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Crazy Taxi: World Tour, il nostro weekend nel test del multiplayer

Un weekend al volante nel Closed Network Test di Crazy Taxi: World Tour, tra matchmaking solido e contenuti ancora limitati.

PROVATO di Biagio Etna   —   14/09/2026
Un Taxi in orbita
Crazy Taxi: World Tour
Crazy Taxi: World Tour
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Eccoci, stremati ma soddisfatti: dalle 02:00 del 12 settembre fino alle 02:00 del 14 settembre 2026, SEGA ha aperto i server del Multiplayer Closed Network Test di Crazy Taxi: World Tour, permettendo a una selezione di giocatori di mettere alla prova su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC la componente online del nuovo capitolo della storica serie. Abbiamo trascorso diverse ore sulla versione PS5, concentrandoci non solo sul gioco nel suo complesso, ma soprattutto sullo scopo dichiarato di questo test: verificare la stabilità e il funzionamento dell'infrastruttura multiplayer in vista dell'uscita della versione definitiva.

Il perimetro della prova è infatti molto preciso: la versione messa a disposizione da SEGA è ancora in lavorazione ed è interamente dedicata all'azione multiplayer online, mentre il gioco completo comprenderà ulteriori contenuti, inclusa la nuova campagna narrativa per giocatore singolo World Tour.

Il Closed Network Test permette invece di affrontare due modalità, Pickup Race e Cops 'N' Cabbies, distribuite su due mappe, con quattro personaggi, sei vetture e alcune opzioni di elaborazione.

È il momento di scegliere

È quindi importante partire da ciò che questo test vuole effettivamente verificare. Non siamo di fronte a una demo pensata per rappresentare l'intera esperienza di Crazy Taxi: World Tour, né a un assaggio esaustivo della sua struttura: quello organizzato da SEGA è anzitutto una prova della componente online. Ed è proprio sotto questo profilo che, almeno su PlayStation 5, le prime impressioni sono decisamente solide.

Appare chiaro fin dai primi istanti quanto l'accessibilità sia stata una delle priorità da parte di SEGA. Entrare in partita è estremamente facile, soprattutto per chi deve orientarsi all'interno delle nuove dinamiche di gioco. All'inizio, possiamo immediatamente scegliere quale delle due modalità provare e, nelle prime sessioni, sarà lo stesso gioco a inserire i nuovi giocatori contro dei bot, in modo che possano prima farsi le ossa, aumentare di livello ed essere quindi in grado di affrontare avversari umani.

I quattro piloti hanno una funzione semplicemente cosmetica, mentre le sei vetture sono sufficientemente differenziate da avere una propria identità, pur senza stravolgere l'esperienza in pista. In questo, Crazy Taxi: World Tour rimane fedele a sé stesso, poiché, nonostante alcune spigolature dovute alla componente online, il gameplay resta sempre immediato, responsivo e profondamente arcade. All'inizio abbiamo deciso di pasticciare con la modalità Custom, ma c'era davvero poco da modificare.

Le auto dei civili volano via come fossero coni per il traffico
Le auto dei civili volano via come fossero coni per il traffico


Con due sole piste, Germania e West Coast, si può scegliere se affidarsi alla selezione casuale o stabilire direttamente quella su cui giocare, oltre a intervenire su alcune regole secondarie, come il numero di passeggeri trasportabili contemporaneamente. Abbiamo inoltre notato la presenza eccessiva di giocatori nuovi e inesperti, alla ricerca di altri umani con cui interfacciarsi. Visto che i tempi di attesa si allungavano, siamo tornati alla modalità Ranked, dove il processo di level up stabilito da SEGA è perfettamente graduale.

Sulla linea di partenza

Oltre ad aumentare di livello, possiamo progressivamente applicare diversi potenziamenti alle nostre vetture tramite appositi slot, intervenendo sulla robustezza della scocca, sulla velocità e persino sull'efficacia del turbo, che in determinate configurazioni può aiutarci anche a colpire con maggiore forza le automobili avversarie. Diventa quindi evidente fin dalle prime partite come le esigenze cambino sensibilmente tra Pickup Race e Cops 'N' Cabbies: nella prima conviene privilegiare velocità e rapidità negli spostamenti, mentre nella seconda acquistano maggiore importanza resistenza agli urti e capacità offensive.

