PUBG, la recensione per PS4 49

PUBG corp. porta la sua battle royale anche sull'ammiraglia Sony: eccola nostra recensione per PS4.

RECENSIONE di Emanuele Gregori   —   07/01/2019

Indice

A quasi due anni dalla prima uscita in accesso anticipato su Steam, PUBG è approdato lo scorso mese anche sull'ultima delle piattaforme casalinghe principali. L'arrivo su PlayStation 4 avviene allo scadere del periodo di esclusiva temporale sulla rivale piattaforma Microsoft. Proprio un anno fa, infatti, eravamo in procinto di tessere lodi e (soprattutto) difetti di una conversione che faceva acqua da tutte le parti, nonostante la potenza di una macchina come One X. Nel corso del 2018 la situazione è andata certamente migliorando, risolvendo una buona parte delle magagne tecniche che il porting aveva in dote. È certamente stato un anno importante per i ragazzi di PUBG corp: dopo l'incredibile successo ottenuto dalla versione Early Access del gioco, con circa trenta milioni di copie vendute durante lo sviluppo e un totale attuale che supera i cinquanta milioni, il gioco è approdato anche su mobile in versione free to play, sviluppato dal colosso cinese Tencent. Inoltre sul fronte esport, come vi abbiamo raccontato proprio nel corso dell'evento estivo di Berlino al quale eravamo presenti, Brendan Greene in persona ci ha raccontato come le loro mire di espansione nel mondo delle competizioni si configurino come un missione vera e propria, con un progetto quinquennale che punterà all'autosufficienza economica, così da regalare una prima vera e propria lega al mondo delle competizioni elettroniche. Alla luce di tutti questi elementi e considerata anche la spietata concorrenza portata avanti da Fortnite prima degli altri, vediamo cosa devono attendersi i giocatori da questa versione PS4.

Il Gameplay: un quadro decisamente chiaro

Che il battle royale sia il genere del momento non vi è alcun dubbio da ormai un paio d'anni. Le basi del genere sono quindi chiare un po' a tutti. Nel caso di PUBG non ci discostiamo dalle fondamenta, andando però a creare unicità per quanto riguarda l'approccio al gameplay, ma andiamo per gradi. Cento giocatori vengono paracadutati (letteralmente) da un aereo in volo al di sopra di una delle mappe disponibili in gioco; scegliere il punto nel quale lanciarsi è certamente importante e rappresenta la prima grande novità introdotta nel genere proprio da PUBG, poi ripresa da tutti i migliori contendenti. Una volta atterrati, in solitaria o con il proprio gruppo di massimo quattro giocatori, sarete chiamati a scegliere un luogo nel quale dirigervi per recuperare, nel minor tempo possibile, il migliore equipaggiamento che vi capiterà sotto mano. Dalle armi da fuoco a quelle contundenti, da caschi di diversa entità a giubbotti anti proiettile, passando per granate e mezzi di trasporto. Tenere sotto controllo l'aerea ed evitare di esporvi troppo al fuoco nemico può cambiare le vostre sorti in battaglia, così come fondamentale è seguire l'andamento della partita e il restringimento dell'area di gioco.

Passato uno specifico intervallo di tempo, infatti, una barriera di forza andrà ad inglobare le parti più esterne della mappa, restringendosi sempre più, fino a delimitare un'aerea talmente piccola da inserire tutti i giocatori rimasti in un adrenalinico tutti contro tutti. La vittoria della partita vi donerà un numero di monete in base alle uccisioni ed al vostro piazzamento, permettendovi di comprare casse dalle quali recuperare nuove skin da applicare al vostro alter ego in gioco. Come se tutto questo non fosse già sufficiente, PUBG può vantare anche un elemento di ulteriore appeal per il pubblico: la varietà delle mappe. Nel corso dei mesi sono state infatti introdotte tre ulteriori mappe, portando il numero totale a quattro, ognuna profondamente diversa dalle altre. All'ambiente rurale e post apocalittico di Erangel, sono state affiancate il deserto di Miramar, la foresta di Sanhok e i picchi innevati di Vikendi. Ognuna con le proprie peculiarità e stili di gioco, hanno rappresentato uno degli elementi meglio assortiti del titolo, apprezzato da una buona parte dei giocatori.

La conversione PlayStation 4

Veniamo a quelle che sono le caratteristiche tecniche di questa conversione. Come detto in apertura, l'esperienza accumulata dal team durante questo anno di lavoro su Xbox, ha permesso al gioco di arrivare sul Playstation Store in stato di grazia. La nostra prova su PlayStation 4 Pro ci ha permesso di mettere in evidenza la buona resa dal punto di vista del frame rate e una pulizia generale che non si discosta troppo da ciò che è possibile ammirare su PC. È facile comprendere come un aspetto tecnico non certamente esaltante anche sulle configurazioni più altisonanti venga in aiuto alle console, che non rischiano di sfigurare dal punto di vista visivo. Anche per ciò che concerne netcode e gestione del gruppo non si riscontrano problemi, nonostante qualche leggero caricamento di troppo nelle transizioni dal matchmaking all'inizio effettivo della partita, ma nulla che possa minare davvero l'esperienza di gioco. Allo stesso tempo, il problema che risulta certamente insormontabile è quello della periferica di gioco. Nonostante la compatibilità di mouse e tastiera su console, ormai uno scoglio quasi completamente superato, non si può negare che il pad resti la principale tra le periferiche utilizzate sulle macchine casalinghe. Per sua stessa natura, PUBG è un titolo che non si sposa con questo sistema di controllo e, anche se è possibile abituarsi alla gestione della mira e dello shooting, più difficile rimane digerire la navigabilità nei menù. Questo mal si armonizza con la necessità di essere precisi e veloci nella fase di looting, evitando il più possibile di essere sorpresi con le braghe calate. Nel complesso però, PUBG resta un gioco incredibilmente godibile anche nella sua controparte console, fermo restando la sua natura assolutamente pensata per il PC.

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
PlayStation Store
Prezzo
29,99 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (7)

7.1

Il tuo voto

PUBG arriva su PlayStation 4 imparando dai suoi stessi errori. Probabilmente si tratta di uno dei rari casi nei quali il ritardo rispetto all'esclusiva su Xbox ha in qualche modo permesso ai giocatori di giovare di un titolo al meglio delle sue possibilità, senza per questo limitarsi nei contenuti e nel divertimento arrecato. Se quello che cercate è un'alternativa meno scanzonata e più tattica e realistica alle scorribande di Fortnite, PUBG potrebbe fare al caso vostro. Ammesso e considerato che siate pronti a scontrarvi con un sistema di controllo macchinoso ed un titolo ben lontano dalla formula Free to Play.

PRO

  • PUBG diverte ed emoziona come sempre
  • Tecnicamente arriva già parecchio limato
  • Grande varietà di mappe e situazioni...

CONTRO

  • ...ma sempre all'interno di un sistema estremamente ripetitivo, che potrebbe non piacere a tutti
  • Sistema di controllo con il pad difficile da digerire
  • Prezzo non esattamente budget