A Roma per Rome

Potevamo mancare all'evento organizzato da Sega per dare un'ultima occhiata a Total War: Rome II prima della sua uscita? Ovviamente no!

PROVATO di Pierpaolo Greco   —   01/08/2013
70

Il nuovo capitolo della serie Total War è stato a lungo al centro delle nostre attenzioni, finendo svariate volte sotto le grinfie di Umberto Moioli grazie ad alcune sessioni che ne hanno rivelato la sua esistenza e che successivamente ci hanno permesso di scriverne un'anteprima ed un corposo hands on. Piuttosto di recente infatti, all'E3 di Los Angeles, ci era stata concessa la prova di una battaglia avanzata e finalmente, a poco più di un mese dall'uscita del gioco, è stata la volta di una sessione di hands on decisamente più approfondita, che ha sfiorato le tre ore di gioco e ci ha permesso di conoscere a fondo il gameplay di questo sequel. Il tutto all'interno di una cornice scenica veramente azzeccata visto che The Creative Assembly e Sega hanno pensato bene di sfruttare la città di Roma per organizzare questo press tour, ospitando i giornalisti venuti da tutto il mondo all'interno di un set storico di Cinecittà costruito diverso tempo addietro per la serie tv Rome. E quale migliore ambientazione poteva accoglierci per giocare Total War: Rome II?

Total War: Rome II ambisce a diventare il capitolo più grande e ambizioso della serie

Res ad triarios redire

Per moltissimi giocatori il primo Rome: Total War (a quel tempo l'etichetta Total War seguiva l'indicazione geografica e temporale del capitolo) è considerato in assoluto il migliore titolo della serie per il mix praticamente perfetto di unità a disposizione del giocatore, il loro bilanciamento e per la quantità di territori conquistabili e gestibili. Ovviamente anche il fascino dell'impero più famoso del mondo e l'evoluzione storica della sua egemonia hanno contribuito alla fama dell'episodio.

A Roma per Rome

È con la piena consapevolezza della grande importanza rivestita dal gioco che i ragazzi di The Creative Assembly, ben due anni fa, hanno messo in piedi un team di cento persone per realizzare un sequel all'altezza delle aspettative, in grado di ripercorrere la nascita, l'ascesa e l'inevitabile declino dell'Impero Romano. L'obiettivo era migliorare sotto ogni punto di vista l'originale, lavorando sulla profondità e la complessità del gioco ma tenendo sempre lontano lo spettro dell'ingiocabilità per i neofiti della serie o per tutti quei giocatori che amano la saga ma non hanno magari decine di ore a disposizione per imparare a padroneggiare ogni singolo aspetto del titolo. È proprio per dimostrare questo preciso obiettivo di sviluppo che durante il nostro evento di prova ci è stato permesso di mettere le mani sul Prologo: una sorta di mini-campagna che funge da introduzione e tutorial a Total War: Rome II dove il giocatore dovrà seguire la vita di Gaius Fulvius Silanus. Il comandante di una legione che nell'arco di pochi anni riuscirà prima a tenere a bada le incursioni dei Sanniti tra Capua e Salerno, quindi a riconquistare l'intera Campania, per poi fortificare il Lazio e consentire a Roma di iniziare la sua campagna di unificazione dell'Italia e di conquista del mondo intero. La prima missione ci ha visto prendere confidenza con la componente in tempo reale del gioco: le battaglie. Abbiamo potuto così apprezzare i passi in avanti fatti dallo sviluppatore anche soltanto rispetto a Total War: Shogun II. Lo scontro ci vedeva infatti in svantaggio tattico e numerico e il nostro compito era di conquistare da un lato le migliori alture e dall'altro di sfruttare eventuali ripari e ostacoli per cercare di tendere delle imboscate ai Sanniti. Rome II infatti implementa una gestione del campo visivo dei soldati completamente inedita per la serie e che ricorda molto da vicino quanto fatto da Relic con Company of Heroes 2: fuggire all'interno di un bosco, ripararsi dietro a delle costruzioni o anche soltanto superare un'altura, ha precise conseguenze sulla possibilità di vedere il nemico ed essere visti a nostra volta.

