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I migliori videogiochi del 2026 (finora): la classifica dei primi sei mesi

Da Forza Horizon 6 a Resident Evil Requiem, ecco i titoli che hanno reso speciale la prima metà dell'anno.

SPECIALE di Diego Trovarelli   —   25/07/2026
Saros
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Tra debutti d'eccezione, il ritorno in grande stile di marchi leggendari e ottime produzioni indipendenti, la prima metà del 2026 ci ha regalato perle videoludiche davvero degne di nota. Abbiamo infatti assistito all'evoluzione di saghe storiche, all'arrivo di spin-off coraggiosi e alla consacrazione di nuove idee di game design che hanno fatto la gioia del pubblico pagante. Ma quali sono quei titoli usciti tra gennaio e giugno che possono guardare gli altri dall'alto verso il basso? Li abbiamo raggruppati in questa lista, in attesa di vedere se riusciranno a resistere anche quando tireremo le somme alla fine del 2026.

Forza Horizon 6

Era il titolo più desiderato e sognato dall'intera community dei fan dei giochi di corse, e Playground Games ha finalmente ascoltato le richieste realizzando un'opera maestosa.

Forza Horizon 6 trasferisce il celebre festival automobilistico direttamente tra i paesaggi mozzafiato del Giappone, intrecciando l'energia delle strade urbane con la quiete millenaria dei percorsi di campagna, tra i ciliegi in fiore e i leggendari percorsi di montagna che incorniciano il Monte Fuji.

Forza Horizon 6 ha fatto felici i fan della serie proiettandoli in Giappone
Forza Horizon 6 ha fatto felici i fan della serie proiettandoli in Giappone

La sua mappa estremamente varia - probabilmente la migliore di sempre - mette a disposizione scenari e circuiti che accontentano ogni palato; mentre sul fronte del gameplay, il titolo perfeziona una formula già straordinaria, e restituisce sensazioni uniche sia quando si spinge al limite una supercar lungo le vie cittadine, sia quando ci si cimenta nella sacra arte del drifting. Dal punto di vista tecnico e grafico, il gioiello di Playground raggiunge vette di eccellenza toccate finora da pochi altri prodotti, sebbene i modelli poligonali dei personaggi non siano proprio ineccepibili; ma, si sa, la perfezione non è di questo mondo.

Yoshi and the Mysterious Book

Yoshi è tornato a farci sognare su Nintendo Switch 2 con una gemma d'autore, di quelle capaci di scaldare il cuore di giocatori di qualsiasi età. Yoshi and the Mysterious Book catapulta il nostro amico verde preferito all'interno di uno strano libro parlante che custodisce tra le sue pagine una gran quantità di informazioni su alcune stravaganti creature, sebbene molti dei suoi contenuti risultino frammentari.

Ed è così che, immerso tra le pagine animate di questo tomo magico, Yoshi deve esplorare capitoli dai temi variopinti per riportare l'ordine e dare completezza alla conoscenza racchiusa nella curiosa enciclopedia. Quello confezionato da Good-Feel e Nintendo è un platformer brillante e ingegnoso, in cui a regnare è la ricerca costante e rilassata, veicolata da un gameplay appagante sotto tutti i punti di vista.

Sul fronte visivo, Yoshi and the Mysterious Book è una delizia
Sul fronte visivo, Yoshi and the Mysterious Book è una delizia

Ogni creatura incontrata nelle pagine possiede infatti caratteristiche uniche che possono essere messe in collegamento con l'ambiente in cui vive; tutto ciò dà come risultato un flusso ludico intelligente e freschissimo, in cui anche il sonoro dice la sua. La deliziosa direzione artistica di Yoshi and the Mysterious Book è poi la classica ciliegina sulla torta; un elemento che trasforma ogni singolo livello in una caccia al tesoro elegante e dotata di una propria personalità.

007 First Light

Reinventare l'agente segreto più famoso della storia del cinema era un'impresa per gente che non ha paura di nulla, ma i ragazzi di IO Interactive hanno dimostrato di possedere il talento e l'audacia necessari per riuscirci alla grande.

007 First Light ci regala una storia inedita ed entusiasmante sulle origini di James Bond, presentandoci una giovane recluta dell'MI6 ancora impetuosa e spericolata, ma dotata di un fiuto e di un carisma fuori dal comune.

L'avventura schiera gli storici personaggi che abbiamo imparato a conoscere attraverso sessant'anni di missioni bondiane, da Moneypenny a M, passando per il mitico Q con i suoi gadget che ne sanno una più del diavolo, ma anche un parco di new entry che si dimostra convincente e solido. Il gameplay rappresenta un'ottima sintesi tra l'approccio stealth sandbox che ha reso celebre lo studio danese e sequenze d'azione adrenaliniche degne dei migliori blockbuster cinematografici; una formula, questa, nella quale il giocatore ha una buona libertà di approcciare le varie situazioni secondo il proprio stile. Come prevedibile, a condire il tutto ci pensano inseguimenti a rotta di collo, ambientazioni esotiche ricche di fascino e soprattutto una scrittura degna di un vero film di James Bond.

