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Diablo 2: Resurrected, il provato della beta del più famoso gioco di ruolo action di Blizzard

Abbiamo partecipato alla closed beta di Diablo 2: Resurrected. Come se la cava questo classico Blizzard ora che è stato rivisitato per il 2021?

PROVATO di Christian Colli   —   18/08/2021
Diablo II: Resurrected
Diablo II: Resurrected
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Considerando il dramma in cui è sprofondata Blizzard Activision in questi giorni, il probabile rinvio di Overwatch 2 a dopo il 2022 e ora pure il licenziamento di Jesse McCree, lead designer di Diablo 4, avevamo il sospetto che Diablo 2: Resurrected sarebbe stato rimandato all'improvviso, oppure che sarebbe uscito fuori un pastrocchio in stile WarCraft III: Reforged. E invece, non solo la release resta tuttora confermata per il prossimo 23 settembre, ma dopo aver testato la open beta in versione PlayStation 5 nello scorso fine settimana, possiamo affermare con la dovuta cautela che il nuovo lavoro di Blizzard sembrerebbe rendere giustizia all'iconico capolavoro uscito ormai ventun anni fa. Se però il titolo si porti bene la sua età è tutto un altro paio di maniche, e nel nostro provato di Diablo 2: Resurrected ci soffermeremo soprattutto su questa importantissima problematica.

Il nuovo look di Diablo 2

Diablo 2: Resurrected, magie e abilità hanno nuovi effetti grafici
Diablo 2: Resurrected, magie e abilità hanno nuovi effetti grafici

Avete avuto oltre vent'anni per giocare Diablo 2, e nel frattempo sono usciti millemila cloni e pure Diablo 3, quindi ci aspettiamo che conosciate almeno le basi, che sappiate almeno un minimo come funziona un gioco di ruolo action incentrato sul bottino. Non ci soffermeremo più di tanto sul gameplay in questo provato, insomma, e per chi non sapesse a che genere appartiene Diablo 2: Resurrected possiamo farla breve dicendo che in questo action si maciullano orde di nemici, si raccolgono tonnellate di oggetti e si scelgono le abilità e gli equipaggiamenti giusti per farsi strada nelle viscere di Sanctuarium, il tenebroso mondo in cui si svolge la storia, che saremo chiamati a difendere dall'invasione delle legioni infernali.

È tutto estremamente cupo e sanguinoso, ma anche epico e avvincente, e potrete scoprire se le atmosfere del gioco fanno per voi, anche se non l'avete prenotato, già a partire dal prossimo 20 agosto, quando sarà possibile partecipare alla open beta e scaricare il gioco per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X e PC. Per il momento non è prevista una beta per Nintendo Switch, anche se il gioco uscirà pure per la piattaforma ibrida della grande N.

Noi abbiamo giocato la closed beta su PlayStation 5 nei panni dell'Incantatrice, uno dei cinque personaggi giocabili nel corso di questo test: gli altri sono il Druido, il Paladino, l'Amazzone e il Barbaro, mentre per l'Assassina e il Negromante bisognerà aspettare la release. Il primo impatto con la nuova versione di Diablo 2 è stato strano, ma molto positivo, soprattutto perché non si tratta di una vera e propria "rimasterizzazione": Blizzard ha fondamentalmente ricostruito il look del gioco, sostituendo agli sprite renderizzati originali dei nuovi modelli 3D in stile Diablo 3 e Diablo 4. Al netto di qualche animazione un po' troppo rigida, la nuova veste grafica, impreziosita da illuminazioni ed effetti particellari all'avanguardia, migliora sensibilmente l'esperienza per chi si avvicina al gioco per la prima volta. I nostalgici possono sempre passare al vecchio look 2D in un attimo, dato che il gioco che gira sotto Resurrected è essenzialmente il vecchio Diablo 2.

Diablo 2: Resurrected, inventari a confronto
Diablo 2: Resurrected, inventari a confronto

Questo restyling ha interessato anche le cinematiche in computer grafica e la risoluzione generale del gioco, che gira ora a 4K e... be', non proprio a 60 fotogrammi al secondo. È infatti possibile scegliere tra due modalità di visualizzazione, Performance e Qualità, come succede in molti altri giochi. La modalità Qualità gira a 4K ma non regge i 60 fotogrammi e in generale si nota qualche calo di frame rate nelle situazioni più concitate. Giocando in modalità Performance questo non accade, ma il prezzo da pagare è una risoluzione inferiore dell'immagine. È un compromesso abbastanza preoccupante se pensiamo che il gioco dovrebbe girare anche su PlayStation 4 e Switch, ma è anche vero che non sappiamo quanto sia vecchia la build della closed beta, e la situazione potrebbe migliorare già nel prossimo weekend di test.

