Xenoblade Chronicles contro Xenoblade Chronicles 2  80

I due JRPG targati Monolith per console Nintendo a confronto

SPECIALE di Christian Colli   —   05/12/2017

La domanda più gettonata della scorsa settimana? "È meglio il primo Xenoblade Chronicles o quello nuovo?" L'attenzione degli appassionati di JRPG è rivolta al nuovo titolo firmato Monolith Soft che, pochi giorni fa, è uscito finalmente in tutto il mondo. Xenoblade Chronicles 2 ha diviso la critica internazionale: a qualcuno è piaciuto moderatamente, a qualcuno non è piaciuto affatto, a noi è piaciuto moltissimo. Lo abbiamo premiato con un voto - 9,4 - inferiore di soltanto 0,2 a quello di Xenoblade Chronicles per Nintendo Wii. Significa che è il peggiore dei due, se proprio vogliamo guardare al capello? No, non proprio. Non finiremo mai di sottolineare la relatività dei voti, numeretti che cercano di esprimere le riflessioni elaborate nelle nostre recensioni. I voti possono essere simbolici e anche nascere in contesti completamente diversi che rendono impossibile paragonare, sul lato puramente numerico, titoli usciti a generazioni di distanza. Allora, è meglio Xenoblade Chronicles o Xenoblade Chronicles 2? Per rispondere a questa domanda abbiamo voluto riproporre il giochino che abbiamo fatto nel 2015, quando abbiamo messo a confronto Xenoblade Chronicles con Xenoblade Chronicles X, ma questa volta abbiamo escluso il capitolo per Wii U, sperando di ripetere l'esperimento col suo eventuale sequel, magari prima che Donald Trump e Kim Jong-un distruggano il mondo a suon di bombe nucleari.

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Storia

L'aspetto molto più cartoonesco del mondo di Alrest e dei protagonisti di Xenoblade Chronicles 2 ci aveva fatto temere che Monolith Soft, una volta tanto, avesse deciso di abbandonare le tematiche mature che hanno contraddistinto ogni suo JRPG dai tempi di Xenogears per PlayStation a favore di un approccio più adolescenziale. Lo sceneggiatore Tetsuya Takahashi ha ammesso di aver voluto scrivere una storia di crescita, concentrandosi sul personaggio di Rex, un ragazzo che si ritrova coinvolto in una grande avventura. In questo senso, le prime battute un po' goliardiche di Xenoblade Chronicles 2 ci hanno ricordato moltissimo alcuni grandi JRPG del passato come Grandia e Skies of Arcadia, mentre qualche cliché ci ha fatto pensare ai Tales di Bandai Namco, giochi di ruolo che da anni seguono un'impronta tipicamente "anime", soddisfacendo un pubblico ben preciso. In realtà, Takahashi non abbandonato proprio per niente le tematiche adulte che lo hanno reso famoso e Xenoblade Chronicles 2 rifila alcune imprevedibili palle curve, catapultando il giocatore in una disperata ricerca di risposte a domande che forse sarebbe stato meglio non formulare.

Se è vero che gli ultimi tre o quattro capitoli di Xenoblade Chronicles 2 sono un susseguirsi di colpi di scena, bisogna ammettere che il troncone centrale della narrazione risulta un po' diluito e straniante, specie se si gioca all'oscuro dei veri obiettivi dello sceneggiatore. Da questo punto di vista, il primo Xenoblade Chronicles proponeva una trama forse più coesa che cominciava con un viaggio in cerca di vendetta per tramutarsi molto più organicamente in una missione per salvare il mondo. Lì il fulcro della storia ruotava tutto intorno alla spada di Shulk e ai poteri che gli aveva conferito all'inizio del gioco, laddove Xenoblade Chronicles 2 si appoggia principalmente sulla decisione di Rex di raggiungere l'Albero del Mondo situato al centro di Alrest. Il drammatico prologo di Xenoblade Chronicles, insomma, stabiliva una posta molto più importante fin da subito, coinvolgendo il giocatore emotivamente nel giro di poche ore, senza mollarlo più: Xenoblade Chronicles 2, invece, pur ottenendo lo stesso risultato, ci mette qualche ora di troppo a ingranare.
Vincitore: Xenoblade Chronicles