Mina the Hollower

Dopo Shovel Knight, con Mina the Hollower Yacht Club Games firma un altro gioiellino confezionando un'avventura d'azione dallo spiccato sapore gotico e dall'estetica squisitamente retro. Come il titolo suggerisce, noi siamo Mina, una leggendaria Hollower che ha il compito di salvare un'isola maledetta preda dell'oscurità e di certe creature poco raccomandabili, e per fare questo dovremo avventurarci in un mondo insidioso che pullula di dungeon, insediamenti e caverne sotterranee.

Stiamo parlando di un'esperienza che tiene in grande considerazione la voglia di sperimentare e la creatività del giocatore, e che si appoggia principalmente sulla facoltà che ha quest'ultimo di scavare sotto la superficie per trovare la soluzione ai problemi.

Mina the Hollower è una perla ricca e stratificata
Mina the Hollower è una perla ricca e stratificata

Non temete, però, perché il sistema di combattimento non è stato trascurato, anzi, è ricchissimo di sfaccettature e possibilità; così come il livello di sfida si dimostra elevato e persino punitivo a dispetto del comparto estetico della produzione che potrebbe lasciar sospettare una passeggiata di salute. Mina the Hollower è quindi un grande omaggio a mostri sacri come The Legend of Zelda e Castlevania ma non è una copia carbone, quanto piuttosto un allievo che ha studiato, che ora presenta la propria tesi sull'argomento e che riceve pure un bel bacio accademico.

Saros

A fine aprile, Housemarque è tornata su PlayStation 5 con un'esperienza sci-fi viscerale, che dimostra ancora una volta tutto il talento del team finlandese nell'ambito delle avventure ad alto tasso di proiettili. Saros ci proietta su Carcosa, pianeta situato a migliaia di anni luce dal sistema solare, per indagare sulla misteriosa scomparsa di alcune spedizioni giunte sul posto prima di noi per fondare una colonia mineraria.

Ad attenderci però troveremo inquietanti incubi che aggiungono una bella spruzzata di horror all'avventura, e come se non bastasse tetri eventi naturali, come eclissi, che vedono bene di sconvolgere il pianeta. Pad alla mano, Saros si presenta come uno sparatutto in terza persona con struttura vicinissima a quella roguelite, in cui l'azione è frenetica e visivamente ipnotica, con centinaia di proiettili colorati che riempiono lo schermo. Ma è senza dubbio la progressione la componente cardine dell'esperienza; una progressione che, in seguito a ogni fallimento, ci spinge a migliorare le nostre capacità per far fronte alle minacce nascoste dietro ogni angolo di Carcosa. Indubbiamente Saros non è un titolo adatto a tutti, ma ha dalla sua un gameplay e una direzione artistica stupefacenti, senza contare che, se siete amanti del sottogenere Bullet Hell, qui troverete il vostro paradiso. O il vostro inferno.

Mewgenics

Nato dalla mente geniale ed eccentrica di Edmund McMillen e Tyler Glaiel, Mewgenics è uno dei fenomeni indie più sorprendenti di questo 2026. Ad accogliere il giocatore non c'è una trama epica tradizionale, bensì un pretesto narrativo a dir poco surreale: siamo infatti chiamati a gestire una catapecchia con l'obiettivo di allevare, incrociare e prendersi cura di generazioni di gatti mutanti per poi spedirli in esplorazione in un mondo ostile e bizzarro, popolato da mostri aberranti di ogni foggia.

Mewgenics mette sul piatto una quantità di contenuti soverchiante
Mewgenics mette sul piatto una quantità di contenuti soverchiante

La struttura di gioco si rifà a quella di un roguelike, corredata da un sistema di combattimento tattico a turni basato su una griglia arricchito da interazioni fra scenari e nemici che hanno del geniale. Ma in barba alla sua natura indie, Mewgenics è una produzione che non si fa mancare nulla nemmeno sul fronte dei contenuti, travolgendo l'utente con oltre 200 ore di gioco, altrettanti tipi di nemici, quasi 100 boss e migliaia di abilità da sfruttare. L'avrete capito: la profondità garantita da quest'opera è strabiliante, e se alla ricetta aggiungete anche una colonna sonora da urlo, ecco servito un piatto irrinunciabile.

Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection

Con Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection, Capcom ha superato ogni aspettativa, portando questa serie spin-off del filone principale a livelli di maturità e spettacolarità finora inediti. In questa avventura da circa cinquanta ore impersoniamo un esperto Rider che ha il compito di studiare e proteggere i mostri con i quali stringe un legame, e che si muove all'interno di una narrazione che sa regalare anche qualche bel colpo di scena.

Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection ha una scrittura più matura rispetto al passato
Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection ha una scrittura più matura rispetto al passato

Sul versante del gameplay non siamo lontani dalla formula proposta dal predecessore, ma qui tutto è migliorato e rifinito, soprattutto per quanto riguarda la componente strategica e il sistema di combattimento a turni che si dimostra eccellente. E poi c'è la personalizzazione, che spalanca orizzonti sconfinati, e un cast caratterizzato alla grande, anche per ciò che concerne i comprimari, capaci come sono di declinare a dovere una scrittura più tendente alla serietà rispetto al passato. Monster Hunter Stories 3 ha avuto dunque il merito di far risplendere come merita questa serie spesso un po' sottovalutata, e di proporre un'imperdibile variazione in salsa JRPG di un marchio ormai entrato nella storia.

Pokémon Pokopia

Frutto della sorprendente collaborazione tra Game Freak e Omega Force, Pokémon Pokopia ha conquistato milioni di giocatori grazie a una chiave di lettura fresca e rilassante dell'universo dei mostriciattoli tascabili. Nel gioco, che si propone quasi come una curiosa sintesi tra Animal Crossing e Minecraft, si vestono i panni di un simpatico Ditto, che si risveglia in una landa desolata misteriosamente abbandonata da uomini e Pokémon.

L'endgame di Pokémon Pokopia è potenzialmente infinito
L'endgame di Pokémon Pokopia è potenzialmente infinito

Il suo compito sarà quindi quello di fare luce sull'accaduto ma soprattutto rimettere le cose in bolla, affinché umani e Pokémon possano tornare ad abitare la zona all'insegna dell'armonia e della spensieratezza. Il nucleo attorno a cui ruota l'esperienza è dunque il concetto di ricostruzione, attuabile tramite il posizionamento qui e là di blocchi di diversa natura e consistenza; facile quindi immaginare come la personalizzazione e la flessibilità rivestano un ruolo di primissimo piano in un prodotto perfetto per essere affrontato anche in compagnia. Quello messo a punto da Game Freak e Omega Force è insomma il classico caso di prodotto facile da approcciare ma che sotto la superficie nasconde strati di insospettabile profondità. Una profondità che si traduce in una serie di incarichi sempre più articolati da portare a compimento, a cui si affianca un endgame che sfida l'eternità grazie alla possibilità di dare vita alla nostra isola dei sogni in cloud insieme ad altri tre amici.

Planet of Lana II: Children of the Leaf

Lo studio svedese Wishfully è tornato a incantare la scena globale con il seguito del loro acclamato Planet of Lana, approdato sul mercato nel 2023. Children of the Leaf riprende il viaggio emozionante della giovane Lana e del suo inseparabile compagno alieno Mui, nuovamente costretti a mobilitarsi per cercare una cura per la sorella Elo, ammalatasi a causa dell'attacco di una tribù nemica.

Anche stavolta la narrazione, che tocca temi delicati come l'uso della tecnologia da parte dell'uomo, è affidata alla potenza delle immagini e a scenari davvero evocativi in tutta la loro grazia artistica e cromatica.

Planet of Lana II: Children of the Leaf perfeziona quello che di buono già c'era nel prequel
Planet of Lana II: Children of the Leaf perfeziona quello che di buono già c'era nel prequel

Come l'avventura che l'ha preceduta, questa nuova odissea di Lana e Mui si conferma un raffinato platformer a scorrimento orizzontale in cui gli enigmi ambientali e la cooperazione tra i due protagonisti rappresentano i perni indiscussi dell'offerta. Collaborazione che ora però risulta ulteriormente ampliata e perfezionata: l'utente ora può infatti controllare Mui in modo più tattico e con maggiore libertà; il che aggiunge un nuovo strato a una giocabilità già di per sé molto gradevole. Se avete amato il primo capitolo, non avete motivo per lasciarvi sfuggire questo seguito, insomma, che, al giro di boa del 2026, si è rivelato una graditissima conferma più che una sorpresa.

Resident Evil Requiem

Il 2026 è stato però anche l'anno del ritorno di un Leon Kennedy più oscuro che mai, che insieme a Grace Ashcroft ci ha condotti nelle tenebre di Resident Evil Requiem. In questa nuova iterazione della leggendaria saga targata Capcom l'orrore psicologico e l'azione concitata si fondono, per un duplice approccio al gameplay che ha fatto comunque discutere sin dal momento dell'uscita del gioco.

Dopo la saga del Megamicete e di Ethan Winters, la serie, dunque, torna a casa, e lo fa riportandoci a Raccoon City per una doppia indagine dai risvolti brutali e che affonda le proprie radici in un passato che non sembra voler riposare in pace.

