Ghostwire: Tokyo, l'anteprima dal PlayStation Showcase 2021

Ghostwire: Tokyo continua ad essere uno dei giochi più interessanti in arrivo su PS5 e il nuovo trailer al PlayStation Showcase 2021 ha ribadito il concetto

ANTEPRIMA di Giorgio Melani —   11/09/2021
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Ci sarebbe piaciuto avere, a questo punto, qualcosa di più concreto relativo a Ghostwire: Tokyo, come una data d'uscita precisa che invece continua a sfuggire, ma è tornato a mostrarsi in occasione del PlayStation Showcase 2021 e ci accontentiamo comunque di vederlo ancora in ottima forma. Facciamo un po' il punto della situazione in questa anteprima di Ghostwire: Tokyo, pensata dopo l'evento di presentazione di Sony di ieri sera.

Fin dalla sua prima presentazione, il nuovo titolo di Tango Gameworks ha attirato l'attenzione per la sua particolare ambientazione e formula, in grado di mischiare elementi horror all'azione in prima persona, ma in un contesto diverso dal normale survival horror a cui siamo abituati. Col tempo le premesse iniziali si sono sempre più consolidate in un gioco che sembra davvero portare qualcosa di nuovo sulla scena, oltretutto da parte di un team nipponico da sempre molto eclettico nelle ispirazioni.

Abituati ormai alla strana idea di un gioco Xbox Game Studios in esclusiva PS5, dopo tutti questi mesi vorremmo riuscire a mettere le mani su una versione definitiva, ricordando che la prima presentazione di Ghostwire Tokyo risale all'E3 2019, quando ancora il progetto era sotto l'egida di quell'Ikumi Nakamura che catturò l'attenzione di tutti, per poi lasciare il team solo pochi mesi dopo. È probabile che anche questo abbia allungato i tempi di sviluppo del gioco, oltre agli immancabili ritardi dovuti all'esplosione della pandemia nelle fasi più nevralgiche dello sviluppo. Tuttavia, una cosa ci rende piuttosto sicuri del risultato: il progetto ha mantenuto sempre il suo stile personale, è rimasto fedele alla sua particolare concezione dell'action in soggettiva e, almeno stilisticamente, ha sempre dimostrato una grande coerenza con la visione originale, cosa dimostrata ulteriormente anche da quest'ultimo trailer.

Il trailer del PlayStation Showcase

Un particolare monumento di Ghostwire: Tokyo
Un particolare monumento di Ghostwire: Tokyo

Il nuovo trailer mostrato al PlayStation Showcase ha mostrato Ghostwire: Tokyo più in forma che mai, illustrando qualcosa di nuovo del gameplay e qualche elemento narrativo che, seppur rimanendo sempre molto enigmatico, stavolta si è svelato in maniera più chiara. Questo a partire dal titolo: il nuovo video si chiama "Hannya", ovvero la nemesi del gioco, una sorta di mastermind malvagio che ricorre a poteri sovrannaturali per scatenare l'inferno sulla Terra.

Quello che vediamo sono i primi attimi di terrore puro per Akito, il protagonista, che si risveglia in una Tokyo spogliata degli esseri umani e infestata da fantasmi e creature inquietanti di vario tipo, cercando di capire cosa sia successo e soprattutto come sopravvivere a questa invasione ultraterrena, ritrovandosi posseduto da una misteriosa entità che dona poteri ma mette a repentaglio la sua stessa esistenza e umanità.

Al di là delle splendide ambientazioni tratte direttamente dai luoghi reali di Tokyo, quello che colpisce ancora una vota nel nuovo trailer di Ghostwire: Tokyo è la particolare commistione tra elementi contemporanei e l'immaginario horror derivato dal folklore locale, recuperando alcune figure tipiche di questo come la Kuchisake-onna e gli amuleti teru teru bozu.

Ghostwire: Tokyo presenta creature ispirate alle leggende nipponiche
Ghostwire: Tokyo presenta creature ispirate alle leggende nipponiche

L'impatto visivo dei Visitatori, o i Faceless senza volto che attaccano il protagonista, va ben al di là di quello normalmente derivante dalle figure horror più tradizionali, fondendo le tradizioni nipponiche con gli incubi post-apocalittici moderni. Partendo dall'iconica Shibuya, Akito deve imparare subito a padroneggiare i nuovi poteri per sopravvivere a ogni passo, nel tentativo di trovare la propria sorella e fermare i piani malvagi di Hannya, intenzionato a governare il mondo sotto un nuovo regime di terrore puro.

