Negli ultimi anni, Ayaneo si è fatta un nome nel settore dei PC portatili, ma con l'arrivo di colossi come Valve, Asus e Lenovo che hanno iniziato a spingere forte in questo mercato, l'azienda cinese guidata da Arthur Zhang si è trovata costretta a distinguersi e cercare anche altre strade. Oltre a proporre una pletora di form factor, accessori e gadget come Mini-PC e power bank, una delle mosse più recenti di Ayaneo è stata l'ingresso nel mercato delle retro console basate su Android. I suoi dispositivi Android vengono presentati sui canali social come macchine perfette per i giochi mobile che popolano il Google Play Store, come Zenless Zone Zero, Devil May Cry Mobile o classici come Stardew Valley e Genshin Impact. Ma diciamoci la verità: chi compra apparecchi come questi non lo fa per giocare a Call of Duty Mobile su uno smartphone travestito da console. Il vero motivo? Gli emulatori.
Negli ultimi anni, il mercato di dispositivi Android e Linux pensati per gli emulatori (i cosiddetti retro handheld) è in netta crescita, con sempre nuovi gadget che spuntano come funghi e si presentano come alternative da affiancare alle console più popolari. Capire le dimensioni esatte di questo settore non è facile visto che molti produttori non divulgano dati di vendita e distribuiscono principalmente attraverso piattaforme online come Amazon e Aliexpress. In rare eccezioni si usano piattaforme di crowdfunding come Indiegogo e solo in quei casi ci si può almeno fare una mezza idea delle unità preordinate prima della messa in vendita ufficiale. Ciò che è certo è che, dopo il boom del gaming casalingo post-COVID, l'interesse per le retro console è cresciuto e oggi su YouTube, Instagram e Tiktok si moltiplicano i canali e i contenuti dedicati a questi dispositivi.
Il mercato grigio delle retro console
Queste console si muovono spesso in una zona grigia del mercato dei videogiochi, tra legalità dubbia e un sottobosco di microSD piene di ROM. Gli emulatori in sé sarebbero anche legali, eppure non è raro trovare dispositivi venduti direttamente con giochi piratati al loro interno: se i grandi publisher come Nintendo e PlayStation non riescono a intervenire è proprio per la complessità di agire su aziende cinesi e sullo sterminato numero di rivenditori che operano attraverso piattaforme online come Amazon e Aliexpress. Per questo fece notizia in tutto il mondo quando, a settembre dell'anno scorso, in una maxi operazione chiamata "Coin Up 80", la guardia di finanza di Torino sequestrò oltre dodicimila console di gioco considerate illegali e tra queste c'erano anche alcune delle più popolari retro console.
La linea Remake
A differenza di console come Analogue Pocket, Evercade o ModRetro Chromatic, molte retro console basate su emulazione sono insomma un mercato selvaggio e poco regolamentato. Ayaneo, pur essendo una compagnia cinese come altre in questo settore, si presenta invece in maniera diversa e in superficie si sforza di comunicare un approccio più trasparente: i suoi dispositivi non vengono venduti con microSD piene di giochi, sta bene attenta a come comunica i suoi prodotti e spesso ha una presenza ufficiale in fiere di settore come il Tokyo Game Show, fianco a fianco con colossi come PlayStation e Asus. Il suo CEO, Arthur Zhang, da anni si espone con interviste e dirette live, anche se molto spesso i suoi streaming hanno goffi problemi tecnici (più delle nostre live su Twitch, il che è tutto dire).
Un altro elemento distintivo è nel design dei suoi prodotti. Mentre altre retro console si limitano a copiare il look di portatili storiche come il Game Boy Advance o il Game Boy Advance SP, Ayaneo ne reinterpreta l'estetica con un tocco di modernità, a volte in maniera divertente e curata. La linea Remake ne è un esempio: dai Mini-PC ispirati al NES e al vecchio Macintosh, passando per caricabatterie che ricordano il Super Nintendo, fino a due delle retro console Android più interessanti degli ultimi mesi, il Pocket Micro e il Pocket DMG. Abbiamo avuto modo di provarli a lungo per farci un'idea del livello raggiunto dalle retro console Android oggi, e capire se e in che modo Ayaneo riesca davvero a distinguersi dalle tantissime alternative.