Diablo 2: Resurrected, una schermata del cimitero
Diablo 2: Resurrected, una schermata del cimitero

Da questo punto di vista, infatti, dobbiamo ammettere che la build testata aveva più di qualche piccolo bug, soprattutto a livello di interfaccia, senza contare che su console l'esperienza multigiocatore si è rivelata fortemente limitata da una serie di assenza ingiustificate rispetto alla versione PC. Se in quest'ultima è possibile aprire e personalizzare una stanza multigiocatore, che poi comparirà in una lista visibile a tutti i giocatori che intendono partecipare a una sessione multiplayer, su console invece è tutto automatizzato in stile Diablo 3 e non è quindi possibile cercare o filtrare le sessioni multigiocatore in corso.

Allo stesso modo, non è possibile comunicare se non sfruttando sistemi esterni al gioco, laddove nella versione PC sono state addirittura migliorate le funzionalità della finestra di chat. Considerando che Diablo 2: Resurrected implementa una modalità multiplayer per otto giocatori, è chiaro che sarebbe stato meglio poter fruire delle stesse funzioni anche su console, per quanto sia possibile aggirare queste limitazioni organizzandosi con amici o software tipo Discord o simili.

Un gameplay d'altri tempi?

Diablo 2: Resurrected, l'Incantatrice è uno dei sette personaggi giocabili
Diablo 2: Resurrected, l'Incantatrice è uno dei sette personaggi giocabili

È una domanda cui è difficile rispondere, perciò vale la pena fare prima alcune considerazioni. Se è vero che Blizzard ha virato fortemente verso una deriva action col suo Diablo 3, facendo storcere il naso a tantissimi fan del prequel, è altrettanto vero che il titolo del 2012 è stato pensato per essere molto più accessibile e immediato, e così facendo ha conquistato una pletora di nuovi giocatori, che ne hanno decretato il successo persino alla sua prima e controversa release, cementificandolo poi con l'uscita dell'ottima espansione Reaper of Souls.

Diablo 2: Resurrected esordisce già completo dell'espansione Lords of Destruction e dunque nella sua forma più rifinita, ma nonostante ciò resta un prodotto dei primi anni 2000, prototipo di un genere che nel tempo si è reinventato per adeguarsi alle esigenze dei giocatori e del mercato. Se il primo impatto col nuovo look è quindi positivo, quello col gameplay, a tanti anni di distanza, soprattutto se si è passati per Diablo 3 o altri titoli tipo Path of Exile, non lo è altrettanto.

Diablo 2: Resurrected, l'incontro con Tyrael
Diablo 2: Resurrected, l'incontro con Tyrael

Intendiamoci, Diablo 2 è un'esperienza sensibilmente più GDR rispetto a Diablo 3. C'è meno varietà di abilità e combinazioni, e resettare le build non è immediato né istantaneo, ma molto più macchinoso, ragion per cui l'assegnazione dei punti abilità guadagnati a ogni level up, che vanno distribuiti anche tra le statistiche principali del personaggio, richiede un'attenta riflessione sul percorso che si vuole intraprendere nel gioco. Per questo motivo passano parecchie ore prima che il giocatore cominci ad avvertire i miglioramenti, anche perché la curva della difficoltà è bilanciata in modo diverso: è molto più ripida rispetto a Diablo 3, anche perché obbliga il giocatore a gestire l'inventario limitato, a scegliere i bottini da raccogliere e ad economizzare spazi e ritorni agli hub.

Scordatevi il comodo portale cittadino: qui bisogna trovare prima le pergamene, che occupano spazio in inventario, mentre la rete di trasporto tra le mappe è molto meno diffusa. Aggiungete anche una progressione meno lineare, fatta di incarichi più criptici, e vi renderete conto che alcune spigolosità d'annata oggi faticano ad avere ragion d'essere.

