2

Crazy Taxi: World Tour, l'arcade di SEGA tenta la conquista del mondo moderno

Con un pizzico di Forza Horizon in più nel motore, la serie punta a conquistare un pubblico eterogeneo e desideroso di un po' di più sostanza.

PROVATO di Lorenzo Kobe Fazio   —   08/09/2026
Uno screenshot di Craxy Taxi: World Tour che mostra Axel alla guida del suo mezzo
Crazy Taxi: World Tour
Crazy Taxi: World Tour
News Immagini

Chi ha avuto la fortuna di vivere almeno qualche pomeriggio in una sala giochi ha sicuramente sacrificato qualche moneta al bellissimo cabinato di Crazy Taxi. Più che un semplice gioco, l'arcade SEGA era una sorta di manuale di stile, una filosofia di vita legata indissolubilmente alla musica dei The Offspring. La loro hit All I Want, canzone su licenza contenuta nella soundtrack del titolo, incarnava perfettamente l'anticonformismo e lo stile sopra le righe di Crazy Taxi, ma anche di buona parte dei giovani che si accostavano al cabinato tra il 1999 e il 2000.

Crazy Taxi, in qualche modo, è stato anche testimone dell'accelerazione del declino delle sale giochi, coinciso con la definitiva affermazione delle tre dimensioni anche nei salotti di casa. Le console erano ormai abbastanza potenti da gestire senza problemi meraviglie grafiche che solo pochi anni prima erano territorio quasi esclusivo degli arcade, forti di hardware dedicato e concepito specificamente per quello scopo.

Crazy Taxi: World Tour, ad una prima analisi, potrebbe apparire fuori tempo massimo, un antico rudere che prova a riproporsi in una contemporaneità totalmente differente, per sensibilità e pubblico, rispetto a quella che lo accolse a braccia aperte nel 1999. Alla Gamescom, da bravi videogiocatori con qualche anno sul groppone, ci siamo concessi una prova su strada di questo nuovo capitolo, arrivando alla conclusione che sì, forse la produzione di SEGA ha ancora senso oggi.

Derapate e salti nel vuoto come in passato

In fin dei conti, non ci vuole poi molto a recuperare l'antica formula, darle una bella passata di vernice e rimettere in strada un bolide come Crazy Taxi. Ovviamente, su PC e console di attuale generazione non si può più pensare che l'immediata e semplice formula arcade del capostipite possa essere riproposta senza alcuna novità. In sala giochi funzionava alla grande, perché riusciva a concentrare in una manciata di minuti un'esperienza adrenalinica, esaltante, stilosa. Ma nessuno oggi sarebbe più disposto a spendere decine e decine di euro per un gioco che, a ben vedere, dopo la prima partita ha sostanzialmente mostrato tutte le sue carte.

Gli sviluppatori di SEGA hanno dunque fatto la cosa più semplice possibile. Hanno cercato tra i congeneri un modello di riferimento affine, in modo da integrare lo spirito e le meccaniche di base di Crazy Taxi con qualcosa di più attuale, funzionale, potenzialmente longevo. L'indagine ha chiaramente indirizzato il produttore nipponico verso Forza Horizon, fortunata serie di Microsoft che ben incarna i principi ludici di un gioco di corse arcade.

Crazy Taxi: World Tour non si limiterà a proporre uno scenario liberamente esplorabile, in cui cercare clienti e condurli nel più breve tempo possibile a destinazione, con l'unico intento di accumulare il maggior numero possibile di punti. Questa meccanica di gameplay, ci teniamo a sottolinearlo subito, è viva e vegeta. Si può ancora giocare alla produzione SEGA nel modo più classico, ma in questo sequel rappresenta soltanto una parte di un insieme più ampio.

Persino l'hud rimanda all'originale
Persino l'hud rimanda all'originale

Nella demo che abbiamo provato alla Gamescom, il buon Axel poteva liberamente muoversi con il suo mezzo in uno scenario di discrete dimensioni composto parzialmente da un piccolo centro urbano e da tutta una serie di stradine immerse nel verde, generose di curve e tornanti. Nessun conto alla rovescia, nessun limite di tempo da rispettare. In questa fase iniziale potevamo muoverci in totale libertà, prendendo dimestichezza con un modello di guida che ci ha immediatamente lasciato sensazioni contrastanti. Da una parte, siamo rimasti piacevolmente sorpresi da come SEGA sia stata in grado di restituire sensazioni di guida sorprendentemente simili a quelle provate nel 1999.

Il taxi di Axel ovviamente non tiene conto di buona parte delle leggi della fisica che regolano il mondo reale. Derapare è facilissimo, basta un piccolo avvallamento per spiccare il volo, il peso dell'auto continua a trasferirsi con un leggero ritardo quando si sterza. Allo stesso tempo, tuttavia, ci ha un po' delusi lo scarso senso di velocità. Quando si dà fondo al turbo, che si ricarica effettuando manovre sconsiderate, tutto si muove con la giusta rapidità. Al contrario, con la normale marcia sembra di spostarsi fin troppo piano.

