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House of the Dragon 3, dove eravamo e dove andiamo: impressioni sul primo episodio della stagione

Ricomincia la sanguinosa battaglia per il controllo di Westeros nel prequel de Il Trono di Spade: ecco dove eravamo rimasti e cosa possiamo aspettarci dalla nuova stagione di House of the Dragon.

SPECIALE di Christian Colli   —   24/06/2026
Il cast di House of the Dragon 3

Sebbene l'interesse nei confronti di Game of Thrones - Il Trono di Spade in Italia - sia fisiologicamente diminuito, sia perché la serie TV si è conclusa ormai anni fa, sia perché l'autore George R.R. Martin continua a procrastinare la stesura degli ultimi romanzi, House of the Dragon resta un appuntamento molto atteso.

La serie televisiva prequel si è distinta per le interpretazioni stellari del cast e l'eccezionale messinscena, e anche se nella seconda stagione la scrittura ha un po' scricchiolato, la terza ha tutto il potenziale per riprendersi. La nuova stagione, infatti, è ricominciata su Sky Atlantic in pompa magna con l'attesissima battaglia del Gullet: vediamo com'è andata questa premiere, ma prima facciamo un piccolo ripasso per ricordarci a che punto eravamo rimasti.

Dove eravamo rimasti

Dunque, ricominciamo da capo. House of the Dragon comincia duecento anni prima de Il Trono di Spade, nel pieno regno di Re Viserys I Targaryen, che ha avuto una figlia femmina e nessun maschio: all'inizio della serie, la moglie muore di parto insieme al neonato, lasciando al sovrano un grosso problema di successione. Viserys nomina dunque sua figlia Rhaenyra erede al trono, cosa che non piace alla maggior parte dei nobili, dato che Westeros non ha mai avuto una donna sul Trono di Spade. La situazione si complica quando un consigliere del re, Otto Hightower, riesce a far sposare Viserys e sua figlia Alicent che, allo stesso tempo, è anche la migliore amica di Rhaenyra. La strana coppia (Viserys ha trent'anni più di Alicent) genera tre figli maschi: Aegon, Aemond e Daeron.

Rhaenyra (Milly Alcock) e Alicent (Emily Carey) da giovani all'inizio di House of the Dragon
Rhaenyra (Milly Alcock) e Alicent (Emily Carey) da giovani all'inizio di House of the Dragon

Gli anni passano, Rhaenyra e Alicent in qualche modo si riconciliano, e la prima intanto si sposa con Laenor Velaryon, figlio di Corlys, il "Serpente di Mare", Lord delle Maree, Lord di Driftmark e marito della principessa Rhaenys Targaryen, cioè la cugina di Viserys. Rhaenyra genera tre figli - Jacaerys, Lucerys e Joffrey - ma c'è un problema: nessuno è figlio di Laenor, che è omosessuale, ma sono tutti e tre figli di Harwin Strong, che a sua volta è figlio del Primo Cavaliere. Questo è praticamente il segreto di Pulcinella, visto che i figli di Rhaenyra somigliano fortemente al buon Strong, e il fratello di quest'ultimo, il viscido Larys, per ingraziarsi Alicent fa assassinare sia Harwin che suo padre, così Otto diventa Primo Cavaliere.

Intanto, succedono alcune cose. Viserys ha un fratello, Daemon, che è mezzo matto ma è anche un grandissimo guerriero. E ha un'infatuazione - ricambiata - per la nipote. Daemon è sposato suo malgrado con Rhea Royce, così simula un incidente per farla fuori e prende in moglie la sorella di Laenor, Laena, che peraltro era stata proposta a Viserys prima di Alicent. Laena dà a Daemon due figlie - Rhaena e Baela - ma muore di parto. A questo punto, Rhaenyra aiuta Laenor a fingere la propria morte per liberarsi da ogni responsabilità e scappare a vivere la propria vita lontano dagli intrighi di palazzo. Senza più consorti scomodi di mezzo, Rhaenyra e Daemon si risposano e generano Aegon e Viserys.

Re Viserys (Paddy Considine) muore di malattia nella prima stagione di House of the Dragon
Re Viserys (Paddy Considine) muore di malattia nella prima stagione di House of the Dragon

Nonostante alcune incomprensioni tra i più piccoli - che costano a Aemond un occhio - le due famiglie allargate sembrano riconciliarsi grazie a Re Viserys, gravemente malato. Quest'ultimo delira sul letto di morte, recitando una profezia che si tramandano i Targaryen: fa il nome del suo antenato Aegon, che Alicent scambia per quello di suo figlio, convincendosi che Viserys l'abbia nominato erede poco prima di spirare. Aegon, che è un giovane viziato e donnaiolo, si ritrova re - anche se in realtà è Otto a comandare - e Rhaenyra non la prende benissimo, tant'è che si autoproclama regina di Westeros nel suo castello a Roccia del Drago. Dopodiché manda suo figlio Lucerys a chiedere il sostegno delle altre casate, cosa che però sta facendo anche Aemond: i due, che hanno un conto in sospeso, si scontrano a mezz'aria con i loro draghi e Lucerys muore divorato. E così inizia la guerra tra i Verdi, cioè i sostenitori di Aegon, e i Neri, i sostenitori di Rhaenyra.

Nella seconda stagione, Rhaenyra è distrutta dalla morte di Lucerys, così Daemon decide di contrattaccare e, senza informare la moglie, manda due sicari a uccidere Aegon ad Approdo del Re. I due non solo si fanno beccare, ma invece di assassinare il sovrano, uccidono il figlio neonato che Aegon ha avuto da sua moglie Haelena, che peraltro è anche sua sorella (ehi, è pur sempre il Trono di Spade!). Il delitto danneggia l'opinione pubblica di Rhaenyra e apre una profonda spaccatura tra lei e Daemon, che va a cercare nuovi alleati a Harrenhal: lì trascorre praticamente tutta la stagione tra le allucinazioni apparentemente indotte dall'inquietante Alys Rivers.

