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Abbiamo giocato Dragon Ball Xenoverse 3 in cooperativa: il sistema Soul alla prova

Provato su PS5 a Lione per oltre un'ora: personalizzazione enorme, targeting ancora problematico e missioni che da soli diventano durissime. Il gioco esce nel 2027.

PROVATO di Silvio Mazzitelli   —   21/10/2026
Alcuni dei protagonisti di Dragon Ball Xenoverse 3
Dragon Ball Xenoverse 3
Dragon Ball Xenoverse 3
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Sembra strano pensare che siano passati ben dieci anni dall'uscita di Dragon Ball Xenoverse 2. Il gioco sviluppato da Dimps era arrivato meno di due anni dopo il primo capitolo, ma la software house ha continuato a supportarlo per tutto questo tempo, tra DLC e vere e proprie espansioni della storia, l'ultima delle quali è uscita proprio quest'anno. Dopo così tanto tempo, l'idea di un terzo capitolo sembrava poco probabile, ma durante la Dragon Ball Games Battle Hour 2026 è stato annunciato ufficialmente Dragon Ball Xenoverse 3.

Da allora, il titolo si è già mostrato più volte, con diverse informazioni sulla storia e sui personaggi coinvolti, oltre a una prima prova alla Gamescom di quest'anno. Durante il nostro viaggio negli studi di Bandai Namco a Lione, abbiamo potuto giocare a Xenoverse 3 per oltre un'ora, affrontando una prova incentrata soprattutto sul multiplayer cooperativo, sui vari sistemi di personalizzazione del personaggio e, ovviamente, sul combattimento.

A ciascuno il proprio guerriero

Sappiamo ancora poco sulla storia di Dragon Ball Xenoverse 3, se non che sarà ambientato molto tempo dopo il secondo capitolo, più precisamente nell'anno 1000, e che avrà come scenario principale West City. Durante la nostra prova, però, non abbiamo visto praticamente nulla della trama. Per iniziare, abbiamo dovuto scegliere una delle quattro razze disponibili sulle sei previste: umani, saiyan, namecciani e la razza di Freezer. All'appello mancavano i majin e gli androidi, non ancora selezionabili: questi ultimi saranno una novità di questo terzo capitolo. Inoltre, non è stato possibile creare da zero il nostro personaggio, perché almeno per il momento erano tutti già preimpostati.

Una volta scelta la razza, siamo stati trasportati in un hub di gioco, dove abbiamo trovato alcuni terminali e altri giocatori. Da qui era possibile selezionare una delle tre missioni cooperative disponibili durante la prova.

Prima di passare alle missioni vere e proprie, però, abbiamo potuto esplorare nel dettaglio le opzioni di personalizzazione del personaggio, così da capire meglio cosa fosse cambiato rispetto al passato. Abbiamo iniziato con un saiyan, per poi optare per un namecciano. A parte alcune differenze legate alle caratteristiche e alle trasformazioni, non abbiamo notato grandi differenze tra le razze, soprattutto per quanto riguarda le mosse e i potenziamenti equipaggiabili.

Come nel precedente capitolo, è possibile selezionare quattro mosse principali, scegliendo tra quelle di tutti i personaggi presenti nel gioco. Ci saranno ben 130 personaggi da cui apprendere mosse e stili, tra cui numerosi guerrieri provenienti da Dragon Ball Super e dai film più recenti, come Super Hero. Nel secondo capitolo, molti di questi personaggi erano stati introdotti tramite DLC ed espansioni, mentre in questo caso saranno disponibili sin dal lancio.

In multiplayer cooperativo fino a quattro giocatori potranno affrontare insieme le missioni
In multiplayer cooperativo fino a quattro giocatori potranno affrontare insieme le missioni

Sarà inoltre possibile scegliere una mossa Ultimate e persino uno stile di combattimento, che modifica gli attacchi corpo a corpo e i colpi di ki di base in funzione del personaggio che vogliamo emulare.

La novità più importante di Dragon Ball Xenoverse 3 è però il sistema Soul, che permette di equipaggiare le anime dei vari personaggi dell'opera di Akira Toriyama per ottenere effetti differenti. Per sbloccare i guerrieri sarà necessario trovare degli oggetti speciali chiamati MistyPix, pensati proprio a questo scopo. Supponiamo che questi oggetti possano essere ottenuti come ricompense completando le missioni e attraverso altre attività, ma durante la prova non ci è stato mostrato nel dettaglio il loro funzionamento.

