Gamescom 2026 ha chiuso i battenti da pochi giorni e nella settimana di Colonia uno degli appuntamenti più attesi era quello con Exodus, l'RPG di fantascienza di Archetype Entertainment. Lo studio di Austin fondato da veterani BioWare si è presentato in fiera con due carte pesanti: la data di uscita, svelata all'Opening Night Live del 25 agosto e fissata al 7 aprile 2027, e una sessione riservata alla stampa di circa un'ora, durante la quale abbiamo avuto modo di mettere le mani sul gioco per la prima volta.
Un'ora che è bastata a confermare quello che già si sapeva: Wizards of the Coast vuole il suo Mass Effect e non fa nulla per nasconderlo.
Un eroe, la sua squadra, l’universo da salvare
È stato sia difficile, sia molto facile sedersi per giocare ad Exodus: complesso è stato il provare a capire il passato dell'eroe e dei suoi compagni, il perché fossero già nei guai fino al collo o il provare empatia per le loro disavventure o per i personaggi incrociati. Una sensazione più che comprensibile, dato che ci siamo trovati catapultati in medias res, ovvero nel bel mezzo di una missione da risolvere principalmente col fucile in mano.
Questo, però, ha consentito immediatamente di provare una sensazione di déjà-vu, dato che, sotto il profilo del gameplay, Exodus sembra essere in tutto e per tutto un'evoluzione di Mass Effect. La base è quella di uno sparatutto in terza persona con le coperture: il protagonista, infatti, spara e si muove con assoluta precisione all'interno degli scenari, si sposta da un riparo all'altro agilmente, può schivare con un balzo i colpi nemici e può utilizzare una buona varietà di armi da fuoco e granate.
La differenza più grande con The Expanse: Osiris Reborn, altro gioco di fantascienza che abbiamo provato alla Gamescom e che vuole provare ad essere il "nuovo Mass Effect", oltre alla dinamicità del protagonista, è la possibilità di usare elementi fantasy per rendere più gustoso il combattimento: tra abilità in grado di congelare i nemici (ed eventualmente le piattaforme semoventi), capacità ninja che fanno attaccare alle spalle e bombardamenti a tappeto, c'è una grande varietà di mosse, oltretutto spettacolari.
Come da tradizione, richiamando un menù circolare si rallenta il tempo e si potrà dare degli ordini ai compagni di viaggio, a volte puntuali (come per esempio che abilità utilizzare), altre più liberi (attacca, riparati), che poi loro eseguiranno in base all'equipaggiamento e alla situazione sul campo di battaglia.
L'elemento fantastico ha consentito agli sviluppatori anche di costruire una missione più variegata rispetto a quella di The Expanse, con ponti invisibili da costruire, creature originali con le quali interagire o combattere (come una piccola "rana" che sembra essere a capo del pianeta nel quale siamo capitati), e veri e propri boss da abbattere a suon di abilità speciali.
Proprio uno di questi, un'enorme creatura che caricava imbizzarrita, ha chiuso la demo: più che un avversario intelligente, era coriaceo, ma ha consentito di vedere il dinamismo del gameplay. Per sopravvivere, infatti, bisognava schivare le sue cariche all'ultimo momento, per poi bloccarlo a terra con l'abilità congelante e colpirlo da vicino col calcio del fucile. Dopo una decina di passaggi il gioco era fatto.
La data di uscita e i protagonisti
Oltre a questa demo che mostra la qualità dell'esperienza, durante la Gamescom lo sviluppatore ha annunciato che il gioco sarà disponibile a partire dal 7 aprile 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC, con distribuzione su Steam ed Epic Games Store. Il trailer mostrato a Colonia ha puntato tutto sul rapporto tra Jun Aslan e i compagni del suo equipaggio, con una battuta che riassume bene il tono scelto dallo studio: specie diverse impegnate nella stessa battaglia e parecchi modi in cui la faccenda può degenerare.
Su questi personaggi e la loro storia dipenderà il successo di questa produzione: dopo la demo sul gameplay abbiamo pochi dubbi: nella sua "classicità" Exodus sembra divertente, si gioca bene, è reattivo e spettacolare. Se il level design reggerà e la varietà dei nemici, delle armi, delle abilità e delle situazioni sarà buona, non vediamo grosse problematiche da questo punto di vista.
I protagonisti, invece, è stato più difficile inquadrarli: Jun sembra più uno Han Solo che uno Shepard, col suo enorme ciuffo sempre perfetto, anche dopo una battaglia estenuante, il sorriso sempre pronto, la mascella perfetta e la battuta pronta. Archetype Entertainment sta giocando sul filo del rasoio, dato che la differenza tra l'essere una simpatica canaglia o un dito nell'occhio è fatta solo di sfumature.
