NVIDIA Reflex, prova della nuova tecnologia anti-latenza

Con un ASUS ROG Swift PG259QN tra le mani abbiamo analizzato e provato a fondo la combinazione tra tecnologia NVIDIA Reflex e refresh a 360Hz

PROVATO di Pierpaolo Greco   e Mattia Armani —   20/10/2020
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Approfittando di un nuovissimo monitor ASUS ROG Swift PG259QN 360Hz, abbiamo potuto testare e verificare con mano i miglioramenti portati dalla tecnologia NVIDIA Reflex. Il nuovo display infatti, pur accontentandosi della risoluzione 1080p, la spinge a refresh estremamente elevati, combinando il tutto con tempi di risposta incredibilmente bassi e con il modulo Latency Analyzer che permette di mostrare direttamente sullo schermo la latenza del sistema, consentendoci così di verificare anche i miglioramenti relativi alla nuova piattaforma di NVIDIA. Nel corposo articolo che segue troverete un approfondimento su NVIDIA Reflex, i risultati della nostra prova sul campo e una manciata di consigli utili a sfruttare display con un refresh rate così elevato.

I vantaggi di un monitor a 360Hz con tecnologia NVIDIA Reflex

Se da una parte stiamo assistendo al passaggio a risoluzioni superiori al 1080p, ancora preponderante nelle statistiche PC ma in buona parte legato ai portatili, dall'altra il cosiddetto Full HD resta al centro degli interessi dei giocatori che puntano al framerate elevato, spesso in ottica competitiva. Tra l'altro tutti i generi beneficiano di refresh elevati, che corrispondono al numero massimo di immagini per secondo mostrate a schermo, garantendo un'immagine più pulita e scritte leggibili anche nel caso di MOBA e strategici, ma è chiaro che i vantaggi maggiori si vedono laddove il libero controllo della telecamera con il mouse permette di ruotare la visuale a velocità fulminee. In questo caso arrivare a refresh da 360Hz comporta benefici netti anche sui 240Hz, garantendo una maggiore visibilità, nemici dai contorni più netti e una fluidità estremamente elevata. Tutti elementi che sono molto utili negli sparatutto in prima persona competitivi.

Ma i nuovi monitor 360Hz sviluppati in collaborazione con NVIDIA, basati su pannelli IPS dual-driver per ridurre i tempi di risposta mantenendo una copertura del colore elevata, vanno in tandem con la tecnologia NVIDIA Reflex che, introdotta con le nuove GeForce RTX 3000, funziona con tutte le GeForce dalla serie 900 in poi e toglie di mezzo la latenza della coda di rendering della GPU, abbassando la latenza complessiva del sistema. Riduce inoltre i colli di bottiglia e può essere sfruttata dagli sviluppatori anche per spingere il clock della GPU in modo da garantire che i frame processati vengano sparati a schermo il più rapidamente possibile. Perché tutto questo sia possibile è necessario il lavoro degli sviluppatori ma il vantaggio è chiaro. Ridurre la latenza lascia infatti più tempo per colpire un nemico che attraversa una finestra o una strada, più complicato da centrare quando all'inevitabile ritardo della reazione umana si aggiungono diverse decine di millisecondi.

Nvidia Reflex 1

I vantaggi di Reflex si estendono a tutti i sistemi compatibili con la tecnologia NVIDIA, promettendo tempi di risposta complessivi che arrivano a 21 millisecondi in 1440p a 144Hz con una configurazione di fascia alta. Ma si parla di un miglioramento nella risposta del 33% anche con una GTX 1660 Super offrendo qualche vantaggio anche nel caso dei 60Hz. Nel caso di Valorant parliamo di soli 6 millisecondi, ma contribuisce al taglio totale di latenza e sale fino 20 millisecondi con una risoluzione che mette in difficoltà la scheda di fascia media NVIDIA come il 4K.