Spesso ci troveremo ad affrontare numerosi nemici in una volta sola
Spesso ci troveremo ad affrontare numerosi nemici in una volta sola

Ogni eroe o antagonista di Dragon Ball selezionato può essere utilizzato in due modi. Il primo è il Soul Assist, che consente di richiamarlo per eseguire un attacco combinato. Per esempio, evocando Piccolo, il nostro eroe lancerà un raggio dalla bocca insieme al namecciano, mentre con Vegeta potrà scagliare una raffica di sfere d'energia contro i nemici. È anche possibile scegliere degli assist di supporto, che, anziché attaccare, forniscono potenziamenti o cure, come nel caso di Dende.

L'altro sistema, che rappresenta anche il principale utilizzo delle anime, è il Soul Switch. Questa funzione permette di trasformarsi nel personaggio scelto, sfruttandone tutti gli attacchi caratteristici e ottenendo un temporaneo incremento della potenza. La trasformazione ha una durata limitata: una volta terminata, bisogna ricaricare un'apposita barra per poterla attivare nuovamente.

La meccanica del Soul Switch ci permette di trasformarci nei personaggi della serie, potendo sfruttare tutte le loro mosse
La meccanica del Soul Switch ci permette di trasformarci nei personaggi della serie, potendo sfruttare tutte le loro mosse

Soul Assist e Soul Switch non devono necessariamente essere assegnati allo stesso personaggio. Possiamo, per esempio, scegliere Vegeta come assist e Broly per la trasformazione. Questa nuova possibilità sembra colmare una lacuna del capitolo precedente: nonostante la presenza di gran parte dei personaggi della serie, si finiva spesso per utilizzarli poco, concentrandosi soprattutto sul proprio eroe personalizzabile, anche per ragioni legate alla narrazione. In questo modo, invece, anche gli altri guerrieri presenti nel gioco acquistano importanza.

Abbiamo inoltre scoperto che ogni personaggio dispone di un proprio albero delle abilità, attraverso il quale è possibile sbloccare sia i suoi attacchi speciali, come la Kamehameha e il Kienzan, sia altri potenziamenti e bonus passivi che migliorano le statistiche del nostro eroe. Non ci è ancora chiaro, però, come si potranno ottenere le varie abilità e in che modo queste saranno collegate al livello base del personaggio. D'altronde, sbloccare tutti i potenziamenti di ben 130 guerrieri non sarà certo una passeggiata in termini di tempo.

Potremo equipaggiare il nostro personaggio originale con tutte le mosse dei vari eroi e villain di Dragon Ball
Potremo equipaggiare il nostro personaggio originale con tutte le mosse dei vari eroi e villain di Dragon Ball

Ogni razza dispone poi di un'abilità Awakening, come la trasformazione in Super Saiyan o la forma perfetta della razza di Freezer. Se decidiamo di equipaggiarla, però, non possiamo utilizzare il Soul Switch, perché entrambe le abilità occupano lo stesso slot. Abbiamo provato a trasformarci in Super Saiyan e anche in questo caso la trasformazione aveva una durata limitata, segnando un cambiamento significativo rispetto ai precedenti capitoli della saga. Durante quel periodo, inoltre, era possibile accumulare nuovamente energia nella barra della trasformazione per passare al Super Saiyan 3, ottenendo così potenziamenti aggiuntivi per alcune razze.

Bisognerà capire meglio, nella versione finale, quanto cambierà in termini di potenza tra una trasformazione e il diventare un altro personaggio. Di certo, alcune razze come gli umani e i namecciani, che nei precedenti capitoli erano svantaggiate per quanto riguarda le trasformazioni, potrebbero diventare più competitive in battaglia grazie alla possibilità di assumere le sembianze di un guerriero più potente.

In totale ci saranno sei razze da poter selezionare per il nostro personaggio personalizzato
In totale ci saranno sei razze da poter selezionare per il nostro personaggio personalizzato

A completare le opzioni di personalizzazione troviamo l'equipaggiamento, che comprende vestiti per la parte superiore e inferiore del corpo, guanti e stivali o scarpe. Ogni pezzo può offrire bonus a determinate statistiche, migliorando per esempio la salute o la potenza degli attacchi fisici e di ki. Sarà inoltre possibile modificare l'aspetto dei vestiti indossati, così da equipaggiare i pezzi più utili per potenziare il personaggio senza dover rinunciare allo stile.

Infine, potremo scegliere alcune abilità passive capaci di modificare, almeno in parte, il nostro stile di gioco. Una di quelle provate, per esempio, permetteva di colpire i nemici da una distanza maggiore con attacchi energetici come la Kamehameha. Tutti gli equipaggiamenti, le abilità e le mosse selezionate potranno poi essere salvati in diversi set, da richiamare rapidamente in base alla situazione.