Un cacciatore di fantasmi a Tokyo

Ghostwire: Tokyo mischia ambientazione contemporanea a folklore classico
Ghostwire: Tokyo mischia ambientazione contemporanea a folklore classico

Ci troviamo di fronte a un vero e proprio action in prima persona, visto che la meccanica di gioco riprende precisamente lo stile che potrebbe appartenere a un gioco d'azione in terza persona e lo trasferisce nella visuale in soggettiva, con effetti molto interessanti. Gli attacchi a base di energia forniscono soluzioni diverse al gameplay, che difficilmente possono essere associate propriamente all'FPS, offrendo dinamiche molto particolari che vanno dallo scontro corpo a corpo a quello a distanza. I poteri psichici di Akito gli consentono di gestire gli elementi vento, acqua e fuoco, combinandoli in attacchi di vario tipo e con effetti diversi a seconda dei nemici e delle situazioni in cui ci troviamo. Tra le minacce che incontreremo troviamo delle inquietanti studentesse vestite alla marinaretta, ma senza testa, amuleti tradizionali che sputano fuoco, fantasmi vestiti a lutto e dotati di ombrello, creature dalle bocche enormi e altre figure decisamente inquietanti.

L'originalità che caratterizza il design di queste creature è uno degli elementi forti di Ghostwire: Tokyo, che evidentemente sfrutta l'esperienza maturata da Tango Gameworks sui giochi horror precedenti, ma la sfoga tutta su un'ambientazione pienamente nipponica, infine. Strane visioni, fantasmi e mostri si fondono in scenari da realtà quotidiana in cui irrompe l'elemento sovrannaturale, creando un contrasto particolarmente inquietante e piuttosto in linea con il filone horror orientale, tra cinema e narrativa. Molto più difficile è valutare il gameplay, visto che siamo ancora fermi a una visione passiva del gioco, non essendo ancora stato provato e soprattutto perché la meccanica costruita da Mikami e compagni ha veramente pochi precedenti.

Un'esperienza next gen

Akito, il protagonista, è in grado di usare poteri elementali
Akito, il protagonista, è in grado di usare poteri elementali

Ghostwire Tokyo e tra i pochi giochi a non uscire anche su PS4, configurandosi come una vera e propria esperienza next gen, una rarità per i titoli in uscita tra questo e il prossimo anno. A dire il vero, l'impostazione tecnica non sembra proprio di nuova generazione e la lunga genesi del progetto fa pensare a una base cross-gen, ma la scelta di uscire su PS5 e PC ha dato sicuramente un maggiore margine agli sviluppatori per sfruttare l'hardware senza tanti compromessi. Il risultato sembra essere un frame-rate alto e senza tante incertezze, oltre a un sistema di illuminazione con ray tracing alquanto avanzato, che consente un'effettistica in grado di dare un certo stile a tutto l'impianto grafico, che si distingue per un particolare uso di luci, riflessi e colori.

Data la particolare ambientazione e l'inquadratura del gioco, anche l'audio 3D giocherà un ruolo determinante nel creare la giusta atmosfera, con Tango Gameworks che sembra intenzionata a sfruttare i nuovi "gimmick" di PS5 in maniera ben integrata con il gameplay.

L'audio spaziale dovrebbe dunque contribuire all'orientamento nel gioco, con l'uso anche del microfono del DualSense oltre a un approfondimento specifico sulle caratteristiche del controller. L'uso dei poteri si riflette in maniera precisa nel comportamento del feedback aptico e dei grilletti adattivi, cosa che fa notare, attraverso una sensazione tattile, la resistenza offerta dagli spiriti che cercano di liberarsi o la diversa intensità degli attacchi elementali, contribuendo a una notevole immersione nel gioco.

Sono passati due anni dal primo annuncio, ma Ghostwire: Tokyo continua ad essere uno dei giochi più interessanti in arrivo nei prossimi mesi su PS5 e PC. Purtroppo non siamo ancora in grado di sapere quando potremo mettere le mani sulla versione definitiva, ma ogni volta che il gioco Tango Gameworks si mostra aumenta l'attesa per questo particolare titolo e l'ultimo trailer dal PlayStation Showcase lo conferma. Qualche dubbio rimane, a causa di una genesi che sembra essere stata molto più complessa del previsto e nell'impossibilità di testare il gameplay in prima persona, ma dal punto di vista dell'ambientazione, dello stile e anche dell'idea di gioco questo è uno dei titoli più originali e intriganti in arrivo nel prossimo futuro su PS5.

CERTEZZE

  • L'ambientazione e lo stile horror utilizzato restano estremamente interessanti
  • La commistione tutta nipponica tra la Tokyo moderna e il folklore più cupo è azzeccata
  • Il gameplay sembra molto stimolante, tra uso "creativo" dei poteri e tanti nemici bizzarri
DUBBI
  • Ancora difficile prevedere come funzioni il gioco in maniera pratica
  • L'action in prima persona potrebbe essere confusionario