Detto questo è chiaro il il plus di avere una configurazione capace di arrivare effettivamente a 360fps. Con l'incremento di framerate diminuisce infatti il tempo permanenza di ogni frame sullo schermo, cosa che riduce la latenza alla radice. Arrivano anche da qui, con 360fps raggiunti su un monitor a 360Hz, gli appena 12,3 millisecondi dal click del mouse, che aggiunge da meno di un secondo in modalità cablata a oltre tre in modalità wireless, fino all'inizio dell'azione sullo schermo. Valorizza quindi ulteriormente i nuovi monitor a 360Hz, sempre in ottica competitiva, che devono fare i conti con un prezzo non indifferente, almeno per essere pannelli 1080p. Ma dalla loro hanno anche uno sfizio non da poco per chi vive di millisecondi e apprezza gli extra di lusso. Sono infatti dotati di un modulo apposito chiamato Latency Analyzer.

Il Latency Analyzer contribuisce all'unicità dei nuovi display che ci mostrano infatti a schermo l'effettivo tempo di risposta del nostro sistema, con uno sfizioso overlay che permette di tarare il sistema per ottenere la minima latenza possibile. Inoltre godono di modalità ULMB, seppur limitata a 240Hz, e di una modalità G-Sync Esports, pensata per garantire sempre la latenza minima disattivando la retroilluminazione variabile. Non mancano quindi di versatilità, includendo anche una modalità dark boost per i neri, ma ci sono comunque alcuni piccoli ostacoli. Oltre al prezzo da pagare, infatti, è necessario che il mouse usato sia supportato e tra quelli in lista non è raro qualche intoppo dovuto alla gioventù dei nuovi firmare. Ma buona parte dei tempi di risposta sono già inclusi nel database del software e per gli altri siamo sicuri che i problemi saranno risolti rapidamente, almeno con i mouse più in voga.

Asus Rog Chakram

I test sul campo

Per effettuare la nostra prova di NVIDIA Reflex, siamo riusciti a mettere in piedi una triangolazione incredibile tra tre diversi partner così da avere tra le mani una configurazione semplicemente eccezionale. I ragazzi di Drako.it ci hanno fornito il PC di test, un AMD 3900X con 32 GB di RAM DDR4 a 3200 MHz e un SSD da 2 TB, il tutto comodamente e perfettamente impacchettato in un mastodontico case Corsair Cosmos 700 comprensivo di ventole, LED e raffreddamento a liquido della CPU. Tra l'altro proprio questo computer sarà oggetto di una recensione dedicata nei prossimi giorni. Da NVIDIA abbiamo ricevuto una prestante GeForce RTX 3080 Founders Edition, mentre ASUS ci ha gentilmente fornito il loro monitor di punta a 360 Hz, il ROG Swift PG259QN, accompagnato dal mouse ROG Chakram Core, uno dei pochissimi già supportati dai Latency Analyzer e tra l'altro il migliore in termini di latenza grazie alla sua connessione via cavo particolarmente prestante.

Pc Cosmos 700 Drako 6

Con questo ben di dio tra le mani abbiamo provveduto all'installazione degli ultimi driver NVIDIA ufficiali e della nuova versione, ancora in fase di testing, di GeForce Experience. Quest'ultima è essenziale per la prova di NVIDIA Reflex visto che implementa la nuova feature "Performance" tra le sovrimpressioni attivabili agli angoli dello schermo tramite l'HUD dedicato. Abilitando questa nuova voce diventa possibile tenere traccia degli FPS generati da un gioco e di tutti i valori relativi alla latenza ben suddivisi tra i vari elementi che entrano nell'equazione: rendering, mouse, schermo, PC. Compresa una manciata di valori medi che sono poi quelli oggetto della nostra prova. In aggiunta si abilita anche una schermata interna a GeForce Experience che permette di tenere traccia dell'uso di CPU, GPU e RAM come fosse una sorta di benchmark sintetico in tempo reale.

Come adeguatamente spiegato nel resto dell'articolo, analizzare la latenza di sistema tramite il Latency Analyzer integrato nei nuovi monitor è davvero semplicissimo e rende in un attimo, alla portata di tutti, un test che fino a un attimo prima di questa feature, era possibile effettuare solo utilizzando telecamere da svariati migliaia di euro in grado di registrare video con frame rate elevatissimi, impiegando poi ore su ore per l'analisi successiva del filmato frame by frame.

