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Le 5 console che erano troppo avanti per il loro tempo

Intrattenimento unificato, schermi separati, multiplayer online, effetto 3D, giochi digitali prima di tutto: le 5 console che hanno fallito perché troppo innovative.

SPECIALE di Raffaele Staccini   —   13/02/2024
Le 5 console che erano troppo avanti per il loro tempo

Alcune console sono state un assaggio di futuro che non abbiamo saputo cogliere. Troppo avanti per i loro tempi, hanno fatto da apripista a quello che è il nostro presente, introducendo tecnologie o funzionalità a cui oggi non riusciamo più a fare a meno.

Di quelle che vedremo tra poco probabilmente solo l'effetto 3D ha avuto meno fortuna delle altre, ma nel corso del tempo tutto quello che è stato introdotto da alcune delle console più fallimentari della storia è stato poi ripreso, ampliato e reso pressoché indispensabile nelle generazioni successive.

In questo articolo vi parleremo quindi delle cinque macchine che hanno fallito perché nessuno le aveva capite, insomma 5 console che erano troppo avanti per i loro tempi. Seguiteci.

Virtual Boy

Il design del Virtual Boy è 'troppo' avanti ancora oggi
Il design del Virtual Boy è "troppo" avanti ancora oggi

Non possiamo non iniziare dal Virtual Boy. La console Nintendo chiamata VR-32 durante lo sviluppo era il vero successore del GameBoy: una macchina portatile stereoscopica prodotta per un solo anno, dal 1995 al 1996, che basava il suo funzionamento sull'obbligare il giocatore a poggiare la testa contro la console stessa.

A causa di questo design bizzarro, ma anche e soprattutto per colpa di pochi giochi che sfruttavano male il 3D, il Virtual Boy è stato uno dei più grandi flop della grande N. Anni dopo, però, il 3D è tornato su Nintendo 3DS, diventando uno degli elementi caratterizzanti della console.

Sega Dreamcast

Sega Dreamcast è stata forse la console più sfortunata della storia
Sega Dreamcast è stata forse la console più sfortunata della storia

È rimasta sul mercato per poco tempo in più quella che fu una delle console più sfortunate della storia. Dal novembre 1998 al marzo 2001 Sega Dreamcast ha provato a mostrarci quello che sarebbe stato il nostro futuro, ma a causa di una serie di circostanze ambientali poco favorevoli non è mai riuscita a farsi capire davvero.

L'ultima console Sega, infatti, aveva una serie di caratteristiche davvero futuristiche per l'epoca. Non solo infatti aveva un modem integrato per connettersi a internet, navigare il web e giocare online, ma fu anche la casa del primo MMO per console. Phantasy Star Online. Purtroppo però ci abbandonò poco prima che il genere potesse davvero attecchire fuori dall'universo PC.

PSP GO

PSP GO era un gioiellino di design
PSP GO era un gioiellino di design

Una console dove giocare senza dischi o cartucce. Nel 2009 PSP GO tentò una rivoluzione e fallì miseramente, proprio come un'altra macchina di cui parleremo tra poco. La portatile Sony, infatti, non solo era un gioiellino di design, ma anticipava di un paio di decenni l'idea del "all digital". Sì perché invece di contare sul classico disco UMD, questo modello di PSP ti costringeva a scaricare i giochi da PS Store, oppure a trasferirli da un PC o una PS3.

Inutile ribadire che fu un fallimento fragoroso, ma avrebbe senza dubbio meritato migliore fortuna, non fosse altro per l'attenzione al dettaglio e al pregio con cui era assemblata. Chissà cosa sarebbe successo se avesse avuto un prezzo più basso...

Nintendo Wii U

Il 'paddone' di Wii U è fortemente sottovalutato
Il "paddone" di Wii U è fortemente sottovalutato

L'uscita di PlayStation Portal è stata per molti una rivelazione. In tanti hanno cominciato a pensare: ma vuoi vedere che il GamePad di Wii U non era poi un'idea così cattiva? E non hanno tutti i torti. Sì perché chiunque abbia posseduto la sfortunata erede di Wii sa bene quanto il paddone potesse rivelarsi utile nelle situazioni più disparate. Una nonna che veniva a fare visita e voleva a tutti i costi vedere Beautiful. Vostra sorella minore che non poteva a nessun costo perdere una puntata di Peppa Pig. Oppure semplicemente avevate bisogno di un po' di tempo per voi nell'ufficio col bidet e avevate la fortuna di avere la console abbastanza vicino a quella preziosa stanza.

Quale che fosse la situazione, il secondo schermo di Wii U sapeva rivelarsi davvero utile, quando funzionava. Peccato solo che la portata fosse davvero misera, la qualità costruttiva non fosse tra le migliori e che Nintendo non sia mai stata capace di comunicare al mondo quanto potesse essere bello possedere Wii U.

Xbox One

La zavorra del Kinect e un comparto marketing troppo avanti hanno affossato Xbox One
La zavorra del Kinect e un comparto marketing troppo avanti hanno affossato Xbox One

Una console, un dispositivo di streaming e, se volete, anche un lettore blu-ray. Oggi tutto questo ci sembra normalità ma nel 2013 quello che voleva fare Xbox One aveva un che di eccezionale. E infatti il mercato finì per premiare una macchina più tradizionale com'era PS4. Eppure tutte le critiche mosse alla console Microsoft all'epoca sono col tempo diventate lo standard del mercato. Persino l'idea di always online, che aveva portato a una mobilitazione persino dei soldati dell'esercito americano, è oggi un meccanismo in larga parte accettato.

Per non parlare dell'idea di avere una console con giochi acquistabili solo in digitale, visto che sia Xbox Series S, sia il modello più economico di PS5 sono oggi ambasciatori di questa filosofia. Ma la vera eredità di Xbox One risiede in quell'idea di Xbox come piattaforma da avere ovunque che si è sublimata in Xbox Game Pass e nella possibilità di giocare in Cloud anche su una semplice TV. E che a breve potrebbe portarci in un'era dove si può giocare su Xbox anche se si possiede una PS5.

E voi che cosa ne pensate di queste macchine da gioco? Le avete avute ai loro tempi? Diteci la vostra nei commenti.