A Roma per Rome

Gli effetti sono immediati e permettono una gestione ancora più tattica dello scenario: sfruttando a dovere gli elementi naturali ed artificiali della mappa si possono tenere nascoste delle truppe così da adottare tattiche di fiancheggiamento o accerchiamento che molto spesso possono cambiare completamente l'esito di una battaglia. Ovviamente il computer farà lo stesso con noi e in un paio di occasioni, complice anche un lavoro di polishing e bilanciamento ancora piuttosto acerbo, ci è capitato di vedere improvvisamente circondato Gaius con la sua guardia del corpo semplicemente perché non avevamo tenuto sotto controllo una collina o avevamo ignorato una serie di edifici. Lo sviluppatore ha anche timidamente introdotto le condizioni atmosferiche con differenti quantitativi di pioggia che possono alterare il campo di battaglia, rendendolo più impervio, e ridurre ulteriormente la visibilità dei soldati. È interessante notare che al momento dell'inizio di uno scontro in cui siamo noi ad attaccare, ci verrà data la possibilità di attendere qualche giorno per avere un meteo più favorevole perdendo però l'eventuale effetto sorpresa o consentendo al nostro avversario di organizzare meglio le sue difese. Un altro elemento di rottura con il passato è la maggiore attenzione verso momenti scriptati in grado di portare avanti un minimo di narrativa anche all'interno delle battaglie. Nel caso del prologo queste fasi erano ben evidenti con l'ingresso di nuove truppe in campo, assalti a fortezze che si andranno a complicare grazie a difese improvvisate e, addirittura in un'occasione, siamo stati protagonisti di una missione di difesa ad oltranza dove il nostro obiettivo era di resistere il più a lungo possibile per dare il tempo ad un alleato di raggiungerci e dare il suo contributo in una battaglia che non avremmo mai potuto vincere da soli.

Le origini del mito

La serie Total War nasce nel 2000 con l'uscita di Shogun: Total War e consta di ben otto capitoli se si tiene conto anche dell'imminente Total War: Rome II. Con una precisione svizzera The Creative Assembly è riuscita a sviluppare e rilasciare un nuovo capitolo ogni due anni con sole tre eccezioni. Abbiamo così avuto nel 2002 Medieval, nel 2004 il primo Rome, nel 2006 Medieval II, quindi a distanza di tre anni Empire: Total War, probabilmente il capitolo più vasto della serie, anche se questo non lo portò ad essere il più apprezzato dal pubblico. Ad appena un anno di distanza fu la volta di Napoleon e, ancora soltanto 12 mesi dopo arrivò sul mercato Total War: Shogun II, capitolo che segna, tra le altre cose, la trasformazione del titolo con Total War che diventa il prefisso al nome dell'episodio. Nel 2013 sarà il turno di Rome II. Non sono mancati anche alcuni spin-off della serie. Spartan: Total Warrior ha rappresentato l'arrivo su console dello sviluppatore mentre Total War Battles: Shogun ha segnato lo sbarco, sicuramente meglio riuscito, su piattaforme mobile. Infine c'è Total War: Arena, titolo di cui si è visto ancora molto poco e che attualmente è fase di closed beta. Sarà il primo titolo dello sviluppatore a tentare la via del free to play proponendo un mix tra un classico strategico in tempo reale e un MOBA di ultimissima generazione.

Roma caput mundi regit orbis frena rotundi

A Roma per Rome

Ma naturalmente il piatto forte di Total War: Rome II, come da tradizione della serie, è la componente strategica dove, a partire da una vasta mappa di gioco dovremo gestire la disposizione geografica delle nostre truppe e il funzionamento delle città da noi controllate. Proprio su quest'ultimo fronte, i veterani della serie noteranno subito una differente gestione degli agglomerati urbani che si basano ora sulle province. In pratica nel momento in cui si controllano le città chiave di una determinata regione, quest'ultima diventa di nostro dominio e ci dà accesso ad alcuni bonus aggiuntivi sotto forma di editti. Nella nostra prova in particolare ci veniva data la possibilità di dominare il Lazio e la Campania. La prima era praticamente da subito nelle nostre mani visto che il Prologo si apriva dandoci in gestione Roma e Velletri, le due città cardine del centro Italia, mentre proseguendo con l'ascesa di Gaius potevamo arrivare a controllare anche Capua e Salerno, le due aree metropolitane che portavano al possesso della Campania. Anche su questo fronte è ben evidente la volontà dello sviluppatore di svelare al giocatore pian piano le varie funzionalità del titolo mantenendo ben delimitata la mappa di gioco (non era possibile ad esempio visitare il nord dell'Italia o l'estremo sud) e introducendo a scadenze regolari le varie unità speciali oltre che le varie possibilità di azione sul territorio.

