Apple continua a impressionare con i suoi risultati, ma riuscirà a restare al vertice ancora a lungo?

Facciamo il punto della situazione sulla situazione di Apple giunti alla fine di questo 2022: nonostante le oggettive criticità, l'azienda di Cupertino macina numeri impressionanti. Ma quanto durerà ancora questa situazione?

Apple continua a impressionare con i suoi risultati, ma riuscirà a restare al vertice ancora a lungo?
SPECIALE di Peter Vogric   —   18/01/2023
135

Difficile negare come Apple sia un vero punto di riferimento nel mondo della tecnologia. L'azienda di Cupertino ha avuto (e sta continuando ad avere) un'influenza gigantesca nel settore, grazie ad un ecosistema di prodotti semplicemente irraggiungibile dalla concorrenza. La dedizione nel realizzare dispositivi vicini alla perfezione con un'ottima integrazione tra hardware e software ha reso l'azienda leader in diversi mercati. iPhone, iPad, Apple Watch, AirPods sono solamente alcuni dei prodotti della Mela che hanno avuto un enorme successo, senza parlare dei servizi come App Store, iCloud e Apple Music che portano milioni di dollari nelle tasche dell'azienda capitanata da Tim Cook. Nonostante la difficile situazione geopolitica ed economica globale, Apple infatti sta continuano a macinare numeri impressionanti.

Nell'ultimo paio di anni però qualcosa non ha funzionato come al solito. Apple, come molte altre aziende del settore, fatica un po' ad innovarsi e a proporre prodotti veramente all'avanguardia. Attenzione, non stiamo dicendo che i nuovi dispositivi Apple non siano all'altezza del loro nome, ma da diversi mesi (in certi casi addirittura anni) non vediamo delle feature o tecnologie che ci facciano desiderare ardentemente il nuovo prodotto. Da troppo tempo vediamo semplici evoluzioni dei prodotti esistenti, che spesso introducono poche novità tangibili per l'utente finale e gli annunci di ieri relativi ai MacBook Pro e ai Mac Mini continuano a confermare questa tendenza verso il puro aggiornamento dell'hardware.

Apple è giunta in un periodo storico nel quale sta faticando a portare importanti innovazioni hardware e software. Non è l'unica azienda del settore a soffrire di questa stagnazione dell'offerta. In questo nostro speciale vogliamo scendere nei dettagli ed analizzare l'attuale situazione dei prodotti e dei servizi dell'azienda di Cupertino, cercando di capire in che modo stia "soffrendo", vista la mancanza di un prodotto rivoluzionario e la necessità di passare ad un modello di business più all'avanguardia.

Sempre le solite rivisitazioni

Sono davvero tante le tipologie di prodotti marcati con la Mela
Sono davvero tante le tipologie di prodotti marcati con la Mela

Anno dopo anno Apple sta continuando a proporre gli stessi prodotti con novità sempre meno evidenti. Ogni tanto spicca qualche nuovo hardware interessante, ma tendenzialmente i prodotti vengono rivisitati in maniera lieve. Come vi abbiamo spiegato nella nostra guida all'acquisto dell'iPhone, lo smartphone della mela riceve importanti aggiornamenti hardware e software solamente ogni tre anni. Gli altri modelli intermedi sono delle rivisitazioni, con differenze minime e spesso impercettibili. Quest'anno ad esempio l'iPhone 14 ha addirittura lo stesso processore dello scorso anno, con l'aggiunta di un core grafico in più che la maggior parte delle persone faticherà a notare. L'Apple Watch mantiene le stesse funzionalità e praticamente il medesimo design dal 2018. Anche l'iPad Pro del 2022 non ha subito cambiamenti estetici importanti e non ha ricevuto funzionalità all'avanguardia da circa cinque anni.

Questo è un chiaro segno di come attualmente tutte le linee di prodotti Apple abbiano ormai raggiunto una maturità tale da non permettere più un'evoluzione netta come accadeva in passato. Non si tratta necessariamente di un problema per il consumatore finale, perché acquistando un prodotto Apple oggi, si ha la garanzia che possa garantire ottime prestazioni ed una fantastica esperienza utente per parecchi anni a venire.

