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Thor: Love & Thunder, la recensione del nuovo cinecomic Marvel Studios

La recensione di Thor: Love & Thunder, il nuovo cinecomic Marvel Studios che sfida ogni convenzione, ma finisce col diventare la parodia di sé stesso.

RECENSIONE di Christian Colli   —   08/07/2022

Bella rogna scrivere la recensione di Thor: Love & Thunder. Partiamo da un presupposto, allora: volenti o nolenti, Ragnarok è stato il film più ardito dei Marvel Studios. I due film precedenti su Thor non avevano funzionato come sperato, così Kevin Feige aveva affidato all'istrionico Taika Waititi il compito di reinventare Thor nel momento più delicato della Saga dell'Infinito. Spogliandolo di ogni solennità, e rovesciando le aspettative dei fan e dei lettori di fumetti, Waititi aveva trasformato il terzo film sul Dio del Tuono in una commedia avventurosa che aveva diviso il pubblico come pochi altri titoli nel Marvel Cinematic Universe, ma che aveva sbancato ai botteghini, dimostrando che quel Thor maldestro e impacciato, capace di grandi eroismi al momento opportuno, piaceva e pure tanto.

E allora i Marvel Studios hanno deciso di continuare a lavorare su quel Thor, trasformando l'austero norreno dei primi film in una specie di macchietta nelle pellicole successive - Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame - e in una gag ambulante che sfrondava ogni cliché e si rendeva protagonista di alcuni tra i momenti più esaltanti o drammatici. Questo approccio ci porta dritti a Thor: Love & Thunder, e a una domanda più che lecita: serviva davvero un altro film in stile Ragnarok? Perché, ve lo diciamo subito, se avete odiato il primo Thor di Waititi, questo vi stomacherà. Viceversa, se lo avete apprezzato... beh, diciamo che comunque non vi farà impazzire, ma almeno vi divertirà. Ve l'avevamo detto che scrivere questa recensione era una rogna, no?

Gorr e la Potente Thor

Thor: Love & Thunder, Christian Bale interpreta Gorr
Thor: Love & Thunder, Christian Bale interpreta Gorr

Da qualche parte, nelle circa due ore che dura Thor: Love & Thunder, c'è anche un buon film, fatto di riprese creative, colori sgargianti, musiche stupende, ma tutto annega in un mare di gag e battutine spesso talmente forzate e artificiose da dare un nuovo senso alla parola cringe. Passino i primi minuti in compagnia dei Guardiani della Galassia, che tanto avevano promesso nel finale di Avengers: Endgame, ma che Waititi sacrifica nell'arco di poche scene, spedendoli quasi subito a fare il Volume 3 con James Gunn mentre Thor va a indagare sul Macellatore di Dei, questo tizio interpretato da Christian Bale che di nome fa Gorr e di cui scopriamo le origini ancor prima che sullo schermo appaia il titolo del film.

Gorr è probabilmente l'elemento più rappresentativo del corto circuito Waititi: definito in rete "uno dei migliori super cattivi nel Marvel Cinematic Universe" per ragioni a noi ignote, questo Gorr vive del gigantesco riflesso di Bale, ma non vale un soldo se confrontato al corrispettivo personaggio a fumetti, forse più cartoonesco e meno tragico, ma sicuramente meglio caratterizzato.

Thor: Love & Thunder, Chris Hemsworth in una scena
Thor: Love & Thunder, Chris Hemsworth in una scena

Perché, vedete, Thor: Love & Thunder si ispira a un lunghissimo ciclo di storie scritto da Jason Aaron tra il 2012 e il 2019, e pesca a piene mani nella collana Thor: Il dio del tuono per il personaggio di Gorr e La potente Thor per quello di Jane.

