I controller che hanno rivoluzionato i videogiochi 161

La storia dei videogiochi passa necessariamente attraverso gli hardware che li ospitano. Ma anche dai controller, terminali necessari alla definizione del rapporto tra uomo e macchina

SPECIALE di Claudio Camboni —   08/06/2020

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La naturale evoluzione dei videogiochi passa attraverso due fattori. Il primo è il costante ed esponenziale aumento della potenza di calcolo, mentre il secondo è la raffinatezza e le idee che nascono per costruire quell'accessorio fondamentale che definisce il concetto di gameplay stesso: il controller. Che sia un joystick, un joypad o altro non importa: la storia è costellata di grandi idee e prodotti rivoluzionari. Scopriamoli insieme!

Atari 2600 Joystick

Una volta c'erano i grandi, grossi e ingombranti cabinati arcade da bar. Produrli costava molto e trasformare quel concetto di videogioco in qualcosa di casalingo ed economico, all'epoca, non sembrava affatto un'idea percorribile. Ci pensò invece Atari, creando un controller che replicasse quell'esperienza e il modo di muovere i personaggi in tutte le direzioni cardinali. Lo stick di Atari 2600 era di semplice utilizzo e chiunque, anche solo impugnandolo una volta, capiva come doverlo maneggiare. La sua idea era talmente rivoluzionaria che ancora oggi persiste nei controller stick per simulatori d'aereo: il concetto non è mai morto, ma anzi si è sviluppato ulteriormente. Atari era una compagnia visionaria e fortemente innovativa tanto che, come molti ricordano, fu la prima a lanciare sul mercato un controller "first party" totalmente senza fili, ben prima che Nintendo progettasse il suo Wavebird per Nintendo GameCube, molti anni dopo.

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Nintendo NES gamepad

Nintendo ha da sempre sperimentato in modo profondo e innovativo tutti gli orizzonti del gameplay, partendo proprio da quello che rappresenta il punto di interconnessione tra il giocatore ed i suoi software: il gamepad. Nel luglio del 1983 usciva in Giappone il mitico NES, Nintendo Entertainment System, portando con se un'evoluzione non di poco conto, il suo controller dotato di D-Pad. La croce direzionale fu così importante che ancora oggi qualsiasi joypad ne è dotato, e praticamente tutti i produttori di console dall'epoca ad oggi l'hanno incluso. Originariamente inserita nel Game & Watch di Donkey Kong, la crocetta fu resa popolare poco dopo proprio dal NES.

Il suo gamepad era semplice, piccolo e robusto: oltre alla croce aveva solo i tasti A/B, Start e Select, specchio di un'epoca diversa da quella attuale, dove la complessità sembra aver assunto una importanza quasi fondamentale. Esisteva anche una variante che riproponeva lo stick come al bar chiamata NES Advantage, nonché il NES Max, primo a proporre una forma "alata" e un metodo di controllo ibrido tra stick e D-Pad. Recentemente Nintendo ha rilasciato una versione aggiornata del NES gamepad compatibile con i giochi pubblicati su Switch, acquistabile esclusivamente sullo store online.

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Nintendo 64 "tricorn" joypad

Dopo l'innovazione arrivò la rivoluzione. L'epoca 16 bit riproponeva sostanzialmente i concetti dei gamepad degli anni '80, ma è con quel vulcano di idee chiamato Nintendo64 che arrivarono le maggiori novità dell'epoca, che per altro ancora oggi possiamo apprezzare in qualsiasi controller. Innanzitutto la casa di Kyoto aveva pensato a un sistema di controllo impugnabile sia che si usasse il D-Pad che lo stick analogico centrale, il nuovo modo per muovere i personaggi in ambienti a tre dimensioni. Lo sviluppo di Super Mario 64 e Zelda: Ocarina of Time aveva reso necessario rivedere completamente il modo con il quale i due protagonisti si potessero spostare all'interno dei livelli, questa volta non più bloccati su due assi. Il famoso "tricorno", così fu ribattezzato il joypad Nintendo 64, era anche dotato del rumble pack, add-on che inseriva la vibrazione per un feedback ancora più realistico sulle mani dei giocatori. La leggenda vuole che, a causa della sua forma molto complessa, all'epoca nessun computer riuscì a modellarne la forma in fase di pre-produzione e quindi il primo prototipo fu realizzato da artisti modellatori in argilla.

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Sega Saturn 3D Joypad

SEGA, esattamente come Nintendo, era sempre alla ricerca di novità e rappresentava una fucina di idee ed esperimenti. Spesso al limite del surreale, ma a volte visionari e innovativi. Lo stick 3D non fu certo introdotto da SEGA, ma il "tricorno" aveva una particolare forma che non permetteva una impugnatura che consentisse di usare leva analogica e D-Pad contemporaneamente. Sega Saturn godette di un particolare joypad dotato proprio di entrambi i sistemi di controllo, e ovviamente i sei tasti che erano anche su quello standard, ovvero A-B-C-X-Y-Z. Sebbene il 3D Joypad di SEGA permettesse di disabilitare il controllo in analogico per questioni di compatibilità, fu il primo esempio di controller "moderno" dotato di entrambi i sistemi accessibili dalla stessa impugnatura, più i canonici tasti. Correva l'anno 1996 e fece il suo debutto insieme al gioco Nights Into Dreams di Yuji Naka, il creatore di Sonic. Ancora oggi, la maggior parte dei joypad conserva uno schema dei controlli molto simile a quello ideato da SEGA, sebbene ancora non fosse stato contemplato l'utilizzo del secondo analogico.

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Microsoft Adaptive Controller

Vogliamo inserire questo speciale tipo di controller per console, ideato da ingegneri Microsoft a partire dal 2015 e lanciato sul mercato a fine 2018, è stato inserito dalla prestigiosa rivista Time come uno tra i dieci gadget più influenti degli ultimi dieci anni. Si tratta di un sistema che permette a persone con disabilità di poter accedere a tutti gli input che un joypad tradizionale mette a disposizione, ma in modo più facile e intuitivo. La sua struttura è componibile e modificabile in base a specifiche esigenze ed è stata studiata in collaborazione con una solida comunity: The AbleGamers Foundation, The Cerebral Palsy Foundation, SpecialEffect, Warfighter Engaged. Il contributo da parte di questi gruppi ha aiutato a dare forma a design, funzionalità e innovazione di questo speciale controller. Queste sono le idee che rendono i videogiochi davvero universali e tutta la sua community veramente orgogliosa di appartenervi.