La palette cromatica e l'atmosfera sono smaccatamente SEGA
La palette cromatica e l'atmosfera sono smaccatamente SEGA

Mantenere sempre la stessa configurazione avrebbe poco senso ed è più utile preparare in anticipo vetture differenti, alcune pensate per le gare tradizionali e altre maggiormente adatte agli scontri tra tassisti e polizia. Pickup Race dovrebbe rappresentare, almeno sulla carta, la declinazione più classica di Crazy Taxi: raggiungere i passeggeri, caricarli a bordo e portarli a destinazione nel minor tempo possibile.

Nelle prime partite il divertimento è immediato, complice anche l'ottima maneggevolezza delle vetture e una guida responsiva, volutamente leggera e profondamente arcade. Progredendo, però, entra in gioco anche il sistema di rango, che parte dalla lettera F per risalire progressivamente verso E, D e le categorie successive, scandite a loro volta da diverse stelline.

Incidenti, turbo e tantissimo drifting

La crescita è accompagnata da un'introduzione altrettanto graduale degli avversari umani: inizialmente possiamo ritrovarci contro uno o due giocatori reali affiancati dai bot, fino ad arrivare a sessioni interamente popolate da persone. Da questo punto di vista il matchmaking ci è sembrato più che buono: il sistema non pare limitarsi a considerare il livello del giocatore, ma tiene conto anche dei tempi di attesa; se la ricerca rischia di protrarsi troppo, preferisce completare rapidamente la sessione con avversari controllati dalla CPU. È una scelta particolarmente azzeccata - in generale - e ancor più in un gioco nel quale le partite possono rivelarsi insolitamente brevi.

Barcamenarsi nel traffico è sempre un gran piacere
Barcamenarsi nel traffico è sempre un gran piacere

È proprio quando Pickup Race comincia a riempirsi di avversari umani, tuttavia, che emergono alcuni limiti riconducibili più alla struttura di questo Closed Network Test che al gioco vero e proprio. I passeggeri compaiono sempre nelle stesse posizioni e le loro destinazioni finiscono così per trasformarsi in una sequenza di checkpoint: dopo alcune partite si impara il percorso, si memorizzano scorciatoie, punti di frenata e traiettorie migliori, e quella che inizialmente sembra una libera corsa alla Crazy Taxi assume sempre più la forma di una competizione su un tracciato virtuale prestabilito.

Con sei giocatori umani contemporaneamente entra in gioco una componente caotica a tratti frustrante. Essere speronati mentre ci si sta fermando per raccogliere un passeggero può significare venire scaraventati molto lontano dalla zona di carico e perdere secondi preziosi. In una modalità fondata su percorsi sostanzialmente identici, finiscono quindi per essere premiate soprattutto memoria, costanza nell'esecuzione e conoscenza delle traiettorie. Nulla di tutto questo compromette la bontà del sistema di guida, che rimane immediato e divertente, ma dopo alcune ore Pickup Race è risultata la modalità capace di restituirci meno soddisfazioni.

Occhio, arriva la pula!

Cops 'N' Cabbies permette di schierarsi sia dalla parte dei tassisti sia da quella della polizia, con quattro taxi contrapposti a due vetture delle forze dell'ordine. È soprattutto giocando dalla parte dei primi, però, che Crazy Taxi: World Tour torna finalmente a respirare con maggiore libertà e recupera una parte importante della propria identità storica. Non esiste più un percorso obbligato da memorizzare: possiamo muoverci liberamente all'interno della mappa, scegliere dove andare e raccogliere più passeggeri, aumentando progressivamente il fattore rischio/ricompensa.

C'è davvero poco tempo per ammirare il paesaggio
C'è davvero poco tempo per ammirare il paesaggio

La presenza della polizia rende ogni spostamento più teso. Una speronata eseguita con sufficiente violenza può mettere temporaneamente fuori gioco il nostro taxi e relegarlo in una sorta di area delimitata da un cancello. La penalità, però, non interrompe davvero il ritmo della partita: gli altri tassisti possono ridurre il tempo della nostra "detenzione", trasportando e raccogliendo passeggeri.

