Microsoft e Sony: prime parti a confronto 97

Alla luce delle recenti evoluzioni, facciamo un confronto fra i first party Microsoft e Sony

SPECIALE di Giorgio Melani   —   18/11/2018

Si è parlato a lungo del vantaggio accumulato da Sony nei confronti di Microsoft sul fronte della produzione di esclusive, grazie soprattutto a un esercito di team first party in grado di garantire una potenza di fuoco notevole per le proprie console. La costruzione di questa non è stato un processo semplice né improvviso: il difficile inizio di PS3, dopo una generazione praticamente in discesa con la console precedente, ha spinto la compagnia nipponica a rivedere la sua organizzazione interna e a fare qualcosa di più, impegnandosi in prima linea per caratterizzare l'offerta ludica sulla propria piattaforma. È probabile che a questa decisione abbiano concorso la conclusione del periodo d'oro delle esclusive third party facili di PS2, così come (e collegato al primo motivo) la concorrenza sorprendentemente agguerrita di Xbox 360 a erodere quote di mercato e visibilità nel panorama videoludico.


La medesima situazione si ritrova ora a parti invertite: dopo la gioiosa macchina da guerra che era Xbox 360, qualche anno di gestione alquanto dubbia da parte di Microsoft, proprio mentre il meccanismo dei first party Sony cominciava a ingranare sparando a pieno regime titoli di grosso calibro, hanno messo in rilievo una discrepanza strategica. Si può discutere sull'effettivo peso delle esclusive in un mercato in cui i grossi numeri vengono fatti solitamente dai multipiattaforma, ma non c'è dubbio che queste abbiano un'importanza notevole nella costruzione identitaria della console, probabilmente più di qualsiasi altro elemento. A quanto pare, la questione è ben chiara anche a Microsoft, sebbene in questo caso ci sia sempre da considerare l'ecosistema allargato della casa di Redmond, per cui non si parla solo di console ma anche di PC. Il recente, importante, impegno dimostrato nella ricostruzione di una linea di first party sotto la guida di Phil Spencer testimonia il ritorno di questa sensibilità nei confronti delle esclusive ed è veramente un bene per tutti.

Battle of the teams

Affrontare la questione nell'ottica della console war non è forse l'approccio più maturo e posato, ma siamo pur sempre videogiocatori e la competizione è linfa vitale. Pertanto, proviamo a confrontare direttamente i first party Microsoft con quelli Sony, in una sorta di battaglia delle band in versione super nerd, ovviamente mettendo in scena scontri che possono essere anche molto impertinenti, per non dire privi di senso. In effetti i confronti diretti sono congruenti solo quanto si paragonano team storicamente impegnati in ambiti simili, ma ci sono alcuni elementi ricorrenti in entrambi gli schieramenti che possono essere esplicitati con un'impostazione di questo genere. In questi ultimi anni è risultata piuttosto evidente la superiorità della produzione first party Sony, sia come qualità delle produzioni da parte dei team che come quantità di giochi e anche di team stessi, ma almeno su quest'ultimo punto le cose stanno cambiando e qualcosa si muoverà anche sul fronte dei giochi e della qualità media di questi.


La quantità di squadre all'opera da una parte ed dall'altra è ora praticamente la stessa: con un conteggio a occhio, forse non molto preciso, si contano circa 15 team first party per Sony e 14 per Microsoft, dunque una differenza quantitativa davvero di poco conto se consideriamo oltretutto che nel conteggio per la compagnia nipponica abbiamo inserito anche ForwardWorks e Foster City Studio che non hanno all'attivo produzioni videoludiche per console, o il Manchester Studio che si occupa di realtà virtuale. Anche nei quattordici team first party di Microsoft si contano un paio di digressioni rispetto all'ambito Xbox, con l'etichetta Casual Games il cui nome dice tutto e Lift London che al momento si occupa soprattutto dello sviluppo di progetti legati a Hololens. Insomma, il computo degli sviluppatori alle prese da una parte e dall'altra è praticamente pari a questo punto e la loro organizzazione ha degli evidenti punti di contatto, anche se un confronto diretto risulta necessariamente un po' forzato.

Gli specialisti

Partendo con gli scontri, quando si pensa alla capacità tecnica di sfruttare gli hardware, sul versante Sony è facile che venga subito in mente Naughty Dog, e di confronti diretti non ce ne sono molti in questo senso. Come potenzialità bisogna considerare Playground Games per Microsoft: il team britannico ha dimostrato già di avere una stoffa notevole ma finora è stato impegnato solo sui racing game, dunque si è potuto esprimere in un ambito piuttosto limitato, anche se sempre con risultati entusiasmanti. Il famoso titolo open world che sembra sia in sviluppo da tempo presso il team e che potrebbe essere addirittura un nuovo Fable dovrebbe dimostrare veramente di cosa è capace Playground, facilmente candidata ad essere uno dei first party più importanti della scuderia Microsoft. Uno scontro molto sbilanciato, per il momento, considerando il curriculum impressionante ormai costruito da Naughty Dog rispetto all'esperienza ancora esigua e tutta concentrata in un genere specifico che caratterizza invece Playground. La lotta è dunque tutta in prospettiva, su questo fronte. Se si pensa ai team rispettivamente impegnati nell'innovazione o nello sviluppo di esperienze un po' fuori dagli schemi, Sony può contare su quella fucina di idee che è Media Molecule, mentre sul fronte Microsoft lo studio che più ricalca queste caratteristiche potrebbe essere Rare.


