Apex Legends provato su PC e PS4 78

Apex Legends è il nuovo sparatutto di Respawn Entertainment, un battle royale free-to-play che sta già riscuotendo un grande successo: lo abbiamo provato su PC e PlayStation 4.

PROVATO di Tommaso Pugliese   —   05/02/2019

Apex Legends è uno sparatutto a base multiplayer in stile battle royale, che adotta il formato free-to-play per puntare alla maggior diffusione possibile e utilizza come ambientazione lo stesso universo di Titanfall. Il nuovo progetto di Respawn Entertainment si pone senza dubbio come un mix suggestivo, se consideriamo la solidità del gunplay a cui gli ex Infinity Ward ci hanno abituato, la presenza di un roster di personaggi molto simili per design e filosofia a quelli di Overwatch e una struttura che strizza l'occhio a PlayerUnknown's Battlegrounds, pur senza condividere con il titolo Bluehole la possibilità di utilizzare i veicoli. Le battaglie hanno una scala ridotta, essendo aperte a un massimo di sessanta partecipanti, ma per il resto la formula è quella che milioni e milioni di utenti hanno già dimostrato di apprezzare ampiamente: formata una squadra di tre elementi, si viene proiettati sulla superficie di un'enorme isola divisa in zone differenti, e una volta a terra bisogna trovare rapidamente armi, munizioni, corazzature e kit medici per poter affrontare con un minimo di sicurezza tutti gli altri team e provare a rimanere gli unici superstiti, il tutto mentre lo scenario si restringe progressivamente.

Personaggi e armi

Il roster di Apex Legends è attualmente composto da otto personaggi, tutti accessibili gratuitamente a parte due eccezioni, sbloccabili tramite la spesa di 12.000 token leggenda o 750 monete Apex. Queste ultime sono la valuta premium del gioco, ottenibile solo tramite l'acquisto di pacchetti con denaro reale, mentre i token si ottengono sulla base delle prestazioni e salendo di livello: a occhio, per racimolarne 12.000 dovrebbero servire fra le dieci e le venti ore, dunque niente di proibitivo. Ci sono poi le casse premio e tutto il discorso riguardante gli oggetti estetici, ormai una costante imprescindibile per il genere: si tratta di un fenomeno che in Fortnite va per la maggiore, e che ovviamente Electronic Arts spera di poter spingere anche in questa sua nuova produzione.

Dicevamo però dei personaggi: si va da Lifeline, la tradizionale unità di supporto in grado anche di curare i propri compagni, a Gibraltar, un samoano grosso e cattivo che può sfruttare speciali scudi durante il combattimento; da Wraith, assassina silenziosa con il potere di spostarsi nell'ombra in caso di pericolo, a Pathfinder, il tradizionale androide di Titanfall, in questo caso l'unico combattente dotato di zipline. Ci sono poi Bangalore, una professionista letale ed equilibrata, oppure l'inquietante cacciatrice Bloodhound, per finire con i due personaggi attualmente acquistabili, Caustic e Mirage. Per una panoramica più approfondita sul roster di Apex Legends, date un'occhiata alla nostra piccola guida.

L'arsenale appare ricco e sufficientemente variegato: ci sono diversi tipi di pistole, mitragliatrici leggere, fucili d'assalto, fucili a pompa e di precisione, da equipaggiare rispettando i limiti di un inventario ovviamente non infinito, in cui bisogna far stare anche i kit medici, le ricariche per gli scudi, le granate ed eventuali accessori che possano migliorare stabilità, precisione ed efficacia dei nostri colpi. La gestione degli strumenti è abbastanza immediata, con la possibilità di assegnare ai propri slot anche due fucili e non necessariamente la combo fucile / pistola, anche se la presenza di munizioni leggere, pesanti o energetiche potrebbe sulle prime generare un po' di smarrimento: vedremo di approfondire la questione.

Gameplay e mappa

Dopo aver completato un breve tutorial, ci si può lanciare immediatamente nell'azione, ed è qui che emergono le prime differenze rispetto agli altri battle royale disponibili sul mercato: l'obbligo dell'azione cooperativa, la selezione casuale che consente di scegliere il proprio avatar in un preciso ordine, l'organizzazione del match in round ben definiti che portano al restringimento dello scenario, ma anche l'assegnazione a uno dei componenti del team dei comandi relativi al lancio, ergo la decisione su quale zona della mappa raggiungere per prima. Inutile dire che si tratta di una scelta fondamentale: raggiungere un posto in cui sono presenti anche altri utenti, che magari hanno già raccolto delle armi, può tradursi facilmente in un rapidissimo game over.

