GeForce Now: nuova prova con il cloud gaming di Nvidia 17

A qualche mese di distanza torniamo nuovamente a provare GeForce Now

PROVATO di Emanuele Gregori   —   15/05/2019

Indice

Il cloud gaming sta pian piano acquisendo popolarità, almeno nelle intenzioni di alcune grandi società che possono permettersi di mettere in piedi la grande infrastruttura necessaria. Durante la GDC di quest'anno è stata Google a mettere le carte in tavola presentando quella Stadia di cui ancora dobbiamo sapere molto, ma che è stata in grado di incanalare le giuste sensazioni nel pubblico. La possibilità di utilizzare la propria connessione internet per usufruire di qualsiasi gioco sul mercato, alla massima qualità, anche tramite un device non adatto allo scopo, è la principale delle motivazioni per cui il cloud gaming potrebbe rappresentare il futuro dell'intrattenimento. A questo proposito Nvidia rappresenta la prima delle soluzioni arrivate sul mercato, grazie al suo servizio GeForce Now. In beta ormai da un paio d'anni, sono parecchi i giocatori che hanno ricevuto l'accesso gratuito per testare la piattaforma, in attesa di un rilascio definitivo di cui ancora non abbiamo notizie certe. Nel recente passato abbiamo già affrontato l'argomento, cercando di mettere in chiaro cosa funziona e come la società stia migliorando il proprio servizio in vista del lancio ufficiale. Nonostante la mancanza di informazioni relative al modello di business che verrà adottato, possiamo certamente tirare qualche somma sullo stato attuale dei lavori, che vive di luci e ombre.

GeForce Now: nuova prova con il cloud gaming di Nvidia

Tutti i giochi, dove vuoi, quando vuoi

Il titolo del paragrafo nasconde al suo interno due verità, una assolutamente entusiasmante, l'altra dipendente da una linea internet importante. È infatti vero che GeForce Now permette ai giocatori di collegarsi alle proprie librerie (per ora sono disponibili Steam, Uplay e Blizzard.net) e lanciare in qualsiasi momento i proprio giochi preferiti, a prescindere dalla macchina che si sta utilizzando. Questo significa che ogni utente Apple in possesso di un Mac, non è più chiamato a scendere a compromessi con un sistema poco supportato come quello della casa di Cupertino e che si estende anche alla Shield TV, la macchina da salotto di Nvidia, venduta anche nella configurazione adatta al gaming con tanto di pad proprietario nel bundle. Proprio i possessori di questo sistema possono godere di un ulteriore vantaggio, ovvero una lista di titoli totalmente gratuiti, tra i quali è possibile trovare un discreto numero di giochi di alto spessore come la serie Arkham e i primi Bioshock. Per tutti gli altri la soluzione è comunque semplice: si tratta di collegarsi ai propri account e usufruire delle librerie in proprio possesso, o altrimenti di acquistare i singoli titoli per renderli disponibili tramite GeForce Now. Tra le notizie estremamente positive c'è quella relativa ai giochi già preinstallati sulle macchine alle quali ci colleghiamo tramite la piattaforma. Si tratta di qualche centinaio di giochi già pronti per essere lanciati immediatamente e che non richiedono alcuna installazione remota. Per tutti gli altri, il sistema richiede un'installazione che varia in base al peso del titolo, ma che si conclude comunque in pochi secondi/minuti, grazie ad una velocità di connessione delle server farm di Nvidia in grado di lasciare davvero sbalorditi. Durante la nostra prova, non ci è mai capitato di attendere più di cinque minuti per veder lanciato il gioco, e questo è un dettaglio che innalza ancor di più le possibilità di un sistema tanto performante quanto ambizioso. Sono esattamente questi dettagli all'avanguardia a rendere ancor più fastidiosi alcuni elementi che rallentano drasticamente l'esperienza.

