The Witcher 3 - Cosa vorremmo in... 0

Uno strigo per amico

RUBRICA di Massimo Reina   —   05/02/2013

Cosa vorremmo in... è una rubrica a cadenza mensile dedicata ai giochi più attesi dal pubblico. Ma rispetto alle tradizionali anteprime, essa tratta l'argomento in maniera più diffusa, immaginando come potrebbe essere un titolo, o come si vorrebbe che fosse, piuttosto di come sarà.

Pur con tutti i suoi piccoli difetti di gameplay, specie quelli relativi ai combattimenti e ad alcuni aspetti della narrazione, The Witcher 2: Assassins of Kings dei ragazzi di CD Projekt RED è stato senza ombra di dubbio uno dei migliori giochi del 2011, nonché una delle migliori esperienze ruolistiche che è possibile sperimentare tutt'oggi su questa generazione di console. Il gioco, uscito originariamente per PC a maggio del 2011 prima di essere poi convertito su Xbox 360, si è infatti dimostrato fin dal suo arrivo sul mercato come uno dei più interessanti esponenti del genere GDR con elementi action. E questo grazie alla bravura e alla lungimiranza del team polacco che c'è alle spalle del progetto, che ha avuto la brillante idea di strizzare l'occhio per la produzione a un pubblico più di massa, attraverso una serie di scelte di design che molto presto si sono rivelate azzeccate e all'altezza delle aspettative.

The Witcher 3 - Cosa vorremmo in...

Oltre che in grado di svecchiare un gameplay il quale, nel primo capitolo, peccava proprio di dinamicità e immediatezza in certe fasi. Il tutto è stato poi condito sapientemente con una atmosfera coinvolgente, un comparto grafico di tutto rispetto e una trama densa di colpi di scena ma dal finale aperto. In virtù di quanto evidenziato appare ovvio, quindi, che le voci di un possibile The Witcher 3, poi confermate proprio oggi, abbiano mandato in queste settimane in fermento migliaia di appassionati, desiderosi di ritornare a esplorare assieme a Geralt il mondo immaginato dallo scrittore Andrzej Sapkowski e reso vivo digitalmente dagli sviluppatori di Assassins of Kings. In particolare sono stati due gli "eventi" che hanno contribuito a incrementare l'hype sul titolo: in primis un report apparso su NeoGAF, secondo il quale CD Projekt RED rivelerà un nuovo titolo tripla A nella prima metà del 2013. L'informazione, in base a quanto riportato, proviene da un'intervista rilasciata dal CEO della software house polacca, e l'ipotesi più accreditata che circola in rete è che si tratti, appunto, del terzo episodio di The Witcher. In secundis, ciò che appare all'interno del primo teaser trailer di Cyberpunk 2077: un messaggio nascosto nel video ha confermato l'annuncio del titolo il 5 febbraio.

Tre volte strigo

In attesa di avere quindi maggiori informazioni, abbiamo deciso di fantasticare un po' sull'argomento, come spesso ci accade di fare insieme a voi con questa rubrica mensile dedicata al come vorremmo che venissero realizzati alcuni dei giochi in lavorazione che più ci piacciono, immaginando quindi come potrebbe essere un eventuale The Witcher 3. Le prime cose che vorremmo venissero implementate nella nuova produzione, e dunque migliorate rispetto al predecessore, sono quei piccoli difetti di gameplay soprattutto nei combattimenti e nella fluidità della narrazione, argomenti di cui abbiamo già accennato nell'introduzione.

Durante gli scontri vorremmo infatti che Geralt godesse di una maggiore velocità di risposta ai comandi e fosse caratterizzato da animazioni che lo rendessero in questi frangenti ancora più naturale e meno legnoso rispetto al passato. Nel secondo episodio i combattimenti soffrivano poi di una mancanza cronica di feedback, i colpi utilizzabili erano pochissimi e c'era questa sensazione di "colpo mancato" che andrebbe rivisto. Inoltre vorremmo che venisse del tutto eliminato l'effetto rimbalzo che si provava ogni volta che il protagonista finiva a terra e cercava di rialzarsi davanti a un nemico di grosse dimensioni e in grado di infliggere colpi potenti: nell'edizione per Xbox 360 di Assassins of Kings gli sviluppatori hanno già provveduto a smorzarne gli effetti, per cui riteniamo che in un eventuale terzo capitolo non ci voglia molto a risolvere definitivamente il problema. Per quanto concerne il secondo aspetto citato in apertura paragrafo, vale a dire la storia e il modo in cui essa dovrebbe essere raccontata, desidereremmo che ciò avvenisse tramite una struttura adeguata, tradizionale, con un inizio, uno svolgimento e una fine, e che Geralt di Rivia, colui che ricordiamo è conosciuto anche come Gwynnbleid (nella lingua Antica significa Il lupo bianco), fosse il perno reale attorno al quale far ruotare l'intero plot principale. Insomma, vorremmo che si evitasse quanto accaduto nell'episodio due dove il gioco si concludeva in fretta e furia perdendo completamente di mordente e risultando di conseguenza piuttosto anonimo.

