In questa prima settimana di giugno le conferenze sono all'ordine del giorno e da poco si è concluso anche il Future Game Show, un appuntamento ormai fisso durante il periodo della Summer Game Fest. Tra i tanti titoli mostrati, uno di quelli più attesi è senza dubbio Exodus, l'action RPG a tema fantascientifico che si presenta praticamente come una sorta di erede spirituale di Mass Effect. Avevamo già avuto occasione di analizzare questo gioco poco dopo l'importante trailer mostrato ai The Game Awards 2025. Dietro al gioco vi è Archetype Entertainment, software house nata come divisione di Wizards of the Coast al cui interno lavorano molti ex Bioware, tra cui proprio uno degli scrittori della saga di Mass Effect.
Alcuni giorni prima della presentazione mostrata al Future Game Show abbiamo avuto la possibilità di partecipare a un evento in cui non solo abbiamo potuto vedere ben 20 minuti di gameplay, ma abbiamo anche potuto parlare con gli sviluppatori. Erano presenti infatti Chris King, director del gioco (che in passato ha lavorato in Bioware e anche in altre importanti aziende come 343 Industries e Volition), Chad Robertson, produttore del titolo e Drew Karpyshyn, che, oltre a ricoprire il ruolo di producer, è il lead writer del titolo, proprio come lo era stato nei primi due Mass Effect.
Oltre al gameplay abbiamo dunque potuto approfondire diversi aspetti di Exodus, parlando dei vari compagni che potremo reclutare, del sistema di morale, e anche della famosa dilatazione temporale dovuta ai viaggi alla velocità della luce. Il titolo, come annunciato ai TGA, è ancora previsto per un generico inizio del 2027.
Il gameplay di Exodus
Prima di mostrarci il gameplay effettivo di Exodus, gli sviluppatori ci hanno brevemente ricordato il background narrativo del titolo. Il giocatore incarnerà Jun Asland - personaggio che può essere personalizzato sia nel sesso che nell'aspetto - dotato dell'abilità unica di utilizzare le tecnologie dei Celestial, una razza che è praticamente l'evoluzione dell'umanità 40.000 anni nel futuro. Jun vive sul pianeta Lidon insieme ad altri umani "normali" che si stabilirono tra le rovine del pianeta dopo essere fuggiti dalla Terra ormai al collasso.
Lidon sta però morendo per via di un antico virus tecnologico chiamato Rot che sta consumando ogni cosa; l'unico modo per salvare il pianeta è affrontare i Celestial e rubare la loro tecnologia. Così Jun diventa un Traveler, esploratori dello spazio che si sacrificano per un bene superiore viaggiando alla velocità della luce, cosa che li costringe a lasciare indietro tutti i loro legami. Il suo scopo è appunto quello di salvare il suo pianeta natale e per farlo è disposto a tutto.
Jun non sarà da solo in questa pericolosa missione: durante la presentazione sono stati introdotti alcuni nuovi compagni, mostrandone in totale otto, tra cui Houston, un lupo "risvegliato" (termine che indica quegli animali dotati di intelligenza al livello di un essere umano) e C.C. Orlev, un misterioso personaggio vestito da cowboy su cui girano diverse leggende e che sembra rivestire il ruolo di mentore per Jun. Sappiamo già che questo personaggio sarà doppiato dal famoso attore Matthew McConaughey.
All'inizio dell'avventura però Jun sarà accompagnato da Tom Vargas, un ex Traveler, e Elise Charroux, un'umana che svolgeva il lavoro di mercenaria, fuggita dalla Terra durante il XXIII secolo e risvegliatasi di recente. In combattimento la vediamo utilizzare una sorta di mech a grandezza umana.
Dopo averci presentato questi personaggi, ci è stata mostrata una prima missione di infiltrazione in una base di mercenari nemici. È possibile modificare le armi davvero in moltissimi modi e ognuna di queste modifiche permetterà di cambiare lo stile di combattimento del nostro personaggio. Nel video viene applicata a un fucile una modifica che lo trasforma in un fucile da cecchino silenzioso: Jun lo utilizza per eliminare gran parte delle guardie isolate senza allertare nessuno, mentre cerca di raggiungere una torretta corazzata che gli impedisce di proseguire.