La cooperativa di Xenoverse 3

Finalmente siamo poi passati all'azione e abbiamo potuto affrontare tre diverse missioni insieme ad altri tre giocatori umani. Non sappiamo se si trattasse di missioni principali o secondarie, ma tutte presentavano obiettivi piuttosto semplici e immediati.

Potremo personalizzare anche l'equipaggiamento di ogni personaggio
Potremo personalizzare anche l'equipaggiamento di ogni personaggio

Nella prima dovevamo semplicemente sconfiggere cinquanta nemici, tra gli immancabili Saibaiman e alcuni soldati dall'aspetto alieno, che probabilmente rappresenteranno una delle principali fazioni nemiche di Xenoverse 3. Questi ultimi erano suddivisi in base al loro stile di combattimento, con alcuni specializzati negli attacchi corpo a corpo e altri nei colpi a distanza. In quattro è stato piuttosto facile sbarazzarsene, anche a causa della loro scarsa resistenza.

La seconda missione ci chiedeva invece di proteggere due congegni tecnologici dagli attacchi della Squadra Ginew. In questo caso, oltre a combattere, dovevamo difendere gli obiettivi intercettando i nemici che cercavano di raggiungerli.

Nell'ultima missione ci siamo fatti strada attraverso una sorta di laboratorio, eliminando diversi avversari minori fino ad arrivare allo scontro con due versioni particolarmente potenti di Toppo e Jiren, direttamente da Dragon Ball Super. Entrambi, una volta persa metà della loro salute, erano in grado di trasformarsi, rendendo la battaglia ancora più impegnativa.

L'aspetto che ci ha colpito maggiormente durante questi scontri è quanto il sistema di combattimento di Dragon Ball Xenoverse 3 sia cambiato rispetto al capitolo precedente. La prima impressione è che il gioco voglia differenziarsi da un picchiaduro come il recente Dragon Ball: Sparking! Zero. Va detto che tutti i titoli dedicati all'opera di Toriyama condividono alcune basi di gameplay con la serie Budokai Tenkaichi, di cui Sparking! Zero rappresenta l'ultima evoluzione. Anche i precedenti capitoli di Xenoverse si ispiravano molto a questo modello di combattimento, pur semplificandolo sotto diversi aspetti per adattarlo alle numerose varianti introdotte dalla personalizzazione dei personaggi. Il risultato, tuttavia, non è mai stato del tutto all'altezza dei picchiaduro più tradizionali, anche a causa di alcuni problemi di bilanciamento.

Tra i nemici non mancheranno potenti avversari presi direttamente dalle varie serie di Dragon Ball
Tra i nemici non mancheranno potenti avversari presi direttamente dalle varie serie di Dragon Ball

In Xenoverse 3 la barra del ki è stata rimossa: almeno quella classica da caricare per sparare i vari attacchi energetici presente in tutti i precedenti giochi della saga. Ogni mossa speciale dispone ora di un tempo di ricarica, impedendo di utilizzarla a raffica, e la Ultimate ha una sua barra apposita più lenta da caricare. La barra ki di Xenoverse 3 è invece associabile maggiormente a una barra della stamina: si consuma con schivate e parate e subendo danni, e si può ricaricare proprio con il classico Ki Charge che un tempo serviva per poter utilizzare le mosse speciali. In questo caso invece, seppur non serva a sparare Kamehameha e altri colpi simili, è fondamentale per non finire nello status Ki Break, che avviene proprio quando questa barra si esaurisce e ci rende inermi per alcuni secondi.

Se riusciremo a effettuare una Perfect Guard, parando nell'istante giusto, recupereremo un po' di barra ki e non subiremo nessun danno, anzi sarà l'avversario a perdere un po' di ki. La meccanica del Ki Break è invece fondamentale contro i nemici: farli entrare in questo status è importante soprattutto contro i boss, in quanto una volta storditi potremo infliggere molti più danni.

Anche il Soul Assist, il Soul Switch e l'Awakening dispongono di una barra dedicata, che si riempie progressivamente con il passare del tempo e anche continuando ad attaccare o a difendersi. Il sistema di difesa è stato semplificato: oltre alla classica parata, possiamo scomparire e riapparire alle spalle dell'avversario premendo il tasto di difesa al momento giusto; è possibile eseguire questa manovra anche mentre ci si protegge, premendo contemporaneamente una direzione sul pad. Per gli attacchi fisici abbiamo invece a disposizione due tasti, con cui concatenare combo che ricordano, in forma semplificata, quelle di Sparking! Zero.