Non solo videogiochi

In tal senso vorremmo che la trama sfruttasse meglio il materiale tratto dai romanzi di Andrzej Sapkowski, e che subisse maggiormente l'influenza delle scelte compiute durante l'avventura dall'utente, un po' come avveniva in Mass Effect: il nostro strigo potrebbe così essere l'eroe buono o cattivo, una sorta di salvatore o viceversa una specie di mercenario traditore. Il successo o il fallimento di ogni sua azione dovrebbe dipendere da quanto il videogiocatore decide di fare in particolari fasi della sua esperienza ludica, dovrebbe potere far perno su ogni singola conversazione o scelta compiuta in un determinato frangente. CD Projekt RED ha affermato di voler vedere The Witcher anche su altri media, oltre ai videogiochi.

Adam Badowski, managing director del team, ha dichiarato infatti tempo fa che il suo gruppo vuole sviluppare l'universo creato dal già citato Sapkowski, dal quale avrebbero ricevuto una sorta di benedizione su qualsiasi modo essi vogliano far evolvere la saga. L'autore, dicono, sostiene la loro linea di pensiero che pare egli ritenga essere fedele alla sua visione del particolare mondo fantasy creato nei suoi romanzi. "Vogliamo che l'universo di The Witcher diventi una parte della cultura popolare come lo sono Star Wars o Il Signore degli Anelli" ha detto Badowski. Dunque quale migliore occasione per studiare a tavolino una storia profonda che magari faccia da crossover fra romanzi, cinema e videogioco? Tornando a parlare proprio dell'aspetto ludico, un'altra cosa che vorremmo venisse valorizzata nel prossimo capitolo della serie dovrebbe essere il "mestiere" del protagonista. Insomma, l'utente controlla uno strigo potente, un tizio non più umano allevato a suon di magie e mutazioni il cui obiettivo è quello di cacciare e uccidere abomini e mostruosità, sventando anche eventuali maledizioni al soldo di reggenti e famiglie facoltose che ne fanno richiesta, e nel videogame non si sfrutta a dovere questa peculiarità? Nessuno chiede a CD Projekt RED di trasformare The Witcher 3 in una specie di Monster Hunter, semplicemente però rispetto al secondo episodio vorremmo avere la possibilità di cacciare più creature.

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Giocare in rete

Chiaro che in tal senso bisognerebbe concedere all'utente la possibilità di muoversi liberamente per le varie aree, progettando quindi zone che non risultino a compartimenti stagni. Poter girovagare per le terre di Temeria alla ricerca magari di una creatura segnalata da qualche viandante incrociato durante il tragitto da una città all'altra, soddisfare la richiesta commissionata da chiunque voglia essere liberato da qualche presenza ostile nei dintorni delle proprie terre oppure, ancora, semplicemente imbattersi in un enorme dragone solo perché per errore si è finiti nel suo territorio, sarebbero a nostro parere delle aggiunte importanti all'intero gameplay. E questo sia dal punto di vista della variabilità rispetto all'avventura principale, sia da quello di offrire un supplemento alla stessa. Come in Final Fantasy XII si potrebbero per esempio recuperare in questo modo parti del corpo delle bestia uccisa, come corna, pelli o artigli, e con essi creare nuove armi, armature e oggetti rari.

Senza dimenticare il danaro ricavabile dalla loro eventuale vendita o dal compimento positivo degli incarichi stessi. Tra l'altro tutto ciò offrirebbe un'ulteriore imput agli sviluppatori e ai grafici per ampliare in maniera considerevole il bestiario del gioco, che in The Witcher 2 ci è apparso numericamente un tantino carente in tal senso. Le sessioni di caccia potrebbero inoltre dare vita a entusiasmanti battaglie contro enormi boss, a patto ovviamente che questi vengano resi variegati nei movimenti e nell'IA, e non tutti simili fra di loro, costringendo così il giocatore a pianificare delle tattiche specifiche a seconda dell'avversario piuttosto che affidare gran parte del compito di abbatterli a dei noiosi e scontati quick time event. Ma non è finita qui: riteniamo infatti che si potrebbe pensare di sfruttare queste fasi, così come quelle relative alle sopraccitate quest di caccia, pure per una serie di eventuali modalità online create ad hoc. Secondo alcuni rumor circolati in rete, The Witcher 3 potrebbe avere in effetti un comparto multiplayer via internet: quale migliore occasione quindi di quelle da noi descritte per introdurlo? Pensate a come potrebbe diventare utile ed essere divertente unirsi ad altri utenti provenienti da ogni angolo del mondo per battute di caccia ad alto livello, magari per affrontare quella particolare creatura altrimenti impossibile da eliminare da soli, la cui sconfitta porterebbe in premio oggetti rari e preziosi. Certo, la sessione andrebbe studiata bene e non essere né improvvisata né messa lì giusto per fare presenza, sia chiaro. Per il resto, al momento in cui stiamo scrivendo questo articolo, non ci viene nient'altro di particolare in mente da aggiungere a quanto fino a ora esposto per rendere migliore, sempre secondo il nostro punto di vista, la serie di giochi di ruolo action di CD Projekt RED. E voi, invece, cosa ne pensate? Cosa vorreste cedere implementato in The Witcher 3?