Un taxi rubato, tante missioni sulla mappa

Dopo aver preso dimestichezza con il sistema di guida, abbiamo iniziato ad esplorare la mappa, rendendoci subito conto che l'impostazione era in tutto e per tutto simile a quella di Forza Horizon. Lo scenario pullula di punti d'interesse che si traducono in varie missioni.

Non mancheranno personaggi bizzarri a dare ulteriore brio al gioco
Non mancheranno personaggi bizzarri a dare ulteriore brio al gioco

Caricando un passeggero casuale si attiva il conto alla rovescia con guadagni crescenti in base al numero di clienti portati a destinazione., in modo del tutto simile al gioco originale. Non mancano corse a tempo, gare di slalom, percorsi in cui vi viene richiesto di non urtare nessun veicolo e circuiti contro altri mezzi dove dosare con un minimo di strategia il turbo e sfruttare a proprio vantaggio la conformazione della pista.

Crazy Taxi: World Tour non sembra inventarsi nulla di realmente nuovo. Anche la geografia di questa prima mappa, ce ne saranno altre nel gioco finale, non ci è parsa particolarmente originale o bizzarra da distinguersi nettamente da quella di altri titoli affini. Tuttavia, possiamo tranquillamente sostenere che quanto provato con mano ci abbia divertiti e intrattenuti. Sarà da valutare se alla trentesima gara di slalom saremo ancora così entusiasti quanto la prima volta, ma mentiremmo se dicessimo che durante la demo non ci siamo divertiti.

Siamo riusciti a completare tutte le missioni della demo senza faticare eccessivamente, anche se un paio ci hanno costretto a riprovarle più volte
Siamo riusciti a completare tutte le missioni della demo senza faticare eccessivamente, anche se un paio ci hanno costretto a riprovarle più volte

La produzione SEGA proporrà anche una sorta di storia, missioni principali che porteranno Axel a recuperare il suo taxi rubato e che lo condurranno di scenario in scenario. Durante la nostra prova, abbiamo preso parte ad un paio di queste prove speciali, ovviamente ben segnalate sulla mappa. Nella prima abbiamo sfidato un personaggio simile a Steven Spielberg in una gara di velocità. In un'altra abbiamo accompagnato un alieno a destinazione, stando ben attenti a centrare tutti i checkpoint. Nell'ultima, invece, abbiamo consegnato una vera e propria torre di pizze a diversi ristoranti, cercando di non causare il crollo della pila. Anche in questo caso, nulla di così originale, ma i personaggi bizzarri con cui abbiamo scambiato quattro chiacchiere, prima e dopo la missione, conferiscono carattere alla produzione.

Anche graficamente Crazy Taxi: World Tour compie il suo dovere, pur senza stupire. Lo stile ricalca alla perfezione quello adottato nell'originale. La mappa non è particolarmente vibrante di vita, ma c'è sempre qualche passante o un gruppo di auto che donano vitalità allo scenario. I modelli poligonali del taxi e di Axel sono sufficientemente dettagliati, mentre salti e derapate sono accompagnati da gradevoli effetti speciali.

Crazy Taxi: World Tour è l'unica evoluzione possibile della serie. Ereditando la struttura open map da Forza Horizon, non tradisce le proprie origini, ma ne evolve la formula, attraverso una mappa ricca di punti d'interesse, missioni principali e attività secondarie. Il sistema di guida, di per sé, è convincente, non fosse per uno scarso senso di velocità. La grafica non fa gridare al miracolo, ma è rispettosa dei cardini estetici stabiliti dal capostipite. La varietà delle prove a cui abbiamo preso parte è incoraggiante, ma andrà valutata sul lungo periodo. Insomma, alla Gamescom la produzione SEGA ci ha fatto una bella impressione, ma è ancora presto per dire con sicurezza se la serie abbia ancora senso nella nostra contemporaneità. Di sicuro, abbiamo ancora più voglia di mettere le mani sulla versione finale del gioco. Non sappiamo però quanto dovremo ancora attendere. Crazy Taxi: World Tour è atteso su PC, Xbox Series e PlayStation 5 per una data ancora imprecisata del 2027.

CERTEZZE

  • Sistema di guida reattivo quanto basta
  • Missioni piuttosto varie
  • Stile visivo affine all'originale

DUBBI

  • Scarso senso di velocità
  • La varietà delle missioni andrà comprovata sul lungo periodo
Aggiungici come fonte preferita su Google
Questo contenuto potrebbe includere link affiliati che generano commissioni.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.