For Honor: Marching Fire, perché la Cina vale  12

Abbiamo provato la nuova espansione in arrivo per For Honor, Marching Fire, e alcune delle classi della nuova fazione

PROVATO di Aligi Comandini —   18/06/2018
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Ubisoft vuole dare nuova linfa a For Honor. L'action del colosso francese ha avuto una partenza difficile, causata da alcuni errori di valutazione, da un online a dir poco instabile e da pesanti sbilanciamenti nelle classi; poi però gli sviluppatori hanno ripreso le redini del progetto, e in pochi mesi non solo hanno aggiornato quasi ogni suo aspetto, ma sono riusciti ad aggiungere server dedicati e abbastanza contenuti da ravvivare una community che dopo pochi mesi era praticamente morta e sepolta. Per carità, il miracolo è riuscito solo parzialmente: For Honor non è Rainbow Six Siege, e la ripresa non è stata sufficiente a ridare del tutto vita al progetto. Al momento il gioco fatica quindi ancora a tornare in carreggiata e la community, seppur appassionata, non ha i numeri per rappresentare una risorsa davvero significativa per Ubisoft. Il piano per salvare questa proprietà intellettuale è pertanto passato ad una più drastica "fase due". E la "fase due" è strettamente legata ai Wu Lin, una fazione i cui guerrieri ricordano fin troppo da vicino gli eroi dei "Warring States" cinesi.

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Gameplay: re delle arti marziali

Ora, non siamo nati ieri, e il motivo per cui è stata scelta una fazione simile ci è chiaro come il cielo d'agosto: soldi, dindini, big money, cash sonante o come volete chiamarlo. La Cina vanta miliardi di potenziali acquirenti, e dedicare a loro la nuova espansione è il modo più furbo in assoluto per gonfiare a dismisura la community. Detto ciò, la Cina ha dalla sua anche una grande storia di possenti guerrieri, pertanto i Wu Lin non sono una fazione inserita a forza nel gruppetto... anzi. Noi in particolare abbiamo usato due classi: il monaco Shaolin e il Tiandi, e abbiamo apprezzato la loro notevole unicità rispetto alle altre all'interno del gioco. Non siamo davanti a un update fatto di fretta, dunque, ma a novità studiate e in grado di arricchire seriamente il campo di battaglia.

Partiamo dallo Shaolin, trattandosi della classe apparentemente più avanzata della nuova espansione. Il buon monaco è infatti capace di usare uno stile extra chiamato "Posa Ki", che gli offre mosse aggiuntive devastanti, ma tale tecnica non può venir usata a casaccio. Privato di queste abilità, lo Shaolin resta comunque una classe rapida con un buon raggio d'attacco, che può sferrare combo veloci e colpire all'improvviso con balzi da scimmia il proprio nemico. Il Tiandi è forse meno affascinante, ma non privo di chicche: può eseguire combinazioni multiple, contenenti anche degli attacchi spezza guardia. Durante l'offensiva è quindi difficile prevedere le sue mosse, e ci aspettiamo di vederlo usato parecchio, trattandosi di un guerriero molto intuitivo da usare. Nuxia e Jiang Jun purtroppo non erano disponibili nella demo, ma immaginiamo siano rispettivamente l'assassino e il guerriero pesante del gruppo, con le dovute unicità.

L'altra grossa novità dell'espansione? La modalità Breach: uno scontro competitivo dove gli attaccanti devono arrivare a un re controllato dall'intelligenza artificiale e difeso strenuamente dall'altra squadra, buttando giù mura con l'ausilio di un ariete d'assedio. Sia chiaro, è molto più semplice di quanto sembra, ed è fondamentalmente uno scontro di gruppo molto caotico, dove una squadra cerca di proteggere il proprio ariete quasi fosse il carico di Overwatch, e l'altra attiva trappole e ammazza fanti per rallentarne l'avanzata (in particolare, i fanti questa volta sono abbastanza aggressivi e armati di lancia, quindi rappresentano un pericolo). Piacevole, ma nulla di rivoluzionario o particolarmente memorabile. Continuiamo a preferirgli le modalità 1 contro 1 e 2 contro 2, sensibilmente più tecniche e bilanciate.

Marching Fire sembra un'espansione di tutto rispetto per For Honor e la nuova fazione, oltre che furba da un punto di vista di crescita del prodotto, è anche abbastanza interessante da rappresentare una valida alternativa a samurai, vichinghi e cavalieri. Vedremo se i nuovi guerrieri e la modalità Breach basteranno effettivamente a riportare For Honor in vetta. Secondo noi, il gioco è ancora molto divertente.

CERTEZZE

  • I nuovi guerrieri sono ben studiati e divertenti da usare
  • Promette di portare nuova linfa vitale nel titolo

DUBBI

  • Breach è caotica e non particolarmente memorabile