The Old Guard, recensione 38

La recensione di The Old Guard, film tratto dall'omonimo fumetto di Greg Rucka, con protagonista una magnifica (e immortale) Charlize Theron guerriera. Nel cast anche Luca Marinelli. Su Netflix dal 10 luglio

RECENSIONE di Valentina Ariete —   10/07/2020

Indice

Nello scrivere la recensione di The Old Guard, film tratto dall'omonimo fumetto di Greg Rucka, su Netflix dal 10 luglio, non possiamo non partire dalla sua magnifica protagonista: Andromaca di Scinzia, per gli amici Andy, un'amazzone guerriera che gira il mondo da millenni. È lei la più antica di una stirpe di immortali che, dopo la loro dipartita, si risvegliano, scoprendo di essere diventati molto difficili da uccidere.

The Old Guard Recensione Film Netflix Charlize Theron

Questi esseri speciali non soltanto sono in grado di guarire delle ferite, ma sono anche in connessione tra loro, riuscendo a percepire il dolore e la presenza reciproca. La squadra di Andy è composta da Sebastian le Livre, detto Booker (Matthias Schoenaerts), ex soldato dell'esercito di Napoleone, Nicolò di Genova, detto Nicky (Luca Marinelli) e Yusuf Al-Kaysani, detto Joe (Marwan Kenzari), conosciutisi sul campo di battaglia ai tempi delle Crociate.

Ormai mercenari a fin di bene, gli immortali di Andy si trovano di fronte a una minaccia completamente nuova quando un'organizzazione segreta si mette in testa di catturarli per estrapolare il segreto dell'immortalità dal loro DNA. Nello stesso momento un'altra di loro si risveglia: si tratta di Nile Freeman (KiKi Layne), marine in missione in Medio Oriente.

Charlize Theron spacca

A metà anni '90, quando tutto il mondo si innamorò di lei grazie a uno spot di Martini, Charlize Theron fece il suo ingresso a Hollywood come una delle donne più belle che avessero mai calpestato la Terra. Per molti anni, tranne rare eccezioni, le sono stati dati ruoli da "bella e basta". Poi, nel 2003, la svolta, con una coppia di film fondamentali per la sua carriera: The Italian Job e Monster. Con il primo l'attrice sudafricana ha cominciato a cimentarsi con l'azione, con il secondo ha trasformato completamente il suo aspetto, dimostrando di essere una delle migliori interpreti della sua generazione, tanto da vincere l'Oscar come miglior attrice protagonista.

Charlize Theron The Old Guard Netflix Andy Iu7Wgdf

Intelligenza, bravura, versatilità, bellezza, senso dell'umorismo: Charlize Theron racchiude tutte insieme talmente tante qualità positive da far spesso sorgere il dubbio che non sia umana. E invece, nonostante il dubbio che sia un'aliena rimane, di umanità ne dimostra moltissima, la stessa che infonde ai suoi personaggi, che, in questa seconda parte della sua carriera, non sono mai stereotipati, né totalmente positivi né negativi, ma cercano invece di indagare la complessità dell'essere umano.

Chi meglio di lei poteva quindi interpretare Andy? Anche perché, oltre all'impegno sociale e alle doti drammatiche, il premio Oscar sta dimostrando di essere una vera stella delle scene d'azione: da Æon Flux, passando per Furiosa in Mad Max: Fury Road, alla Lorraine in Atomica Bionda, gli anni di danza classica hanno dato i loro frutti. Grazia, forza, energia: l'attrice è, di diritto, la Wonder Woman di Hollywood. Guardarla volteggiare nei combattimenti è uno spettacolo e in The Old Guard non delude, anzi: le scene di lotta sono i momenti migliori del film.

Nella squadra di immortali c’è anche Luca Marinelli

The Old Guard Luca Marinelli Netflix

Con una protagonista del genere era necessario ingaggiare dei co-protagonisti all'altezza: KiKi Layne, nel ruolo di Nile, l'ultima arrivata, è un talento da tenere d'occhio. Anche lei molto a suo agio nelle scene d'azione, rappresenta la linfa giovane che serviva agli immortali per riscoprire la propria umanità. Matthias Schoenaerts e Marwan Kenzari (Jafar nel live action di Aladdin della Disney) si comportano egregiamente, così come il sempre ottimo Chiwetel Ejiofor (dalla voce talmente bella che sembra di sentir parlare una divinità), qui nel misterioso ruolo di Copley. Ma è Luca Marinelli a stupirci.

Dopo anni di ruoli drammatici (come quello in Martin Eden, per cui è stato premiato, all'ultima Mostra Internazionale d'Arte cinematografica di Venezia, con la Coppa Volpi), l'attore romano è tornato alle atmosfere di Lo chiamavano Jeeg Robot, film che lo ha fatto amare dal grande pubblico. Il suo Nicky è uno dei personaggi più interessanti: sa maneggiar perfettamente una katana, ma sa essere anche molto romantico.

Il primo capitolo di una trilogia

Diretto da Gina Prince-Bythewood, regista del film cult sul basket Love & Basketball, The Old Guard ha i suoi punti di forza nelle scene d'azione e nel cast eccellente: tratto da quello che è il primo volume di una serie di tre fumetti, il film potrebbe essere il primo capitolo di una trilogia. È qui però che arriva la nota dolente, incredibilmente proprio nella sceneggiatura scritta dallo stesso Greg Rucka, autore della graphic novel da cui tutto è tratto.

The Old Guard Luca Marinelli Charlize Theron

Evidentemente già con in mente l'idea di realizzare tre film, Rucka approfondisce poco i personaggi, diluendo le loro storie, allungandole con flashback che rimandano a sotto trame che vengono appena accennate. Uno stile che forse sarebbe stato più adatto a una miniserie e non a un film che, in 118 minuti, deve raccontarci in poco tempo un mondo intero e un ricco insieme di personaggi. Le basi per una buona saga però ci sono: speriamo che, se si procederà con i prossimi film, si dedichi più cura alla scrittura dei magnifici protagonisti.

Multiplayer.it

7.0

Come scritto nella recensione di The Old Guard, ispirato all'omonimo fumetto di Greg Rucka, disponibile su Netflix dal 10 luglio, ci troviamo di fronte a un film, diretto da Gina Prince-Bythewood, che ha i suoi punti di forza nelle scene d'azione e nel ricco e magnifico cast, guidato dal premio Oscar Charlize Theron, a cui si affiancano Chiwetel Ejiofor, Matthias Schoenaerts, Marwan Kenzari, KiKi Layne e Luca Marinelli. Primo capitolo di una probabile trilogia, The Old Guard sceglie un approccio narrativo più adatto alla televisione e meno a un film che, in 118 minuti, dovrebbe raccontarci un mondo e un numeroso gruppo di personaggi, finendo invece per delinearli superficialmente, lasciando aperte moltissime strade. Le basi per una buona saga ci sono però tutte.

PRO

  • Charlize Theron è ormai, di diritto, la Wonder Woman di Hollywood
  • Le scene di combattimento sono uno spettacolo
  • Luca Marinelli è a suo agio con la katana e la lingua inglese

CONTRO

  • La sceneggiatura è più adatta a un prodotto seriale che non a un film