Il Soul Switch permette di ribaltare le sorti di uno scontro, grazie alla potente trasformazione
Il Soul Switch permette di ribaltare le sorti di uno scontro, grazie alla potente trasformazione

Xenoverse 3 non vuole essere un picchiaduro puro come il titolo del 2024, ma si avvicina maggiormente a un action RPG, in cui le statistiche hanno un impatto importante sui danni inflitti e gli scontri si svolgono spesso in gruppo, anziché in duelli uno contro uno. È comunque inevitabile un confronto, viste le similitudini tra i due sistemi di combattimento. Se all'uscita di Xenoverse 2 la serie arrivava in un periodo piuttosto povero di giochi dedicati a Dragon Ball, oggi questo terzo capitolo deve fare i conti con il paragone diretto con uno dei picchiaduro 3D più riusciti tra quelli ispirati alla saga.

Per il momento, il sistema di combattimento funziona piuttosto bene negli scontri uno contro uno, che permettono di sfruttare al meglio le abilità del nostro personaggio. Non mancano, però, alcuni problemi nell'agganciamento degli avversari, soprattutto quando si combatte in volo su piani verticali differenti. Gli scontri di gruppo sono risultati invece più caotici, anche a causa di un sistema di puntamento ancora problematico. Difendersi da più nemici contemporaneamente non è sempre immediato: anche quando il gioco ci segnala l'arrivo di un attacco fuori dallo schermo, se siamo impegnati in una combo non possiamo interromperla istantaneamente. Il risultato è che rischiamo di subire un colpo senza avere modo di reagire.

Gli attacchi più potenti saranno davvero spettacolari da vedere
Gli attacchi più potenti saranno davvero spettacolari da vedere

Le missioni affrontate, inoltre, si sono rivelate estremamente difficili quando le abbiamo rigiocate in solitaria, senza l'aiuto di compagni controllati dalla CPU o di altri giocatori. La difficoltà, infatti, non sembra adattarsi al numero di partecipanti: i nemici, come quelli appartenenti alla Squadra Ginew, avevano una quantità di salute eccessiva per essere affrontati da un solo personaggio. A questo si aggiunge la difficoltà di proteggere contemporaneamente due obiettivi senza il supporto degli altri giocatori.

Anche sul fronte tecnico la build provata su una PS5 standard non era del tutto convincente. Il frame rate non si è dimostrato sempre stabile e i modelli dei personaggi, così come gli ambienti delle missioni, ci sono sembrati un po' sottotono.

Contro molti avversari la situazione potrà diventare presto caotica
Contro molti avversari la situazione potrà diventare presto caotica

Naturalmente stiamo parlando di un titolo ancora in sviluppo, la cui uscita è attualmente prevista per un generico 2027. C'è quindi ancora tempo per correggere molti dei difetti riscontrati durante la prova. Inoltre, ci manca ancora da sperimentare quello che dovrebbe essere il vero fulcro di Dragon Ball Xenoverse 3: la componente narrativa e il senso di progressione del nostro personaggio. Durante questa sessione, infatti, tutti i guerrieri erano già potenziati e ben equipaggiati, impedendoci di valutare come si svilupperà la crescita del nostro eroe. La serie ha da sempre un grande potenziale per espandere il mondo creato da Akira Toriyama, e la nostra speranza è che la versione finale riesca a sorprenderci.

La nostra nuova prova di Dragon Ball Xenoverse 3 si è concentrata sul multiplayer cooperativo e sulla personalizzazione delle abilità del personaggio. Quest'ultima offre un'enorme varietà di opzioni, che permettono di creare guerrieri davvero unici. Le battaglie in cooperativa si sono dimostrate valide negli scontri uno contro uno, ma decisamente più caotiche quando ci siamo trovati ad affrontare gruppi di nemici. Pur non essendo un picchiaduro puro, Xenoverse 3 presenta diverse similitudini con il sistema di combattimento di Sparking! Zero, rispetto al quale, almeno in questa versione, sembra però mancare di fluidità e precisione. Anche il comparto tecnico non ci ha convinto del tutto. Si tratta comunque di una build ancora lontana dal lancio e soprattutto di una prova che non ci ha permesso di sperimentare né la progressione del personaggio né la componente narrativa, due aspetti fondamentali per valutare appieno l'esperienza.

CERTEZZE

  • Tante possibilità di personalizzazione
  • L'aggiunta del sistema Soul rende i combattimenti più vari

DUBBI

  • Gli scontri contro più nemici sono molto caotici
  • Problemi di targeting
  • Frame rate non sempre perfetto
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Abbiamo provato il titolo negli studi di Lione di Bandai Namco. Il viaggio e le altre spese sono state pagate dal publisher.
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