Abbiamo trovato questa soluzione particolarmente efficace proprio perché evita lunghi tempi morti e mantiene costante la pressione. Il risultato è un caos indiscriminato, ma finalmente coerente con ciò che sta accadendo sullo schermo. Le vibrazioni tipiche di Crazy Taxi si mescolano qui a qualcosa che ricorda da vicino il miglior Burnout, una delle serie arcade che più rimpiangiamo: velocità, collisioni, inseguimenti e improvvise deviazioni non rappresentano più un ostacolo alla gara, ma diventano parte integrante del divertimento.

La follia è all'ordine del giorno, in questi lidi
La follia è all'ordine del giorno, in questi lidi

Tecnicamente Crazy Taxi: World Tour si è comportato bene su PlayStation 5: per un titolo costruito attorno a velocità, derapate e continui cambi di direzione, abbiamo trovato quasi naturale privilegiare la modalità Performance, capace di puntare ai 60 fotogrammi al secondo e di garantire quella risposta immediata che un arcade di questo tipo richiede.

Nelle situazioni più congestionate, quando il traffico aumenta e sullo schermo si accumulano collisioni, fumo e automobili scaraventate in aria, abbiamo comunque notato qualche fluttuazione, ma mai abbastanza significativa da compromettere realmente l'esperienza.

Crazy Taxi: World Tour, l'arcade di SEGA tenta la conquista del mondo moderno Crazy Taxi: World Tour, l'arcade di SEGA tenta la conquista del mondo moderno

Il colpo d'occhio non è eccezionale in senso assoluto, ma appare evidente come la priorità sia stata assegnata alla quantità di elementi gestiti e, soprattutto, alla fluidità. Le città sono costantemente attraversate da traffico, giocatori e oggetti con cui interagire, mentre il matchmaking mantiene tempi di attesa generalmente molto brevi e dimostra una buona capacità di alternare avversari umani e bot senza spezzare il ritmo delle sessioni.

Gustosissimo, ma con porzioni scarse

Il sistema di guida segue, quindi, la stessa filosofia: immediato, permissivo e profondamente arcade, al punto che in alcune circostanze il gioco tende quasi ad aiutarci a recuperare la direzione corretta dopo un impatto particolarmente violento. Proprio come accadeva nel già citato Burnout. I limiti maggiori di questo Closed Network Test derivano soprattutto dal suo perimetro estremamente circoscritto.

Non ci resta che aspettare
Non ci resta che aspettare

Due mappe e due modalità finiscono inevitabilmente per mostrare presto tutto ciò che hanno da offrire e, dopo l'ennesima collisione, capita di rimpiangere quella sensazione di libertà individuale che ha sempre rappresentato una parte importante dell'identità di Crazy Taxi. Ciò che abbiamo provato, tuttavia, è soltanto un piccolo assaggio di un titolo destinato a offrire molto di più. Sarebbe scorretto trasferire una sensazione di "pochezza" sul gioco completo: SEGA ha costruito il test esclusivamente attorno al multiplayer online, mentre la versione definitiva comprenderà, ovviamente, ulteriori contenuti, inclusa la campagna narrativa World Tour per giocatore singolo.

Il Closed Network Test ci ha lasciato una sensazione positiva, pur con i limiti fisiologici di una prova con un numero così esiguo di contenuti. L'infrastruttura online si è dimostrata solida, il matchmaking rapido e ben calibrato, mentre il sistema di guida conserva quell'immediatezza arcade che ha sempre rappresentato uno dei tratti distintivi della serie. Restano alcune incognite sulla varietà a lungo termine e sull'equilibrio di certe dinamiche multiplayer, ma sono interrogativi che solo il gioco completo potrà sciogliere. Per ora, SEGA ha dimostrato che Crazy Taxi: World Tour può funzionare anche quando il suo caos viene condiviso con altri giocatori. L'assaggio ci è parso convincente; adesso dobbiamo aspettare tutta la torta.

CERTEZZE

  • Tecnicamente solido
  • Matchmaking veloce
  • Spirito della serie mantenuto

DUBBI

  • A volte troppo caotico
  • Bisogna provare più aree
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