Cosa che, a questo punto, se avete guardato i trailer o visto anche soltanto una locandina, non dovrebbe essere certo un mistero: sì, Natalie Portman torna a indossare i panni di Jane Foster, l'ex fidanzata di Thor che, sì, diventa una Thor al femminile a sua volta impugnando il martello Mjolnir. In realtà, i Marvel Studios sono stati particolarmente bravi a nascondere i motivi di questa trasformazione al grande pubblico, tenendoli fuori dai trailer e dal materiale promozionale, e quindi ci limiteremo a dire che il film, sotto questo aspetto, rispetta quasi al 100% i fumetti, sostituendo con Gorr il ruolo che Mangog aveva nelle ultime storie.

Thor: Love & Thunder, Jane Foster si trasforma nella Potente Thor
Thor: Love & Thunder, Jane Foster si trasforma nella Potente Thor

Questo significa che in mezzo a tutte quelle gag di cui parlavamo sopra, c'è anche una sottotrama estremamente drammatica, che però perde via via sempre più valore, sia perché il film non ci si concentra a sufficienza - mentre annate di fumetti le avevano dato la possibilità di decantare e avvincere i lettori - sia perché la volontà, per non dire necessità, di Waititi di trasformare tutto in burla, compreso un argomento così delicato come quello che riguarda Jane, finisce per impoverirne non solo l'importanza, ma anche il messaggio (super)eroistico che tanto aveva reso iconica la Potente Thor di carta.

Per assurdo, la Portman aveva accettato di tornare a fare un cinecomic proprio perché sperava in un ruolo femminile forte e di primo piano. La sua Thor è sicuramente la parte migliore del film, sia nei tempi comici, molto più moderati, sia in quelli drammatici, che per pochi che siano rubano letteralmente il fiato. Ma del resto, che Natalie Portman fosse un'attrice straordinaria lo avevamo scoperto anni fa e non osiamo immaginare che filmone sarebbe stato questo se la regia le avesse conferito l'epicità che meritava.

L'altro Thor

Thor: Love & Thunder, Natalie Portman e Chris Hemsworth in una scena
Thor: Love & Thunder, Natalie Portman e Chris Hemsworth in una scena

C'è questa scena, a un certo punto del film, in cui Thor dice una cosa tipo: "Voglio sentirmi dimmerda per te", ma proprio testuale, enfasi sulla doppia emme. Ovviamente ha un contesto più complicato che rimanda a una conversazione col Peter Quill di Chris Pratt, ma il senso del film crediamo si riassuma perfettamente in quella battuta che sembra ironica ma che Chris Hemsworth pronuncia in un momento serissimo.

Il buon Hemsworth, ormai a suo agio nei panni di Thor, sia che faccia il buffone sia che faccia l'eroe, ce la mette davvero tutta a rispettare i tempi comici della sceneggiatura, che sono praticamente un buon 80% del film, anche quando questo vorrebbe essere un viaggio alla riscoperta di se stesso. Thor: Love & Thunder, in un certo senso, rigenera il personaggio di Hemsworth con una chiusura del cerchio sulla "depressione" che si dilungava da ormai troppe pellicole.

Thor: Love & Thunder, il regista Taika Waititi presta la voce a Korg
Thor: Love & Thunder, il regista Taika Waititi presta la voce a Korg

Giustificatissima, per carità: in una carrellata, il Korg in computer grafica di Waititi in persona ci ricorda tutti i famigliari che il povero Thor ha perso negli anni, e l'ormai immancabile spettacolino teatrale a New Asgard - con tanto di cammeo eccelsi come Sam Neill, Matt Damon e Melissa McCarthy - ci fa pure un esilarante riassunto delle principali dipartite in Ragnarok. Ma anche questo aspetto del personaggio di Thor finisce annacquato dalle gag più assurde, tra asce gelose e caproni urlanti che a tratti sembrano usciti da Una pallottola spuntata o, il cielo ci perdoni, ma dobbiamo dirlo, un film dei Vanzina.

