I sette giochi peggiori del 2015 146

Solo carbone per i bambini cattivi!

SPECIALE di Dario Rossi   —   06/01/2016

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Il 2015 è stato davvero ricco di grandi uscite, per qualcuno si è trattato addirittura di uno dei più grandi anni per il gaming, ma purtroppo non tutte hanno ottenuto i risultati sperati. A fianco di titoli fantastici o più che buoni, ci siamo ritrovati anche dei clamorosi disastri. Proprio a tal proposito abbiamo deciso di realizzare un articolo incentrato su quelli che definiamo come flop dell'anno, giochi che non sono riusciti a garantire il livello qualitativo auspicato, e si sono ritrovati a gareggiare per il voto più basso. Diamo quindi un'occhiata a questo ameno museo degli orrori, sperando di non vederne altri il prossimo anno.

Anche i flop meritano il loro spazio, scopriamo i dieci titoli peggiori di questo 2015

Project Root

Dei titoli presenti, Project Root è sicuramente uno dei meno peggio, ma questo non basta a rendere lo sparatutto indie di OPQAM un prodotto compiuto e soddisfacente, tanto che nelle nostre pagine è stato congedato con un cinque. Costruito guardando ad alcune glorie della vecchia scuola, il titolo presentava anche delle discrete idee, più ancorate al presente, come una struttura open world e livelli variegati. Ma la realizzazione era davvero troppo lacunosa a partire dal comparto tecnico, fino alla lunghezza esasperante dei livelli, tutti afflitti da un design discontinuo, capace di provocare punte di notevole frustrazione. Non si trattava di un prodotto impegnativo, ma semplicemente sbilanciato a causa, con molta probabilità, della scarsa esperienza del team.

Afro Samurai 2: Revenge of Kuma - Volume One

Talmente brutto che lo abbiamo definito un "suicidio assistito", valutato con un atroce 2 da parte del nostro Andrea Centini (ma i nostri lettori sono riusciti a scendere ancora), Afro Samurai 2: Revenge of Kuma - Volume One doveva essere, appunto, la prima parte di un progetto che per fortuna non ha mai visto la luce nella sua completezza. Ci basta e avanza questo primo, incredibilmente scadente capitolo, quasi uno scherzo di cattivo gusto per una serie che in passato aveva saputo dimostrare una certa dose di potenzialità. Giocabilità inesistente, un aspetto grafico datato e in generale problemi tecnici che affliggono ogni parte del lavoro. Per fortuna è stato rimosso dalla vendita e non potete più rischiare di buttare al vento i 15 euro che erano necessari per portarselo a casa.

Godzilla

Il temerario Davide Spotti ha abbattuto Godzilla con un letale 3, la dice lunga sulla forma dell'indimenticabile creatura giapponese, tornata dal passato in una produzione per PlayStation 3 e PlayStation 4 che nessuno avrebbe voluto scoprire. Ma purtroppo è accaduto e la nostra psiche ne risentirà per sempre. Era dai tempi di Godzilla: Unlashed, uscito nel 2007, che non si vedeva una trasposizione videoludica della saga, ma Natsune ha saputo superarsi, portando il trash a nuove vertiginose altezze. Nei panni della mitica bestia dobbiamo radere al suolo tutto quello che troviamo davanti, peccato che anche i soli movimenti siano realizzati in maniera imbarazzante, risultando lenti e macchinosi, mentre manca del tutto un progressione nelle combo mentre si avanza tra un livello e l'altro. Intelligenza artificiale assolutamente non pervenuta per i 46 kaiju, almeno questi fedelmente riprodotti. Ma non c'è davvero altro se non un gioco orribile, assolutamente da dimenticare, se solo fosse possibile...

Hatred

Brutto, sporco e cattivo... ma anche pessimo: è l'Hatred di Destructive Creations, titolo che si è portato dietro una scia infinita di polemiche per il livello di violenza mostrato. In definitiva solo una perdita di tempo per uno shooter superficiale che non merita l'attenzione dell'anno appena passato, e che quindi si prende un posto di diritto tra i peggiori. Il nostro Simone Tagliaferri l'ha "premiato" con un bel 4.5 che si commenta da solo. Se questo non vi basta, citiamo direttamente le sue parole: "un banale sparatutto che trasuda furbizia da ogni poro. È l'equivalente di un disco di Justin Bieber che si finge innamorato, in cui un sentimento viene usato per far colpo su un pubblico già predisposto ad apprezzarlo. Fortunatamente dura pochissimo, così da non dover sopportare a lungo le frasi fatte del protagonista, talmente ammorbanti che mentre si gioca viene voglia di lasciarlo in balia degli avversari solo per farlo tacere". Serve altro?

Devil's Third

Devil's Third del team di Tomonobu Itagaki è un altro tipico esempio di produzione che non ha bisogno di grosse interpretazioni. È stato infatti stroncato dalla stampa mondiale e purtroppo anche da noi con un tombale 4 assegnato dal nostro Fabio Palmisano. Un "autentico disastro", parafrasando il nostro Fabio, caratterizzato da un aspetto grafico povero, problemi rilevanti nel gameplay e una campagna single player pessima. In sostanza nessuna parte del prodotto riesce a salvarsi, anche la modalità online, pur presentando qualche buona idea, risulta insoddisfacente. Probabilmente si tratta della peggior esclusiva Wii U mai vista, ma perlomeno ci sono possibilità che possa diventare un pezzo da collezione, considerata la scarsa distribuzione negli Stati Uniti.

Alone in the Dark: Illumination

Quando una buona idea si scontra con una pessima realizzazione: questo è più o meno la sintesi di Alone in the Dark: Illumination, uno spin-off della serie horror prodotto esclusivamente per PC. I riferimenti con gli altri capitoli del franchise sono scarsi, ma più che altro non si contano i problemi presentati dalla produzione Pure FPS, che non riesce a brillare in praticamente nessun aspetto, tra il level design discutibile e una realizzazione tecnica assolutamente non all'altezza. Come già detto, non mancava qualche buona trovata, grazie alla presenza di quattro personaggi con abilità specifiche da sbloccare, ma questo non è bastato a salvare il prodotto da un implacabile 4, assegnato dal nostro Tommaso Pugliese.

Tony Hawk’s Pro Skater 5

Più che un flop una sorta di disastro annunciato, Tony Hawk's Pro Skater 5 è stata senza dubbio una delle peggiori produzioni del 2015, un lavoro che testimoniava già prima dall'uscita una gestazione travagliata da parte di Robomodo, ma al peggio non c'è mai fine. Ricordiamo che poco prima della pubblicazione il team decise di cambiare l'aspetto grafico del titolo, ripiegando su uno stile in cel shading maggiormente fumettoso. Come ciliegina sulla torta, Activision si è rifiutata di inviare copie alla stampa, con il risultato di limitare sensibilmente le valutazioni. Chi ha deciso di recensire il titolo ha dovuto acquistarlo di tasca propria; non sono mancate sonore bocciature che sicuramente non hanno giovato all'immagine della produzione. Il gioco è uscito con un numero esorbitante di bug, tanto da giustificare video a dir poco esilaranti, e una struttura tutt'altro che esaltante, con molte ripetizioni. La serie ha vissuto un passato decisamente migliore e francamente non si meritava un simile trattamento. È stato congedato nelle nostre pagine con un poco rassicurante 2.5. Le edizioni old-gen di Tony Hawk's Pro Skater 5 sono state posticipate, ma sono comunque riuscite a uscire nella finestra del 2015, anche se qualcuno ha pensato - difficile biasimarlo - che fossero state cancellate.

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