La battaglia è inizialmente affrontata in modalità stealth: dopo aver eliminato alcune guardie con il fucile da cecchino, viene utilizzata un'abilità che rende Jun invisibile per alcuni secondi, tempo sufficiente per eliminare alle spalle un altro nemico e arrivare in prossimità della torretta. Una bomba viene agganciata a quest'ultima, che esplode, ma questo allerta anche il resto dei nemici. Tom ed Elise intervengono nel combattimento e vediamo come sia possibile utilizzare una sorta di pausa tattica per scegliere delle abilità da far usare ai nostri due compagni.
In questa sequenza più action si nota come il gioco sia davvero molto fluido in combattimento, con il giocatore che scivola tra le barricate, passando sotto a delle piattaforme o arrampicandosi mentre continua a sparare sui nemici. Lo shooting, a prima vista, sembra immediato e pulito, ma non avendolo potuto provare con mano è ancora presto per dare pareri definitivi. C'è anche un po' di interazione ambientale, grazie alla possibilità di far esplodere alcuni elementi per eliminare dei nemici, inoltre sono presenti anche delle abilità offensive speciali, probabilmente legate alle tecnologie dei Celestial. Vediamo infatti Jun lanciare una sorta di onda d'urto che si propaga facendo spuntare dal terreno diversi costrutti, di un materiale simile al metallo, in linea retta fino a colpire i nemici.
Dopo il combattimento, una sequenza di dialogo introduce il sistema di morale del gioco: vediamo infatti una diatriba tra Tom e Elise su come proseguire la missione, tra un piano meno rischioso che metterebbe a rischio i civili nell'area, sostenuto da Elise, e la via più complessa, voluta da Tom per evitare inutili perdite. Jun alla fine deve compiere una scelta tra due opzioni: in questo caso decide di dare ragione a Tom e per questo gli vengono assegnati dei punti Paladin, mentre se avesse scelto di seguire l'idea di Elise sarebbe stata considerata una scelta del tipo Immortal.
Questo sistema non è stato molto approfondito, ma così di primo acchito ricorda molto il sistema di moralità di Mass Effect, diviso tra Paragon e Renegade. Al momento sappiamo soltanto che anche l'evoluzione dei poteri cambierà in base se sceglieremo di seguire la via Paladin o quella Immortal. Bisognerà capire quanto le cose saranno approfondite nel gioco finale, sperando che non si limiti semplicemente alla presenza di due opzioni di cui una buona e una cattiva.
Subito dopo ci viene presentato un altro compagno: la scienziata Phaedra, dal carattere piuttosto eccentrico, il cui obiettivo è quello di cercare suo nonno, creduto morto, che ha con sé alcuni segreti importanti per l'umanità.
Jun, per inseguire Elijah, il nonno di Phaedra, si ritrova sul pianeta Tsang, caratterizzato da un ambiente ostile, essendo composto da terreni desolati e pieno di laghi di acido solforico, oltre che antiche rovine di una civiltà perduta. Per superare queste letali pozze viene usata un'abilità chiamata Eruption, che oltre a lanciare in aria i nemici è in grado di creare delle piattaforme dal terreno, consentendo di superare le zone più pericolose. Di questa fase esplorativa si è visto poco, ma ci è sembrata affascinante proprio per la richiesta di utilizzare una specifica abilità per superare i pericoli ambientali. Sarebbe interessante se nel gioco finale fosse possibile visitare diversi pianeti, ognuno con delle meccaniche d'esplorazione uniche, così da dare una buona varietà anche in queste fasi.
Presto Jun e i suoi compagni si ritrovano ad affrontare un altro gruppo di nemici, stavolta una sorta di creature aliene corazzate dotate di quattro arti con spuntoni affilati. È possibile mettere in pausa l'azione per poter consultare le statistiche dei nemici, tra salute, punti deboli e altre utili informazioni per decidere come affrontarli.