In Resident Evil Requiem convivono due anime di gameplay molto differenti fra loro
In Resident Evil Requiem convivono due anime di gameplay molto differenti fra loro

Grace è infatti la protagonista di sequenze che hanno la propria ragion d'essere nell'atmosfera densa e in una tensione che riesce a esprimersi al meglio se associata alla visuale in prima persona; a Leon è invece affidato l'incarico di trascinare il giocatore in scontri sanguinosi a suon di proiettili. Resident Evil Requiem si è dimostrata dunque un'avventura attesa quanto divisiva, ma che senza dubbio ha avuto il merito di portare avanti la grande tradizione orrorifica di Capcom con onore, specie nella sua prima parte.

Crimson Desert

Nei mesi precedenti alla sua uscita datata 19 marzo, Crimson Desert è stato forse il titolo che ha attirato su di sé il maggior numero di occhi e orecchie del pubblico, smanioso di sapere se fosse tutto oro quello che sembrava luccicare in casa Pearl Abyss.

Molte cose sicuramente hanno brillato al momento del suo esordio sul mercato: lo scenario confezionato dalla software house sudcoreana è infatti sconfinato e soprattutto incantevole da ammirare, la progressione è ottima e ci sono tantissime cose da fare. A guidarci nell'avventura è Kliff, mercenario dal passato oscuro che si muove in un mondo fantasy spietato che accoglie l'utente senza troppi fronzoli, e che fa da sfondo a una narrazione che si appoggia su due storyline che avanzano in parallelo.

Crimson Desert può vantare un mondo di gioco di dimensioni incredibili
Crimson Desert può vantare un mondo di gioco di dimensioni incredibili

Certo, al day one le sbavature si sono viste e si sono avvertite, come le boss fight non proprio riuscitissime, la superficialità con cui spesso viene trattato ciò che siamo chiamati a fare e un sistema di controllo tutt'altro che agevole in molte situazioni. Nel corso dei mesi Crimson Desert ha comunque ricevuto da Pearl Abyss qualche aggiornamento che ha remato a favore della stabilità e del gameplay, ma al di là di tutto stiamo parlando di un'opera imponente, che si è presa gran parte della luce dei riflettori videoludici del 2026.

LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro

TT Games e Warner Bros. hanno unito le forze per regalare ai fan dell'Uomo Pipistrello e dei mattoncini danesi l'esperienza definitiva con LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro, opera che celebra la gloriosa storia del personaggio attraverso un'avventura epica e al contempo scanzonata.

Mister Freeze, Poison Ivy, Bane, Joker e compagnia bella minacciano di ridurre in pezzi Gotham City, e così Batman, insieme all'intera Bat-famiglia, deve battere palmo a palmo la metropoli per sventare i piani dei supercattivi e ripristinare così l'ordine per le strade.

LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro è una delle migliori incursioni di Batman nel medium videogioco
LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro è una delle migliori incursioni di Batman nel medium videogioco

A disposizione c'è una città esplorabile in lungo e in largo a piedi o alla guida dei celebri veicoli che tutti ben conosciamo, e che fa da sfondo a una campagna coinvolgente e che strizza l'occhio ai vari media su cui il Cavaliere Oscuro è apparso nel corso della sua onorata carriera. I fan della serie Arkham si troveranno poi a casa per via del sistema di combattimento e della progressione che risulteranno subito familiari, nonché per la sterminata quantità di enigmi da risolvere e collezionabili da scovare in giro per le mappe. Il 2026 è stato quindi anche l'anno di Batman, che ci ha regalato un'avventura che sarebbe riduttivo e superficiale considerare "per bambini". Provare per credere, se non l'avete ancora fatto.

Menzioni d'onore

Ovviamente non ci siamo dimenticati che, oltre a quelli che abbiamo messo in elenco, in questi primi mesi del 2026 sono sbarcati nei negozi e negli store digitali altri gioiellini che meritano di essere citati.

Per gli amanti delle atmosfere cyberpunk e della pixel art ad alto impatto visivo, ad esempio, aprile ci ha regalato Replaced, una gemma di rara eleganza e fascino narrativo in 2.5D che si è fatta attendere addirittura cinque anni.

Sempre ad aprile è toccato poi a Vampire Crawlers entrare in scena; quello di Poncle è il frenetico spin-off roguelite deck-building nato dall'universo di Vampire Survivors, capace di tenere incollato allo schermo chiunque cerchi partite strategiche e incredibilmente appaganti.

Ci sono altri giochi che secondo voi meriterebbero di fregiarsi del titolo di "migliori della prima metà del 2026"? E, considerate le uscite dei prossimi mesi, credete che quelli presenti in questa lista riusciranno a tenere duro per un posto nella top di fine anno?

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