Presa un po' di confidenza con questi meccanismi, il gameplay di Apex Legends risulta subito familiare per chi ha giocato con Titanfall, sebbene manchino le manovre acrobatiche e ovviamente i mech, elemento non da poco su cui però gli autori si sono già espressi. Il time-to-kill appare superiore rispetto al precedente sparatutto di Respawn, e grazie alla disponibilità di siringhe, kit medici e ricariche per gli scudi si può riuscire a sopravvivere anche dopo essere stati feriti in uno scontro a fuoco. Naturalmente il valore della squadra e la coordinazione dei suoi componenti fa la differenza, specie nelle fasi più avanzate della partita: un compagno in gamba può non solo eliminare con facilità gli avversari, ma anche riportarvi in vita o eventualmente recuperare la vostra "targhetta" per un respawn presso determinati apparecchi.

Si notano differenze con i vari Fortnite e PUBG anche nell'interfaccia, grazie a un uso molto immediato e intelligente dei tasti dorsali per l'indicazione di un punto da raggiungere o la segnalazione rapida di minacce nelle vicinanze. Affrontare il nemico all'interno di una mappa con così tante zone aperte non è ovviamente semplice, e la distanza può annullare il vantaggio conferito ai protagonisti dalla capacità di correre all'infinito. In termini di design, lo scenario non fa nulla di nuovo, prendendo asset già visti negli episodi di Titanfall e creando una serie di "distretti" separati da zone desolate, il che incide alla fine anche sulla varietà dell'azione. È tuttavia ancora presto per esprimersi al riguardo.

PC VS PlayStation 4

Abbiamo provato rapidamente l'esperienza di Apex Legends sia su PC che su PlayStation 4 Pro, cercando per quanto possibile di percepire le differenze tecniche fra le due versioni. Sulla piattaforma Windows il gioco ci è sembrato stranamente più pesante di Titanfall 2, quantomeno tenendo le impostazioni al massimo: è dura farlo girare a 4K e 60 frame al secondo in questo modo con una GTX 1080 Ti, ma le opzioni sono davvero numerose e la scalabilità consente dunque di ottimizzare il gioco per un'ampia gamma di configurazioni. Immaginiamo che già agire sulla qualità delle ombre e dell'antialiasing porterà dei concreti benefici, ad ogni modo: in fase di recensione proveremo a capirci qualcosa in più.

Sono invece bastate poche ore per verificare ancora una volta come il controller sia poco competitivo nel momento in cui gli avversari sono muniti di mouse e possono dunque puntare su di una rapidità e una precisione sostanzialmente maggiori: nel caso disponiate di un setup "da salotto", preparatevi psicologicamente a prendere tanti, tanti, tanti schiaffi. Su PlayStation 4 questo aspetto è ovviamente più bilanciato, gli utenti utilizzano generalmente il DualShock ed è dunque relativamente facile far valere la propria esperienza nell'ambito degli sparatutto su console. Tornando alla grafica, l'effettistica su PS4 Pro ci è sembrata meno sofisticata e si notano spesso incertezze nella fluidità, ma attendiamo un'analisi effettuata con strumenti avanzati per poterci esprimere in tal senso.

Apex Legends sembra interpretare molto bene la formula del battle royale, con un modello free-to-play che potrebbe fare la differenza e insidiare persino lo strapotere di Fortnite, grazie a un gunplay decisamente più sofisticato, che può contare su di una grande concretezza e sull'esperienza di un team talentuoso come Respawn Entertainment. Il pubblico ha accolto con entusiasmo il debutto del gioco, e queste prime fasi risulteranno senz'altro interessanti per capire quale sarà la direzione che il titolo deciderà di intraprendere da qui alle prossime settimane.

CERTEZZE

  • Gunplay solido
  • Bel roster di personaggi
  • Il modello F2P appare permissivo

DUBBI

  • Niente acrobazie, niente Titan
  • Mappa a tratti generica
  • Qualche incertezza del frame rate