quando messi sotto pressione da chi li insegue. Tutto questo in MotoGP 19 fondamentalmente non succede: gli altri concorrenti hanno una percezione migliore degli ostacoli e non ci si lanciano addosso come kamikaze, né si creano i tradizionali trenini che seguono la medesima traiettoria in favore di una disposizione "a sciame" più realistica, ma non si va oltre e la cosa non può che deludere chi nutriva grandi aspettative nei confronti di questa feature.

Trofei PlayStation 4

I cinquantuno Trofei di MotoGP 19 possono essere ottenuti per lo più portando a termine vittoriosamente i vari gran premi, completando i campionati delle varie categorie e le Sfide Storiche. Ci sono chiaramente achievement legati anche al comparto online, ma si tratta di un mero contorno rispetto al resto, ponendo una chiara enfasi sulla progressione in single player.

Scenari e realizzazione tecnica

Gli scenari di MotoGP 19 sono quelli dell'attuale stagione, diciannove tracciati che ci portano a gareggiare all'interno di location iconiche come il Mugello, LeMans, Misano, Silverstone, Motegi e Jerez, a cui si aggiungono tre piste storiche: Donington Park, Laguna Seca e Catalunya. Ambientazioni riprodotte in maniera molto fedele, così come sono ben realizzati i modelli delle moto e le animazioni dei piloti, che coprono una discreta gamma di situazioni e non producono dunque alcuni degli strafalcioni visti in passato. Il colpo d'occhio generale è discreto ma rimane molto distante dai migliori racer sul mercato: il sistema di illuminazione valorizza bene veicoli e piloti, ma la sensazione sugli scenari è di una relativa piattezza, specie quando il meteo (che rimane variabile ma non dinamico) è soleggiato.

Con la pioggia e sul bagnato la situazione migliora, le pozzanghere sembrano riflettere in maniera reale il circondario (ma potrebbe anche trattarsi di cubemap piazzate in maniera strategica, per quanto ne sappiamo) e anche l'asfalto risulta più convincente, mentre per il resto molte soluzioni adottate appaiono datate. Il problema grosso è tuttavia il frame rate, che neanche in questa seconda edizione mossa dall'Unreal Engine 4 riesce a raggiungere i 60 fotogrammi al secondo: si rimane sui 30 fps, per quanto stabili, e mancano le opzioni viste in RIDE 3 che consentivano di diminuire la risoluzione per ottenere una maggiore fluidità. Se per MotoGP 18 poteva valere la giustificazione dell'esordio con il nuovo motore grafico, un anno dopo è difficile comprendere i motivi di una scelta del genere, che si ripercuote inevitabilmente anche sulla godibilità del gameplay.

Versione testata
PlayStation 4
Prezzo
59,90 €
Multiplayer.it

7.2

Lettori (21)

8.3

Il tuo voto

MotoGP 19 è più ricco di contenuti rispetto alla scorsa edizione e vanta un'intelligenza artificiale migliorata, sebbene distante da quelle che erano le nostre aspettative quando abbiamo sentito parlare di machine learning e reti neurali. L'impianto si conferma solido e sfaccettato, con tantissime opzioni che consentono di regolare l'esperienza in base alle proprie esigenze ed eventualmente aumentare il grado della sfida man mano che si prende familiarità con il gameplay e le sue meccaniche. Dal punto di vista tecnico, invece, c'è poco da esultare: anche quest'anno il gioco si muove a soli 30 frame al secondo, con parecchi asset riutilizzati e un colpo d'occhio distante dai migliori racer sul mercato.

PRO

  • Modello di guida profondo e regolabile
  • Più contenuti rispetto a MotoGP 18
  • Intelligenza artificiale migliorata...

CONTRO

  • ...ma non quanto ci auguravamo
  • Anche quest'anno niente 60 fps
  • Tecnicamente bisognava fare di più