Viene mostrata anche un'altra particolarità del protagonista: nei suoi viaggi Jun troverà uno speciale guanto dei Celestial in grado di ottenere nuove abilità durante il corso del gioco. Una di queste abilità è la possibilità di creare una sorta di lancia esplosiva, utile sia per distruggere i residui lasciati dal Rot che per colpire i nemici e infliggere loro danni.
Nella sequenza successiva vediamo il gruppo affrontare un boss chiamato Ghost Gun, una sorta di costrutto robotico in grado di sparare proiettili esplosivi molto potenti. Jun riesce però ad arrivargli alle spalle schivando e coprendosi con diverse barriere, per poi colpire il grosso boss con le lance create dal suo potente guanto infliggendogli parecchi danni. Lo scontro è molto feroce e alterna l'utilizzo delle diverse abilità dei compagni, con attacchi mirati ai punti deboli del nemico, dovendo stare attenti anche ai suoi aiutanti, fino a quando un'ultima lancia non lo sconfigge definitivamente. Da vedere, come scontro è sembrato ben fatto e non troppo ripetitivo e non vediamo l'ora di verificare con mano se le nostre impressioni siano corrette.
L'ultima parte vede Phaedra confrontarsi con il ritrovato nonno, che, pur di non rivelare un terribile segreto legato alle origini del Rot, minaccia di ucciderla insistendo sul fatto che nessun umano debba venire a conoscenza di quello che lui sa. Così Jun dovrà compiere una scelta molto difficile: sparare all'uomo per evitare che lui uccida Phaedra o lasciare che le cose tra nonno e nipote seguano il loro corso. Vediamo che il protagonista sceglie di colpire l'uomo prima che sia troppo tardi, ma proprio in quel momento il video si conclude lasciandoci nel dubbio e con la consapevolezza che molte scelte nel gioco potrebbero portare a conseguenze irreversibili.
Parola agli sviluppatori di Exodus
Conclusasi la sequenza di gameplay, si è giunti al momento delle domande e risposte con gli sviluppatori. A prendere la parola per primo è stato il director Chris King, che ha affermato che le fonti d'ispirazione principali per Exodus sono stati diversi film come Star Wars, Dune e Interstellar, che, oltre al tema sci-fi, hanno tutti in comune come tematica le connessioni umane e ad alto impatto emozionale, un traguardo che per loro è stato fondamentale raggiungere nel gioco.
La domanda successiva è stata circa il modo in cui saranno strutturati i rapporti con i propri compagni. Karpyshyn ha ribadito l'ispirazione dai vecchi giochi di Bioware, come appunto Mass Effect, e anche Dragon Age, ma che ci saranno anche diversi elementi unici, anche perché non esisteranno risposte giuste o sbagliate nel gioco, sia con i compagni che nelle missioni: la libertà data al giocatore vuole essere molto ampia e si potrà proseguire nel gioco qualsiasi cosa si deciderà di fare, anche se ovviamente ogni scelta avrà poi le sue conseguenze.
Sono confermate poi le romance con diversi compagni che ci accompagneranno in tutto il gioco, anche se ancora non è stato precisato quali saranno quelli con cui sarà possibile intraprendere una relazione romantica. L'unica cosa che gli sviluppatori hanno dato per certo è che Salt il polpo non sarà tra i personaggi con cui sarà possibile intraprendere una romance, scatenando le risate dei presenti. A quanto pare infatti il polpo non ha un bel rapporto con gli umani.
Si è parlato anche degli animali risvegliati, che sono un'idea di evoluzione delle creature sulla Terra. In Exodus non esistono razze aliene, ma ogni creatura presente è il risultato di migliaia di anni d'evoluzione delle specie del nostro pianeta, alcune evolute anche attraverso esperimenti per mano dei Celestial.