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Collegarsi ogni volta con un server diverso, significa dover costantemente effettuare l'accesso alle proprie librerie, dettaglio che va a ledere sull'esperienza, soprattutto per tutti coloro che (giustamente) utilizzano un'autenticazione a due fattori sui propri account. Purtroppo non è possibile ricordare gli accessi, nemmeno tramite un menù interno del sistema, in grado di collegarsi al posto nostro e bypassare questo step. La speranza è che Nvidia riesca a trovare una soluzione nel prossimo futuro, rendendo più semplice usufruire delle proprie librerie. Ciò che è difficile digerire, seppure comprensibile per le motivazioni elencate sopra, è che questa problematica si presenta anche al termine forzato delle sessioni di gioco, che possono avere una durata massima di quattro ore e che poi richiedono nuovamente l'accesso. Se questo è comprensibile dal punto di vista della congestione della connessione remota (ma andrà assolutamente eliminato con il tempo, per una mera questione di esperienza dell'utente), non è comunque possibile accettare di dover riloggare nuovamente per riprendere la sessione appena terminata, cosa che invece ci è capitata in un paio di situazioni. Questo dettaglio spezza un flusso di lavoro che dovrebbe basarsi sull'immediatezza e che mal si sposa con il concetto stesso di cloud gaming. Ancor di più se si considera ciò che Google ha recentemente presentato e che, se è vero che è ancora tutto da dimostrare scesi dal palco della GDC, promette di chiudere e riaprire sessioni di gioco su macchine diverse nel giro di una manciata di secondi. Tra le ultime cose da segnalare, nell'ambito della prova su strada, non possiamo non considerare anche un'interfaccia del client ancor troppo confusionaria, che rende difficile trovare i titoli da lanciare. Sarebbe certamente meglio avere una funzione di ricerca semplice e chiara, in grado di velocizzare ancor di più la fruizione.

La prova su strada

Esaurita la disamina generale della piattaforma, parliamo un attimo di quella che è stata la nostra personale prova di alcuni titoli tramite GeForce Now. Non siamo stati in grado di testarlo su una Nvidia Shield TV, ma abbiamo comunque avuto modo di sondarne le capacità anche tramite un portatile di diversi anni fa. La banda richiesta per l'utilizzo non è certamente ridotta: parliamo infatti di una velocità di download fino a 25mbps per arrivare ad un normale 1080 a 60fps. Ciò che però fa davvero la differenza è il ping della vostra connessione, elemento che spinge in maniera importante ad usufruire di una connessione via cavo, piuttosto che senza fili. Questo è vero soprattutto se vi apprestate a giocare titoli multiplayer online. Il nostro test con uno dei titoli supportati dalla stessa piattaforma, ovvero Playerunknow's Battlegrounds, ha messo a nudo tutte le problematiche ancora attualmente presenti. Pensare di giocare un titolo prettamente competitivo tramite il cloud, porta inevitabilmente a sobbarcarsi un handicap di input lag che, in base alla situazione della propria connessione, arriva a diventare davvero insopportabile. Anche quando non si tratta di PVP, la situazione non cambia molto: è il caso di The Division 2. L'ultimo titolo di Massive Entertainment risulta certamente più godibile, ma la sua natura always online non sempre si sposa con le performance attuali di una piattaforma che ancora necessita diverso lavoro dal punto di vista dell'ottimizzazione. Il discorso certamente cambia quando ci troviamo di fronte ad un'esperienza offline e single player come può essere quella di The Witcher 3 o di Assassin's Creed Odissey. In questi due casi specifici è stato impattante riuscire a giocare su di un vecchio notebook, a dettagli discretamente alti, due giochi dall'aspetto tecnico così impressionante. La risoluzione, il frame rate e l'immediatezza dell'esperienza, riescono a colmare facilmente le lacune in un utente amante del progresso tecnologico.

GeForce Now rappresente attualmente la principale risorsa di cloud gaming per gli utenti PC (se si esclude il recente arrivo di PlayStation Now) ma è chiaro che il lavoro da fare sia tutt'altro che finito nonostante i tanti anni di sviluppo. L'anticipo nella presentazione e nel lancio di una beta rischiano di tramutarsi in un ritardo nei confronti dei maggiori concorrenti (Stadia di Google e il futuribile xCloud di Microsoft). Ciò non toglie che l'esperienza viva anche di segnali incoraggianti e che mettono a nudo sia i compromessi tecnologici ai quali questa realtà deve scendere, sia le enormi potenzialità e la grande versatilità, in grado di permettere a chiunque di godersi ciò che forse le proprie tasche di videogiocatore non potrebbe mai permettergli.

CERTEZZE

  • Le infinite possibilità di utilizzo su tanti device...
  • I single player girano che è una meraviglia...
  • Poter usufruire di (quasi) tutte le proprie librerie...

DUBBI

  • ...anche se non ovunque come altri vorrebbero già farci vedere
  • ...ma il multiplayer ancora molto male
  • ...con l'incubo di riaccedere ogni singola volta

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