Saranno felici però in Apple di vendere meno dispositivi? Dovranno forse passare ad un altro modello di business, come quello dell'hardware in abbonamento? Come vedremo in seguito i dati finanziari sono dalla parte dell'azienda di Cupertino, quindi non aspettatevi grossi cambiamenti nel breve termine.

Prestazioni hardware molto simili

L'introduzione dell'Apple Silicon sui computer Mac è stata sicuramente l'ultima grande rivoluzione hardware dell'azienda
L'introduzione dell'Apple Silicon sui computer Mac è stata sicuramente l'ultima grande rivoluzione hardware dell'azienda

L'ultimo importante cambiamento all'interno di Apple, che ha segnato l'inizio di una nuova era per i computer Mac, è stata l'introduzione dell'Apple Silicon. Con i nuovi processori, che riprendono la stessa architettura ARM dei dispositivi mobili, Apple ha rafforzato il proprio ecosistema di prodotti dal punto di vista hardware e software. Ora tutti i dispositivi utilizzano la stessa architettura, dando un enorme vantaggio agli sviluppatori che possono creare applicazioni e giochi multipiattaforma senza difficoltà. Apple però sta procedendo con il freno a mano tirato per quanto riguarda le prestazioni dell'hardware. La seconda versione dei chip "M" è leggermente più potente della prima e nell'uso quotidiano molti utenti potrebbero non accorgersi della differenza. Come menzionato prima, i nuovi chip degli iPhone base sono addirittura identici a quelli dello scorso anno, per non menzionare quelli dell'Apple Watch che per il terzo anno di fila rimangono sostanzialmente invariati.

Bisogna dire che la maggior parte delle persone non necessita di ulteriore potenza nei prodotti. I chip prodotti da Apple sono i leader nel settore degli smartphone, dei tablet e degli smartwatch e nel confronto potenza/consumo non hanno rivali anche sui computer fissi e portatili. Apple quindi non ha bisogno di evolversi ulteriormente, quindi le nuove versioni dei processori servono probabilmente solo per spingere le vendite di un nuovo modello.

I chip Apple Silicon attualmente disponibili sul mercato
I chip Apple Silicon attualmente disponibili sul mercato

La verità è quella che menzionavamo poco prima: in termini di potenza, l'utente medio non necessita dell'ultimo modello, che sia un Mac, un iPad o un iPhone. Per lo smartphone sappiamo ad esempio che il processore dell'iPhone 11 uscito nel 2019 è in linea con le prestazioni del recentissimo Pixel 7 Pro. L'iPad riesce a distruggere a mani basse tutta la concorrenza con il chip M1, mentre i MacBook difficilmente vengono pareggiati dai laptop PC con la loro potenza e i bassissimi consumi.

Ancora una volta quanto appena detto va a sfavore di Apple, perché non può puntare su importanti aggiornamenti hardware per spingere sulle vendite visto che all'utente finale la potenza aggiuntiva non serve e risulta anche parecchio difficile e costoso sfruttarla con i software attualmente disponibili.

Tanti modelli disorientano

Questa è l'attuale lineup iPhone, con numerosi altri smartphone Apple ancora in circolazione
Questa è l'attuale lineup iPhone, con numerosi altri smartphone Apple ancora in circolazione

Tanti ormai non ricordano nemmeno la cara vecchia Apple di Steve Jobs, che nel periodo d'oro offriva delle linee dei prodotti molto chiare e definite. Da diversi anni ormai Apple ha voluto espandere a dismisura la propria offerta, cercando di posizionare i prodotti in diverse fasce di prezzo. Questo ha portato alla nascita di nuovi dispositivi, alcuni più economici, altri invece pensati per una ristretta nicchia di professionisti. Il consumatore ha oggi una scelta più ampia e può trovare il giusto dispositivo ad un prezzo adeguato, quindi? Non è esattamente così.

Unendo quanto visto nei precedenti due paragrafi, cioè la scarsa innovazione di anno in anno e la potenza hardware sempre più costante, ci troviamo di fronte ad una situazione dove abbiamo tanti prodotti molto simili tra di loro. L'esempio più lampante è la linea iPad. Dal modello base da poche centinaia di euro fino ad arrivare al modello Pro da 1.500€ , ci troviamo davanti ad un dispositivo in grado di fare essenzialmente le stesse cose. Le differenze software sono minime, ma anche quelle hardware non portano a particolari cambiamenti nell'esperienza d'uso tradizionale.