Personaggi

Un gioco di ruolo non è nulla senza un cast all'altezza e Xenoblade Chronicles 2, fortunatamente, ha soddisfatto ogni nostra aspettativa. Tetsuya Takahashi è un genio della caratterizzazione, come può confermare chiunque abbia giocato a titoli come Xenogears o Xenosaga, quindi Xenoblade Chronicles e in minor misura Xenoblade Chronicles X: i suoi personaggi sono vividi, interessanti, sfaccettati. Purtroppo Xenoblade Chronicles 2 ha sollevato una polemica trita, ritrita e ormai sinceramente insopportabile sull'aspetto delle sue eroine. Molti hanno tacciato lo sviluppatore di sessismo per aver ideato il succinto costume di Pyra e il suo seno prosperoso, convinti che il gioco avrebbe offerto poco sul fronte della narrativa, preferendo sollecitare invece il lato ormonale dei giocatori. Fortunatamente non è stato questo il caso. Il cast di Xenoblade Chronicles 2 è eccellente a tutto tondo, a cominciare proprio da Pyra, un personaggio tutt'altro che scontato. Forse l'anello più debole della catena è proprio Rex, un protagonista tutto sommato prevedibile, accompagnato però da comprimari d'eccezione come la saggia Nia, la flemmatica Mórag o il geniale quanto buffo Tora. A loro si contrappongono una moltitudine di nemici misteriosi e carismatici come Malos e Akhos del Torna.

La caratteristica vincente del cast di Xenoblade Chronicles 2 risiede soprattutto nella coralità. Non sono solo i personaggi ad avere sempre qualcosa da dire, partecipando attivamente alle conversazioni, ma anche i loro Gladius, armi viventi dotate di fattezze specifiche. Oltre ai Gladius più importanti che seguono i nostri eroi, come l'anziano Dromarch e l'assurda Pandoria, Monolith Soft ha deciso di caratterizzare anche i Gladius unici che possiamo sbloccare casualmente attraverso i cristalli nucleici: le missioni secondarie ci raccontano qualcosa di più sulle loro personalità e idiosincrasie, offrendo una dimensione in più a quelli che avrebbero potuto essere semplici strumenti da battaglia. Non è stato facile determinare il cast migliore tra i due Xenoblade Chronicles: nel primo episodio abbiamo imparato a conoscere Shulk e gli altri, soffrendo per loro perdite, arrabbiandoci per le loro decisioni e commuovendoci per la nascita di amori e amicizie nel corso della lunga avventura. Tuttavia, grazie anche alla sua maggiore espressività e a una regia più dinamica, il cast di Xenoblade Chronicles 2 ci ha soddisfatto molto di più.
Vincitore: Xenoblade Chronicles 2

