Di videogiochi ad ambientazione fantascientifica ne esistono molti, ma se si parla di giochi di ruolo siamo sicuri che molti di voi penseranno subito a Mass Effect. La trilogia di RPG di Bioware ha segnato un'era con le sue incredibili storie e personaggi. Nonostante un finale della saga che all'epoca generò diversi malcontenti e un'accesa polemica, il titolo è considerato ancora oggi una pietra miliare indiscussa.
Purtroppo nel 2017 Mass Effect: Andromeda non riuscì a essere all'altezza dei titoli precedenti e, anche se qualche anno fa l'attuale Bioware aveva annunciato la realizzazione di un nuovo capitolo della saga con il ritorno di alcuni personaggi storici, dopo l'accoglienza di Dragon Age: The Veilguard anche i fan più accaniti hanno perso le speranze di vedere un videogioco all'altezza della trilogia originale.
Anche se Mass Effect dovesse rimanere soltanto un bellissimo ricordo del passato, guardando al futuro c'è un titolo che vuole colmare quel vuoto che ha lasciato: Exodus. Il gioco è stato presentato la prima volta ai The Game Awards del 2023 e nell'ultimo paio d'anni è tornato a mostrarsi con nuovi trailer dedicati a storia, ambientazione e gameplay. L'ultimo trailer ha inoltre confermato il periodo d'uscita fissato per l'inizio del 2027 e arriverà su PlayStation 5, Xbox Series S/X e PC.
C'è un elemento di Exodus che fa ben sperare: chi lo sta realizzando. Il team dietro il gioco si chiama Archetype Entertainment ed è una divisione nata da Wizards of the Coast e fondata nel 2019 da James Ohlen, Chad Robertson e Drew Karpyshyn, tutti ex Bioware dell'epoca d'oro. Ohlen ha lavorato a Baldur's Gate 2, Neverwinter Nights, Star Wars: Knights of the Old Republic e Dragon Age: Origins, mentre Karpyshyn è stato lead writer dei primi due Mass Effect e ricopre lo stesso ruolo all'interno della nuova compagnia.
I vari trailer di Exodus, soprattutto quelli incentrati sul gameplay, hanno mostrato una somiglianza davvero enorme con le atmosfere e i combattimenti di Mass Effect, ma attenzione a considerare il titolo come una mera copia del vecchio RPG di Bioware, perché dietro a questo gioco c'è un progetto davvero ambizioso.
Un universo narrativo a metà tra Star Wars e Interstellar
L'elemento su cui Exodus sembra puntare con maggiore decisione è senza dubbio la componente narrativa. Pur restando un progetto centrato principalmente sul videogioco, l'universo creato dal team si è già esteso in più direzioni, dando vita a un vero e proprio ecosistema multimediale che comprende romanzi, un gioco di ruolo cartaceo - accompagnato persino da una campagna in stile Critical Role con James Ohlen nel ruolo di master - e anche un episodio della serie animata Secret Level di Amazon, uscita lo scorso anno.
Lo stesso sito ufficiale dedica un'ampia sezione alla lore di Exodus, con una quantità impressionante di voci che approfondiscono storia, razze e tecnologie dell'universo narrativo. Ne emerge l'immagine di un mondo estremamente curato, costruito su basi solide e pensato per espandersi nel tempo non solo attraverso il videogioco, ma anche tramite altri media, come sta già accadendo.
Il background narrativo di Exodus è estremamente vasto, ma per riassumerne i punti salienti è possibile partire dal cuore della sua storia: un'epopea interstellare che prende il via nel 2200 d.C., quando l'umanità è costretta ad abbandonare una Terra ormai morente per colonizzare l'ammasso stellare di Centauri. Nel corso dei millenni, le flotte umane evolvono grazie all'ingegneria genetica, dando origine ai Celestial: una moltitudine di specie divergenti che hanno fondato imperi interstellari, esplorato nuovi mondi e sviluppato tecnologie straordinarie.