Diablo 2: Resurrected, scontro nelle catacombe
Diablo 2: Resurrected, scontro nelle catacombe

Diablo 2 è un titolo anche più sobrio rispetto al suo sucessore. Gli incantesimi e le abilità, per quanto visivamente migliorate rispetto al 2000, sono comunque meno appariscenti e nelle prime ore di gioco manca quell'entusiasmante sensazione di controllo del campo di battaglia che Diablo 3 concedeva praticamente fin da subito con le sue mosse pirotecniche. Diablo 2: Resurrected carbura più lentamente di qualsiasi altro titolo nello stesso genere. I bottini non piovono a catinelle, la maggior parte degli oggetti deve essere prima identificata con le apposite pergamene, che occupano anch'esse spazio nell'inventario, insieme alle pozioni curative che non possono essere ammassate in un unico slot. Per tutti questi motivi, giocare o rigiocare Diablo 2 oggi può essere abbastanza traumatico, e la ragionata crescita e gestione del personaggio ripaga sulla lunga corsa.

Diablo 2: Resurrected, fuoco e fiamme
Diablo 2: Resurrected, fuoco e fiamme

Non siamo sicuri che la decisione di Blizzard di rispettare il più possibile l'esperienza originale sia stata una mossa saggia, ma in fondo non avrebbe avuto senso snaturare un gioco tanto amato proprio perché hardcore. A sentire i programmatori di Irvine, Diablo 2: Resurrected esiste per essere una specie di assaggio, visto che Diablo 4 sarà spiritualmente più vicino a questo episodio rimasterizzato che al terzo capitolo. E nonostante questo, i ragazzi di Vicarious Visions che si sono occupati del progetto non hanno potuto fare a meno di aggiungere qua e là qualche piccolo miglioramento alla qualità della vita, per esempio aumentando il numero di opzioni che consentono di personalizzare l'esperienza di gioco o ridisegnando le mappe in sovrimpressione.

Abbiamo anche molto apprezzato il sistema di controllo rimappato per i joypad. Abituati come siamo a giocare Diablo 3 con mouse e tastiera, ci siamo sentiti immediatamente a casa col DualSense in pugno e nel giro di pochissimi secondi abbiamo imparato a muoverci per Sanctuarium e a sfruttare le varie combinazioni di tasti per aprire menu e lanciare incantesimi.

Diablo 2: Resurrected, la modalità multiplayer supporta fino a otto giocatori
Diablo 2: Resurrected, la modalità multiplayer supporta fino a otto giocatori

Tutto sommato, le ore che abbiamo trascorso con la open beta di Diablo 2: Resurrected sono state piacevoli, ma si tratta di una sensazione soggettiva che dipende da vari fattori. Conoscevamo già il gioco e ricordavamo come muoverci nei due atti iniziali disponibili in closed beta, sapevamo quale abilità scegliere per essere più efficaci all'inizio dell'avventura e, soprattutto, avevamo una gran voglia di Diablo. Ma per quanto sia stata divertente questa passeggiata sul viale dei ricordi, fatichiamo a immaginarci a giocare per centinaia di ore nella versione Resurrected per il semplice fatto che abbiamo già dato all'inizio del millennio e le spigolosità di una dinamica di gioco vecchia di vent'anni si fanno sentire troppo. Consigliamo a tutti di provare l'imminente open beta per farsi un'idea più precisa, o quantomeno per capire quanto possa fare al caso loro questo tuffo nel passato.

Diablo 2 era e resta un titolo di valore indiscutibile, e la nuova veste grafica lo impreziosisce ancor di più, ma dopo aver assaporato la libertà e le agevolazioni concesse da Diablo 3 e da altri titoli dello stesso genere, è difficile fare un passo indietro. La open beta fortunatamente concederà a tutti l'opportunità di capire meglio il loro rapporto con la natura più hardcore di questo storico gioco prima dell'acquisto, nella speranza che comunque Blizzard riesca a risolvere alcuni bug, migliori un po' l'ottimizzazione e soprattutto riveda l'interfaccia multigiocatore su console prima del lancio a fine settembre. Per come stanno le cose, potrebbe essere difficile ma non impossibile.

CERTEZZE

  • Il nuovo look di Sanctuarium è curatissimo
  • Il sistema di controllo via joypad funziona alla perfezione
  • È Diablo 2, un capolavoro assoluto del genere

DUBBI

  • Diablo 2 ha pur sempre vent'anni sulle spalle e si notano con forza alcune spigolosità del gameplay che potrebbero non piacere ai nuovi giocatori
  • La modalità multigiocatore su console è da rivedere