Hades: tre segreti per il successo

Uscito in versione digital su Switch nel 2020, Hades verrà rilasciato in versione fisica il 19 marzo 2021. Dove risiede il successo di questo titolo così acclamato?

SPECIALE di Giordana Moroni   —   13/03/2021
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Il 19 marzo è prevista l'uscita della versione fisica di Hades, l'acclamato roguelike di Supergiant Games. Parliamo di un titolo che, nonostante una produzione meno altisonante di un canonico tripla A, nel 2020 ha sbaragliato la concorrenza aggiudicandosi premi e riconoscimenti in tutto il mondo, e riscuotendo un grande successo anche nella nostra redazione. A sei mesi dalla sua uscita su Switch, ritorniamo su questo brillante titolo per celebrarne il successo e interrogarci sul come e perché questo gioco continui a tenerci incollati a sé: quali sono i segreti di Hades? Volendo scegliere un simbolo caro al protagonista Zagreus, possiamo dire che i punti forti della produzione di Supergiant sono tre come le teste del Cerbero: possibilità, flessibilità e scrittura.

POSSIBILITÀ

Se volessimo incasellare Hades in un singolo genere videoludico, come detto anche in apertura, la scelta più sensata sarebbe quella del roguelike: del resto il motore del gioco è farsi strada attraverso dungeon procedurali, risalire le profondità degli inferi e ricominciare, sia che si arrivi alla vetta o che si muoia nel tentativo. Nonostante la morte del protagonista, Zagreus, determini la perdita di potenziamenti e bonus accumulati nella run, al giocatore rimarranno materiali da investire per upgrade a lungo termine... ma Hades aggiunge a questa formula qualcosa in più. Ogni singola scelta fatta dal giocatore ha un impatto sull'avventura e anche di fronte una cocente sconfitta non si è mai abbattuti al cento per cento: certo, magari è la quinta volta che provate a battere un boss ma nell'ultima run avete trovato un oggetto da dare ad un personaggio presente nell'hub di gioco e siete curiosi di sapere cosa potrebbe accadere, o avete la possibilità di potenziare un'arma e provarla nella stanza dell'allenamento, o, perché no, avete incontrato un personaggio misterioso e non vedete l'ora di chiedere informazioni. Se in altri famosi roguelike la fine della run viene percepita dal giocatore con molta amarezza, Hades cerca di mitigare il senso di fallimento offrendo molteplici possibilità al giocatore.

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Questo non vuol dire che il gioco vi prenderà per mano coccolandovi, sia chiaro, infinite scottature vi attendono nei regni dell'Ade; l'intuizione intelligente del team, ad ogni modo, è quella di spingere il giocatore a non mollare mai avendo sempre un motivo per iniziare una nuova run ma soprattutto di finirla, per poter tornare nell'hub principale. Ovviamente le scelte che il gioco offre nel palazzo di Ade sono tante quante quelle che si possono cogliere sul campo di battaglia. Anzi, a dirla tutta Hades vi mette costantemente di fronte a delle scelte nel corso di una run: quale ricompensa scegliere? A quale divinità chiedere aiuto? Vale la pena affrontare questa sfida extra in cambio di un bonus o scendere nelle profondità dell'entropia per aggiudicarsi i favori del Caos? Le varianti da gestire in una singola run sono molte e le scelte da fare sono tra le più disparate perché disparati saranno i vostri obiettivi. Insomma, arrivare alla fine della corsa non solo non è la fine del gioco ma potrebbe non essere nemmeno il vostro obiettivo.

FLESSIBILITÀ

A prescindere da quello, infatti, per raggiungerlo dovrete escogitare un buon piano. È vero che il roguelike è un genere che tira fuori da ognuno di noi il talento del sapersi arrangiare con ciò che c'è ma è altrettanto vero che il modo in cui il giocatore può personalizzare la propria esperienza di gioco in Hades è estremamente flessibile. Per cominciare sceglierete un'arma, che potrà avere diversi aspetti (intese come forme) ognuno dei quali potenziabili. Viene poi la scelta di uno tra diversi oggetto speciale che aggiungerà un'abilità passiva; potrete inoltre potenziare altre abilità passive attraverso lo specchio magico nella camera da letto del protagonista, abilità che proprio, come gli specchi, hanno sempre una duplice versione. E queste sono solo le opzioni a disposizione all'inizio di una run perché poi a queste va aggiunta un'altra parte essenziale della meccanica di gioco, ovvero i poteri delle divinità, quella parte di build che perderete alla morte di Zagreus e la cui offerta diventerà procedurale come gli ambienti di gioco ad ogni run.