Ayaneo Pocket Micro
Lanciato nel 2005, il Game Boy Micro è stato tra i più sottovalutati modelli della famiglia Nintendo. Eppure, Ayaneo ha deciso di reinterpretarlo in chiave moderna con il Pocket Micro, un dispositivo che mescola il design del Game Boy Micro con quello dell'iconico controller del NES. La scocca in alluminio e il vetro frontale danno subito una sensazione di qualità superiore rispetto alla media delle retro console.
A causa della sua forma squadrata e delle dimensioni compatte, non brilla in ergonomia, ma paragonato a molti dispositivi Android e Linux più economici, trasmette una sensazione di maggiore qualità costruttiva. Ottima la croce direzionale, mentre i tasti frontali, pur essendo piccoli, risultano comunque facilmente utilizzabili.
Lo stesso non si può dire però per i due stick analogici: pur sfruttando la tecnologia hall-effect, tipica degli hardware Ayaneo, sporgono in maniera davvero eccessiva. Questo non solo porta a sfiorarli involontariamente durante il gioco, ma rende difficile riporre la console in una custodia o in tasca senza che si incastrino, un difetto grossolano e che durante i test hanno portato gli stick a staccarsi in più di un'occasione.
Un'altra caratteristica distintiva del Pocket Micro è il display da 3.5" con un insolito formato 3:2. Questo aspect ratio è raro tra le retro console, poiché in passato venne adottato solo dal Game Boy Advance (e dal meno noto Pokémon Mini, se proprio lo si vuole considerare). Di conseguenza, i giochi di altre piattaforme presentano sottili bande nere, mentre i titoli GBA vengono riprodotti in modo impeccabile, con un perfetto integer scaling che aumenta di quattro volte la risoluzione ma che evita deformazioni o approssimazioni.



Scheda tecnica di Ayaneo Pocket Micro
- CPU: MediaTek Helios G99
- GPU: Mali-G57 MC2
- RAM: 6-8GB
- Storage: 128/256GB
- Schermo: 3,5" 960x640 (3:2)
- Batteria: 2600mAh
- OS: Android 13
- Peso: 234g
Performance e autonomia
Uno dei principali punti deboli dell'Ayaneo Pocket Micro è la scarsa autonomia. Pur considerando le dimensioni ridotte, la batteria da 2600mAh garantisce a malapena 5 ore di gioco. Per un dispositivo che supera i 250€ e destinato principalmente a titoli 2D e vecchi giochi 3D, questo limite è piuttosto deludente. Il prezzo elevato posiziona poi il Pocket Micro nella fascia alta delle retro console, portandolo a competere con modelli più avanzati come il Retroid Pocket 5.
Ayaneo Pocket DMG
Se il Pocket Micro trae ispirazione dal Game Boy Micro, l'Ayaneo Pocket DMG guarda invece al primo, iconico Game Boy. Rientra quindi in una fetta sempre più affollata di retro console col formato verticale, ma a differenza delle tante alternative economiche, anche in questo caso prova a svecchiare il design originale di Nintendo in una maniera non troppo diversa da quella adottata per l'Analogue Pocket.
L'elemento di spicco è senza dubbio il display OLED, anche se il formato anche in questo caso è piuttosto insolito: con una risoluzione di 1240x1080 e un aspect ratio di 8:7, praticamente ogni gioco riprodotto presenterà bande nere di vario spessore. Ottima l'attenzione ai controlli: croce direzionale e tasti frontali offrono un buon feedback, mentre allo stick analogico è stato affiancato un touchpad, utile per muovere un cursore o simulare un secondo stick (anche se sconsigliamo di usarlo per gli FPS). I tasti dorsali risultano meno comodi, mentre una chicca è la rotellina laterale che può essere utilizzata per regolare il volume (come sul Game Boy originale) oppure può essere programmata per gestire altre funzioni.