Il confronto qui è improprio, anche perché il team britannico ha una storia infinitamente superiore a Media Molecule ed è alquanto fuorviante limitarlo al ruolo di squadra da sperimentazione ma questo è un po' lo spazio che ha voluto ritagliarsi all'interno di Microsoft e può rivelarsi una posizione di grande vantaggio per poter sviluppare al meglio le proprie idee, considerando anche quanto sia stato difficile finora imporre una propria indipendenza di visione progettuale all'interno della corporazione di Redmond. Le capacità di entrambe le squadre sono indubbie qui, ma certo il pedigree di Rare può dare una marcia in più alle produzioni della divisione Xbox. Un paragone diretto piuttosto semplice può essere fatto invece tra Polyphony Digital e Turn 10, due team da sempre specializzati esclusivamente sul genere automobilistico. Si tratta di uno scontro di difficile valutazione, a causa delle enormi capacità dimostrate da entrambi i team: se da una parte troviamo la passione e la dedizione puramente nipponica della squadra Sony a supporto di una serie che è ormai a tutti gli effetti un vero e proprio mito videoludico, con propaggini di popolarità ormai insediatesi anche nel mondo più allargato dei motori, come Gran Turismo, dall'altra c'è Turn 10 che, con meno glamour e notorietà, continua a sfornare simulazioni automobilistiche ("simulazioni" in senso lato, chiediamo agli appassionati di perdonarci e passare il termine per comodità) di altissimo livello, a dire il vero collezionando risultati anche superiori a quelli del team rivale, almeno in questi ultimi anni.

Punti di contatto

Possiamo trovare un altro ambito comune tra le due compagnie nei team più piccoli, impegnati in progetti alternativi e ispirati per così dire agli indie, anche se ovviamente parlando qui di vere e proprie major della produzione videoludica il termine è sicuramente usato a sproposito. I Pixel Opus di Concrete Genie hanno ovviamente delle somiglianze con Compulsion, il team di We Happy Few e Contrast recentemente acquisito da Microsoft, dunque anche in questo segmento entrambe le compagnie possono mostrare qualcosa di interessante. Volendo è possibile vedere un punto di contatto tra Bend Studio di Sony e Undead Labs, visto che stanno trattando entrambi l'argomento zombie e sopravvivenza in un ampio mondo aperto post-apocalittico, anche se le dimensioni delle rispettive produzioni sono estremamente diverse, con Days Gone da una parte destinato ad essere uno dei titoli principali per PS4 del 2019 e State of Decay indirizzato invece a un pubblico più di nicchia.


Per quanto riguarda i titoli di grosso calibro e più indirizzati al single player, ovvero produzioni un po' più classiche, possiamo trovare un terreno d'incontro fra Guerrilla Games da parte di Sony e Ninja Theory per Microsoft ed è un confronto particolarmente interessante perché entrambi i team hanno dimostrato di essere molto eclettici, senza fossilizzarsi su produzioni in serie (a parte ovviamente il passato del team Sony con Killzone). Anche qui il confronto è improprio perché Guerrilla ha raggiunto dimensioni ragguardevoli rispetto a un team ancora in organico quasi indie come Ninja Theory, ma ci sono degli evidenti punti in comune nei generi che vengono trattati da entrambi e si tratta di due team che sicuramente vengono tenuti particolarmente d'occhio da tutti coloro che cercano esperienze single player classiche.

Differenze

La concentrazione su singoli brand di grosso calibro è una caratteristica standard di Microsoft, per cui team di grosse dimensioni come The Coalition, interamente dedicato a Gears of War, o Mojang che è strutturato per seguire unicamente il colossale Minecraft non hanno corrispettivi diretti in Sony. Una sorta di paragone potrebbe essere fatto con Santa Monica, studio storicamente legato a God of War anche se all'occorrenza impegnato anche in altri progetti, ponendolo su un piano simile al team di Gears e soci, anche per un generico richiamo all'action che li caratterizza entrambi, sebbene con accezioni decisamente diverse. Una storia a parte è invece 343 Industries, anche perché una serie come Halo non ha vere e proprie corrispondenze nell'ambito PlayStation. La console Sony può contare su un grande pantheon di personaggi famosi ma è difficile trovare tra questi un'icona che abbia per la piattaforma lo stesso valore che può avere la serie di Master Chief per Xbox, dunque anche 343 è sostanzialmente una storia a sé.


Di difficile collocazione è anche Sucker Punch per quanto riguarda la scuderia Sony, team che nel tempo è passato da esperienze diverse dimostrando sempre un grande talento, a cui potrebbe essere contrapposto il nuovo The Initiative, che potenzialmente potrebbe puntare a un pubblico simile considerando i trascorsi del capo del team, quel Darrell Gallagher che come presidente di Crystal Dynamics ha lavorato a diversi titoli di grosso calibro come Deus Ex e Hitman, tra gli altri. La squadra ha ancora tutto da dimostrare ma considerando le acquisizioni di organico fatte sembra puntare veramente in alto. Infine, arriviamo alle specificità più peculiari per entrambe le fazioni. L'elemento più caratterizzante di Sony, che non ha un corrispettivo in Microsoft, è la sua produzione interna di matrice nipponica: il Japan Studio, anche con le rimanenze del team Ico, non trova nessuna corrispondenza nel concorrente diretto ed ha sempre avuto un ruolo importante nell'identità della compagnia, a cui potrebbero fare da contraltare proprio le acquisizioni più recenti di Microsoft. Allo stesso modo, infatti, non c'è nulla di simile a Obsidian e InXile sul fronte Sony e la casa di Redmond potrebbe sfruttare i due team per costruire un polo produttivo fortemente specifico e caratterizzante, ovviamente incentrato soprattutto sugli RPG. È un confronto che si presenta molto interessante, mettendo in campo produzioni che sono fortemente legate alle diverse tradizioni tra oriente e occidente.