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L'obiettivo di Zag infatti è sfuggire alle grinfie del padre, Ade, Re degli inferi, per poter vivere con il resto della sua famiglia divina sull'Olimpo; e saranno proprio gli Dei ad interessarsi alle vicende di Zag, tanto da concedergli dei favori. I doni delle divinità potranno trasformare e potenziare i vostri attacchi in diversi modi, agendo sull'attacco principale, sul lancio, l'attacco pesante e così via, ma ogni Dio è legato ad un singolo effetto: ad esempio i potenziamenti di Poseidone hanno un forte effetto sul rimbalzo e l'urto dei nemici con l'area di gioco, Artemide fornirà attacchi critici, Afrodite indebolisce i nemici e così via. Qui sta alla creatività del giocatore creare una build efficace e che si adatti bene al suo stile di gioco: con tutte le variabili e personalizzazioni è impossibile non trovare la propria combo preferita!

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Questa enorme flessibilità può essere quindi utilizzata dal giocatore per piegare l'esperienza di gioco in base alle sue necessità, sia in crescendo che nel senso opposto. Perché se è vero che dopo aver portato a termina la prima run con successo verrà fornito anche il sistema di Patti Infernali, altri modificatori con cui personalizzare la propria run e alzare ancora un po' il livello di sfida, fin dall'inizio del gioco avremo a disposizione anche un God Mode con la quale Zag diventerà più resistente ad ogni morte. La bellezza di Hades è proprio questa: quella di adattarsi estremamente bene ad ogni necessità del giocatore, abbracciando l'idea che non tutti siamo allo stesso livello ma tutti possiamo goderci questo gioco.

SCRITTURA

Anche perché giocando Hades potreste scoprire che per quanto il gameplay sia così accattivante, bilanciato ed incredibilmente profondo, quello che vi piace di più del gioco sono la storia e i personaggi. Mentre molti roguelike sono focalizzati sull'esperienza di gioco, spargendo briciole di storia qua e là, facendole sembrare più che altro suggestioni narrative, Hades compie un grande sforzo per offrire una storia tanto interessante quanto le sue meccaniche di gioco. Anche senza avere personaggi in 3D registrati in motion capture, Hades crea un cast sfaccettato e interessante utilizzando solo la scrittura, i disegni e il doppiaggio. In quanto protagonista, Zag è quello che spicca tra tutti, risultando dapprima il classico sbruffone belloccio dalla battuta pronta e rivelandosi piano piano al giocatore come un ragazzo gentile, rispettoso, grato, tenace e compassionevole. E come Zag saranno tanti i personaggi capaci di stupirci con le loro storie, incantarci con il loro aspetto e sedurci con le loro voci (... si Meg, stiamo parlando di te).

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Quello che stupisce però è il sistema di dialoghi estremamente fluido del gioco, anche perché progettare un rogue like con una forte presenza narrativa pone l'intero progetto di fronte ad un enorme problema: con quale velocità la storia viene intavolata nel gioco? Perché possono esserci giocatori eccellenti che in una dozzina di run raggiungono la meta e altri che magari ci arrivano dopo quaranta: come fare quindi ad abbracciare appieno la natura randomica del genere sul piano narrativo? Il punto di partenza è stato un gigantesco script: stando a Greg Kasavin, narrative director di Hades, lo script del gioco conta più di 300.000 parole... se pensate che il primo romanzo della serie de le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin è composto da 298.000 parole, potete farvi i vostri conti.

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Il sistema con cui i dialoghi vengono poi proposti al giocatore segue anch'esso un ordine casuale simile alla proceduralità dei dungeon, associando però ai dialoghi un livello di priorità: se parlerete più volte con lo stesso personaggio run dopo run, il gioco cercherà di proporre linee di dialogo random escludendo via via dalle utilizzabili quelle già sentite, in modo da mantenere una buona varietà di dialogo prima che quell'azione torni disponibile; se ci presenteremo ad un personaggio dopo che qualcosa di importante è accaduto nel corso dell'ultima run, il gioco darà priorità al dialogo legato a quella specifica condizione, in modo da mantenere le relazioni tra i personaggi ancorate agli eventi di gioco. E le variabili con cui i personaggi risponderanno a Zag sono davvero tante: e così Zeus potrà infastidirsi perché avete preferito accettare un dono di Poseidone invece del suo, Ares ironizzerà su come una build composta da poteri suoi e di Afrodite sia il perfetto mix da portare in battaglia e così via.

Hades Infografica

C'è poi un altro piccolo, grande elemento che spinge il giocatore ad approfondire la storia, ovvero la scelta del mondo greco come sfondo narrativo. Se ci sono racconti che affondano le radici nella storia umana capaci di dimostrare quanto ci piacciono le soap-opera, quelli sono i miti greci, affollati di mostri, eroi, storie tragiche e romantiche e dove i dispetti tra le divinità sono tra i frutti più squisiti. Preparatevi quindi a litigi, amicizie, alleanze e romance... perché si, c'è anche quello in Hades.
Se avete giocato questa perla rara siamo certi che concorderete con il nostro entusiasmo; se non l'avete ancora fatto forse l'uscita della versione fisica del gioco, che lo ricordiamo, è fissata per il 19 marzo, potrebbe essere la vostra occasione. E anche se non suona tanto bene come augurio, ma siamo certi capirete: ci vediamo all'inferno!