Daemon (Matt Smith) ad Harrenhal nella seconda stagione di House of the Dragon
Daemon (Matt Smith) ad Harrenhal nella seconda stagione di House of the Dragon

Il resto della famiglia, intanto, combatte la battaglia di Nido del Corvo, dove i Verdi - capitanati dall'ambizioso Criston Cole, un cavaliere che molti anni prima ha avuto una tresca con Rhaenyra e ora pure con Alicent - riescono a uccidere Rhaenys e il suo antico drago Meleys. Aemond, che ora che è morto suo nipote è l'immediato successore al trono, cerca di far fuori il fratellino, ma ci riesce a metà: Aegon, infatti, sopravvive ma resta orribilmente sfigurato e menomato. Il trono comunque passa a suo fratello in qualità di principe reggente, il che comporta nuovi problemi, specialmente a sua madre Alicent che in linea di massima è contraria alla guerra e cerca anche di trovare un punto d'incontro con Rhaenyra, mentre l'opinione pubblica ricomincia a oscillare verso i Neri.

I Neri, intanto, hanno un grosso problema di draghi: sono rimasti pochissimi cavalieri, così Rhaenyra - che nel frattempo ha cominciato una sorta di tresca con la spia Mysaria, ex prostituta e amante di Daemon - comincia a cercare nuovi potenziali combattenti. Alla fine recluta tre bastardi Targaryen e Velaryon: Hugh, Ulf e Addam. Quest'ultimo ha un fratello, Alyn, che si unisce all'equipaggio di Corlys. Intanto che le armate si preparano a uno scontro decisivo, anche Rhaena sembrerebbe aver trovato un drago tutto suo, Larys aiuta Aegon a fuggire da Approdo del Re prima che suo fratello gli dia il colpo di grazia e Alicent si reca a Roccia del Drago per accordarsi con Rhaenyra: le aprirà le porte della città in assenza di Aemond per permetterle di riprendersi la corona, anche a costo di sacrificare suo figlio.

Inizia la terza stagione

La nuova stagione di House of the Dragon comincia proprio subito dopo la fine della seconda, con un episodio intitolato "Sale e mare, fuoco e sangue" della durata di ben 63 minuti: si tratta di un inizio sfolgorante, incentrato tutto sull'attesissima battaglia del Gullet, uno dei momenti più sanguinosi e appassionati nella storia scritta da George R.R. Martin. E qui sta un piccolo problema, poiché, dopo aver seguito in maniera abbastanza fedele la narrativa originale, l'autore Ryan Condal ha cominciato a divergere piuttosto sensibilmente, spaccando in due il pubblico più appassionato.

Il nuovo episodio è uno spettacolo visivo, sorretto dall'interpretazione sempre straordinaria degli attori e in particolare di Emma D'Arcy e Olivia Cooke, due vere fuoriclasse, che superano in bravura anche l'ottimo Matt Smith. Truculenta, imprevedibile e ben girata da Loni Peristere, questa premiere fa ben sperare per la qualità futura e complessiva di questa stagione, ma la scrittura cigola ancora, specialmente perché i comportamenti di alcuni personaggi, manipolati diversamente rispetto alle minuziose ricostruzioni di Martin, fanno sembrare il conflitto meno "genuino" e più vincolato a ripetuti fraintendimenti. Vedremo nelle prossime settimane se gli autori della serie TV riusciranno a far quadrare il cerchio anche al netto di alcuni cambiamenti e riposizionamenti.

Resta tuttavia un problema che in un certo senso è estraneo alla serie TV. Se avete seguito House of the Dragon stagione dopo stagione, senza riguardarlo tra una e l'altra, allora probabilmente saranno passati un paio d'anni anche per voi dall'ultima visione, e il cast comincia a essere troppo affollato per una serializzazione tanto a singhiozzi. Al netto della memoria individuale, l'aggiunta di nuovi personaggi - tra i quali spiccano gli Stark di Grandeinverno, che finalmente prendono parte alla guerra - sta cominciando ad affollare una trama sempre più intricata a livello di esecuzione. Ciascuno lotta per il proprio spazio sullo schermo, di conseguenza alcuni appaiono sensibilmente meno caratterizzati, interessanti e memorabili di altri, e per lo stesso motivo certi colpi di scena perdono l'intensità che avrebbero meritato.

Una scena del primo episodio di House of the Dragon 3, 'Sale e mare, fuoco e sangue'
Una scena del primo episodio di House of the Dragon 3, "Sale e mare, fuoco e sangue"

I tempi di produzione dilatati sono ormai uno standard in serie TV così elaborate anche a livello di effetti speciali, ma per quanto ci si debba rassegnare, resta il fatto che alcune storie faticano a mantenere la presa sugli spettatori e House of the Dragon potrebbe aver raggiunto quel confine pericoloso. Ora la serie HBO si sta avvicinando alla chiusura: la quarta stagione sarà l'ultima come previsto da tempo, perciò dovrà riuscire a cavalcare lo slancio di questa ripresa col botto fino alla fine. Il ritmo, tuttavia, ci preoccupa non poco: le storie di Martin hanno spesso preso le distanze dalla progressione tradizionale che prevede il climax sul finale, ma i libri sono una cosa e il linguaggio televisivo è un'altra. Siamo sicuri che i cambiamenti apportati alla serie TV si riveleranno efficaci come probabilmente sperano gli autori?

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