Nvidia Reflex 2

Oggi basta collegare il mouse supportato alla porta USB del monitor specificatamente dedicata alla funzione, quindi attivare il Latency Analyzer attraverso i menu interni dello schermo, posizionare un riquadro in prossimità di un elemento che emana luce nel momento in cui si preme un pulsante del mouse (solitamente la bocca di fuoco di un'arma), e il monitor restituirà immediatamente, in sovrimpressione, refresh rate dello schermo e latenza di sistema. La combinazione con GeForce Experience permette poi di andare più a fondo così da avere valori separati per mouse, schermo, PC e le relative medie che tengono conto degli ultimi 20 click.

La nostra prova l'abbiamo effettuata con 3 diversi titoli che ad oggi implementano il supporto a NVIDIA Reflex e, nel caso del giocatissimo titolo Epic, anche il Latency Flash che aiuta moltissimo nella raccolta dei dati: Valorant, Call of Duty: Warzone e Fortnite.

Prima di entrare nel dettaglio dei risultati è fondamentale sottolineare un elemento di cui bisogna tenere conto per avere una valutazione corretta dei numeri raccolti. Una feature come NVIDIA Reflex è maggiormente utile man mano che l'uso di CPU e GPU si intensificano: per intenderci, scenari in cui il processore o la scheda video sono a tetto e creano colli di bottiglia, sono in assoluto i migliori per godere dell'efficacia di questa funzione proprio perché è in questi casi specifici che la coda di render è più carica di lavoro e quindi, di conseguenza, genera maggiore latenza nell'elaborazione dei frame con cui nutrire il monitor.

Val3

Per questo motivo Valorant e Warzone hanno generato risultati decisamente ridotti. La configurazione di prova, bloccata su una risoluzione 1080p (per quanto in super sampling con Warzone), era talmente potente da generare già, di suo, un valore bassissimo di latenza di sistema visto che nessuna delle componenti era particolarmente carica di lavoro. Sempre per questo motivo uno degli elementi su cui NVIDIA basa buona parte della sua comunicazione relativa a NVIDIA Reflex è nella capacità di questa feature di restituire valori di latenza paragonabili a quelli che si sperimentano con un gradino di risoluzione inferiore: in altre parole, giocando in 4K e abilitando la funzionalità, potremo avere latenze paragonabili al gioco in 1440p o addirittura 1080p. E visto quanto sperimentato con Fortnite, non fatichiamo a credere a questi proclami.

Partiamo quindi da Valorant, sparatutto tattico a squadre con elementi da hero shooter di Riot. Il gioco girava a 1080p con tutti i preset grafici impostati sul massimo e, durante la partita di prova giocata in solitario su una delle mappe, il titolo ha raggiunto l'incredibile valore di circa 650 frame al secondo. I risultati sono quindi stati i seguenti: 11,8 ms di latenza media di sistema senza NVIDIA Reflex; 11,7 ms di latenza media di sistema con NVIDIA Reflex; 11,6 ms di latenza media di sistema con NVIDIA Reflex in modalità ultra. Quest'ultima modalità è consigliata in caso di rendering limitato a causa del troppo carico sulla CPU.

Valorant Nvidia Reflex

La seconda prova l'abbiamo effettuata con Call of Duty: Warzone. In questo caso abbiamo fatto girare il titolo con una risoluzione di 1080p ma con un rendering forzato in 4K impostando al 200% la funzione di supersampling inclusa nel gioco. In aggiunta abbiamo anche abilitato il ray tracing tramite DirectX impostando poi al massimo tutti i settaggi grafici con un risultato di circa 105 FPS in gioco. Abbiamo quindi avviato molteplici partite di prova con i bot per testare la latenza di sistema. I risultati sono stati i seguenti: 47,7 ms di latenza media di sistema senza NVIDIA Reflex; 44,5 ms di latenza media di sistema con NVIDIA Reflex; 46,1 ms di latenza media di sistema con NVIDIA Reflex + boost. Quest'ultima modalità è consigliata in caso di rendering limitato a causa del troppo carico sulla CPU.