Scheda Tecnica di Ayaneo Pocket DMG
- CPU: Qualcomm Snapdragon G3X Gen 2
- GPU: Adreno A32
- Display: 3.92" OLED, 1240×1080, 8:7
- RAM: 8-16GB
- Storage: 128GB - 1TB
- OS: Android 13
- Connettività: Wi-Fi, Bluetooth 5.3, microSD, USB-C 3.2 Gen-2
- Batteria: 6000mAh
- Dimensioni: 151 x 91.5 x 22.3mm
- Peso: 278g
Performance e Prezzo
Se il prezzo del Pocket Micro poteva sembrare alto per una retro console Android, il Pocket DMG porta il tutto a un altro livello. Con un costo che può supera i 500€ a seconda della configurazione, il Pocket DMG si posiziona tra i dispositivi più costosi della categoria, giustificato solo in parte da un hardware da battaglia che lo trasforma in un mostro d'emulazione. Ayaneo è nota per i suoi dispositivi eleganti e potenti, ma anche parecchio costosi, e lo stesso vale per le sue portatili Android. C'è però una grossa contraddizione nel Pocket DMG: ha senso un hardware così performante su una console dal formato verticale, e quindi meno adatta alla fruizione dei più moderni giochi 3D in 16:9?
La sensazione è che Ayaneo avrebbe potuto tagliare i costi su tanti elementi secondari (il lettore di impronte digitali è inutile e funziona male, per esempio), piuttosto che entrare nella fascia di prezzo di PC portatili come Steam Deck e Asus ROG Ally. Con alternative più economiche disponibili, il Pocket DMG interesserà solo a chi desidera una console con il form factor del Game Boy, ma con la potenza per far girare anche giochi 3D senza compromessi.
A peggiorare le cose, la colorazione in stile Game Boy è stata resa un'esclusiva limitata a un prezzo ancora più alto: una mossa chiaramente pensata per sfruttare la nostalgia dei giocatori. In confronto alla concorrenza, Pocket DMG e Micro sono dispositivi premium, ben curati e in grado di competere con console portatili di marchi più blasonati. Tuttavia, il loro più grande limite emerge non appena li si accende.
Il problema di Android
Poco importa quanto si sia speso per una retro console, anche se si tratta di un dispositivo premium come gli Ayaneo Pocket: l'esperienza d'uso non sarà mai immediata e intuitiva come quella di una console dedicata. Bisogna configurare Android all'avvio, scaricare emulatori e ROM, regolare le impostazioni per ogni piattaforma, risolvere saltuari problemi di compatibilità e trovare i filtri giusti per un'esperienza autentica. Senza contare gli imprevisti: nel nostro caso, i controlli del Pocket DMG smettevano di funzionare ogni volta che la console usciva dalla modalità standby, rendendo necessaria una sostituzione che per l'utente occasionale potrebbe risultare tutt'altro che semplice e rapida, dato che Ayaneo non ha una presenza ufficiale in Occidente.
In maniera simile ai PC Windows di Ayaneo, anche la linea Pocket è dotata di AyaSpace, un'interfaccia che permette di gestire alcune impostazioni della console ma che funge anche da scorciatoia per gli emulatori più popolari. È però molto grossolana, poco gradevole e poco funzionale, e quindi ci si ritrova a spendere altro tempo per installare e configurare frontend alternativi più adatti, come Daijisho ed Emulation Station. Insomma, si finisce per passare più tempo a regolare impostazioni che a giocare.
Questione di preservazione
Se da un lato è palese che emulatori e retro console vengano usati a fini di pirateria, allo stesso tempo, però, è sotto gli occhi di tutti che il settore dei videogiochi abbia un grosso problema con la preservazione del software. La maggior parte dei videogiochi pubblicati sulle console e sui computer del passato non possono più essere acquistati e giocati legalmente sui dispositivi moderni, e recuperare di seconda mano giochi, hardware ed eventuali adattatori per le TV moderne può diventare in un attimo un'attività talmente costosa da essere inaccessibile per molti.
Nintendo e PlayStation permettono oggi di giocare vecchi giochi su Nintendo Switch e PlayStation 5, ma lo sforzo che si sta facendo è ancora inadeguato: per rendere l'idea, attualmente il catalogo di Nintendo Switch Online contiene solo 34 giochi per Game Boy su migliaia che sono stati pubblicati nella storia della console, 77 per Super Nintendo (che di giochi ne aveva più di 1700), mentre per Game Boy Advance nel catalogo ce ne sono 24 (sugli oltre 1500 mai realizzati). Con questi presupposti, l'idea di un dispositivo ufficiale e che permette di accedere alla maggior parte dei giochi del passato in maniera intuitiva e perfettamente legale sembra un sogno improbabile, e anche per questo iniziative e piattaforme come GOG diventano sempre più preziose.