È comunque ancora presto per dare un giudizio, ciuffo e mascella a parte, e speriamo che la scrittura riesca a restituire personalità indimenticabili e una storia memorabile: che alla fine è quello che la gente si ricorda di Mass Effect.
I compagni di Jun
Oltre al protagonista, durante la Gamescom sono stati svelati alcuni dei compagni che potremo reclutare lungo l'avventura. Salt è una Risvegliata, ovvero una creatura terrestre che nel corso dei millenni ha sviluppato un'intelligenza paragonabile a quella umana e comunica grazie a un chip traduttore, e nel gruppo ricopre il ruolo di mercenaria e cacciatrice di taglie. In combattimento si muove dentro una tuta meccanica costruita intorno alla sua fisiologia: tiro di precisione a distanza, manovre evasive e cortine di inchiostro che replicano la difesa dei cefalopodi.
Archetype ha spiegato di aver costruito il personaggio partendo dalla ricerca scientifica sulla cognizione dei cefalopodi, tra i pochi invertebrati a cui la letteratura riconosce capacità cognitive di alto livello, e la caratterizzazione segue la stessa strada: modi spicci, passato pesante e una diffidenza di fondo verso il resto della squadra.
Emrys appartiene invece ai Deva, una delle stirpi celestiali nate dall'evoluzione dell'umanità dopo la fuga dalla Terra, ed è guidato da una coscienza collettiva che convive nel suo corpo. Il suo ruolo sul campo è di supporto puro: lancia sfere di energia ricavate dai Remnants, i reperti della tecnologia celestiale attorno a cui ruota l'intera vicenda, e indebolisce i nemici preparando il terreno agli altri membri della squadra.
La dilatazione temporale non è solo una trovata narrativa
Il perno dell'intera produzione resta il tempo. La storia parte dal collasso ambientale della Terra nel 2200 e arriva a decine di migliaia di anni nel futuro, con l'umanità in fuga verso l'ammasso di Omega Centauri e la nascita dei Celestiali, le stirpi evolute che oggi dominano quella porzione di galassia.
Viaggiare a velocità prossime a quella della luce costa a Jun ore o giorni, mentre sui mondi che si lascia alle spalle passano anni o generazioni: le conseguenze si accumulano mentre il protagonista è altrove, e al ritorno trova persone invecchiate, con alleanze ribaltate e situazioni che nessuna scelta immediata poteva prevedere. Alla Interstellar, per intenderci. Sulla carta è il modo più elegante trovato finora per legare il sistema di scelte a qualcosa di diverso dal solito bivio morale.
Chi c'è dietro e perché il paragone con Mass Effect è inevitabile
Archetype Entertainment nasce nel 2019 ad Austin come studio interno di Wizards of the Coast e mette insieme nomi che chi ha giocato ai grandi RPG occidentali dello scorso ventennio conosce a memoria: Chad Robertson e Drew Karpyshyn, tra gli autori di Star Wars: Knights of the Old Republic e della trilogia originale di Mass Effect, il veterano Jesse Sky e con lo scrittore di fantascienza Peter F. Hamilton a fare da consulente per l'universo narrativo.
Il gioco è sviluppato con l'Unreal Engine 5 e il paragone con la serie BioWare accompagna il progetto fin dal debutto ai Game Awards del 2023, ma era inevitabile.
La prova di Colonia ha mostrato una porzione di gioco controllata, com'è normale a sette mesi dall'uscita, ma tutto sembrava già al suo posto: nessun bug, poca sporcizia visiva e un gameplay solido, divertente e frenetico. Exodus ha però davanti a sé ancora tante incognite che una semplice demo non può svelare: come sarà la scrittura della storia e dei compagni, ovvero l'elemento su cui l'eredità BioWare verrà misurata senza sconti? Il sistema di dilatazione temporale e di scelte terrà per l'intera campagna o si ridurrà a poche righe di dialogo? È ancora presto per dirlo, ma in quel caso Exodus potrebbe diventare l'erede di Mass Effect che i fan attendono da troppo tempo.
CERTEZZE
- Gameplay solido e dinamico
- Tecnicamente già solido
- La meccanica dello scorrere del tempo è estremamente affascinante
DUBBI
- La meccanica dello scorrere del tempo reggerà a livello narrativo?
- La scrittura di trama e personaggi sarà all'altezza?