Call Of Duty Warzone Nvidia Reflex

A chiudere il giro ci ha pensato Fortnite, il titolo che sicuramente ci ha dato più soddisfazioni e anche una maggiore precisione nell'analisi essendo l'unico che implementa, al momento, il lampo di latenza: si tratta di un riquadro dedicato alla rilevazione del Latency Analyzer che permette di non dover effettuare l'analisi sulla bocca dell'arma imbracciata ma di avere un elemento grafico dedicato che restituisce una precisione ancora maggiore. Abbiamo fatto girare il titolo di Epic in DirectX 12 con ray tracing abilitato e con tutti i preset grafici al massimo. Abbiamo quindi effettuato 2 diversi set di rilevazioni: uno con il DLSS spento così da caricare al massimo la scheda grafica che infatti riusciva a renderizzare circa 52 FPS su un'isola vuota in modalità creativa e uno con il DLSS impostato su "Prestazioni" che ha permesso di far viaggiare il titolo a 148 frame al secondo nel medesimo scenario. Da qui risultati dalla portata diversa, visto il diminuire del tempo di risposta legato all'aumento di frame, ma sempre netto.

Senza DLSS: 84,9 ms di latenza media di sistema senza NVIDIA Reflex; 37,7 ms di latenza media di sistema con NVIDIA Reflex; 38,4 ms di latenza media di sistema con NVIDIA Reflex + boost.

Fortnite No Dlss Nvidia Reflex

Con DLSS Prestazioni: 30,4 ms di latenza media di sistema senza NVIDIA Reflex; 20,1 ms di latenza media di sistema con NVIDIA Reflex; 19,6 ms di latenza media di sistema con NVIDIA Reflex + boost.

Fortnite Con Dlss Nvidia Reflex

In tutti i casi è opportuno evidenziare che il mouse utilizzato per il testing ha generato una forbice di latenza tra un minimo di 0,4 ms e un massimo di 0,9 ms con una media di 0,6 ms.

I giochi per sfruttare al massimo un monitor da 360Hz

Sfruttare un monitor da 360Hz non è facile a meno di non puntare su giochi leggeri come Counter-Strike: Global Offensive che comunque, pur arrivando a sfiorare i 600fps con GeForce una RTX 3080, soffrono di alti e bassi notevoli che pretendono comunque un po' di lavoro sulle impostazioni. Ma arrivare a un refresh tanto elevato vale senza dubbio la pena per chi gioca ad alti livelli, visti i benefici in termini di tempi di risposta anche senza Reflex, al momento supportato solo da Valorant, Fortnite, Call of Duty: Warzone e Apex. La lista, però, si espanderà rapidamente a partire da Cuisine Royale, Destiny 2, Enlisted, Kovaak 2.0 e Mordhau. Certo, parliamo di titoli che soffrono meno di altri dei colli di bottiglia della CPU emersi in 1080, dove il processore ha ancora un peso, con le GeForce RTX 3000, meno netti con le CPU ad alta frequenza Intel ma comunque evidenti. Dovrebbero però ridursi nettamente con i nuovi AMD Ryzen 5000 e ci aspettiamo novità in questo senso anche dai futuri Intel Rocket Lake, come i processori della concorrenza destinati ad andare incontro a modifiche rilevanti legate alla cache.

Counter-Strike: Global Offensive

Pur basato in buona parte sulla strategia, del singolo e di squadra, Rainbow Six Siege trova il culmine in scontri estremamente rapidi e basati su riflessi fulminei. Per questo può senza dubbio beneficiare di un framerate estremamente elevato che va anche a ridurre il tempo di risposta in mancanza del supporto Reflex. Tra l'altro è un titolo leggero che supera abbondantemente i 360fps con una configurazione di fascia alta e sfiora le 500 immagini per, con la grafica in modalità ultra, su una GeForce RTX 3080.