Troveremo quindi diversi animali dalle fattezze normali, ma in grado di parlare, come ad appunto Salt o Houston, un grosso lupo che seguirà Jun nella sua avventura, anche se ancora si è visto poco su di lui. Nel gameplay abbiamo visto anche altri tipi di animali, come un elefante che gestiva un negozio, anche se Chris King e Chad Robertson hanno affermato che uno dei personaggi animali che riscuote più successo sia un procione che i giocatori incontreranno piuttosto presto nell'avventura.
Sempre Chris ha poi accennato al fatto che il gioco permetterà di utilizzare diversi stili per affrontare le battaglie. Le opzioni saranno molte: armi modificabili, tute con abilità speciali e poteri dei Celestiali; persino i compagni avranno degli approcci di combattimento preferiti, con alcuni più votati allo stealth e altri all'azione. Il giocatore, da quanto detto dal director, potrà così scegliere tra varie build, anche se per il momento bisogna verificare quanto i sistemi di sviluppo dei personaggi saranno profondi.
Infine si è parlato anche del sistema della dilatazione temporale che, sin dall'annuncio di Exodus, è stato al centro dell'attenzione. I tre sviluppatori hanno ribadito che questo sistema cambierà molto l'avanzamento della campagna e che andrà affrontato non a cuor leggero, ma come un sacrificio che va pianificato con attenzione, dato che cambierà molto gli sviluppi successivi del gioco e anche i rapporti con gli altri personaggi. Stando a quanto accennato da Chris ci sarà anche la possibilità che due giocatori si ritrovino a vivere esperienze molto diverse nella loro partita in base alle loro scelte.
Senza dubbio questo sistema è interessante sulla carta, ma non sappiamo ancora all'atto pratico come verrà utilizzato in termini di gameplay; sarà possibile utilizzarlo solo in determinati momenti della storia o ci sarà maggior libertà di decidere come usarlo, accettando anche le eventuali conseguenze di perdere troppi anni esplorando sistemi a molti anni luce di distanza?
Ancora non abbiamo le risposte a queste domande, ma, nonostante i dubbi, ogni nuovo tassello di Exodus dimostra che abbiamo di fronte un RPG fantascientifico davvero interessante come non se ne vedevano da molto tempo. La speranza è dunque che, quando arriverà all'inizio del 2027, possa davvero colmare il vuoto lasciato da Mass Effect.
Questo nuovo sguardo a Exodus rafforza l'impressione che il titolo voglia proporsi come un vero erede spirituale di Mass Effect. L'universo narrativo creato da Archetype appare affascinante e quanto mostrato finora sembra convincente sia sul fronte dei combattimenti sia su quello dell'esplorazione. Il sistema di moralità e i dialoghi richiamano chiaramente la storica saga fantascientifica di BioWare e potrebbero rappresentare una buona base su cui costruire meccaniche più articolate, capaci di rendere le scelte del giocatore ancora più significative. Allo stesso tempo, però, abbiamo visto ancora troppo poco per trarre conclusioni definitive e rimane il rischio che il gioco finisca per risultare eccessivamente derivativo, senza introdurre novità davvero sostanziali rispetto a quanto già visto in passato. Restano inoltre diversi aspetti ancora avvolti nel mistero, a partire da come verranno gestite concretamente le dilatazioni temporali legate ai viaggi a velocità relativistiche, uno degli elementi che gli sviluppatori hanno sempre indicato come centrali nell'esperienza. Per comprendere davvero il potenziale di Exodus sarà quindi necessario attendere una build giocabile più completa, anche se quanto mostrato finora lascia intravedere basi decisamente promettenti.
CERTEZZE
- Combattimenti molto fluidi e con tante opzioni offensive
- Il sistema di morale e di dialogo sembra possa avere un grosso impatto sulla narrativa
- Ambientazione affascinante
- I compagni del protagonista sembrano parecchio ispirati
DUBBI
- Non sappiamo ancora come funzioneranno nella pratica le dilatazioni temporali
- Il rischio di essere troppo derivativo da Mass Effect è dietro l'angolo
- Ci sono ancora diversi aspetti da vedere nel dettaglio
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