Tra queste specie, gli Elohim emergono come potenza dominante, creando una rete che collega tutti i sistemi abitati e permettendo spostamenti di interi pianeti, prima di sparire misteriosamente nel nulla. I Celestial e gli umani rimasti continuano comunque a rispettare le leggi degli Elohim, tagliando fuori dalla rete che collega i pianeti chiunque non le rispetti. Eppure la discriminazione verso gli umani da parte delle razze evolute resta alta e pericolosa.
Intanto su Lidon, dove un'arca umana sopravvive tra le rovine di civiltà estinte, sorge Orion Aslan, fondatore della dinastia Aslan, che raccoglie tecnologie Celestiali per rafforzare la società del pianeta. Dopo la scomparsa di Orion, il potere passa al figlio, Gideon Aslan, che inizia a imporre la sua legge sulla società umana forte della sua discendenza.
Quello che però molti non sanno è che Orion aveva un altro erede: Jun Aslan, nato da DNA umano e Celestial e con la capacità unica di poter manipolare la tecnologia aliena. Jun è l'unica speranza di salvezza per l'umanità, ma dovrà guardarsi le spalle dal suo stesso fratello e dalle tante specie di Celestial che lo vorranno morto. Il giocatore ovviamente vestirà i panni proprio di Jun e, come succedeva in Mass Effect potrà sceglierne il genere e alcune caratteristiche fondamentali per definire il suo background.
Riguardo l'universo narrativo di Exodus, ci sono due elementi molto particolari che catturano l'attenzione. Il primo è legato alla chiara ispirazione a Interstellar, che sembra essere uno degli elementi cardine della storia, come confermato anche dal direttore creativo, James Ohlen.
Il giocatore, nei panni di Jun Aslan, diventerà uno dei Traveler, un gruppo di individui il cui scopo è viaggiare di pianeta in pianeta per recuperare tecnologie perdute delle civiltà avanzate che si sono estinte. Il loro lavoro è fondamentale per la sopravvivenza della razza umana originale, che è emarginata dai Celestial e costretta a vivere sui pianeti meno accoglienti per la vita. Molti Traveler si riuniscono in gruppi chiamati dinastie, gestite da famiglie come quella degli Aslan, spesso associate al movimento di Liberazione Umana contro i Celestial. Non tutti i Traveler però sposano questa causa e alcuni semplicemente guardano al proprio tornaconto personale.
Diventare un Traveler, però, comporta pesanti conseguenze sul piano emotivo. Ogni viaggio a velocità prossime a quella della luce è infatti segnato dalla dilatazione temporale: mentre per il viaggiatore trascorrono solo ore, giorni o settimane, sul pianeta d'origine possono passare decenni o addirittura secoli.
Questo tema è mostrato con forza nel primo trailer di Exodus, in cui un giovane Traveler, separato dalla donna che ama a causa di un incidente, la ritrova ormai anziana nonostante per lui siano passati solo pochi giorni. Un elemento narrativo dal potenziale enorme, capace di dare grande profondità alla storia del gioco, ma allo stesso tempo complesso da gestire sul piano del gameplay, e che probabilmente sarà incanalato entro limiti ben precisi dettati dalla struttura narrativa.
Sempre Ohlen ha dichiarato che in tutto Exodus non esistono forme di vita extraterrestri: tutte le razze e le creature che si incontreranno nel gioco saranno di origine terrestre. L'idea dietro al gioco, come spiega sempre il co-fondatore di Archetype, è questa: se l'umanità è riuscita a trasformare un lupo in un chihuahua in qualche migliaio di anni e senza grandi tecnologie, cosa potrà fare in 40.000 anni e con a sua disposizione delle tecnologie avanzatissime?
Da qui nascono i Celestial, versioni evolute artificialmente degli esseri umani originari, che vedono i loro antenati come primitivi e per questo li perseguitano non ritenendoli degni di vivere insieme a loro. Dopo questa spiegazione, non sorprende neanche incontrare orsi corazzati e altri animali più classici che nel mondo di Exodus avranno raggiunto un'intelligenza al pari degli esseri umani, e chissà quali altre evoluzioni di umani e animali saranno presenti all'interno del titolo completo.
