Pokémon Mystery Dungeon, le origini dello spin-off 29

Mancano poche settimane al ritorno di Pokémon Mystery Dungeon: scopriamo insieme le origini di uno dei più amati spin-off in salsa Pokémon

SPECIALE di Christian Colli   —   14/02/2020

Annunciato a sorpresa durante l'ultimo Pokémon Direct, Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX arriverà sui nostri Switch i primi di marzo. Per chi non lo sapesse, si tratta di un vero e proprio remake ispirato ai due dei primi spin-off a uscire sulla scia del successo del franchise targato Game Freak. Sviluppati da Chunsoft, i due titoli gemelli che diedero inizio a Pokémon Mystery Dungeon risalgono addirittura al 2005 e hanno riportato in auge un genere di nicchia, facendolo conoscere a un pubblico molto più vasto. In questo speciale vi parleremo di questo genere particolare e di Spike Chunsoft, un'azienda che pochi conoscono ma che vanta un curriculum di tutto rispetto dato che ha firmato nientepopodimeno che Dragon Quest.

Chunsoft

Spike Chunsoft non è sempre stata Spike Chunsoft. Koichi Nakamura era un ragazzo prodigio che negli anni '80 aveva messo da parte un notevole patrimonio programmando a livello amatoriale che andava ancora al liceo: i suoi software e le sue pubblicazioni per la rivista I/O magazine lo avevano reso già popolare nell'ambiente, ma Nakamura sfondò sul serio nel 1982, al terzo anno delle superiori, quando partecipò a un concorso annuale di Enix con un gioco, Door Door, che gli valse un cospicuo premio in denaro e l'attenzione di una società che, poco tempo dopo, avrebbe dato i natali a Dragon Quest proprio grazie a lui. Nakamura continuò infatti a sviluppare nel tempo libero anche negli anni dell'università e coi risparmi accumulati fondò una piccola società di cinque persone che chiamò Chunsoft, ispirandosi al primo ideogramma del suo cognome - Naka (中) - che si leggeva anche Chun.

Nakamura stabilì ufficialmente Chunsoft in una stanzetta di un condominio a Chofu, una frazione di Tokyo, e pubblicò nel 1985 la conversione di Door Door per PC-6001. Dopodiché cominciò una collaborazione con Enix e spostò l'attenzione sullo sviluppo per Famicom, a quel tempo molto più remunerativo grazie al successo della console Nintendo. Fu esattamente in questo contesto che Nakamura conobbe Yuji Horii, un altro vincitore del concorso Enix col quale aveva cominciato a lavorare su una serie di conversioni per Famicom. Horii e Nakamura avevano una passione in comune: i giochi di ruolo occidentali. Innamorati di Wizardry e Ultima, i due giovani progettarono un titolo simile ma, ispirandosi a The Tower of Druaga di Masanobu Endo, lo impostarono con un tono più adatto al pubblico giapponese, reclutando anche un noto fumettista, Akira Toriyama. Dragon Quest nacque praticamente così e Chunsoft sviluppò i primi quattro episodi con Kochi Nakamura al timone in qualità di director e di supervisore nel caso del quinto capitolo.

Mystery Dungeon

Oggi Spike Chunsoft si chiama così perché le due aziende si sono fuse in una sola intorno al 2012: Chunsoft era infatti diventata una sussidiaria della Dwango, che possedeva anche Spike, nel 2005. Già all'epoca, però, Chunsoft era diventata famosa non tanto per i Dragon Quest - che solitamente si associano soprattutto a Enix fino all'ottavo e ultimamente a Square Enix in generale - quanto per i suoi cosiddetti Mystery Dungeon, un genere che in un certo senso è diventato il suo cavallo di battaglia negli anni. Il giro di boa si verifica nel periodo di transizione da Famicom o NES, che dir si voglia, a Super Famicom: in quel periodo Nakamura aveva lasciato la programmazione e dirigeva a tempo pieno l'azienda, sempre in cerca di nuove idee con cui catturare l'attenzione dei giocatori. Una di esse sopraggiunse quando Nakamura si imbatté in Rogue per vie traverse: era un titolo del 1980 di Michael Toy e Glenn Wichman che attirò subito la sua attenzione per via della difficoltà elevata ma appagante.

Ispirandosi a Rogue, Nakamura e i ragazzi di Chunsoft svilupparono Torneko no Daibōken: Fushigi no Dungeon per Super Famicom nel 1993. Ambientato nell'universo di Dragon Quest - Torneko, che in Italia è diventato Baldo, compare per la prima volta in Dragon Quest IV - il titolo dà il la a un vero e proprio genere che prende il nome di Fushigi no Dungeon, Mystery Dungeon in inglese. Chunsoft avrebbe poi sviluppato due sequel, Torneko: The Last Hope nel 1999 e Torneko no Daibōken III nel 2002, dopo aver già sdoganato quello che nel frattempo era diventato un vero e proprio franchise. Il buon successo di Torneko no Daibōken, infatti, aveva convinto Nakamura a proseguire su quella strada senza attingere a universi o personaggi su licenza: è così che nasce Shiren the Wanderer, primo di una lunga serie di inediti che sarebbero arrivati anche su Nintendo DS e sistemi mobile. Shiren the Wanderer resta però l'unico Mystery Dungeon proprietario di Chunsoft, che in seguito avrebbe attinto all'immaginario Square per Chocobo's Dungeon nel 1997 e a quello Nintendo con Pokémon Mystery Dungeon: Squadra Rossa e Squadra Blu nel 2005.

E rieccoci punto e a capo. Ma che cos'è, esattamente, un videogioco "Mystery Dungeon"? Per farla breve, sono titoli che potremmo quasi considerare i precursori dei roguelike su console, genere che comunque ancora oggi rimane molto in sordina. Si tratta di giochi di ruolo, prima di tutto, incentrati sull'esplorazione di labirinti procedurali in cui si combatte a turni. Le dinamiche sono piuttosto particolari perché i nemici si muovono e agiscono ogni volta che lo fa il giocatore, obbligando quest'ultimo a calcolare attentamente le sue mosse come se stesse giocando a scacchi. Una serie di svantaggi addizionali mettono il giocatore sotto pressione: si può scappare dai dungeon solo in casi specifici, e la sconfitta comporta la perdita del denaro e degli oggetti che abbiamo portato con noi nei sotterranei. Inizialmente pensati per fare presa su un pubblico giovanissimo, specialmente Chocobo Dungeon, ben presto i Mystery Dungeon hanno trovato un posticino speciale nei cuori nei fan e Chunsoft ha affinato la sua tecnica, riuscendo a convogliare nei suoi Mystery Dungeon su licenza i tratti distintivi dei franchise specifici, come vedremo con l'evoluzione di Pokémon Mystery Dungeon la prossima settimana.