I numerosi modelli di Apple Watch disorientano il consumatore finale nella fase di acquisto
I numerosi modelli di Apple Watch disorientano il consumatore finale nella fase di acquisto

Anche l'iPhone soffre di questo "problema". Come già detto, gli smartphone Apple con qualche anno sulle spalle sono perfettamente in grado di reggere l'utilizzo quotidiano dell'utente medio. Difficilmente si notano delle differenze tangibili tra un iPhone 11 Pro del 2019 ed un iPhone 14 Pro del 2022, soprattutto per l'utente che non cerca particolari funzioni, ma usa lo smartphone per la classica messaggistica social, YouTube e per scattare qualche rapida fotografia del proprio gatto.

Questa scarsa differenziazione e tanti validi prodotti disponibili per l'acquisto disorientano parecchio l'utente finale. Per questo motivo abbiamo creato una guida d'acquisto definitiva per gli iPhone e quella dedicata agli iPad. Resta il fatto che Apple dovrebbe rendere più chiara la distinzione tra i vari prodotti, magari proponendo solo due linee per ciascun dispositivo: una "normale" e una "Pro". Chi desidera spendere di meno e cerca un modello economico, dovrebbe poi recuperare qualche prodotto più vecchio o ricondizionato, visto che rimangono comunque ottimi anche a distanza di anni.

I prezzi salgono

Praticamente ogni dispositivo Apple, compreso l'iPhone SE (quello più economico), ha subito un aumento di prezzo nel 2022
Praticamente ogni dispositivo Apple, compreso l'iPhone SE (quello più economico), ha subito un aumento di prezzo nel 2022

Tutti i prodotti Apple nell'arco del 2022 hanno subito un aumento dei prezzi, almeno per quanto riguarda il nostro paese. Considerando quanto detto nei precedenti paragrafi, tale aumento non è giustificato dalle novità introdotte, quindi è indubbiamente un punto negativo per il consumatore finale. Gli iPad Pro da 12,9 pollici, partiti qualche anno fa con un prezzo di circa 900€, hanno ora raggiunto quasi i 1.500€. L'iPhone più performante, più capiente e più grande ora supera i 2.000€ di spesa. Il nuovo Apple Watch Ultra ha anch'esso superato la soglia dei 1.000€. L'iPad base, quello per gli studenti senza pretese, da sempre considerato un modello economico, ora nella sua nuova versione costa quasi il doppio.

Storicamente Apple ha sempre avuto dei prezzi elevati, superiori a quanto proposto dalla concorrenza. Inoltre, anche numerose altre aziende negli ultimi mesi hanno dovuto adattare i prezzi dei propri prodotti per sopperire ai costi dei materiali difficilmente reperibili, arginare l'inflazione e combattere un mercato non roseo. Possiamo anche dire che i prodotti Apple sono indubbiamente gli unici che riescono a mantenere un certo valore una volta acquistati, mentre spesso i dispositivi di altri produttori, una volta tirati fuori dalla loro confezione valgono già la metà.

Ciononostante, i recenti aumenti dei prezzi, uniti alla scarsa presenza di novità rilevanti, non può che farci storcere il naso e farci sperare che Apple cambi presto il modello di business, perché questo non sarà più sostenibile nel lungo periodo. La casa di Cupertino forse si è accorta che i clienti in futuro non sentiranno più la necessità di aggiornare i propri dispositivi con la stessa frequenza del passato. Per questo motivo forse, l'aumento dei prezzi è nato per arginare preventivamente questo problema, in attesa del passaggio ad un nuovo modello di business.

Aggiornamenti software minori

Tutte le novità di iOS 16, l'ultima versione del sistema operativo per iPhone
Tutte le novità di iOS 16, l'ultima versione del sistema operativo per iPhone

Nell'ultimo decennio l'evento annuale della WWDC era da sempre molto atteso dagli appassionati Apple. In quell'occasione venivano svelati i nuovi sistemi operativi per tutti i dispositivi e spesso l'azienda ha introdotto funzioni veramente importanti e tanto attese dal pubblico. Da qualche anno però le novità presentate sono solamente marginali, tant'è che molte di esse potrebbero essere rilasciate con un classico aggiornamento minore. Quest'anno ad esempio è arrivata dopo anni di richieste la percentuale della batteria sempre visibile o la possibilità di aggiungere un feedback aptico alla tastiera durante la digitazione. Come avrete capito si tratta di novità facili da implementare, che ad Apple sono costate forse qualche giorno di sviluppo.