Ambientazione

Anche in questo caso è stata dura scegliere un vincitore, anche perché il mondo di Alrest e quello del primo Xenoblade Chronicles offrono la medesima prospettiva: entrambe le avventure si svolgono su corpi mastodontici. Nel primo Xenoblade Chronicles erano soltanto due, il Bionis e il Mechon, ed erano morti, mentre in Xenoblade Chronicles 2 i "titani" sono molti di più e sono vivi e vegeti, perciò ogni tanto, mentre si gironzola per il mondo, è possibile guardarsi intorno e vedere una testa o una pinna che si muovono nel mare delle nuvole. I due mondi si somigliano anche nell'aspetto, nel senso che ogni grande zona è associata a un tema diverso, ma da questo punto di vista Xenoblade Chronicles 2 è sicuramente il titolo più originale dei due, visto che è ambientato persino nel ventre di un titano e le capacità hardware di Nintendo Switch, pur non essendo state sfruttate al massimo per garantire una solida esperienza portatile, hanno comunque consentito di riprodurre tantissimi dettagli e particolari che rendono l'esplorazione una vera gioia. D'altra parte, Xenoblade Chronicles 2 latita un po' sull'effetto "wow!" che faceva il primo Xenoblade Chronicles quando, nel 2011, ci si ritrovava a vagare per l'immensa Pianura di Gaur in cerca di segreti e collezionabili: fino a quel momento non avevamo ancora visto un JRPG di tale caratura, men che meno su una console "casual" come quella Nintendo. In ogni caso, smessi gli occhialetti rosa della nostalgia, è impossibile non rendersi conto che Alrest, coi suoi popoli e i suoi delicati equilibri politici, è un mondo disegnato semplicemente meglio sotto ogni aspetto.
Vincitore: Xenoblade Chronicles 2

Sistema di combattimento

Il sistema di combattimento di Xenoblade Chronicles 2 ha un grande difetto che può infastidire chi si aspetta di avere un controllo totale del gameplay fin dai primi minuti di gioco: Monolith Soft ha ripreso le basi impostate in Xenoblade Chronicles e rifinite in Xenoblade Chronicles X, quindi le ha smussate e semplificate, arricchendole poi con una serie di meccaniche ausiliari che, però, si sviluppano lentamente insieme alla storia e alla progressione dei personaggi. Questo significa che devono passare diverse ore prima che si comincino a intravedere le potenzialità di un sistema di combattimento che, soddisfatte determinate condizioni, diventa semplicemente eccezionale, creativo e ricco di possibilità. Il sistema imbastito da Monolith Soft è un intreccio composto da numerosi fili collegati e nei primissimi capitoli del gioco non si riesce a capire quale sia il vero disegno: ecco perché molti hanno lamentato, per esempio, la resistenza di alcuni nemici comuni che tendono a cadere dopo parecchi colpi. In realtà, una volta assimilate le basi, si spazza via ogni nemico con facilità, ma è pur vero che i tutorial non sono molto chiari e non è possibile rileggerli in qualsiasi momento. Il sistema di combattimento del primo Xenoblade Chronicles era forse più immediato, ma la necessità di scegliere continuamente l'abilità muovendo il cursore, mentre si sceglieva la posizione giusta per attaccare e si risolvevano semplici quick time event, rendeva l'esperienza più complicata del dovuto. Xenoblade Chronicles 2, insomma, ci ha divertito e coinvolto molto di più, trovando l'equilibrio giusto tra azione e strategia.
Vincitore: Xenoblade Chronicles 2

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Colonna sonora

La colonna sonora del primo Xenoblade Chronicles era uno standard davvero elevatissimo da raggiungere, e infatti Xenoblade Chronicles 2 a nostro avviso non ce l'ha fatta, anche se di poco. È ironico, perché a comporre le musiche questa volta è stato quasi interamente Yasunori Mitsuda, che peraltro ha definito il progetto uno dei più ambiziosi e appaganti cui abbia mai lavorato. Mitsuda, infatti, aveva composto anche la bellissima canzone che chiudeva il primo Xenoblade Chronicles, Beyond the Sky, anche se la colonna sonora era stata affidata alle manine sante di Manami Kiyota e Yoko Shimomura. Il primo Xenoblade Chronicles, molto semplicemente, vanta alcune tra le più belle tracce mai ascoltate in un videogioco, a cominciare da quella che abbiamo ascoltato e riascoltato sul menù principale, passando per quella che ci ha accompagnato a ogni combattimento, You Will Know Our Names. La colonna sonora di Xenoblade Chronicles 2 è assolutamente eccezionale, sia chiaro, e già la traccia che che esplode durante gli scontri, Battle!!, è incalzante, vivace e coinvolgente. Roaming the Wastes, il brano che ci segue durante l'esplorazioni del Mor Ardain, è un altro ottimo esempio, e ci è anche molto piaciuto l'arrangiamento di ogni brano nella duplice versione diurna e notturna, specialmente per quanto riguarda il coro incredibilmente d'atmosfera nel Praetorium dell'Indol. Le colonne sonore di questi due JRPG sono semplicemente, be', titaniche, ma quella del primo Xenoblade Chronicles è la più titanica delle due.
Vincitore: Xenoblade Chronicles