In quest'ottica funzionano a singhiozzo anche i comprimari. Thessa Thompson continua a essere una fantastica Valchiria, e avremmo voluto che avesse anche più importanza nell'economia della storia, mentre Korg, promosso a spalla ufficiale del protagonista, ha alcune tra le battute peggiori del film, ma rimane comunque un'aggiunta simpatica. Più deludente l'attesissimo Zeus di Russell Crowe, una vera e propria macchietta che sembrerebbe esistere solo in funzione della prima scena dopo i titoli di coda, nonostante la sua parte più lunga del necessario nel mezzo della pellicola.

Thor: Love & Thunder, i Guardiani della Galassia hanno un ruolo marginale
Thor: Love & Thunder, i Guardiani della Galassia hanno un ruolo marginale

Il problema di Thor: Love & Thunder, infatti, è tutto lì: le tempistiche. Il film, in questo momento della Fase 4, ha anche senso. Il tono comico rompe la striscia seriosa cominciata con Black Widow e proseguita con Eternals e Doctor Strange nel Multiverso della Follia, in attesa del prossimo film che dovrebbe essere Black Panther: Wakanda Forever, previsto per questo autunno. Funziona perché offre quella varietà che contraddistingue il Marvel Cinematic Universe e svolge la funzione di film scacciapensieri, ideale per una sera d'estate, magari da godersi in compagnia.

Ci chiediamo, però, se fosse veramente necessario. Thor: Ragnarok è stato un esperimento riuscito perché ha osato, ha rischiato grosso e ha conquistato molti spettatori proprio per questo, ma al tempo stesso ha plasmato in corsa un Thor diverso non tanto da quello a fumetti, ma anche dal personaggio che l'aveva preceduto. È stata una parentesi accattivante e aveva anche senso proseguirla, ma Taika Waititi, a nostro avviso, ha calcato troppo la mano.

Thor: Love & Thunder, Russell Crowe nei panni di Zeus
Thor: Love & Thunder, Russell Crowe nei panni di Zeus

Ed è un peccato, perché il regista neozelandese è un vero talento e in passato ha trovato un equilibrio molto più convincente tra ironia e dramma, come ha dimostrato, per esempio, nel bellissimo Jojo Rabbit. In Thor: Love & Thunder ci sono delle scene che mozzano letteralmente il fiato, anche a fronte di una computer grafica che ogni tanto fa cilecca, ma che si perdona proprio per la bellezza della fotografia. Anche la maggior parte delle scene d'azione sono folli e ispirate - abbiamo adorato l'idea che Jane possa scomporre e ricomporre a piacimento il Mjolnir che Hela aveva fatto a pezzi - con un paio di combattimenti, nella seconda metà del film, che sono a dir poco esaltanti.

Il merito è anche della colonna sonora, un mix di brani inediti firmati da Michael Giacchino e canzoni rock dei Guns N' Roses, soprattutto, ma anche degli ABBA o di Dio. Le musiche riflettono sicuramente il ritmo caotico di un film che tenta di essere un po' troppe cose, ma che alla fine rimane intrappolato nella sua caratteristica più debole, una comicità coatta e fine a se stessa.

Conclusioni

Multiplayer.it

6.0

Qui accanto c'è un numeretto. È un voto. E i voti sono sempre relativi. Questo lo è anche più del solito, perché è il valore che stiamo dando a Thor: Love & Thunder come cinecomic in sé e per sé. È un film guardabile, con alcune scene ispirate e una recitazione sopra le righe, tutte cose che però si perdono in un oceano di gag non sempre azzeccate. Ora, se Thor: Ragnarok vi era piaciuto, potete aggiungere un punto a quel numeretto. Thor: Love & Thunder è un gradino sotto Ragnarok, ma intrattiene e sa essere genuinamente divertente, quando vuole. Se invece credete che Taika Waititi abbia rovinato il Dio del Tuono, togliete un punto a quel numeretto: il nuovo film non vi farà cambiare idea e, se possibile, vi farà odiare ancora di più il talentuoso regista neozelandese.

PRO

  • Natalie Portman e Christian Bale
  • La colonna sonora

CONTRO

  • La comicità eccessiva e spesso fuori luogo
  • Le storie che hanno ispirato il film perdono gran parte della loro epicità