Su iPad, nonostante abbia guadagnato lo stesso processore dei Mac, la produttività resta fortemente limitata dal sistema operativo. Mancano infatti importanti novità software per giustificare l'acquisto di un prodotto che ha ormai ampiamente sforato la soglia dei mille euro nella sua versione Pro. L'unica novità introdotta nell'ultima major release è stata Stage Manager per il supporto dei monitor esterni ed un multitasking più completo. Purtroppo però questa novità ha funzionato malissimo nelle versioni beta, tant'è che è stata rilasciata con qualche mese di ritardo. Un segno che dimostra come Apple stessa fatichi a capire l'iPad e a dargli un'identità ben definita con il suo sistema operativo.

Oltre all'hardware dunque, Apple ha raggiunto un'elevata maturità anche lato software, cosa che rende difficile portare importanti cambiamenti di anno in anno. Questo non significa che i sistemi operativi non siano all'altezza della concorrenza, ma semplicemente che non ci sono più tanti margini di miglioramento e per questo Apple procede distribuendo novità con il contagocce.

I servizi continuano a non evolvere

I servizi Apple faticano ad evolversi
I servizi Apple faticano ad evolversi

Continuiamo con la nostra analisi del software, scendendo nel campo dei servizi. Apple ha evidentemente puntato tanto su di loro, vista l'enorme base hardware installata. Inoltre, sempre per le motivazioni sopra citate, è probabile che in futuro le vendite hardware rallentino, quindi il fatturato dovrà essere compensato con il software. Apple guadagna parecchi milioni dai propri servizi, come vedremo in seguito nel paragrafo dedicato agli ultimi risultati finanziari. Purtroppo però, anche in questo caso l'utente finale non riceve importanti novità da tempo. Ad esempio iCloud ha gli stessi piani di abbonamento da quando è stato introdotto, con quello gratuito che offre miseri 5 GB inutili anche solo se si vuole fare il backup delle chat di WhatsApp.

Apple Music, sebbene abbia un gigantesco catalogo, soffre per la poca compatibilità con altre piattaforme ed una componente social meno marcata, due elementi ben sfruttati dal concorrente Spotify. Apple TV+, l'ultimo arrivato in quel di Cupertino, ha sicuramente fatto un buon debutto, ma rimane lontano anni luce dai principali concorrenti come Netflix, Disney+ e Amazon Prime Video sia per abbonati che per contenuti. Apple Arcade è indubbiamente un ottimo servizio per i giochi mobile di alta qualità, ma non è nemmeno paragonabile ad un Game Pass, che con la funzione del cloud gaming permette di fruire dei titoli tripla A tranquillamente anche sui dispositivi mobili.

Forse l'unico servizio che continua ad essere il leader incontrastato è proprio l'App Store. Il negozio digitale di Apple infatti non ha rivali, anche se, dalle ultime direttive dell'Unione Europea, potrebbe presto arrivare l'obbligo di affiancare all'App Store i negozi virtuali di altri produttori.

Arriva un nuovo modello di business?

Questa è Liam, la macchina di Apple in grado di smontare gli iPhone in autonomia e riciclare le componenti ed i materiali usati
Questa è Liam, la macchina di Apple in grado di smontare gli iPhone in autonomia e riciclare le componenti ed i materiali usati

Come si vocifera già da qualche anno, Apple sta sperimentando un nuovo modello di distribuzione dei dispositivi con una formula in abbonamento. Viste le scarse novità ed il continuo aumento dei prezzi, questa modalità darà all'utente la possibilità di pagare una cifra mensile per possedere il dispositivo più aggiornato. I modelli usati verranno ripresi in mano da Apple, riciclati o venduti sempre in abbonamento a prezzi inferiori per sopperire al problema della mancanza dei materiali e dell'inquinamento. Sono proprio queste ultime le motivazioni principali per le quali molti produttori potrebbero presto adottare questo modello di business. In questo modo sarà sempre l'azienda a possedere tutti i prodotti distribuiti in giro e avrà il controllo totale dell'usato e dei modelli ricondizionati.