Longevità

Per concludere, è importante mettere a confronto anche la lunghezza dei due Xenoblade Chronicles, facendo una doverosa premessa. Che cosa intendiamo per "longevità"? Be', chiaramente non soltanto la lunghezza del gioco intesa come durata complessiva, perché se un titolo dura centocinquanta ore, comprensivo di missioni secondarie, ma quest'ultime sono così ripetitive che ci si stanca presto e non le si completano, la longevità ovviamente si riduce parecchio. Era sfortunatamente il caso di Xenoblade Chronicles. Monolith Soft, alle prese con la sua prima esperienza open world, aveva infarcito il suo primo Xenoblade di missioni secondarie decisamente banali che ci era piaciuto fare solo perché il mondo era meraviglioso e volevamo scoprire ogni segreto. Bisogna anche capire che questo approccio non è raro tra gli amanti del genere JRPG, spesso ricercatori compulsivi della statistica perfetta e del modo migliore per annichilire i super boss, anche ricorrendo a lunghe sessioni di "grinding". La questione delle missioni secondarie è molto delicata, specialmente dopo che è uscito un gioco come The Witcher 3 dove a volte gli incarichi opzionali diventavano più avvincenti della campagna, e pur essendo abituati a uno standard un po' bassino sul fronte nipponico, dobbiamo dire che le missioni secondarie di Xenoblade Chronicles 2 ci sono piaciute nettamente di più: sono accompagnate da piccoli quadretti narrativi che sanno essere interessanti e qualche volta emozionanti, ricompensano adeguatamente e spingono a esplorare Alrest in lungo e in largo, spesso facendoci passare per rompicapi ambientali e location segrete (sbloccate la missione Tranquillità per reclutare Vess e capirete che cosa intendiamo).
Vincitore: Xenoblade Chronicles 2

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Conclusioni

Se avete fatto bene i conti, a questo punto vi starete chiedendo: "ehi, ma se Xenoblade Chronicles 2 vince di 4 a 2 su Xenoblade Chronicles, allora come fa quest'ultimo ad aver ricevuto un voto più alto?" Che cosa vi dicevamo all'inizio? Il voto è relativo e, soprattutto, si lega a un contesto: il momento in cui è uscito il gioco. Xenoblade Chronicles praticamente chiuse l'era di Wii con un botto incredibile, mostrando muscoli che nessuno credeva che la console Nintendo avesse. Inoltre, usciva in un periodo un po' buio per il genere JRPG, rivitalizzandolo al punto da destare l'interesse sopito di una nuova generazione di videogiocatori. Senza contare che riportò sulla cresta dell'onda uno sviluppatore, Monolith Soft, che fino a quel momento non era mai riuscito a completare al 100% i suoi progetti. Xenoblade Chronicles 2 è un JRPG eccezionale, ma è stato pensato per i fan del genere con delle caratteristiche che non riescono a farlo sembrare qualcosa di unico e speciale come era successo col predecessore. Resta un acquisto imprescindibile e uno dei migliori titoli che abbiamo giocato negli ultimi anni, ma paradossalmente si è rivelato meno coraggioso di Xenoblade Chronicles X: ora tocca a Monolith Soft osare come in passato, magari tornando a parlare ai giocatori di religione e filosofia come aveva fatto nel 1998 con Xenogears. Ma questa è un'altra storia...