A Roma per Rome

Tralasciando infatti le truppe di terra che è possibile assoldare in base alle tipologie di edifici presenti nelle nostre città e ovviamente tenendo sempre conto del cibo prodotto e dei soldi guadagnati attraverso la tassazione ed essenziali per assoldare e mantenere le truppe, Rome II propone anche una gestione potenziata delle navi da trasporto e da guerra. Innanzitutto è possibile attaccare eventuali città costiere direttamente dal mare conquistandole praticamente senza mai toccare terra; allo stesso tempo è stata implementata la capacità di realizzare dei veri e propri blocchi marittimi, presidiando le rotte commerciali degli agglomerati urbani e riducendo le loro popolazioni alla fame così da rendere molto più semplice la conquista. Purtroppo non ci è stato possibile provare in prima persona le battaglie miste, un'altra delle novità introdotte con questo capitolo che vede le truppe di terra affiancate da navi di battaglia in grado di offrire supporto tramite bombardamenti o sbarco di nuove leve, perché la strategia adottata da chi scrive ha permesso l'assedio di Salerno tramite il solo uso di legionari appiedati, grazie ad alcune manovre di spionaggio operate da un paio di agenti assoldati per sabotare le acque potabili e stimolare la rivolta interna dei cittadini.

Roma locuta, causa finita

Chiudiamo il nostro articolo di resoconto con alcune parole spese per l'aspetto tecnico del gioco. Purtroppo non ci è stato possibile conoscere le componenti del PC messo a disposizione da SEGA per il nostro hands on ma a colpo d'occhio ci sentiamo di dire che il titolo non si dovrebbe distaccare troppo dai requisiti di sistema di Shogun II.

A Roma per Rome

Se infatti graficamente i passi in avanti sono evidenti soprattutto in termini di cura degli scenari e dell'orizzonte visivo e per quello che riguarda la varietà delle truppe in campo, dall'altro è pur vero che il motore ha subito notevoli ottimizzazioni in questi due anni soprattutto per quello che riguarda la gestione della memoria, vero tallone d'Achille della serie. Ci sentiamo di spendere le stesse belle parole anche per quello che concerne la componente gestionale di Rome II grazie ad una mappa di gioco animata fin nel più piccolo elemento e letteralmente colma di minuziosi dettagli in grado di renderla viva e credibile. Non è ancora ben chiara quale sarà la sua estensione - sappiamo solo che batterà per dimensioni ogni altra mappa vista nella serie - ma ci è bastato osservare il piccolo estratto che riguardava il centro Italia e parte del sud per notare la qualità della ricostruzione geografica e la sua grande aderenza alla realtà storica di Roma. Manca ormai veramente poco all'uscita del titolo che, vi ricordiamo, arriverà soltanto sui nostri PC il 3 settembre, ma prima di dedicarci alla fase di recensione vi racconteremo nei prossimi giorni della splendida e lunga chiacchierata avuta con Michael Simpson, Studio Director di The Creative Assembly e figura chiave nella nascita ed evoluzione della serie Total War.

CERTEZZE

  • Le battaglie in tempo reale si arricchiscono di una gestione molto più realistica dei campi visivi
  • La varietà delle unità sembra essere veramente elevata
  • La possibilità di sfruttare le unità navali per attaccare le città o tenerle sotto assedio apre nuovi scenari di approccio tattico
DUBBI
  • Bisognerà valutare il bilanciamento di unità terresti e navali
  • Nonostante l'attenzione verso i neofiti, il titolo potrebbe risultare ostico a chi non vive di pane e strategia
  • Rimane ancora da analizzare nel dettaglio la componente multigiocatore