Il cliente, pur avendo il dispositivo "a noleggio", avrà anche dei vantaggi, soprattutto per coloro che decideranno di sottoscrivere un abbonamento di diversi anni. Ad esempio immaginate un pacchetto con il quale per una cifra mensile avete un iPhone nuovo ogni tre anni e tutti i servizi Apple disponibili. Per chi vorrà spendere di meno, invece ci sarà magari la possibilità di avere un iPhone nuovo ogni 5 anni, andando a spendere una cifra inferiore. Tutti i modelli ritirati da Apple in seguito allo scadere dell'abbonamento verrebbero ricondizionati e rimessi sul mercato ad un prezzo ancora più vantaggioso, creando una vera e propria macchina di distribuzione dove ognuno è legato ad Apple con un contratto, in modo che l'azienda possa avere delle entrate certe e rassicurare gli investitori.

Manca un prodotto rivoluzionario

Questo potrebbe essere il visore AR di Apple in arrivo nel 2023
Questo potrebbe essere il visore AR di Apple in arrivo nel 2023

Tra tutti i problemi sopra citati, forse quello di cui Apple sente la maggiore necessità è un prodotto rivoluzionario alla pari dell'iPhone. Come disse il caro Jobs durante la presentazione del primo smartphone marchiato con la mela, ogni tanto un dispositivo rivoluzionario approda sul mercato e cambia tutto. Apple è stata fortunata a poter lavorare su almeno tre dispositivi di questo tipo: il Macintosh del 1984, l'iPod del 2001 e l'iPhone del 2007. Oggi, a circa 15 anni di distanza dal debutto del primo iPhone, si sente più che mai la necessità di un nuovo prodotto rivoluzionario capace di cambiare le carte in tavola e aprire un nuovo mercato.

In molti pensano che questo prodotto possa essere il visore di realtà virtuale e realtà aumentata attualmente in sviluppo. Effettivamente con i mostruosi investimenti mossi in questo campo non soltanto da Apple, ma anche da altre aziende del settore, si può pensare che questa sia la cosiddetta "next big thing". C'è però ancora un forte scetticismo su questa tecnologia, perché in molti si chiedono se le persone sono pronte ad accogliere un visore nella loro vita quotidiana e se davvero i metaversi rappresentino il futuro delle interazioni. Certo, nemmeno per gli smartphone eravamo pronti, ma sappiamo tutti com'è andata a finire. Chissà se i produttori riusciranno a farci percepire la necessità di un prodotto del genere, che potrebbe effettivamente rivelarsi essenziale per le nostre vite tra qualche anno.

I risultati finanziari difendono Apple

Apple continua a macinare numeri impressionanti, nonostante le difficoltà sopra citate
Apple continua a macinare numeri impressionanti, nonostante le difficoltà sopra citate

Giunti alla fine di questa nostra analisi, qualcuno potrebbe avere qualcosa da ridire a riguardo. Ebbene sì, perché nonostante le evidenti problematiche messe in risalto nei precedenti paragrafi, la necessità tangibile di un cambiamento e l'attesa di un prodotto rivoluzionario per smuovere le acque, Apple sta comunque continuando a macinare numeri impressionanti. Gli ultimi risultati finanziari pubblicati quest'autunno dimostrano come l'aumento dei prezzi, unito all'oggettiva mancanza di novità importanti e ad un momento storico non favorevole per i consumatori, non abbiano scoraggiato gli acquirenti a comprare i dispositivi Apple. Gli iPhone hanno segnato una crescita anno su anno del 9,8% portando nelle casse di Apple ben 42,63 miliardi di dollari, mentre i servizi (anch'essi in continua crescita) hanno generato 19,19 miliardi di profitto. Tutto questo senza considerare i problemi delle scorte degli iPhone 14 Pro e gli incassi, seppure inferiori, generati dalle altre categorie di prodotti.

Insomma, guardando solamente ai dati finanziari uno potrebbe tranquillamente dire che Apple è un'azienda in piena salute, che non risente minimamente dei problemi sopracitati. Vedremo però per quanto tempo questo stato di grazia rimarrà tale in assenza di cambiamenti tangibili. Noi siamo un pochino scettici in tal senso, e voi?