NVIDIA Reflex, prova della nuova tecnologia anti-latenza

Rainbow Six Siege

Usato per mostrarci proprio l'ASUS Rog Swift 360Hz in quel di Las Vegas, ormai dieci mesi fa, Counter-Strike: Global Offensive può essere spinto a framerate molto elevati con qualsiasi scheda, arrivando in vista dei 600fps con una GeForce RTX 3080 e senza alcun compromesso grafico. Abbastanza per contenere la latenza di sistema anche senza tecnologia Reflex, paradossalmente non ancora disponibile in un gioco che ha fatto da araldo per i nuovi monitor a 360Hz. Ma il sostituto ideale non manca.

Valorant

A rimpiazzare Counter-Strike: Global Offensive ci pensa Valorant che non solo ha ritmi simili al titolo Valve, esaltando l'importanza del refresh elevato, ma gode del supporto per NVIDIA Reflex e in 1080p, su un sistema equipaggiato con GeForce RTX 3080 e CPU Core i9-10900K, tocca quei 12 millisecondi di latenza minima sbandierati da NVIDIA. In tutto questo l'uso di Reflex toglie 7 millisecondi, mentre i 360Hz ne tolgono 8, evidenziando l'aumento del peso della tecnologia NVIDIA quando si parla di framerate molto elevati e di tempi di risposta già contenuti.

Fortnite

Con la patch per il ray tracing, Fortnite ha accolto anche Reflex facendo da vero e proprio araldo per la tecnologia. In questo caso per arrivare a framerate elevati è necessario lavorare parecchio sulle impostazioni grafiche, ma il DLSS 2.0 permette comunque di superare i 200fps senza troppe rinunce. Abbastanza per ridurre la latenza che nel passaggio da una GTX 1660 Super su monitor a 60Hz a una RTX 3080 su monitor da 360Hz passa da 56 a 19 millisecondi. Ma in questo caso il peso di Reflex aumenta con 12 millisecondi risparmiati.

Apex Legends

In questo i millisecondi risparmiati da Reflex nel migliore dei casi si fermano a 9, ma comunque parliamo di un minimo di 19 millisecondi, ottimi per un altro titolo che, tra i battle royale più concitati, beneficia anche della maggior chiarezza d'immagine dei 360Hz. Come abbiamo detto questa è rilevante in tutti i giochi ed è molto utile in tutti gli sparatutto in prima persona, veloci per natura, ma guadagna importanza in un gioco in mantenere il contatto visivo con i nemici non è facile mentre questi possono piombarci addosso in pochi attimi anche da grandi distanze.

Fortnite Rtxdlss 20 8

Call of Duty: Warzone

Da fine settembre anche Call of Duty Warzone, più lento nei movimenti ma dal gunplay fulmineo, gode del supporto per NVIDIA Reflex, anche se in questo caso il risparmio in millisecondi, arrivando a framerate molto elevati, sembrerebbe essere minimo. Resta però come restano i vantaggi dei 360Hz, a patto di raggiungerli. In questo caso infatti siamo a circa 270fps, sempre con una RTX 3080, con le impostazioni grafiche portate su livello basso.

DOOM

Nel caso di DOOM torniamo a un titolo che non gode del supporto per la tecnologia Reflex, almeno per il momento. Ma grazie all'ottimizzazione riesce a spingersi in vista dei 300fps, sempre in 1080p e su una RTX 3080, senza compromessi, garantendo un framerate estremamente elevato nonostante la grafica a tratti spettacolare. Merita quindi un posto tra i titoli che possono dare grandi soddisfazioni con un monitor da 360Hz.

Wolfenstein: Youngblood

Un discorso analogo lo si può fare anche per Wolfenstein: Youngblood che grazie al DLSS 2.0 riesce addirittura a sfiorare i 320fps con un Core i7-10700, sempre con la GeForce RTX 2080. Certo questo significa disattivare il ray tracing, che aggiunge effetti grafici ben visibili e notevoli, ma significa anche volare attraverso le sparatorie nonostante un comparto grafico notevole, almeno per il genere.