Durante la prima stagione di Secret Level, uscita a dicembre 2024 e disponibile su Amazon Prime Video, uno degli episodi della serie è stato dedicato proprio a Exodus. La puntata, della durata di circa quindici minuti, racconta la storia di Nik Hanson e di sua figlia Mari: dopo la fuga di quest'ultima dal pianeta Lidon per diventare una Traveler, il padre decide di mettersi sulle sue tracce, determinato a riportarla a casa.
Il racconto mette al centro alcuni dei temi cardine di Exodus, come i viaggi interstellari segnati dalla dilatazione temporale, che altera in modo drastico il trascorrere degli anni per chi viaggia, e introduce i Celestial e le loro tecnologie estremamente avanzate. Si tratta quindi di una storia pensata soprattutto per presentare al pubblico l'universo narrativo di Exodus e offrire un primo assaggio di quello che potrebbe essere il videogioco in vista della sua uscita, prevista per il 2027.
Il gameplay di Exodus
Se sulla componente narrativa di Exodus esistono già moltissime informazioni, sul fronte del gameplay restano ancora diversi interrogativi. I filmati finora diffusi rappresentano al momento le principali fonti da cui possiamo intuire il tipo di esperienza che Archetype Entertainment sta cercando di costruire.
Il primo elemento che salta all'occhio è il sistema di combattimento, che richiama fortemente quello di Mass Effect, ma con un'enfasi ancora più marcata sull'azione. Oltre a un ampio arsenale di armi da fuoco, il protagonista Jun potrà sfruttare poteri speciali legati alle sue capacità uniche di interagire con la tecnologia dei Celestial. In una delle sequenze mostrate, ad esempio, Jun ottiene un particolare guanto in grado di manipolare il terreno, permettendogli di creare barriere difensive o spuntoni offensivi. Queste abilità sembrano avere un ruolo importante anche durante l'esplorazione, come dimostrano le scene in cui vengono usate per generare piattaforme e ponti.
Le battaglie, nel complesso, danno l'impressione di essere fluide e frenetiche, con una buona varietà tra armi e poteri (vediamo anche una sorta di Lama Factotum in alcune scene) e la presenza di boss fight imponenti, come quelle contro un gigantesco orso corazzato o contro una sorta di robot dotato di numerosi arti meccanici armati. Le arene sembrano sfruttare in modo efficace la verticalità, consentendo al protagonista di utilizzare un rampino per raggiungere piattaforme sopraelevate ed evitare determinati attacchi.
Da quanto visto nel trailer ci saranno anche delle sezioni stealth, seppur molto basilari apparentemente. Non è escluso che l'approccio alle missioni potrà cambiare in base alle abilità che il giocatore deciderà di sviluppare maggiormente.
Immancabile anche la presenza dei compagni, alcuni dei quali sono già stati presentati ufficialmente: l'ex Traveler Tom Vargas, la mercenaria Elise Charroux, risvegliatasi dopo millenni di sonno e Salt, un polpo senziente alla guida di un robot da combattimento.
Anche in questo caso l'ispirazione a Mass Effect sembra evidente nella gestione dei comprimari. È lecito aspettarsi quest personali, dialoghi dedicati e un sistema di relazioni influenzato dalle scelte del giocatore, con conseguenze dirette sugli esiti narrativi e sullo sviluppo dei personaggi.
Non mancherà infine una forte componente esplorativa. Dai trailer emergono ambientazioni molto diverse tra loro: grandi città tecnologicamente avanzate, quartieri degradati abitati dagli umani emarginati dai Celestial, rovine di antiche civiltà e mondi selvaggi tutti da scoprire, con un'attenzione particolare alle numerose specie e civiltà che sarà possibile incontrare nel corso dei viaggi.
Sulla carta, Exodus sembra quindi possedere tutti gli elementi per diventare una nuova grande epopea fantascientifica. Resta però fondamentale provarlo con mano per valutarne davvero il potenziale. In particolare, sarà interessante capire come la dilatazione temporale - uno dei concetti su cui gli sviluppatori stanno puntando maggiormente - verrà integrata nel gameplay: un'idea affascinante, che dovrà però trovare il giusto equilibrio tra ambizione narrativa e limiti strutturali per funzionare al meglio.